Rubrica Dialogo coi lettori
 
Potete chiarirmi dei dubbi ideologici sul socialismo?
Caro PMLI,
sono un ragazzo alle prese con i primi dubbi ideologici. Ancora prima di Marx, apprezzavo l'opera, per quanto storicamente inesatta, di Rousseau, che mi ha spinto (e lo fa tutt'ora) a documentarmi sui tanti autori di questo variopinto scenario socialista. Attualmente, sto leggendo testi su Berlinguer e Craxi e, per quanto effettivamente plasmato dalla società, ammiro la (prima) Repubblica e la sua storia. Sono ben lontano dalla verità assoluta, ciònonostante tollero e osservo anche tante tesi, opposte alla mia corrente, quali le opere di J. Keynes oppure di Proudhon (sebbene conosca la critica mossa da Marx su queste ultime).
Ora mi chiedo: cosa ne pensate di uno spirito come il mio? (non interamente fedele alle opere dei Maestri, perché desideroso di confrontarsi). Inoltre, essendo conscio del fatto che il progresso non è sempre e unicamente positivo, tendo a considerare (e a replicare) le opinioni differenti dalla mia per rimanere in un carattere di "equilibrio". Ultimo, ma non meno importante, credo che in un paese come il nostro, una vera e propria rivoluzione del proletariato non sia quello di cui necessitiamo. Bisogna piuttosto arrivare gradualmente al socialismo e da lì perfezionarlo pian piano poiché, almeno precedentemente durante il secolo scorso, le basi potevano esserci.
Vi ringrazio per la vostra gentile attenzione e, per quanto non sia interamente dei Vostri, continuerò a seguirvi per l'invidiabile impegno che ponete per noi tutti.
Fabio - Milano
 
Caro Fabio,
grazie per averci scritto e per l'elogio che ci rivolgi: ci sprona a migliorare costantemente. Grazie anche per averci posto i tuoi quesiti.
Ci poni una domanda (che ne pensiamo di uno “spirito come il tuo”) alla quale non possiamo rispondere a bruciapelo. Sicuramente siamo felici che un ragazzo come te non accetti supinamente il “pensiero unico” borghese, si informi, faccia le sue ricerche e – soprattutto! - ammiri Marx. Allo stesso tempo ci chiediamo (e ti invitiamo a chiederti) se non sia più utile concentrarti nello studio di ciò che serve a capire, criticare, combattere e cambiare la società capitalista in cui viviamo, cioè il marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Per noi lo studio non deve essere fine a se stesso ma essere utile all'azione concreta, e qui si capisce quanto sia importante avere la teoria giusta per orientare correttamente le proprie lotte e avere un progetto di società che rompa veramente con il capitalismo per creare un'alternativa reale a favore delle masse lavoratrici e popolari.
Non farti trarre in inganno da quello che definisci “variopinto scenario socialista”: tanti si sono proclamati "socialisti" o "comunisti" a parole nel corso della storia, ma l'unico che è risultato vincente è il socialismo scientifico fondato da Marx ed Engels e sviluppato e applicato da Lenin, Stalin e Mao. Non certo quello fasullo di Berlinguer e Craxi. Quest'ultimo peraltro ha avviato le “grandi riforme” firmate P2 poi raccolte da Berlusconi e oggi da Renzi, che, sulle ceneri delle conquiste sul fronte del lavoro e dell'istruzione pubblica, della Costituzione del '48 e delle libertà democratico-borghesi, hanno portato alla nascita del regime neofascista, presidenzialista, federalista e interventista. Questo regime ha picconato da destra la prima Repubblica democratica borghese, che però non è certo da rimpiangere, in quanto a sua volta era una consorteria di malaffare e corruzione a tutela del capitalismo.
Arrivare gradualmente (quindi per via parlamentare) al socialismo si è dimostrato impossibile e fallimentare. La fine del PCI revisionista e la sua totale omologazione al capitalismo lo dimostrano. Visto che lo studi, dovresti sapere che Marx, già nel “Manifesto del partito comunista” e analizzando l'esperienza della Comune di Parigi, rilevava che non basta conquistare la macchina statale già pronta, ma occorre distruggerla per crearne una nuova. In altre parole, vincere le elezioni e andare al governo non conta nulla, perché il sistema economico resta capitalista e quindi la borghesia continua ad avere in mano l'autorità decisiva. Solo creando un sistema economico completamente nuovo, con una sovrastruttura politica, istituzionale e culturale completamente nuova, e soprattutto con il proletariato al potere, è possibile realizzare il socialismo. Non c'è altra via per farlo che la rivoluzione proletaria, perché la borghesia non si rassegnerà certo a perdere il potere, i privilegi e i profitti di cui dispone. La storia è piena zeppa di esempi.
Infine, non capiamo perché la fedeltà al pensiero dei Maestri e il desiderio di confrontarsi dovrebbero essere in contraddizione. Noi siamo più che desiderosi di confrontarci con le altre posizioni, criticandole se le troviamo non condivisibili o non utili alla causa del socialismo. Ma con l'obiettivo di contendere l'egemonia ideologica al riformismo e al revisionismo, altrimenti ci chiudiamo in un salotto intellettuale che poco incide sulle lotte reali. Un “equilibrio” è impossibile: o la spunta l'ideologia della borghesia, o la spunta l'ideologia del proletariato.
Continua a seguirci e a dialogare con noi, ma passa anche all'impegno, al nostro fianco, per le battaglie che condividi. Per esempio contro la “Buona scuola” e la controriforma piduista della Costituzione.
Saluti amichevoli.
 
 

2 marzo 2016