Marx su Marx
Citazioni tratte dal Carteggio di Marx

Tra parentesi quadre […] compaiono le note dei curatori.
 
1844
 
Le sarei molto obbligato, se al massimo entro martedì volesse informarsi se Frank vuole assumersi la pubblicazione dell'opuscolo contro Bauer [“La sacra famiglia”] oppure no.
Mi è completamente indifferente, in che modo vorrà decidersi.
Io sono in grado di avere in ogni momento un editore straniero. Solo, proprio questo opuscolo, per il quale anche la singola parola è importante, mi piacerebbe vederlo stampare sotto i miei occhi e poterlo correggere io stesso.
(Marx, Lettera a Heinrich Börnstein, autunno 1844, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 430)
 
1845
 
Ho appreso da fonti sicure che alla Prefettura di polizia esistono ordinanze contro di Lei, me e alcuni altri, secondo le quali dobbiamo lasciare Parigi e la Francia tra ventiquattro ore, entro il lasso di tempo più breve possibile.
(Marx, Lettera a Arnold Ruge, gennaio 1845, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 433)
 
L'editore Leske è stato da me poco fa. Egli pubblica a Darmstadt una rivista trimestrale esente da censura. Io, Engels, Hess, Herwegh, Jung, ecc. collaboreremo. Mi ha pregato di chiederLe la Sua collaborazione, in poesia o in prosa. Ella certamente non rifiuterà, giacché bisogna che sfruttiamo ogni occasione di arrivare anche in Germania.
Tra tutte le persone che io lascio qui, lasciare Heine è la cosa che più mi dispiace. Se potessi La impacchetterei, per portarLa via con me.
(Marx, Lettera a Heinrich Heine, 12 gennaio 1845, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 434)
 
Mia moglie manda a Lei e alla Sua consorte molti saluti. Ieri l'altro sono stato all'Administration de la sûreté publique [pubblica sicurezza (polizia)] di qui, e ho dovuto dichiarare per iscritto di non pubblicare nulla su questioni di politica attuale nel Belgio.
(Marx, Lettera a Heinrich Heine, 24 marzo 1845, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 435)
 
La prego di inviare – sul mio conto, Lei potrà spiccare una tratta su di me comprendente anche l'importo di questa lettera, - tre esemplari della “Sacra Famiglia” a mio nome immediatamente a Parigi al Signor Herwegh, rue Barbet-Jouy, Faub. St. Germain, al Signor Heine rue du Faub. Poissonnière Nr. 46, e al Signor Bernays, 12, rue de Navarin. Da molte parti mi sono giunte lamentele per lettera sul fatto che a Parigi non si trovino esemplari.
(Marx, Lettera a Löwenthal, 9 maggio 1845, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 436)
 
1846
 
Da quando ho lasciato Parigi, mi sono proposto più volte di scriverLe; circostanze indipendenti dalla mia volontà me lo hanno tuttavia impedito fino ad ora; La prego di credere che gli unici motivi del mio silenzio sono il troppo daffare, fastidi collegati a un cambiamento di domicilio ecc.
E ora entriamo subito in medias res [in argomento]. Insieme ai miei due amci, Friedrich Engels e Philippe Gigot (ambedue a Bruxelles), ho organizzato una corrispondenza regolare con i comunisti e socialisti tedeschi, la quale si occuperà sia della discussione di questioni scientifiche, sia di fornire un panorama critico degli scritti popolari, sia – infine – della propaganda socialista che è possibile svolgere in Germania con questo mezzo. Lo scopo principale della nostra corrispondenza sarà, tuttavia, quello di stabilire il collegamento dei socialisti tedeschi con i socialisti francesi e inglesi, di tenere al corrente gli stranieri sui movimenti socialisti che si svilupperanno in Germania e informare i tedeschi in Germania sul progresso del socialismo in Francia e in Inghilterra. In questo modo potranno venire alla luce le divergenze di opinioni, e si giungerà ad uno scambio di idee e ad una critica imparziale. Questo è il passo che il movimento sociale deve fare nella sua forma di espressione letteraria onde liberarsi della limitatezza nazionale . E nel momento dell'azione è sicuramente di grande utilità per tutti l'essere informati sullo stato delle cose all'estero con la stessa esattezza che su quello nel proprio paese.
La nostra corrispondenza abbraccerà, oltre i comunisti in Germania, anche i socialisti tedeschi a Parigi e a Londra. I nostri collegamenti con l'Inghilterra sono già stabiliti; per quanto riguarda la Francia, noi crediamo tutti che non potremmo avere costà un corrispondente migliore di Lei: Lei sa che gli inglesi e i tedeschi hanno saputo finora apprezzarLa meglio dei Suoi concittadini.
Lei vede dunque che si tratta solo di stabilire una corrispondenza regolare e di garantirle i mezzi per seguire il movimento sociale nei vari paesi, onde giungere a risultati ricchi e molteplici, quali il lavoro di un singolo individuo mai sarebbe in grado di ottenere.
Nel caso che Ella voglia accettare la nostra proposta, le spese postali delle lettere che Lei riceverà, come pure di quelle che Lei ci invierà, saranno sostenute da noi, poiché le collette organizzate in Germania sono destinate a coprire le spese di corrispondenza.
L'indirizzo di qui a cui dovrebbe scrivere è: Signor Philippe Gigot, 8, rue Bodenbroek. Questi firmerà anche le lettere da Bruxelles.
Non ho bisogno di aggiungere che tutta quanta la corrispondenza richiede il massimo segreto da parte Sua, giacché i nostri amici in Germania debbono agire con la massima circospezione per non compromettersi.
Ci risponda presto e creda alla sincera amicizia del Suo devotissimo Karl Marx.
(Marx, Lettera a Pierre-Joseph Proudhon, 5 maggio 1846, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 444-445)
 
Il secondo volume [dell'“Ideologia tedesca”] è quasi finito. Sarebbe estremamente opportuno che la stampa cominciasse, non appena arrivano i manoscritti del primo volume (la cosa migliore è spedirli in due mandate). (…)
Per quanto riguarda la parte in comune, Engels – qui vicino a me – sta rispondendoti. Ti confesso francamente che le notizie che mi dai mi hanno colpito assai sgradevolmente.
Tu sai che io mi trovo in gravi difficoltà finanziarie. Per tirare avanti qui negli ultimi tempi, ho venduto le ultime cose d'oro e d'argento e una gran parte della biancheria di lino. Per risparmiare ho rinunciato, per il momento, anche ad avere casa per conto mio e mi sono trasferito qui nel Bois Sauvage. Altrimenti avrei dovuto trovare una nuova domestica, perché l'ultima bambina viene ora svezzata.
Inutilmente ho cercato a Treviri (presso mia madre) e a Colonia da uno dei suoi amici in commercio di ottenere 1.500 franchi, che mi sono necessari per rimettermi a posto. Le notizie editoriali sono per me tanto più sgradevoli, in quanto speravo di ottenere questa somma come anticipo sull'Economia.
Certo, a Colonia esistono altri borghesi, che forse mi anticiperebbero il denaro a una certa scadenza. Solo che questa gente, da un bel pezzo, ha preso un indirizzo che è esattamente opposto ai miei princípi, e io non vorrei esser loro obbligato in alcun modo.
Quanto all'onorario di questa pubblicazione, come sai, a me spetta solo la metà per il primo volume.
Come se non bastassero i miei fastidi personali, sono bombardato, nella mia veste di curatore della pubblicazione, di lettere di sollecito da tutte le parti ecc. (…)
Come vedi, da tutte le parti miseria! In questo momento non so che fare.
Un'altra volta ti scriverò una lettera di risposta. Scusami per il mio silenzio, considerando che alla massa di lavoro, ai doveri familiari ecc. si è aggiunta anche tutta questa pressione finanziaria.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 14 maggio 1846, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 447-448- 449-450)
 
Alla lettera, nella quale Ella mi spiegava le Sue riserve a proposito della pubblicazione [“Critica della politica e dell'economia politica”], Lei ha ricevuto risposta a giro di posta. Per quanto riguarda la Sua domanda a proposito della “scientificità”, io Le rispondevo: il libro è scientifico, ma non scientifico nel senso del governo prussiano ecc. Se ha la bontà di ricordarsi della Sua prima lettera, ricorderà anche di avere scritto molto impaurito a causa della diffida prussiana e della perquisizione poliziesca che da poco era avvenuta a casa Sua. Al tempo stesso io Le scrissi che mi sarei occupato di trovare un altro editore.
Io ho ricevuto da Lei una seconda lettera, nella quale Ella da un lato annullava il contratto editoriale, dall'altro era d'accordo che l'anticipo fosse rimborsato sotto la forma di un pagamento all'eventuale nuovo editore.
A questa lettera Ella non ha ricevuto una ulteriore risposta, perché credevo di poterLe dare in breve tempo una risposta positiva, cioè l'annuncio che si era trovato un altro editore. Come tutto ciò sia andato per le lunghe, verrà a saperlo subito. Che io abbia accettato la Sua proposta riguardante il rimborso dell'anticipo come cosa del tutto naturale , lo può desumere dalla circostanza che, nell'unica sede dove ho fatto dei passi per la pubblicazione, ho fatto dichiarare al tempo stesso che, alla consegna del manoscritto, a Lei avrebbero dovuto essere rimborsati 1.500 franchi. La prova di tutto ciò può essere fornita in ogni momento . Del resto ne sono testimoni anche Engels e Hess.
D'altro lato, Ella ricorderà che, vuoi a Parigi vuoi nel contratto scritto, nulla era stato stabilito sulla forma più o meno rivoluzionaria del mio scritto. Che al contrario allora io ritenevo di dover pubblicare contemporaneamente i due volumi, perché la pubblicazione del primo volume avrebbe comportato il divieto o la confisca del secondo. Heinrich Bürgers di Colonia era presente e può testimoniarlo. Parlando giuridicamente , dunque, Lei non aveva il diritto di porre nuove condizioni o di rifiutare l'edizione, allo stesso modo che io, dal punto di vista giuridico, non sono obbligato né a rimborsare l'anticipo, né ad accettare le Sue nuove proposte, né a modificare il mio lavoro. Ma sul fatto che io non potrei pensare neppure per un momento di comportarmi con Lei secondo il punto di vista giuridico , in particolare perché Ella non era affatto obbligata contrattualmente a pagarmi un anticipo che io piuttosto dovevo considerare ed ho considerato come un atto di pura amicizia: su questo fatto mi pare non sia necessario intrattenersi. Come finora io ho liberato degli editori (per esempio Wigand e Fröbel, quando si stampavano i “Deutsch-Französische Jahrbücher”, ed altri editori come presto Le dirò) dagli obblighi assunti contrattualmente e giuridicamente esigibili senza fare storie e nonostante gravi perdite pecunarie, così non mi è mai passato per la testa di togliere un centesimo a un editore qualsiasi, anche quando lo potevo fare dal punto di vista giuridico. Non si vede assolutamente per qual ragione avrei dovuto fare un'eccezione con Lei, che mi ha reso un favore particolare.
Per quanto riguarda il ritardo della risposta, ho da dirLe quanto segue:
Alcuni capitalisti in Germania avevano accettato di pubblicare vari scritti miei, di Engels e di Hess. Vi era perfino la prospettiva di un vasto accordo formale editoriale, che doveva essere esente da ogni riguardo verso la polizia. Attraverso un amico di quei signori, mi era inoltre stata praticamente assicurata la pubblicazione della mia “Critica dell'economia” ecc. Lo stesso amico si è trattenuto a Bruxelles fino a maggio per portare al sicuro oltre confine il manoscritto del primo volume della pubblicazione [“L'ideologia tedesca”] curata sotto la mia redazione e con la collaborazione di Engels ecc.. Una volta in Germania, egli avrebbe dovuto inoltre scrivere definitivamente se l'“Economia politica” fosse stata accettata oppure no. Giunsero invece notizie indefinite o nessuna notizia e, dopo che la maggior parte del manoscritto del secondo volume di quella pubblicazione era già stato inviato in Germania, quei signori hanno scritto finalmente, da pochissimo tempo, che tutta la faccenda è finita nel nulla , poiché essi hanno impegnato altrove il loro capitale. Da ciò la risposta definitiva a Lei è stata ritardata. Una volta che tutto era stato deciso, mi misi d'accordo con il signor Pirscher di Darmstadt, che si trovava qui, per fargli trasmettere una mia lettera per Lei.
A causa di quella pubblicazione combinata con i capitalisti tedeschi io avevo rimandato l'elaborazione della “economia”. Mi sembrava infatti molto importante far precedere alla mia argomentazione positiva uno scritto polemico contro la filosofia tedesca e contro il socialismo tedesco fino ad oggi. Questo è necessario per preparare il pubblico al punto di vista della mia economia, la quale si contrappone risolutamente a tutta quanta la scienza tedesca fino ad oggi. Si tratta del resto dello stesso scritto polemico di cui Le avevo scritto, in una delle mie lettere, che avrebbe dovuto essere terminato prima di pubblicare l'“economia”.
Tanto di tutto ciò.
Alla Sua lettera di questi giorni rispondo come segue:
I. Nel caso che Ella non pubblichi l'opera, dichiaro che Ella riceverà senza discussioni l'anticipo nel modo che vorrà indicare.
Altrettanto indiscutibile è però che, nel caso io ricevessi da un altro editore una somma inferiore all'onorario stipulato con Lei, Ella dovrebbe partecipare alla perdita nella stessa misura di me, poiché il ricorso ad un altro editore è stato provocato da Lei, non da me.
II. Vi sono prospettive per la pubblicazione del mio libro. Ieri l'altro ho ricevuto una lettera dalla Germania, nella quale mi si annuncia che si vuole fondare una casa editrice per azioni destinata alla pubblicazione di opere comuniste, la quale volentieri aprirebbe le pubblicazioni con la mia opera. Tuttavia io considero la faccenda ancora così indeterminata che, in caso di necessità, mi rivolgerò anche ad altri editori.
III. Poiché il manoscritto quasi concluso del primo volume della mia opera è rimasto qui da tanto tempo, non lo farò stampare senza sottoporlo ancora una volta ad una revisione di contenuto e di stile. Si capisce che un autore, il quale continua a lavorare, non può più lasciare stampare letteralmente dopo sei mesi ciò che ha scritto sei mesi prima.
A ciò si aggiunga che i “Fisiocrati”, due volumi in folio, sono apparsi solo alla fine di luglio e arriveranno qui solo tra alcuni giorni, sebbene la pubblicazione ne fosse stata annunciata già durante il mio soggiorno a Parigi. A questo punto è necessario tenerne assolutamente conto.
Il libro ora verrà rielaborato in modo tale, da potere essere pubblicato anche nella Sua casa editrice. Del resto, presa visione del manoscritto, Lei è libero di farlo pubblicare sotto il nome di un'altra casa.
IV. Per quanto riguarda il tempo, ho da dire quanto segue: a causa della mia salute assai malandata, sono costretto a prendere dei bagni di mare a Ostenda durante il mese di agosto e inoltre sono occupato dalla preparazione dei due volumi della pubblicazione suddetta. Nel mese di agosto dunque non potrà accadere gran che.
La revisione del primo volume sarà pronta per la stampa alla fine di novembre . Il secondo volume, che ha un carattere più storico, potrà seguire immediatamente.
V. In una delle mie lettere passate Le ho già scritto che il manoscritto aumenterà di 20 sedicesimi rispetto a quelli stabiliti, sia a causa del materiale aggiunto in Inghilterra, sia per le esigenze derivate dalla rielaborazione.
Poiché tuttavia il contratto era concluso, ero deciso, come Lei si ricorderà da una delle mie lettere passate, a contentarmi dell'onorario già stabilito, nonostante che il numero dei sedicesimi fosse aumentato di circa un terzo. Avrebbe nociuto al libro, se io avessi pubblicato a parte il materiale nuovo. Neppure avrei esitato a sopportare lo svantaggio commerciale nell'interesse dell'opera. Io non volevo né rompere il contratto né nuocere al successo del libro.
Poiché invece, secondo la Sua scorsa lettera, sono io a dover decidere di riprendere il contratto, dovrei aggiungere come nuova condizione che i sedicesimi in più di quelli stabiliti mi vengano compensati in proporzione. Io credo che questa richiesta sia tanto più equa, in quanto il mio guadagno sarà già di per sé assai scarso, sia a causa del viaggio e del soggiorno in Inghilterra richiesti dalla mia opera, sia perché ho dovuto procurami un gran numero di pubblicazioni molto care.
Per concludere: io desidero che la mia opera appaia presso di Lei, purché ciò avvenga a condizioni in qualche modo ragionevoli e perché Ella ha sempre dimostrato liberalità e amicizia nei miei riguardi.
Se ce ne fosse bisogno, potrei dimostrarLe, in base a numerose lettere giuntemi dalla Germania e dalla Francia, che questa opera è attesa con grande curiosità dal pubblico.
(Marx, Lettera a Carl Wilhelm Leske, 1° agosto 1846, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 453-454-455-456-457)
 
Avrei risposto già da molto tempo alla Sua lettera del 1° novembre, se il mio libraio non mi avesse inviato il libro di Proudhon “Philosophie de la misère” solo la settimana scorsa. L'ho scorso in due giorni, onde poterLe comunicare immediatamente la mia opinione. Siccome ho letto il libro molto in fretta, non sono in grado di scendere in particolari e non posso che comunicarLe l'impressione generale che mi ha fatto. Se Lei lo desidera, potrei addentrarmi in particolari in una seconda lettera.
Le confesserò apertamente che, in generale, trovo questo libro cattivo, anzi pessimo. (…)
L'unico punto nel quale io mi trovo completamente d'accordo con Proudhon, è il suo disgusto per il sentimentalismo socialista. Già prima di lui, io mi sono attirato molte inimicizie per aver preso in giro il socialismo imbecille, sentimentale, utopistico. Ma Proudhon, a sua volta, non è preda di illusioni singolari, quando contrappone il suo sentimentalismo di piccolo borghese, intendo dire le sue smancerie sulla vita familiare, l'amore coniugale e tutte queste banalità al sentimentalismo socialista, che, per esempio in Fourier, ha molta più profondità delle banalità presuntuose del nostro buon Proudhon? (…)
Proudhon è dalla testa ai piedi filosofo, economista della piccola borghesia. (…)
Avrei voluto poterLe mandare, insieme a questa lettera, il mio libro sull'economia politica [“Critica della politica e dell'economia politica”], ma finora non mi è stato possibile fare stampare questa opera né le critiche ai filosofi e ai socialisti tedeschi, di cui Le avevo parlato a Bruxelles. Ella non può immaginarsi quali difficoltà incontri in Germania una pubblicazione simile, da parte della polizia da un lato, dall'altro da parte degli editori, i quali sono poi i rappresentanti interessati di tutte le correnti che io combatto. E per quanto riguarda il nostro partito, non solo esso è povero, ma un gruppo assai forte all'interno del partito comunista tedesco me ne vuole, perché io mi oppongo alle sue utopie e declamazioni.
(Marx, Lettera a Pavel Vasilevič Annenkov, 28 dicembre 1846, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 458-468-469-470)
 
1847

Tu sai che Vogler dal principio di maggio è in prigione ad Aquisgrana. Ciò ha reso per ora impossibile la stampa dell'opuscolo [“Lo status quo in Germania”] che tu ci hai spedito. Il primo terzo di esso mi è piaciuto molto. Agli altri due bisogna in ogni caso apportare mutamenti. Su questo punto sarò più dettagliato la prossima volta. (…)
Per il momento sono in tali strettezze finanziarie che devo ricorrere a spiccar cambiali. (…)
Circa dodici giorni fa Breyer mi fece un salasso, ma al braccio destro invece che al sinistro . Siccome ho seguitato a lavorare come se nulla fosse, la ferita, invece di cicatrizzarsi, è andata in suppurazione. La cosa avrebbe potuto divenir pericolosa e costarmi il braccio. Adesso è quasi guarita. Ma il braccio è ancora debole. Non devo affaticarlo.
(Marx, Lettera a Engels, 15 maggio 1847, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 91-92)
 
Mi affretto a confermarti l'arrivo della tua lettera. Da essa non ricevo altro che la conferma di ciò che sapevo già in anticipo, che cioè tutta la faccenda è un pettegolezzo miserabile. Volevo solo un paio di righe da parte tua, onde poter far vedere a Engels nero su bianco di qual natura sono le chiacchiere tedesche piccolo-borghesi a Parigi. Ti assicuro che da quando ho lasciato Parigi, nonostante tutte le mie precauzioni per rendermi introvabile e inaccessibile, queste vecchie comari mi hanno continuamente perseguitato con insulsaggini del genere. Solo con la massima sgarbatezza è possibile tenere a distanza questi imbecilli.
Mi dispiace solo di averti importunato nel tuo ritiro con questa roba. (…)
Ai miei manoscritti succede pressappoco ciò che capita alla “Brϋsseler-Zeitung”, e questi asini hanno anche il coraggio di scrivermi tutti i giorni, chiedendomi come mai non stampo nulla e addirittura rimproverandomi di aver preferito scrivere in francese piuttosto che non scrivere nulla. Dovremo ancora per lungo tempo espiare la colpa di essere nati teutoni.
Addio. Saluta tua moglie e te stesso cordialmente da parte di mia moglie e mia.
A Parigi troverai ancora un elenco degli errori di stampa nella mia roba francese [“Miseria della filosofia”]. Certi passi sono incomprensibili senza questo elenco.
Appena hai un'ora libera e niente di meglio da fare scrivi al tuo Marx.
(Marx, Lettera a Georg Herwegh, 8 agosto 1847, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 473-474-475)
 
Avrei dovuto dare a Engels una lettera per te, ma prima della tua partenza ci sono state tante di quelle cose da sbrigare, che questa fu trascurata e dimenticata.
La contessa Hatzfeldt mi aveva inoltre pregato di scriverti alcune righe di raccomandazione per lei. Credo che nel frattempo ne avrai già fatto la conoscenza. Per essere una tedesca, questa donna ha dimostrato molta energia nel duello con suo marito.
Qui a Bruxelles abbiamo fondato due associazioni democratiche pubbliche.
1. Una Associazione operaia tedesca che conta già circa 100 iscritti. Le discussioni sono in questa associazione del tutto parlamentari e ci si dedica anche a trattenimenti in società come canto, declamazione, teatro e altre cose del genere.
2. Una associazione più piccola di carattere cosmopolitico-democratico, di cui fanno parte belgi, francesi, polacchi, svizzeri e tedeschi. Se verrai qua, vedrai che nel piccolo Belgio si può fare di più per la propaganda immediata che nella grande Francia. Inoltre credo che, per quanto piccola, l'attività abbia su tutti un effetto assai vivificante.
3. È possibile che ci attendano vessazioni poliziesche, dato che ora il governo liberale è al timone dello Stato e i liberali sono sempre gli stessi.
Ma verremo a capo anche di loro. Qui non è come a Parigi dove gli stranieri si trovano isolati davanti al governo.
Data l'impossibilità di utilizzare in un modo qualsiasi il commercio librario in Germania nelle condizioni attuali, ho fatto i primi passi, d'accordo con alcuni tedeschi di Germania, onde fondare una rivista mensile sostenuta mediante contributi azionari. Nella provincia renana e nel Baden si è già messo insieme un certo numero di azioni. Cominceremmo immediatamente, appena raccolto il denaro necessario per tre mesi.
Se i contributi lo permettessero in qualche modo, si stabilirebbe qui una tipografia in proprio da utilizzare anche per la stampa di opere separate.
Da te vorrei sapere:
1. Se anche tu hai intenzione di raccogliere qualche azione per conto tuo (ogni azione è di 25 talleri).
2. Se vuoi collaborare e figurare come collaboratore sulla testata.
Ma ti scongiuro, dato che già mi sei debitore di una lettera da un bel pezzo, di superare questa volta la tua ripugnanza verso lo scrivere e di rispondere presto. Vorrei inoltre pregarti di chiedere a Bakunin per quale via, sotto quale indirizzo e in che modo, io possa far giungere una lettera a Tolstoi.
(Marx, Lettera a Georg Herwegh, 26 ottobre 1847, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 478-479)
 
Ragioni di partito, che qui non posso spiegare, mi hanno indotto a partire per Londra. Ho utilizzato questo viaggio anche per stabilire contatti tra l'Associazione democratica di Bruxelles e i cartisti inglesi, e arringare questi ultimi in un comizio pubblico. Forse ne ha letto qualche notizia nei giornali inglesi e francesi.
Ma quando partii, - e io sono costretto a rimanere ancora alcuni giorni qui, - la mia famiglia si trovava nella situazione più difficile e disperata. Non solo, mia moglie e i bambini sono malati. La mia situazione economica in questo momento è talmente critica, che mia moglie viene sottoposta dai creditori a una vera e propria persecuzione e si trova in miserevoli ristrettezze finanziarie.
La spiegazione di questa crisi è semplice. I manoscritti tedeschi [“L'ideologia tedesca”] non vengono stampati per intero. Ciò che se ne stampa, io lo cedo gratis solo per renderlo noto. Il mio opuscolo contro Proudhon [“Miseria della filosofia”] si è venduto assai bene. Ma riceverò una parte delle entrate solo a Pasqua.
Le entrate di mia moglie non bastano da sole, e da un certo tempo io sono in trattative con mia madre per ottenere almeno una parte del mio patrimonio. Sembra che ciò possa avvenire tra poco. Ma tutte queste cose sul momento non servono a nulla.
In questa situazione, che non mi vergogno di svelarLe apertamente, Lei mi salverebbe davvero dal peggio, se potesse fare avere a mia moglie una somma tra i 100 e 200 franchi. Naturalmente potrò restituirla, non appena le questioni finanziarie con la mia famiglia saranno regolate.
(Marx, Lettera a Pavel Vasilevič Annenkov, 9 dicembre 1847, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 480)
 
1848
 
Qui si è costituito un Comitato centrale, [della Lega dei comunisti a Parigi] dato che Jones, Harney, Schapper, Bauer, Moll si trovano qui. Io sono stato nominato presidente, e Schapper segretario. Sono membri Wallau, Lupus, Moll, Bauer ed Engels.
(Marx, Lettera a Engels, circa 12 marzo 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 126)
 
In questi giorni non ho un momento di tempo per scrivere più dettagliatamente. Mi limito al necessario.
Flocon è molto ben disposto verso di te.
I “vagabondi” di qui ti dedicano tutti più o meno le loro ire. (Rissa con Scherzer ecc.)
Per quanto riguarda le mie cose, prendile con te fino a Valenciennes e là falle sigillare. Riceverò tutto franco di porto. Per quanto riguarda l'argento, ha già avuto il bollo qui a Parigi. Ma tu devi ad ogni modo andare a Valenciennes dalla persona che abita all'indirizzo che ti accludo. Per consiglio di Vogler mia moglie le ha mandato le chiavi dei bauli (che sono a Bruxelles), ma senza bollettino di spedizione. Queste chiavi devi andarle a prendere da lui, perché se no alla dogana di qui ci forzano tutte le serrature.
Per quanto riguarda i denari, spiega a Cassel che ti deve restituire la cambiale se non la vuole pagare. Poi forse Baillut la pagherà.
Fa fare i conti a Gigot e fagli pagare almeno il resto.
Per quanto riguarda Breyer, devi andare ancora una volta da lui e mostrargli che volgarità sia sfruttare la mia iattura per non pagarmi. Almeno una parte te la deve procurare. La rivoluzione non gli è costata un soldo.
Qui la borghesia torna ad essere terribilmente sfacciata e reazionaria, mais elle verra [ma ne vedrà delle belle].
Bornstedt e Herwegh si comportano da mascalzoni. Hanno fondato qui un'associazione nero-rosso-oro contre nous [contro di noi]. Il primo sarà cacciato oggi dalla Lega.
(Marx, Lettera a Engels, 16 marzo 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 127-128)
 
Alla nota presentata dai signori Bornstedt ecc. stamattina, serva di risposta quanto segue:
1. A Marx non passa neppure per la testa di rispondere a chicchessia per un qualsiasi articolo di giornale tedesco.
2. A Marx non passa neppure per la testa di rispondere per un comitato o una deputazione dell'Associazione democratica tedesca, con cui egli non ha nulla a che fare.
3. Se i signori Bornstedt e Herwegh pretendono dichiarazioni, a titolo personale e non come membri di un comitato o di una associazione quale che sia, allora bisogna dire che già una volta in via privata e un'altra pubblicamente è stato detto al signor Bornstedt a chi deve rivolgersi.
(Marx e Engels, Lettera a Adalbert von Bornstedt e altri (copia scritta da Engels), 1º aprile 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 487)
 
Qui abbiamo già sottoscritto parecchio [Si riferisce alle azioni della “Neue Rheinische Zeitung”] , e quindi potremo cominciare presto. Ma ora è necessario che tu avanzi delle richieste al tuo vecchio e che in generale tu spieghi definitivamente quel che c'è da fare a Barmen e a Elberfeld. (…)
Quasi quasi verrei costà, se da voi non ci fosse tutta questa paura.
(Marx, Lettera a Engels, prima del 25 aprile 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 132)
 
Siccome la tua lettera arriva solo ora ch'è sera, non c'è più tempo di mettersi in giro per delle cambiali. Non c'è neanche più tempo di andare a casa mia. Ti mando quanto accludo, che è per l'appunto quello di cui dispongo, e inoltre un assegno di 50 talleri di Schulz a nome di un cittadino di Ginevra, dove tu puoi anche trovare altri aiuti.
Già da lungo tempo ho mandato a te e a Dronke a Parigi 50 talleri, e contemporaneamente il tuo passaporto a Gigot a Bruxelles.
Il giornale torna ad uscire, tale quale, dall'11 ottobre. Non è ora il momento di scriverti più in particolare, perché è necessario affrettarsi. Appena in qualche modo potrai, scrivi corrispondenze e articoli di una certa lunghezza. Ora, siccome sono tutti via eccetto Weerth, e Freiligrath è entrato solo da qualche giorno, io sono immerso nel lavoro fin sopra gli occhi, non arrivo a fare lavori più dettagliati, e oltre a ciò il tribunale fa di tutto per rubarmi il mio tempo.
Del resto il tuo vecchio ha scritto a Gigot chiedendo dove sei. A quel che dice ti vuole spedire del denaro. Io gli ho mandato il tuo indirizzo.
(Marx, Lettera a Engels, circa il 26 ottobre 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 137)
 
Sono veramente sorpreso che tu non abbia ancora ricevuto denaro da me. Ti ho spedito io (non l'amministrazione) 61 talleri da tempo incalcolabile, 11 in moneta, 50 in cambiali a Ginevra, in busta all'indirizzo dato. Informati dunque e scrivi subito. Ho la ricevuta della posta e posso reclamare per riavere il denaro.
Inoltre avevo spedito 20 talleri a Gigot e più tardi 50 a Dronke per voi, sempre dalla mia cassa. Totale : 130 talleri circa.
Domani ti spedirò di nuovo qualcosa. Ma informati del denaro. Nella cambiale c'era insieme una raccomandazione per te ad un ricco filisteo di Losanna.
Io sono a corto di denaro. 1.850 talleri li avevo portati con me dal mio viaggio; 1.950 li ho ricevuti dai polacchi. 100 li ho consumati nel viaggio stesso. 1.000 talleri li ho anticipati al giornale (con quelli a te e agli altri profughi). 500 da pagare ancora per la macchina entro questa settimana. Restano 350. E inoltre non ho ancora ricevuto neppure un centesimo dal giornale.
Per quanto riguarda voi come redattori, io 1) ho comunicato subito fin dal primo numero che il comitato rimane lo stesso, 2) ho dichiarato a quegli scemi degli azionisti reazionari che restavano liberi di non considerarvi più come appartenenti al personale di redazione, ma che io restavo libero di pagare onorari tanto alti quanto io volessi, e che perciò loro dal punto di vista finanziario non avrebbero guadagnato nulla.
Sarebbe stato più ragionevole che io non avessi anticipato la grossa somma per il giornale, perché posso avere sulle spalle da tre a quattro processi per violazione della legge sulla stampa, posso essere imprigionato da un giorno all'altro e poi posso strillare per aver denaro come il cervo per aver l'acqua fresca. Ma si trattava di mantenere a tutti i costi questa fortezza e di non mollare la nostra posizione politica.
La cosa migliore – dopo che avrai sistemato a Losanna i tuoi affari pecuniari – è di andare a Berna e di eseguire il piano prestabilito. Inoltre puoi scrivere per tutto ciò che vuoi. Le tue lettere arrivano sempre abbastanza presto.
Che io abbia potuto piantarti in asso sia pure per un momento, è pura fantasia. Resti sempre il mio intimo, come spero di restare io per te.
Il tuo vecchio è un porco, a cui scriveremo una letteraccia degna di lui. K. Marx
(Marx, Lettera a Engels, metà novembre 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 138-139)
 
Nel vostro Club democratico-monarchico [cioè l'Assemblea permanente di Düsseldorf, nella quale si trovavano membri del Club democratico popolare, dell'Associazione per una monarchia democratica e della Guardia civica] prendete queste decisioni:
1) Rifiuto generale di pagare le tasse – da propagandare specialmente nelle campagne;
2) gruppi di volontari a Berlino;
3) invio di denaro al Comitato centrale democratico di Berlino.
A nome del Comitato democratico della provincia di Renania [fondato nel luglio 1848 e presieduto da Marx] K. Marx
(privatamente)
Caro Lassalle,
se puoi mandarmi del denaro, siano i 200 telleri o anche il denaro per i buoni di prestito, te ne sarò molto obbligato. Mandalo a mia moglie, Cecilienstrasse 7. Oggi ho ricevuto un mandato di comparizione, è opinione generale che domani verrò arrestato. [Il 14 novembre 1848 Marx fu interrogato dal giudice istruttore per un articolo comparso nella “Neue Rheinische Zeitung”, ma non fu arrestato].
(Marx, Lettera a Ferdinand Lassalle, 13 novembre 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 493)
 
I giornali ti sono stati spediti. Se non è stato fatto prima, la colpa è tutta di quel somaro di Korff che, essendo io affaccendatissimo, cosa che viene ancora aggravata da continui mandati di comparizioni, non aveva fino ad ora eseguito i miei ordini. Per ora rimani a Berna. Appena puoi venire, te lo scriverò. Sigilla meglio le tue lettere. Una era stata aperta, come ho segnalato nel giornale (naturalmente senza nominarti).
Scrivi in modo esauriente su Proudhon , e dato che sei un buon geografo, sulla merda ungherese (questo sciame di popoli). Nel Proudhon non dimenticarmi, poiché ora i nostri articoli passano in moltissimi giornali francesi.
Scrivi anche contro la repubblica federale, per il che la Svizzera offre l'occasione migliore.
K. Heinzen ha pubblicato la sua vecchia robaccia contro di noi.
Il nostro giornale si muove sempre sul piano della sommossa, ma malgrado tutti i mandati di comparizione evita nella sua rotta il code penal [codice penale]. Ora è molto en vouge [in voga]. Pubblichiamo anche tutti i giorni dei manifesti. La révolution marche [la rivoluzione va avanti]. Scrivi regolarmente.
Ho progettato un piano sicuro per spremere denaro dal tuo vecchio, poiché ora non ne abbiamo affatto. Scrivi una lettera bussando a denari (il più disperatamente possibile, a me), raccontando i casi che ti sono capitati fino ad ora, ma in modo che io la possa comunicare a tua madre. Il vecchio comincia ad aver paura.
Spero di rivederti presto.
(Marx, Lettera a Engels, 29 novembre 1848, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 140-141)
 
Il nostro giornale in questo momento è sans sou [senza un soldo]. Ma gli abbonati. [… parola non decifrata]. Quei somari si accorgono finalmente che le nostre profezie erano sempre giuste; se il governo non ci sopprime, ai primi di gennaio saremo a posto, e allora farò di tutto per ricompensarLa delle Sue collaborazioni. Le Sue corrispondenze sono indiscutibilmente le migliori che riceviamo, esse rispondono in pieno alla nostra tendenza, e poiché dal nostro giornale sono passate in giornali francesi, italiani o inglesi, Ella ha contribuito molto ad illuminare il pubblico europeo.
Non posso neppure descriverLe i sacrifici di denaro e di pazienza che ho dovuto sopportare per tenere in piedi il giornale. I tedeschi sono dei somari scriteriati.
(Marx, Lettera a Eduard Müller-Tellering, 5 dicembre 1848), Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 494)

1849

Egregio Signore,
ieri l'altro due sottufficiali dell'8ª compagnia del 16º reggimento di fanteria sono venuti a casa mia per parlarmi in privato. Io ero partito per Düsseldorf. Perciò non furono ricevuti. Ieri pomeriggio sono venuti di nuovo due di questi signori chiedendo un colloquio privato.
Li feci entrare in una stanza nella quale li seguii immediatamente. Pregai i signori di accomodarsi e chiesi loro che cosa desideravano. Essi dichiararono di desiderare il nome dell'autore dell'articolo (n. 233 della “Neue Rheinische Zeitung” in data 28 febbraio) contro il signor capitano von Uttenhoven. Ai signori risposi: 1) che l'articolo in questione non mi riguardava, perché si trattava di una inserzione; 2) che essi erano liberi di pubblicare una controdichiarazione gratis; 3) che essi erano liberi di procedere legalmente contro il giornale. All'osservazione di questi signori, secondo cui l'intera ottava compagnia si riteneva offesa da quella inserzione, io replicai che solo le firme di tutti gli appartenenti dell'ottava compagnia avrebbero potuto convincermi dell'esattezza di questa affermazione, la quale del resto era irrilevante.
I signori sottufficiali mi dichiararono a questo punto che, se non avessi “consegnato” quell'uomo, essi non avrebbero potuto “trattenere i loro uomini”, e “sarebbe capitato un guaio”.
Replicai a quei signori che l'uso di minacce e intimidazioni era il meno adatto per ottenere qualcosa da me. Al che essi se ne andarono borbottando tra i denti.
(Marx, Lettera al Colonnello Engels, 3 marzo 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 505)
 
In questa lettera non ti scrivo per esteso. Prima mi devi rispondere se è arrivata intatta. Credo che le lettere vengano di nuovo aperte con amore.
Qui imperversa una reazione monarchica più sfacciata che sotto Guizot, paragonabile soltanto con quella dopo il 1815. Parigi è morne [cupa]. Inoltre il colera che infuria straordinariamente. Ciononostante mai a Parigi è stata più vicina di ora una colossale eruzione del cratere rivoluzionario. I particolari su di ciò più tardi. Sono a contatto con tutto il partito rivoluzionario e tra qualche giorno avrò a mia disposizione tutti quanti i giornali rivoluzionari. (…)
Da parte mia debbo chiedere che tu mi scriva almeno due volte la settimana regolarmente, e poi non appena accade qualche cosa d'importante.
Nella pagina letteraria della “Kölnische Zeitung” sul movimento del Palatinato, datato Dürkheim sulla Hardt, si dice tra l'altro:
“Il signor Marx, redattore della “Neue Rheinische Zeitung”, non è visto di buon occhio. Pare che egli stesso abbia dichiarato al Governo provvisorio che non è ancora venuto il momento suo, e che per ora si terrà in disparte”. Come va la faccenda? Questi disgraziati tedeschi di qui, coi quali del resto evito ogni incontro, cercheranno di diffondere la cosa a Parigi. Ritengo perciò opportuno che voi diciate addirittura in una corrispondenza sulla “Karlsruher” o sulla “Mannheimer Abendzeitung” che io sono a Parigi in qualità di rappresentante del Comitato centrale democratico . Lo ritengo utile anche perché per il momento, finché non è possibile raggiungere alcun risultato immediato, bisogna far credere ai prussiani che qui si macchinino terribili intrighi. Il faut faire peur aux aristocrates [bisogna far paura agli aristocratici].
Ruge qui è uno zero.
Che fa Dronke?
Del resto tu devi cercare di scovare in qualche parte del denaro per me. Tu sai che io ho dato via le ultime somme incassate, pour faire honneur aux obligations de la “Nouvelle Gazette Rhénane”, [per rispettare gli impegni della “Neue Rheinische Zeitung”], e nelle circostances [circostanze] attuali non posso né vivere del tutto ritirato, né tanto meno trovarmi in ristrettezze finanziarie.
Se ti è in qualche modo possibile, mandami un articolo in francese in cui riassumi tutta la faccenda ungherese.
(Marx, Lettera a Engels, 7 giugno 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 147-148-149)
 
Sono qui con la mia famille sans le sou [famiglia senza un soldo]. Eppure mi si è offerta una occasione con cui in un paio di settimane potrei fare dai 3 ai 4 mila franchi. Il mio opuscolo contro Proudhon, [“Miseria della filosofia”] che egli ha cercato di fare ignorare con tutti i mezzi, comincia infatti ad essere venduto qui, e dipende da me far pubblicare recensioni nei giornali più importanti, tanto da rendere necessaria una seconda edizione. Ma, perché questo mi sia utile, bisognerebbe che io comprassi gli esemplari ancora giacenti a Bruxelles e a Parigi e ne divenissi l'unico propriétaire [proprietario].
Con 3 o 400 talleri potrei fare questa operazione e contemporaneamente mantenermi qui per i primi tempi. Forse tu potresti aiutarmi in questo senso. (…)
Se da qualche parte non mi viene aiuto, sono perdu [perduto], perché anche la mia famiglia è qui, e gli ultimi gioielli di mia moglie hanno già preso la via del monte dei pegni.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 13 luglio 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 509-510)
 
Ti confesso che il comportamento di Lassalle desta il mio massimo stupore; mi ero rivolto personalmente a lui, e poiché io avevo prestato ad un dato momento del denaro alla contessa, e d'altra parte conosco la simpatia di Lassalle per me, ero ben lontano dal prevedere che sarei stato compromesso in questo modo. Al contrario, io gli avevo raccomandato la massima discrezione. Preferisco trovarmi nelle peggiori difficoltà che mendicare in pubblico. Gli ho scritto in proposito.
Questa faccenda mi fa andare su tutte le furie.
Parlons de politique, [parliamo di politica] perché così si dimenticano le porcherie private. In Svizzera la situazione si fa sempre più complicata, e adesso si aggiunge da parte italiana anche la Savoia. Sembra che l'Austria abbia il piano di ricuperare alla peggio in Italia ciò che ha perso con l'Ungheria. L'annessione austriaca del regno di Savoia costerebbe all'attuale governo francese la sua esistenza, se esso la tollerasse.
(Marx, Lettera a Ferdinand Freiligrath, 31 luglio 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 513)
Sono stato molto in pena per te e mi sono proprio rallegrato nel ricevere ieri una lettera di tua mano. Avevo fatto scrivere da Dronke (che è qui) a tuo cognato per avere informazioni. Naturalmente non sapeva nulla.
Tutta la mia famiglia è qui, il governo ha tentato di confinarmi nel Morbihan, le paludi pontine della Bretagna. Finora ho evitato l'esecuzione della sentenza. Ma se devo scriverti con maggior precisione sia sulla situazione in cui mi trovo qui che sulla situazione generale, devi mandarmi un indirizzo più sicuro, perché qui le cose vanno molto male.
Ora tu hai l'occasione migliore per scrivere una storia o un pamphlet sulla rivoluzione del Baden-Palatinato. Senza la tua partecipazione alla guerra stessa noi non avremmo potuto farci avanti con le nostre opinioni su questa buffonata. Nel far ciò puoi sostenere brillantemente la posizione della “Neue Rheinische Zeitung” di fronte al partito democratico in generale. Io sono convinto che la cosa andrebbe e ti frutterebbe del denaro.
Ho avviato delle trattative per metter su a Berlino un periodico (mensile) di economia politica, che dovrebbe essere scritto principalmente da noi due.
Anche Lupus è in Svizzera, credo a Berna. Weerth è stato qui ieri, impianterà una agenzia a Liverpool. Il rosso Wolff abita qui da me.
La situazione finanziaria è naturalmente dissestatissima.
Freiligrath è ancora a Colonia. Se mia moglie non fosse in un état par trop intèressant, [stato troppo interessante] lascerei volentieri Parigi, appena mi fosse finanziariamente possibile.
Addio. I migliori saluti a Willich e scrivi a giro di posta all'indirizzo: M. Ramboz, rue de Lille 45.
(Marx, Lettera a Engels, (circa il 1° agosto) 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 150-151)
 
Da Engels ho ricevuto ieri una lettera; si trova in Svizzera ed ha partecipato come aiutante di Willich a quattro scontri.
La spada di Damocle pende ancora sulla mia testa: la mia espulsione non è stata annullata, né per ora essa viene eseguita.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, (intorno al il 1° agosto) 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 516)
 
Accetto volentieri la proposta di Rühl, se egli si assume tutto l'aspetto commerciale, del quale io non capisco nulla e per il quale riceverà provvigioni. (…)
Avresti già potuto ricevere l'articolo, se la malattia di mia moglie e di tutti i miei figli non mi avesse ridotto per otto giorni ad una specie di infermiere.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, (metà agosto) 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 518)
 
Non so se tu abbia regolarmente ricevuto la mia prima lettera – risposta alla tua prima lettera inviata a mia moglie – dato che il tuo indirizzo era molto approssimativo. Avrei anche già risposto alla tua seconda, se tutta la mia famiglia qui presente non fosse stata malata ed io perciò nell'impossibilità di farlo. Ti ripeto ancora una volta che pena mia moglie ed io abbiamo passato per causa tua e con che gioia e sorpresa abbiamo ricevuto notizie sicure da te.
Dalla data vedrai che il ministro degli interni, in seguito al mio reclamo, per il momento mi ha lasciato in pace a Parigi. Il dipartimento Morbihan, che mi era stato assegnato, in questa stagione è letale: le paludi pontine della Bretagna. Darti comunicazione scritta sull'affare del 13 giugno, non sarebbe prudente in questo momento. Io non credo, o almeno non so, se il segreto epistolare venga rispettato.
(Marx, Lettera a Engels, 17 agosto 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 152)
 
Sono stato relegato nel dipartimento del Morbihan, le paludi pontine della Bretagna. Capirai che non mi presto a questo mascherato tentativo di omicidio. Perciò lascio la Francia.
Per la Svizzera non mi danno il passaporto, perciò debbo partire per Londra, e precisamente domani. Intanto la Svizzera sarà presto chiusa ermeticamente, i topi sarebbero presi in trappola con un sol colpo.
Oltre a ciò: a Londra ho prospettive c o n c r e t e di fondare un giornale tedesco. Una parte del denaro è sicura.
Tu dovrai dunque venire subito a Londra. Lo esige inoltre la tua sicurezza. I prussiani ti fucilerebbero due volte: 1) per il Baden, 2) per Elberfeld. Che stai a fare in quella Svizzera in cui non puoi far nulla?
Non hai alcuna difficoltà a venire a Londra, sia sotto il nome di Engels che sotto il nome di Mayer. Appena dichiarerai di voler venire in Inghilterra, otterrai dall'ambasciata francese un foglio di via per Londra.
Ci conto come cosa certa. Tu non puoi restare in Svizzera. A Londra faremo affari.
Per ora mia moglie resta qui. Scrivile sempre allo stesso indirizzo: 45, rue de Lille, M. Ramboz.
Ma ancora una volta, io conto con sicurezza che tu non mi pianterai in asso.
(Marx, Lettera a Engels, 23 agosto 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 155)
 
Posso scriverti solo alcune righe, perché da quattro-cinque giorni ho una specie di colerina e sono terribilmente indebolito.
Mia moglie mi ha scritto di accusare ricevuta della tua lettera con i 100 franchi. Pensa quanto è infame la polizia parigina; hanno infastidito perfino mia moglie, e solo con difficoltà le è riuscito ottenere il permesso di rimanere a Parigi fino al quindici settembre, la data fino a cui avevamo affittato là la nostra abitazione.
Adesso mi trovo veramente in una situazione difficile. Mia moglie è in stato di avanzata gravidanza, il quindici deve lasciare Parigi e io non so dove trovare i soldi necessari per la sua partenza e il suo trasferimento qui.
(Marx, Lettera a Ferdinand Freiligrath, 5 settembre 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 522)
 
Ti scrivo dopo un mucchio di tempo. Vessazioni borghesi di ogni genere, molte cose da sbrigare e infine la difficoltà con cui in generale scrivo lettere, debbono spiegarti il lungo silenzio. Finalmente sono riuscito a mettere in piedi la mia “Revue” post tot discrimina rerum, [dopo tante vicende di cose, Virgilio, Eneide] cioè ho uno stampatore e speditore ad Amburgo. Per il resto tutto viene fatto in conto privato. Il male è che in Germania passa sempre tanto tempo prima che si riesca a stampare.(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 19 dicembre 1849, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 525)
 
1850
 
Engels, Seiler, Weerth, Willich ed io non verremo all'assemblea stabilita per il 3 gennaio, e ciò tra l'altro per i motivi seguenti:
1. La lista dei profughi politici invitati è stata fatta in modo arbitrario. Così mancano per esempio C. Schramm e F. Wolff.
2. Non è stato invitato neppure uno degli operai che da anni sono alla testa della democrazia tedesca a Londra.
(Marx, Lettera a Eduard Müller-Tellering, 1º gennaio 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 530)
 
Sia per la nostra “Revue”, come anche per la sua trasformazione graduale in rivista bisettimanale e poi settimanale e quindi, secondo le circostanze, in un giornale quotidiano – e parimenti per gli altri nostri interessi di propaganda – abbiamo bisogno di denaro. Denaro lo si può avere solo in America, dove adesso tutti i rivoluzionari a metà – per esempio un certo Anneke che nel Palatinato se l'è data vergognosamente a gambe ed ha dimostrato di non essere neppure un soldato – fanno mèsse di pomi d'oro.
Perciò abbiamo deciso di mandare immediatamente C. Schramm in America come emissario. Per questo viaggio, nell'estensione in cui lo progettiamo, abbiamo bisogno di almeno 150 talleri.
(Marx, Lettera a Ferdinand Freiligrath, 10 gennaio 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 531)
 
Dopo la lettera che Ella ha scritto ieri all'Associazione operaia, dovrei sfidarLa a duello, se Ella fosse ancora all'altezza di dare soddisfazione dopo le vergognose calunnie contro Engels e dopo il fondato verdetto di espulsione del comitato operaio. Io La attendo su di un altro terreno, per strapparLe dal viso l'ipocrita maschera del fanatismo rivoluzionario, dietro la quale Ella fino ad oggi è riuscita a nascondere abilmente i Suoi interessi meschini, la Sua invidia, la Sua vanità insoddisfatta e la Sua rabbia biliosa per il misconoscimento della Sua grande genialità da parte del mondo: un misconoscimento che ebbe inizio quando Ella fu bocciata all'esame di laurea.
Se avesse riflettuto un po', avrebbe dovuto presumere che, costretto in quanto testimone a comunicare una circostanza aggravante contro di Lei, nulla avrei tralasciato da parte mia per evitare uno scandalo che doveva compromettermi doppiamente: agli occhi dell'Associazione operaia, cui Ella fu raccomandata da me , agli occhi del pubblico per il quale Ella esiste solo grazie alla Sua collaborazione al mio giornale [“Neue Rheinische Zeitung”].
Le lettere che Lei mi ha scritto e che sono a disposizione per la pubblicazione, dimostrano che Ella ha tentato di tutto per impormi la parte del “Dalai-Lama democratico e proprietario del futuro”. Come può Ella provare che io abbia mai accettato una simile parte disgustosa? L'unica cosa che Lei poteva rimproverarmi era di non aver rotto immediatamente i rapporti con Lei e di non averLa denunciata agli altri dopo l'affare Klapka, sul cui carattere compromettente io Le dissi immediatamente e senza ambagi la mia opinione in presenza di testimoni. Confesso la mia debolezza. Solo la dichiarazione di Becker, secondo cui Ella quattro settimane prima dell'uscita del Suo opuscolo contro la “Westdeutsche Zeitung” sarebbe tornato a fargli profferte di collaborazione a quel giornale, questa dichiarazione, appoggiata dalle testimonianze di Freiligrath e Hagen, e solo le Sue calunnie contro Engels, inventate di sana pianta, mi hanno convinto del fatto che ciò che io avevo considerato come isolata sconsideratezza, era invece parte integrante di tutto un sistema. Del resto è stata una accortezza da parte Sua che Ella ieri abbia finito per non presentarsi alla data ultima, fissata da Willich su Sua richiesta. Ella sapeva che cosa aveva da attendersi da un confronto con me.
(Marx, Lettera a Eduard Müller-Tellering, 12 marzo 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 537-538)
 
Anche il Comitato dei profughi mi incarica di fare appello al vostro comitato. Noi abbiamo ora 60 profughi sulle spalle; alcune centinaia di espulsi dalla Svizzera sono già annunciati. Ben presto ci troveremo perciò ad avere esaurito la cassa per i profughi fino all'ultimo centesimo, e allora quella gente si troverà di nuovo in mezzo alla strada.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 9 aprile 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 539)
 
Come va la nostra “Revue”? E in particolare che fanno i soldi? La questione diventa tanto più urgente in quanto qui si fanno, da parte prussiana, tutti i passi presso il governo inglese per esiliarmi anche dall'Inghilterra. Se non mi trovassi senza un soldo, mi sarei già ritirato nell'interno dell'Inghilterra e il governo mi avrebbe perso d'occhio.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 8 giugno (nell'originale:maggio) 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 547)
 
Manda il denaro a Naut. Costui è un ingenuo somaro. Ti spiegherò la faccenda un'altra volta. Non prendertela per le lettere agitate di mia moglie; essa allatta e la nostra situazione qui è di una miseria talmente eccezionale, che perdere la pazienza diventa qualcosa di perdonabile.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 27 giugno 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 548)
 
Quando la rivoluzione di Giugno [insurrezione del proletariato parigino 23-26 giugno 1848] era attaccata da tutti i botoli ringhiosi della classe borghese, io ho difeso pubblicamente quei giorni terribili, che sono per me la manifestazione massima della lotta che la classe operaia conduce contro la classe dei capitalisti.
Se oggi non sarò presente a questa festa di emigrati, ciò avviene perché un malessere mi impedisce assolutamente di venire; ma il mio cuore è con voi.
(Marx, Lettera al presidente di una assemblea di profughi a Londra, 30 giugno 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 549)
 
Sulle mie vicende private e le svariate avventure che […] [Il margine destro del foglio è danneggiato e in parte strappato] un'altra volta.
Questa volta mi rivolgo a te per una questione privata […] [Il margine destro del foglio è danneggiato e in parte strappato], che se ti è possibile, non mi negherai il tuo appoggio. Con la mia famiglia avevo stabilito di regolare le mie questioni finanziarie […] [Il margine destro del foglio è danneggiato e in parte strappato] settimane in Olanda con mio zio Philips, e a questo scopo dovevo partire per l'Olanda. Una […] [Il margine destro del foglio è danneggiato e in parte strappato] malattia di mia moglie ha reso il mio viaggio sempre […] [Il margine destro del foglio è danneggiato e in parte strappato]. Ora io potrò recarmi laggiù solo tra qualche settimana, perché due figlie di mio zio si sposano a brevi intervalli presso di lui, sicché le questioni finanziarie possono essere regolate solo qualche settimana più tardi.
Nel frattempo, confidando in questa faccenda, io avevo fatto una cambiale di 20 sterline (500 franchi), sulla base di questo arrangiamento, a una casa commerciale qui a Londra. La cambiale scade lunedì o mercoledì. Se non potessi pagarla avrei da aspettarmi un pubblico […] [Il margine destro del foglio è danneggiato e in parte strappato], che, data la situazione dei partiti quaggiù e dati i miei rapporti con la legazione prussiana e il governo inglese, potrebbe avere conseguenze assai sgradevoli.
Ora vengo a sapere che in questo momento Goegg dispone a Parigi di un notevole capitale. Vuoi scrivergli a giro di posta, spiegargli la situazione e chiedergli se può anticiparmi il denaro contro un impegno scritto o una cambiale. Periculum in mora [pericolo nel ritardo].
Fino alla sistemazione delle mie cose in Olanda sono letteralmente sprovvisto di un centesimo.
(Marx, Lettera a Karl Blind, 17 luglio 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 550-551)
 
Ti prego di sbrigare per conto mio il seguente affare:
Prendi in prestito da Schuster o da qualcun altro il denaro necessario per ritirare il mio argento al monte dei pegni di Francoforte, vendi poi l'argento a un orefice o a chiunque altro possa essere venduto a Francoforte, restituisci il denaro a colui che te lo avrà prestato per ritiralo e mandami il resto qua.
Tu e l'altra persona non correrete alcun rischio, perché se tu non potessi vendere la roba a un prezzo superiore, basta che tu la riporti al monte dei pegni.
D'altra parte la mia situazione adesso è tale, che io devo trovare denaro a tutti i costi, persino per poter continuare a lavorare.
Gli unici oggetti che ti prego di riportare al monte dei pegni, poiché non hanno un valore di vendita, sono 1. un piccolo bicchiere d'argento, 2. un piatto d'argento, 3. una piccola forchetta e coltello che si trovano in un astuccio – tutte cose della piccola Jenny.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 29 ottobre 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 552)
 
Ti scrivo solo due righe. Stamattina alle dieci il nostro piccolo congiurato delle polveri, il piccolo Fox, [figlio di Marx] è morto . Improvvisamente, per una delle convulsioni che aveva avuto spesso. Pochi minuti prima ancora rideva e scherzava. La cosa avvenne in modo del tutto inaspettato. Puoi immaginarti il nostro stato. A causa della tua lontananza, proprio in questo momento siamo molto soli.
(Marx, Lettera a Engels, 19 novembre 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 157)
 
La tua lettera ha fatto molto bene a mia moglie. Si trova in uno stato davvero pericoloso di agitazione e di deperimento. Aveva allattato lei stessa il bambino e se l'era tenuto in vita nelle condizioni più difficili e coi più grandi sacrifici. Inoltre il pensiero che il povero piccolo è stato una vittima della miseria borghese, sebbene non sia mancata a lui particolarmente nessuna cura.
Il signor Schramm si è del tutto inseilerito [allusione a Sebastian Seiler] e si trova in uno dei suoi periodi più schifosi. Per due giorni, cioè il 19 e il 20 novembre non si è fatto vedere per niente da noi, poi venne un minuto e subito riscomparve dopo alcune frasi insulse. Nel giorno dei funerali aveva annunciato che ci avrebbe accompagnato, viene un momento prima dell'ora stabilita, non dice una parola dei funerali, ma racconta a mia moglie che ha molta fretta di andarsene per non arrivare troppo tardi a pranzo da suo fratello. Capirai come con l'attuale stato d'irritazione di mia moglie il comportamento di quest'uomo, che ha goduto di tanta amicizia in casa nostra, debba offenderla.
(Marx, Lettera a Engels, 23 novembre 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 158)
 
Per alcuni giorni sono stato seriamente malato, e così ricevi questa lettera con l'avviso che ho ricevuto i due post office orders [vaglia postali] più tardi di quanto fosse nei miei desideri. A Seiler ho fatto arrivare i 7 scellini e mezzo. Per quanto riguarda l'“Indépendance”, per il momento noi due non siamo in debito di nulla con lui, perché lui a tempo opportuno s'è fatto cacciar fuori dal suo padron di casa, e in compenso delle 10 sterline che gli deve, non gli ha lasciato altro che l'“Indépendance” non pagata, 18 pence di beni mobili e due o tre libri cha ha avuto in prestito da me e da altri. Lui possiede veramente in a high degree [alto grado] il talento di liquidare all'americana l'eccedenza delle sue uscite sulle sue entrate.
Il grande Heilberg è arrivato qui con una soi-disant [sedicente] giovane moglie. Non ho ancora avuto l'onore di vedere questo favoloso personaggio, che naturalmente ci è stato restituito dal di là dell'oceano molto ingrandito: un concorrente pericoloso per Seiler. Ha completamente messo sotto sequestro Bamberger, lo chiama “fratellino” e chiama “zietta” la vecchia Amschel.
Della nostra “Revue” non ho ancora né visto né sentito nulla. Sto in trattative con Colonia per la pubblicazione della rivista trimestrale.
In parte per la mia indisposizione, in parte di proposito mi trovo nei Pulteney stores [magazzini Pulteney] con gli altri ormai soltanto nei giorni di riunione ufficiale. Siccome i signori hanno tanto discusso se questa compagnia sia fastidiosa o no, lascio naturalmente a loro stessi il mettersi d'accordo l'uno con l'altro sulle gradevolezze della loro conversazione. Ma io mi rendo prezioso. Noi due abbiamo fatto l'esperienza che con queste persone si diminuisce di valore nella stessa misura in cui ci si accosta a loro liberamente. Inoltre io sono stanco di loro e voglio impiegare il mio tempo nel modo più produttivo possibile. (…)
Quando lessi il manifesto Ledru-Rollin, Mazzini, Ruge ecc. ai tedeschi, nel quale li si invita a cantare i canti del Bardo e si ricorda loro che i loro antenati si chiamavano “Franchi”, e in cui il re di Prussia aveva già convenuto di lasciarsele suonare dall'Austria, credetti che non fosse possibile niente di più stupido. (…)
Devi riflettere seriamente su che cosa vuoi scrivere. L'Inghilterra non va, perché ci sono già due lavori in proposito, forse tre con quello di Eccarius. Anche sulla Francia non c'è molto da dire. Non potresti magari prendere una buona volta di petto i pidocchiosi italiani con la loro rivoluzione, riallacciandoti alle ultime cose di Mazzini? (il suo “Repubblica e monarchia ecc.” ; e la sua religione, il papa ecc.).
[Poscritto di Jenny Marx]
Caro Signor Engels,
la Sua affettuosa partecipazione alla sorte che ci ha così gravemente colpito con la perdita del nostro caro piccino, la mia povera creaturina, mi ha fatto molto bene, tanto più che nelle ultime dolorose giornate ebbi motivo di lamentarmi molto amaramente del nostro amico Schramm. Mio marito e noi tutti abbiamo sentito molto la Sua mancanza e abbiamo tanto desiderato di averLa tra noi. Tuttavia mi rallegro molto che Lei sia lontano di qui e sulla via di diventare un grande Cotton-lord [magnate del cotone]. (...)
Speriamo di vederLa a Natale.
Sua Jenny Marx
(Marx, Lettera a Engels, 2 dicembre 1850, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 162-163-166-167-168)
 
1851
 
Ti sarò molto obbligato se tu, s'il est possible [se è possibile], mi spedirai subito il denaro. La mia padrona di casa è very poor [molto povera]; sono già due settimane che non la pago, e lei insiste in modo terribilmente energico.
Ieri nella riunione del circolo è comparso Wolff; ma non Liebknecht e Scharmm. Accolti i nuovi statuti [della Lega dei Comunisti formulati da Marx ed Engels], ho aggiornato questa merda a tempo indeterminato.
La nostra “Revue” probabilmente uscirà in una nuova edizione in Svizzera. Prepara dunque something [qualcosa], affinché in caso di necessità io abbia ready [pronto] il manoscritto.
(Marx, Lettera a Engels, 6 gennaio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 173)
 
Ti scrivo oggi per sottoporti una quaestiuncula theoretica, naturalmente naturae politico-economicae [questioncina teorica, naturalmente di natura politico-economica].
Tu sai, per cominciare ab ovo [dalle origini], che secondo la teoria di Ricardo sulla rendita, questa non è altro che la differenza tra i costi di produzione e il prezzo del prodotto del terreno, o, come anche egli si esprime, la differenza tra il prezzo a cui la terra peggiore deve vendere per rifarsi le spese (calcolando sempre nelle spese il profitto e gli interessi dell'affittuario), e quello a cui può vendere la terra migliore.
Secondo lui il salire della rendita, stando all'esposizione che lui stesso fa della sua teoria, dimostra:
1) Che si fa ricorso a terreni di qualità sempre peggiore, oppure che la stessa quantità di capitale, investita successivamente nello stesso terreno, non dà lo stesso prodotto. In una parola: la terra peggiora nella stessa misura in cui la popolazione è costretta a chiederle di più. Diventa relativamente meno fertile. Nel che Malthus ha poi trovato la base concreta per la sua teoria della popolazione, e i suoi scolari cercano ora la loro ultima ancora di salvezza.
2) Che la rendita può salire soltanto quando sale il prezzo dei cereali (almeno restando nella legalità economica ); deve calare quando questo cala.
3) Che quando la rendita totale di tutto un paese sale, la cosa si può spiegare soltanto col fatto che si sia messa a coltura una grandissima estensione di terreno relativamente peggiore.
Ora, la storia contraddice dappertutto a queste tre propositions [affermazioni].
1) Non vi è dubbio che col progresso della civiltà vengano messi a coltura terreni di qualità sempre peggiore. Ma non vi è neanche dubbio che, in seguito al progresso della scienza e dell'industria, questi terreni di qualità peggiore siano relativamente buoni in confronto a quelli buoni di prima.
2) Dal 1815 il prezzo dei cereali è calato in modo irregolare, ma costante, da 90 a 50 scellini e anche meno, prima dell'abolizione delle leggi sul grano. La rendita è salita in modo costante. Questo in Inghilterra. Mutatis mutandis [fatte le dovute differenze] in ogni paese del continente.
3) In tutti i paesi troviamo, come già notò Petty, che, quando il prezzo dei cereali calava, la rendita totale del paese saliva.
Ciò che maggiormente importa in tutta questa faccenda è che si compensi la legge della rendita col progresso della produttività dell'agricoltura in generale, e questo è l'unico modo con cui si possano in primo luogo spiegare i fatti storici, e in secondo luogo si possa scartare la teoria di Malthus del peggioramento non solo delle braccia, ma anche della terra.
Credo che la cosa sia semplicemente da spiegare nel modo seguente.
Poniamo che a un dato grado di sviluppo dell'agricoltura il prezzo del quarter di grano sia di 7 scellini e che un acro di terra, della migliore qualità, che dà una rendita di 10 scellini, produca 20 bushels [misure di capacità inglesi]. Il reddito dell'acro è dunque = 20x7, cioè 140 scellini. I costi di produzione comportano in questo caso 130 scellini, 130 scellini è dunque il prezzo del prodotto del peggiore dei terreni messi a coltura.
Poniamo ora che abbia luogo un generale miglioramento dell'agricoltura. Presupponendo questo, ammettiamo contemporaneamente che la scienza, l'industria e la popolazione siano in fase di sviluppo. Una produttività del terreno, generalmente accresciuta attraverso miglioramenti, presuppone queste condizioni, a differenza di una produttività dovuta soltanto al caso di una stagione favorevole.
Il prezzo dei cereali cali da 7 a 5 scellini per quarter. Il terreno migliore, n. 1, che prima produceva 20 bushels, produca ora 30 bushels. Adesso frutta dunque, invece di 20x7, cioè 140 scellini, 30x5, cioè 150 scellini. Cioè una rendita di 20 scellini invece della rendita di 10 scellini di prima. Il terreno peggiore, che non dà nessuna rendita, deve produrre 26 bushels, perché, secondo la nostra precedente supposizione, il prezzo necessario per esso è di 130 scellini e 26x5 = 130. Se il miglioramento, cioè il generale progresso della scienza che va di pari passo col progresso complessivo della società, della popolazione ecc., non è tanto generale che il terreno peggiore che si debba mettere a coltura possa produrre 26 bushels, allora il prezzo dei cereali non può calare a 5 scellini per quarter.
I 20 scellini di rendita esprimono, come prima, la differenza tra i costi di produzione e il prezzo dei cereali sul terreno migliore oppure quella tra i costi di produzione del terreno peggiore e quelli del terreno migliore. Il primo terreno rimane – relativamente – sempre altrettanto poco produttivo, in confronto al secondo, quanto lo era prima. Ma la produttività generale è aumentata.
Supponiamo semplicemente che, se il prezzo dei cereali cala da 7 a 5 scellini, il consumo – cioè la domanda – cresca in misura corrispondente, cioè che la produzione non superi la domanda che è lecito attendersi dato il prezzo di 5 scellini. Quanto questa supposizione sarebbe falsa, nel caso che il prezzo fosse calato da 7 a 5 in seguito a un raccolto eccezionalmente rigoglioso, tanto essa è necessaria nel caso di un aumento di produttività graduale e realizzato dai produttori stessi. In tutti i casi si tratta soltanto della possibilità economica di questa ipotesi.
Ne segue:
1) Che la rendita può salire, sebbene il prezzo del prodotto del terreno cali, e che tuttavia la legge di Ricardo rimane giusta.
2) Che la legge della rendita, come Ricardo la presenta in una formula semplicissima, a prescindere da come la sviluppa, non presuppone la diminuzione della produttività del terreno, ma soltanto, malgrado la produttività del terreno generalmente crescente con lo sviluppo della società, una differente produttività dei terreni o un differente risultato del capitale successivamente investito nello stesso terreno.
3) Che quanto più generale è il miglioramento del suolo, tanto più numerose qualità di terreni abbraccerà, e la rendita totale di tutto il paese può salire, sebbene il prezzo dei cereali in generale cali. Posto p. es. l'esempio su riferito, quel che conta è soltanto il numero dei terreni che producono più di 26 bushels a 5 scellini senza doverne per l'appunto produrre 30, cioè la maggiore o minore varietà della qualità dei terreni che stanno tra il migliore e il peggiore. Ciò non riguarda la ratio [l'ammontare] della rendita del terreno migliore. Non riguarda affatto direttamente la ratio della rendita.
Tu sai che tutto il segreto della rendita sta nel fatto che essa è generata dall'equiparazione del prezzo per risultati di differenti costi di produzione, ma che questa legge del prezzo del mercato non è altro che una legge della concorrenza borghese. Rimarrebbe tuttavia, anche dopo l'abolizione della produzione borghese, il punto nero, che la terra diverrebbe relativamente meno produttiva, che con lo stesso lavoro si produrrebbe successivamente di meno, anche se il terreno migliore non producesse più, come in regime borghese, prodotti così vari come il terreno peggiore. Questa difficoltà cadrebbe con quanto s'è detto sopra.
Ti prego di dirmi la tua opinione su questo punto.
Poiché ti ho annoiato con questa merda, ti mando come refrigerio il seguente pacco di lettere del dott. Magnus Gross (o due volte grande Gross! Gross grande tra i grandi!) [gioco di parole con l'aggettivo “gross”] da Cincinnati. Troverai che se Monsieur Gross non è grand, è in ogni caso gros [grand francese = grande; gros (francese) = grasso)]. Tellering II in nuce [in piccolo]. Davvero tutti i coblenzesi si assomigliano. Rimandami questa roba e se vuoi e ne hai tempo e voglia, con una riga per Dronke.
(Marx, Lettera a Engels, 6 gennaio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 174-175-176-177)
 

Tu sei taciturne comme la mort [taciturno come la morte]. Ti mando qui acclusa 1) una dichiarazione di Oswald Dietz contro Pfänder e Bauer nella “Nationalzeitung” di Basilea, 2) un pettegolezzo che il signor A. Ruge ha confezionato contro di noi insieme con Struve e Willich. Mi devi rimandare questo sudiciume al massimo fra due giorni, e dirmi che cosa dobbiamo fare contro il n. 2. Se vuoi stendere una specie di dichiarazione, mandami anche quella.
(Marx, Lettera a Engels, 22 gennaio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 181)
Studi fisiologia sulla Mary o su altri testi? Nel primo caso capisco che questo n'est pas de l'hébreux [non è ebraico ] e neanche russo.
Per ora la mia nuova teoria della rendita mi ha soltanto procurato quella fiera coscienza di sé a cui ogni galantuomo necessariamente aspira. Comunque, sono contento che tu ne sia contento. Il rapporto inversamente proporzionale tra la fecondità della terra e la fecondità umana doveva impressionare profondamente un padre di famiglia dalle reni gagliarde com'io sono, e tanto più che mon mariage est plus productif que mon industrie [il mio matrimonio è più produttivo della mia professione].
Ora ti presento soltanto una illustrazione della teoria della currency [circolazione monetaria], il cui studio da parte mia potrebbe essere caratterizzato dagli hegeliani come studio dell' “altro da sé” dell' “estraneo”, in breve del “sacro”.
La teoria del signor Loyd e tutti frutti [tutti gli altri] da Ricardo in poi consiste in quanto segue:
Poniamo di avere una currency puramente metallica. Se all'interno fosse esuberante, i prezzi salirebbero, e quindi l'esportazione di merci diminuirebbe. La loro importazione dall'estero aumenterebbe. Così le importazioni supererebbero le esportazioni. Quindi bilancia commerciale sfavorevole. Cambio sfavorevole. Si esporterebbe denaro contante, la currency si contrarrebbe, i prezzi delle merci cadrebbero, le importazioni diminuirebbero, le esportazioni aumenterebbero, riaffluirebbe denaro, in breve, la situazione tornerebbe all'antico equilibrio.
Altrettanto, mutatis mutandis [fatte le dovute differenze], nel caso contrario.
Morale: poiché la carta moneta deve seguire il movimento della metallic currency, poiché qui deve intervenire una regolamentazione artificiale al posto di quella che nell'altro caso è legge naturale, la Bank of England deve aumentare l'emissione di carta moneta quando affluisce il bullion [oro e argento in verghe] (p. es. con l'acquisto di government securities, Exchequer bills [titoli di Stato, Buoni del tesoro] ecc.) e diminuirla quando il bullion cala, riducendo il suo sconto o vendendo titoli di Stato. Ora io affermo che la banca deve agire, al contrario, aumentare il suo sconto quando il bullion diminuisce, e lasciarlo andare per la sua strada quando quello cresce. Sotto pena di intensificare senza necessità la crisi commerciale che si sta sviluppando. Ma tornerò sull'argomento une autre fois [un'altra volta].
Quello che io voglio qui spiegare riguarda i fondamenti elementari della questione. Io affermo infatti che, anche in caso di una currency puramente metallica, l'ammontare della stessa, la sua estensione e contrazione non hanno niente a che fare con l'afflusso e il deflusso dei metalli preziosi, con la favorevole o sfavorevole bilancia commerciale, col cambio favorevole o sfavorevole eccetto che in casi estremi, i quali praticamente non si verificano mai, ma che sono determinabili in teoria. Tooke fa la stessa affermazione; ma io non ne ho trovato alcuna prova nella sua “History of prices” per il 1843-1847.
Vedi che la cosa è importante. In primo luogo tutta la teoria della circolazione ne resta invalidata nei suoi fondamenti. In secondo luogo resta dimostrato come il corso delle crisi, per quanto il sistema creditizio ne sia una condizione, ha a che fare con la currency solo in quanto pazzi interventi del potere statale per regolarla possono aggravare, come nel 1847, la crisi già esistente.
(Marx, Lettera a Engels, 3 febbraio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 191-192)
 
Quando scrivevi che sarebbe venuto presto il momento di attaccare Louis Blanc, eri a dir poco clairvoyant [chiaroveggente].
(Marx, Lettera a Engels, 10 febbraio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 201)
 
Proprio adesso vengo a sapere che questa sera ha avuto luogo un comizio nella Tottenham Court Road per la morte di Bem . Alla tribuna sedevano: Presidente: Schapper ecc., Louis Blanc e gli altri membri del nuovo comitato della Lega fra i popoli. Nelle prime file dell'uditorio sedevano Harney e signora. La Great Windmill Street formava il grosso dell'uditorio stesso. Schapper tenne tra gli applausi, in lingua inglese, il suo inevitabile discorso: war to the knife! [guerra al coltello!] Louis Blanc non parlò meglio. Vive la guerre! [Viva la guerra!] Tausenau, anche lui presente, parlò di Bem. Harney tenne una lunga e a quanto si dice buona chiacchierata, a conclusione della quale gridò evviva a Blanqui, Barbès e per buon ultimo a Louis Blanc, come al messia socialista.
Qu'en dis-tu? [Che ne dici]
Se tu intervenissi a un comizio presieduto da Th. Clark Esq., e se dessi veramente peso con la tua presenza e i tuoi discorsi al comizio, l'amico Harney riterrebbe ciò cosa leale?
Non basta dunque ch'egli amoreggi nel suo “Friend of the People” con Ruge, deve amoreggiare indirettamente anche con gli Schapper-Willich.
Domenica scorsa mi aveva fatto chiamare. Lo scopo era di indurre Jones ad accettare il titolo di “Friend of the People”. Io non ci sono andato. Per questo scopo si può rivolgere a L. Blanc, Landolphe, Schapper o Willich. Io sono fatigué [stanco] di questo incenso con cui Harney non si stanca di aspergere pubblicamente les petits grands hommes [i piccoli grandi uomini].
A prescindere da questo incidente che anche tu Brute [tu Bruto] (Harney), se non prendi partito contro di noi, almeno reciti la parte dell'apartitico, mentre Engels lavora per te a Manchester, Eccarius scrive sul tuo giornale ed io all'occasione mi lavoro Jones per te; a prescindere da questo, mi piace molto il pubblico autentico isolamento in cui ci troviamo ora noi due, tu ed io. Corrisponde del tutto alla nostra posizione e ai nostri princìpi. Il sistema delle reciproche concessioni, dei mezzi termini tollerati per correttezza, e il dovere di assumersi davanti al pubblico la propria parte di ridicolaggine nel partito insieme con tutti quei somari, son cose finite.
Ebbene, ti prego di rispondere presto anche a queste righe. Qui mi incontro quasi soltanto con Pieper, e vivo in assoluto ritiro. Capirai dunque che sento tanto più la tua mancanza e che ho il bisogno di aprirmi con te.
(Marx, Lettera a Engels, 11 febbraio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 203-204)
 
Da una settimana non hai avuto nessuna mia notizia, in primo luogo perché aspettavo i documenti da Colonia e te li volevo comunicare, poi perché dovevo aspettare particolari più precisi sul nostro ex friend [ex amico: Harney]. Gli uni non sono ancora arrivati. Sull'altro ora sono informato più esattamente.
Harney ha ricevuto puntualmente la tua lettera.
A quanto mi racconta Tessier du Mothay, che ora è qui, la storia di Louis Blanc ha avuto questa origine:
La società della Church Street si fece passare per una società filantropica per l'aiuto ai réfugiés [profughi] politici francesi. Ledru-Rollin, L. Blanc, Adam, in breve ognuno vi prese parte con questo pretesto. La politica ne era esclusa in base agli statuti. Si aprì poi la prospettiva del 24 febbraio. Sai che una simile occasione di rendersi importante viene considerata dai francesi con tanto margine di tempo e con tanta solennità quanto, putacaso, il parto di una donna incinta. Anche se la società è solo una società filantropica, si disse, però i membri di essa nella loro qualità di francesi dovevano festeggiare il 24 febbraio. Fu stabilita una serata per il dibattito di questa grossa faccenda. Ledru-Rollin e Blanc erano presenti tutti e due a questa serata. Quest'ultimo tenne un lungo discorso gesuitico, preparato da tempo, combinato secondo le regole dell'arte, nel quale cercò di dimostrare che un banchetto politico contrastava con gli statuti della società, avrebbe mostrato alla Francia soltanto i dissensi di essa, ecc. E tra molti gemiti sulla fraternité [fratellanza] questo gnomo còrso diede sfogo alla sua rabbia per non essere stato ammesso nel Governo provvisorio da Ledru-Rollin e Mazzini. Gli fu risposto. Malgrado il suo discorso, di cui il più schietto ammiratore fu lui stesso, fu deciso di tenere il banchetto.
(Marx, Lettera a Engels, 23 febbraio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 211-212)
 
Devi avere degli specialissimi ronzini alla posta, poiché tutte le mie lettere arrivano tardi.
Saprai benissimo, se hai letto per bene tutte le lettere che hai ricevuto, che tutto quello che tu consigli è già avvenuto; ad eccezione dello schiaffo a Landolphe, che io non approvo. Se c'è uno che deve essere offeso, questi dev'essere il piccolo scozzese-hip-hip-hip-hurrà George Julian Harney e nessun altro, e poi è Harney che deve imparare a tirar con la pistola.
Avevo davanti a me le tue due lettere per Harney; ho spedito la prima , perché secondo la mia opinione era scritta meglio ed era più adatta della seconda edizione riveduta e corretta.
Tanto a Harney che a Landolphe si è già minacciato abbastanza un'azione legale. Il tuo timore che Landolphe testimoni contro Schramm è infondato. Piuttosto giurerà che Schramm si è rivolto a lui, membro del comitato, prima dello scandalo, per mettere ordine tra la masnada.
Poiché dunque la “minaccia” dell'azione legale è vana, que faire [che fare], se non incassare tranquillamente bastonate, il titolo di spia e il trionfo di Schapper e Willich?
Tutti i tuoi timori di uno scandalo sono giusti. Ma si avrà un avvocato sharp [cavilloso] anche dalla parte nostra. Un po' meno o un po' più di discredito può essere del tutto indifferente per Schramm. Ma se lascia stare la cosa ora, dopo che i francesi della Church Street vi si sono immischiati, è perdu [perduto], a meno che non ottenga pubblicamente soddisfazione dai cartisti o che non porti la cosa in tribunale. Una delle due.
Jones, come ti ho scritto, non era al comizio di lunedì. Avevo fissato con lui un incontro a casa mia, ma già martedì mi precipitai da lui, non lo trovai, gli lasciai un biglietto, che per carità venisse mercoledì. Non venne. Andai giovedì. Non fui introdotto. Lasciai un biglietto con cui lo invitavo. Non venne. Giovedì sera gli scrissi una lettera dettagliata, nella quale gli narravo, in modo pacato, semplice, chiaro, tutta questa merda a cominciare dalle origini, gli davo una visione prospettica di quel succedersi di eventi nauseabondi, gli chiedevo pubblica soddisfazione e infine lo invitavo a venirmi a trovare per parlarne. Non viene, sebbene fosse in città, e non arriva neanche risposta da parte sua. Dunque Jones è stato palesemente lavorato dal piccolo intrigante scozzese [Harney], che teme di farlo incontrare con me. Vedi dunque: da parte dei cartisti nessuna prospettiva di avere pubblicamente soddisfazione. Resta soltanto l'azione legale. Adviendra qui pourra [Avvenga qualunque cosa]. Soltanto, la cosa è spiacevole, perché con questa storia Pieper ci rimette il posto, e noi forse ci troviamo addosso plus ou moins [più o meno] la plebaglia cartista.
L'introduzione della legge per gli stranieri sarebbe l'avvenimento più gradevole per noi. Che sono quegli asini senza dimostrazioni pubbliche quotidiane?
C'è soltanto un mezzo ancora per sistemare la faccenda, senza spingerla all'estremo dello scandalo, ed è che tu venga qui immediatamente , ma senza indugi. Potresti alloggiare da me, poiché adesso ho affittato due stanze in più. Altro mezzo, te lo dichiaro una volta per tutte, non c'è.
Le lettere confondono, mandano per le lunghe, non combinano nulla.
(Marx, Lettera a Engels, sabato 1° marzo 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 232-233)

Mentre tu ti dai alla storia militare, io conduco una piccola guerra nella quale rischio di soccombere by and by [a poco a poco] e nella quale né Napoleone né lo stesso Willich – il Cromwell comunista – avrebbero trovato una via d'uscita.
Tu sai che il 23 marzo dovevo pagare 31 sterline e 10 scellini al vecchio Bamberger, e il 16 altre 10 sterline all'ebreo Stiebel, tutto per cambiali in corso. Per prima cosa avevo fatto chiedere a mia suocera direttamente da Jenny. La risposta fu che il signor Edgar è stato di nuovo spedito nel Messico col resto dei denari di Jenny e che io non potevo spremere neanche un centesimo.
Poi scrissi a mia madre, le minacciai di spiccare una tratta su di lei e in caso di mancato pagamento di andare in Prussia e farmi mettere in gattabuia. Quest'ultima cosa l'avevo davvero in mente per questa eventualità, ma questa risorsa veniva naturalmente a mancare dal momento in cui i somari cominciarono a ragliare sui giornali sull'allontanamento degli operai da me, sul crollo della mia popolarità e su cose del genere. Altrimenti la cosa avrebbe avuto l'apparenza di un colpo di scena politico, come una più o meno premeditata imitazione di Gesù Cristo-Kinkel. A mia madre avevo notificato come termine il 20 marzo.
Il 10 marzo mi scrisse che avrebbero scritto ai parenti; il 18 marzo scrive che i parenti non avevano scritto, il che doveva significare: la faccenda è chiusa. Le risposi subito che si restava alla mia prima lettera.
A Stiebel pagai il 16 marzo le sue 10 sterline con l'aiuto di Pieper. Il 23 marzo, dopo che ebbi fatto una quantità di passi inutili, la cambiale del vecchio Bamberger dovette esser protestata. Ebbi una scena orribile col vecchio, che oltre a ciò ha inveito orribilmente contro di me dal degno Seiler. Quel somaro aveva chiesto informazioni su di me dal banchiere Lautz per mezzo del suo banker [banchiere] di Treviri. Questo tipo, banchiere della mia vecchia e mio nemico personale, scrisse naturalmente le più grosse sciocchezze su di me e inoltre montò la mia vecchia contro di me.
Di fronte al vecchio Bamberger non mi restava altro che rilasciargli due cambiali, una a nome suo a Londra, con la scadenza quattro settimane dopo il 24 marzo, l'altra a nome della mia vecchia a Treviri con scadenza a tre settimane, per coprire la prima. Ne detti subito comunicazione alla mia vecchia. Oggi ricevo insieme alla sua lettera una della mia vecchia, nella quale essa si scaglia contro di me in modo impertinentissimo e per di più pieno di indignazione morale, e mi dichiara positivamente che protesterà ogni cambiale fatta da me a suo nome.
Così dunque per il 21 aprile devo aspettarmi le cose peggiori dal vecchio Simon Bamberger inferocito.
Nello stesso tempo, il 28 marzo, mia moglie ha partorito. Il parto è stato facile, però lei ora sta molto male, per motivi più borghesi che fisici. Inoltre non ho in casa, verbalement [letteralmente], neanche un farthing [quattrino], ma tanto più ho conti col piccolo commercio, dal macellaio, dal fornaio, and so forth [e così via].
Dalla Scozia avrò una copia del testamento fra sette o otto giorni. Se c'è qualche cosa da fare in questo senso, il piccolo Bamberger la farà, nel suo proprio interesse. Ma io non ci posso fare assegnamento.
Concederai che tutta questa merda è passablement [discretamente] gradevole e che io sto immerso fino alla cima dei capelli nello schifo piccolo-borghese.
E inoltre avremmo anche sfruttato gli operai! e tenderemmo alla dittatura! Quelle horreur! [Che orrore!]
Mais ce n'est pas tout! [Ma non è tutto!] L'industriale che da Treviri mi prestò denaro quando ero a Bruxelles, mi sta alle costole e lo rivuole indietro, perché la sua ferriera andrebbe male. Tant pis pour lui [Tanto peggio per lui]. Non posso far niente per lui.
Ma infine, per dare alla vicenda una punta tragicomica, ci si aggiunge anche un mystère [mistero], che ora ti svelerò en très peu de mots [in pochissime parole]. Ma proprio ora mi interrompono e debbo andare da mia moglie per far l'infermiere. Sicché l'altra cosa, nella quale anche tu hai una parte, per la prossima volta.
A proposito! Come calcolano i commercianti, fabricants [industriali] ecc. la parte del loro introito che consumano loro stessi? Anche questo denaro lo si prende dal banker o come ci si regola? Ti prego di rispondermi sull'argomento.
(Marx, Lettera a Engels, 31 marzo 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 246-247-248)
 
Il tuo vaglia mi è arrivato proprio a proposito. E questa volta la rapidità ha decuplicato il capitale, come le rendite ferroviarie du Signore [del Signore] Proudhon.
Puoi immaginarti che io non sto ozioso. E con gli anticipi che tu fai, spero di mettere insieme da diverse parti del mondo quanto manca.
Sul mystère [mistero] non ti scrivo, perché, coûte que coûte [costi quel che costi], alla fine di aprile verrò in ogni caso da te. Debbo uscire di qua per otto giorni.
La cosa peggiore è che ora sono improvvisamente ostacolato nei miei studi in biblioteca. Sono tanto avanti che entro cinque settimane sarò pronto con tutta la merda economica. Et cela fait [E fatto ciò], porterò a termine a casa il lavoro sull'Economia e nel British Museum mi butterò su di un'altra scienza. Ça commence à m'ennuyer. Au fond [Questa roba comincia ad annoiarmi. In fondo] questa scienza da A. Smith e D. Ricardo in poi non ha più fatto progressi, per quanto molto anche si sia fatto in singole ricerche, spesso prelibatissime.
Rispondimi alla domanda che ti ho posto nella mia ultima lettera.
Poiché ora ti occupi di scienza militare, non potresti studiare di nuovo le campagne ungheresi, con l'aiuto della “Neu Rheinische Zeitung”, del blue book di Palmerston ecc? Ça serait très utile [Ciò sarebbe utilissimo]. Entro un tempo più o meno breve pubblicherò due volumi di 60 fogli di stampa, e allora questo starebbe proprio al posto suo. Se vuoi sapere particolari su intrighi, battaglie, personalità, non hai bisogno d'altro che di mandarmi le lettere – aperte – con l'indirizzo: Alla signora Baronessa von Beck. Ho stretto relazione con lei. Era una spia di Kossuth. Ed è una vera cronaca per le porcherie ungheresi. Il faut l'exploiter [Bisogna sfruttarla].
È troppo stupida per saper nascondere la verità. Ho fatto esperimenti in questo senso.
(Marx, Lettera a Engels, 2 aprile 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 249-250)
 
… I comunisti debbono far vedere che le verità tecnologiche già raggiunte possono diventare pratiche solo nelle condizioni del comunismo...
(Marx, Lettera a Roland Daniels, maggio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 565)
 
Ti mando qui sotto una copia dell'articolo sull'impiego dell'elettricità nell'agricoltura, in inglese, parola per parola. Abbi la bontà di scrivermene a giro di posta:
1) Che cosa ne pensi.
2) Spiegami la faccenda, perché non riesco a capirla bene, in plain German [spiegandoti bene] (...)
In questo momento Tupman porta una lettera di Miquel, dalla quale risulta che i democratici tedeschi – anche alcuni comunisti – con a capo il merdoso giornale bremese di Ruge sono instancabili nelle loro calunnie contro di me, e una cosa del genere va naturalmente a ruba tra i filistei e i “vagabondi” tedeschi. Questi bei tipi devono avere proprio una paura birbona di me, dal momento che impiegano fin d'ora ogni mezzo per rendermi impossibile il soggiorno in Germania.
(Marx, Lettera a Engels, 5 maggio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 268-270)
 
La tua lettera che arrivò l'altro ieri sera, la ricevetti troppo tardi per risponderle. Infatti ero già al Museum, prima che si facesse vedere il postman [postino], e tornai a casa soltanto alle sette di sera. Ieri poi, con tutta la buona volontà, non ti ho potuto scrivere, perché ho avuto tali imbarazzi intestinali che quasi mi scoppiava la testa, come il tamburo al negro di Freiligrath.
La confusione di cui sopra deriva semplicemente dal fatto che io avevo dato ad uno dei due girandoloni (Schramm), appena ricevuta la tua prima lettera, un biglietto per te da consegnare alla posta. Lui se l'era portato a spasso, e ancora ieri quelle poche righe si trovavano ancora nel suo portafoglio.
Per quanto riguarda l'electricity [elettricità], la notizia in proposito si trova nell'“Economist” del 1845. Del resto non vi si trova altro che quello che ti ho comunicato, col racconto che l'esperimento è stato fatto col più grande successo in Scozia. (…)
Per l'intervento del mio degno cognato-ministro la stampa dei miei manoscritti, come anche quella della “Revue”, ha subito un intoppo.
(Marx, Lettera a Engels, 16 maggio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 280-281)
 
Io me ne sto dalla mattina alle dieci fino alla sera alle sette in biblioteca e riserbo l'Esposizione industriale per il tuo arrivo
(Marx, Lettera a Engels, 21 maggio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 287)
 
È stata fatta una perquisizione in casa di Daniels, e lui è stato arrestato. Non credo che si sia trovato qualche cosa da lui.
Stamattina ho ricevuto una lettera, evidentemente scritta da Daniels, ma senza firma, nella quale mi si comunica quanto sopra e nello stesso tempo mi si invita a mettere al sicuro tutte le lettere, perché si saprebbe da fonte “sicura” (così nell'originale) che avrebbero luogo perquisizioni anche qui in Inghilterra.
Se questo sia legalmente possibile, non lo so. In ogni caso metterò tutto al sicuro. Anche tu farai bene se, di tutte le lettere che hai, quelle irrilevanti le bruciassi e le altre, che contengono qualche dato di fatto, le sistemassi sigillate dalla Mary o dal vostro commesso.
(Marx, Lettera a Engels, 16 giugno 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 296)
 
Per lo più io sono dalle 9 del mattino alle 7 della sera al British Museum. Il materiale a cui sto lavorando è così maledettamente ramificato, che nonostante tutto l'impegno non riuscirò a concludere prima di 6-8 settimane. A ciò si aggiungono continui disturbi pratici, inevitabili data la situazione miserabile in cui qui si vegeta. Nonostante tutto la cosa si avvicina alla conclusione.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 27 giugno 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pag. 572)
 
Ho rimandato di giorno in giorno la mia lettera, per darti in forma completa i documenti che ti vengono comunicati qui sotto. Poiché però la completezza sarà possibile soltanto tra qualche giorno, ti scrivo oggi per non farti aspettare ancora più a lungo la risposta.
D'abord [Prima di tutto]. Mi sembra che dalla tua lettera risulti che durante la presenza del vecchio a Manchester tu non hai potuto sapere che nella “Kölnische Zeitung” era stato riprodotto un secondo documento, dal titolo: “La Lega dei comunisti”. Era il messaggio alla Lega compilato da noi due [nel marzo 1850]: au fond [in fondo] nient'altro che un piano di guerra contro la democrazia. Da una parte la pubblicazione di esso era un bene, in contrapposizione al documento di Bürgers plus ou moins [più o meno] assurdo quanto alla forma e poco confortante quanto al contenuto. (…)
La cosa più buffa in tutta la faccenda è e rimane lo sforzo immenso di Ruge e della sua cricca per imporsi al pubblico con sempre nuove combinazioni. Se non va come ABCDEF, andrà sicuramente come FEDCBA. Calcola un po' quante variazioni e permutazioni del genere sono ancora possibili. Si è mai vista una cricca di somari più impotente e ridicolmente piena di pretensione?
A proposito, ho ricevuto le 5 sterline. Sono arrivate come un deus ex machina [evento inaspettato e risolutivo di una situazione difficile], perché le circumstances [circostanze] sono “schifose” ed è difficile prevedere come se ne potrà uscire.
(Marx, Lettera a Engels, 13 luglio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 301-305)
 

Ricevo in questo momento la tua lettera, che apre prospettive molto gradevoli per la crisi commerciale.
Da circa due settimane non ho scritto nulla, perché tutto il tempo che non passavo in biblioteca avevo sempre qualcuno alle costole e così, nonostante la buona volontà, venivo sempre distolto dallo scrivere.
Dopoché i due Bamberger, padre e figlio, mi ebbero tirato la cosa per le lunghe, da una settimana all'altra – prima da un mese all'altro – con la promessa di scontarmi una cambiale, dopoché finalmente sabato scorso ero stato invitato ad andare nella baracca di quegli ebrei e avevo già portato con me lo stamped paper [carta bollata], il giovane mi rivelò che il vecchio, il quale anche era presente, non poteva ecc. ecc.
Rimpiango moltissimo di non aver potuto schiaffeggiare questi due ebrei per questo loro infame tirar per le lunghe, per questa perdita di tempo, e per avermi messo in una fausse position [posizione falsa] di fronte a terzi.
Del resto debbo al signor Conrad Schramm, se non il fatto , certo il principio di queste fregature veramente alla Sancho, che ho prese prima per mesi e poi di nuovo nelle ultime sei settimane.
Tu sai che questo bel soggetto se ne è andato a Parigi da quattro o cinque settimane. Come sempre con questi nostri nobili amici di qua, soltanto ora si viene a sapere da loro, p. es. da quel babbeo di Hain, ciò che loro sapevano già da tempo intorno a quel mascalzone. Ora però proibisco loro di “strillare”, perché ormai non può che danneggiarci e non può più giovarci a nulla. Sicché – non so se te l'ho già scritto – una sera vengo a sapere che il signor Schramm aveva l'intenzione di partire entro quarantott'ore. Decisi dunque di prendere le misure necessarie per le carte della Lega e per le altre che si trovassero ancora in possesso del signor Conrad. La stessa sera vengo a sapere da Liebknecht che il signor Conrad non vuole tirar fuori queste carte, ma che le ha consegnate sigillate al signor Louis Bamberger. E, ciò che rendeva ancor più necessario di operare prontamente: quando il giorno seguente uscii dal Museum, si venne a sapere che il signor vagabondo non sarebbe partito nel temine di quarantott'ore ma già entro le prime ventiquattro, cioè proprio alle due di notte dello stesso giorno. Il nobile Conrad mi aveva chiesto un appuntamento privato per la sera stessa, cosa che io però evitai prendendo con me Lupus, Liebknecht, Pieper.
C'eravamo appena settlati [accomodati] in una insulated [solitaria] birreria, quando chiesi al signor Conrad di dare una spiegazione su quello che stava combinando con le carte ecc. Come sempre quando ha fatto un passo falso, il tipo va su tutte le furie, dichiara di non voler tirar fuori le carte, perché ne ha bisogno lui per giustificarsi, ed altre sciocchezze. Lui era la Lega così come tu ed io, anche lui poteva compiere atti di salvataggio. Lui non sapeva affatto se io fossi direttore del circolo di Londra. Poi aggiunse cose da Stirner sulla sua unicità nel partito. Gli altri, soprattutto Lupus, montarono su tutte le furie, lui minaccia di andarsene, grida, strepita: tutto connu [conosciuto]. Sedai di nuovo il tumulto, e poiché so come trattare il giovanotto, dal momento che tutti gli scandali non servivano a nulla, ma si trattava di avere le carte, specialmente in questo momento, indussi con le minacce e con le parole melliflue il signor Conrad a rilasciarmi un biglietto per Bamberger con cui incaricarlo di consegnarmi il pacchetto sigillato.
E lo ebbi il giorno seguente. Dentro vi si trovava tutto. Tra l'altro perfino la tua e la mia dichiarzione contro A. Ruge, che il nobile Conrad non aveva dunque mandato alla “Staatszeitung”, probabilmente perché aveva detto tanto bugie a suo fratello che temeva ogni dichiarazione pubblica.
Sicché nello stesso tempo questo mascalzone – credeva di poter così far meglio i suoi affari – ha messo in guardia i Bamberger contro di me, ha detto loro che avevo dato fondo alle mie ultime risorse per pagare la mia ultima cambiale ecc. ecc. In generale ha intrigato contro di noi e ha mentito in ogni maniera, nella maniera più canagliesca.
Ora – dato che tutto ciò è un fait accompli [fatto compiuto] – non si deve strillare e indignarsi come dei bravi galantuomini, come volevano e come facevano i babbei di qui, ma lasciar che per ora, il vagabondo continui a credere alle sue buone relazioni con noi, finché non si abbia la forza e l'occasione per levarselo dai piedi, d'une manière ou de l'autre [in un modo o nell'altro]. In questo momento il giovanotto potrebbe divenire molto pericoloso per i nostri compagni tedeschi, se ci si comportasse in qualche modo con lui come gente che è a conoscenza della sua disonestà.
Mi crederai del resto, senza che io ci aggiunga parole, che sono maledettamente stanco della mia situazione. Ho scritto in America se è possibile fare di qui insieme con Lupus il corrispondente per qualche dozzina di giornali, poiché è impossible [impossibile] seguitare a vivere così.
Per quanto riguarda le trattative con Ebner a Francoforte, lui scrive che Cotta probabilmente prenderà la mia Economia – di cui gli ho mandato lo schema – e che in caso contrario scoverà un altro libraio. Da tempo avrei finito con la biblioteca. Ma le interruzioni e i disturbi sono troppo grandi, e a casa, dove tutto è sempre in stato d'assedio e rivoli di lacrime mi infastidiscono e mi rendono furente per notti intere, naturalmente non posso far molto. Mia moglie mi fa pena. Su lei ricade il peso principale, e au fond [in fondo] ha ragione. Il faut que l'industrie soit plus productive que le mariage [Bisogna che il lavoro sia più produttivo del matrimonio]. Nonostante tutto ti ricorderai che io sono per natura très peu endurant [assai poco paziente] e perfino quelque peu dur [un po' duro], sì che di tanto in tanto la mia impassibilità se ne va.
Julius è stato sepolto circa una settimana fa. Fui presente alla sepoltura. Il nobile Kinkel sbrodolò un suo sproloquio sulla tomba. Julius era il solo nell'emigrazione che studiasse e passasse sempre più dall'idealismo al campo nostro.
Il nobile Dulon si trova qui.
Heinzen e Ruge proseguono a strepitare contro i comunisti e soprattutto contro di noi, nella “Schnellpost” di New York. Ma son cose talmente stupide, che è impossibile rispondere altrimenti che raccogliendo a tempo opportuno le cose più ridicole dei pasticci di Ruge, per rivelare ai tedeschi chi ora li dirige, malgré eux [malgrado loro].
Hai letto forse l'ultimo scritto di Proudhon?
Weydemeyer mi ha scritto da Zurigo. Karstens è in gattabuia a Magonza. Aveva fatto un vano tentativo di fuga.
Vale faveque [Addio e voglimi bene].
(Marx, Lettera a Engels, 31 luglio 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 316-317-318-319)
 
Il signor Heinzen, insieme al degno Ruge, suona tutte le settimane la fanfara sulla “Schnellpost” di New York contro i comunisti, in modo particolare contro di me, Engels, ecc. Tutta quanta la marmaglia democratica di qui mantiene la fossa in cui deposita il suo guano, che se non fa fiorire abbondantemente semi e frutti, certo lo fa per l'erbaccia. (…)
Puoi immaginarti che la mia situazione è molto grigia. Mia moglie si rovinerà, se le cose continuano a lungo in questo modo. Le preoccupazioni continue, la lotta più meschina nelle condizioni borghesi la logorano. E a ciò si aggiungano le infamie dei miei nemici, che fino ad ora non hanno mai neppure tentato di attaccarmi oggettivamente, e cercano di vendicarsi per la loro impotenza gettando su di me sospetti e diffondendo le infamie più indicibili sul mio conto. Willich, Schapper, Ruge e una massa di altre canaglie democratiche hanno fatto di ciò un affare. Basta che qualcuno venga dal Continente, che subito viene preso e lavorato, affinché partecipi a questa stessa attività.
Alcuni giorni fa il “famoso” referendario Schramm incontra per strada un conoscente e subito gli sussurra: qualunque sia l'esito della rivoluzione tutti sono d'accordo su di un fatto: Marx è perdu [perduto]. Rodbertus, che ha le migliori prospettive, lo fa subito fucilare – e così sono tutti. Naturalmente, quanto a me, potrei ridermela di tutto questo pattume; del resto non mi lascio turbare da ciò un solo momento nei miei lavori, ma capirai che mia moglie, che è sofferente e vive nella peggiore angustia privata, dalla mattina alla sera, mentre il suo sistema nervoso è già intaccato, non è certo incoraggiata dal fatto che ogni giorno stupidi mediatori le raccontino le emanazioni pestilenziali della cloaca democratica. La mancanza di tatto di certa gente è talora colossale. (…)
Quando sarai a New York, va da A. Dana della “New York Tribune” e salutalo da parte mia e di Freiligrath. Forse potrà esserti utile. Appena arrivi scrivimi, ma sempre all'indirizzo di Engels, poiché di noi due è lui quello che può meglio sopportare le spese postali.
(Marx, Lettera a Joseph Weydemeyer, 2 agosto 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 577-578)
 
Scuserai se non ti ho scritto prima e se non ho contemporaneamente accusato ricevuta delle 5 sterline. La pressure from without [pressione dall'esterno] è stata così forte questa settimana, che non sono riuscito a scrivere. Per il momento ho evitato d'esser cacciato fuori di casa firmando un bill al landlord [cambiale al padrone di casa].
Con questa lettera ti mando un numero della “Schnellpost”, dove potrai vedere lo stupido ed infame armeggío e lo spettegolare di quella bagascia di Ruge & Co. Appena avrai letto questo sudiciume, rimandamelo. Per spiegarti quella lettera della quale quel villanzone di Heinzen dà degli estratti – proveniente in ogni caso da Fickler – ti dico brevemente: già da due o tre settimane quei somari – gli emigrati – tengono riunioni, comizi, per “venire a un accomodamento”, per arrivare a formare una intera “dozzina” e per “organizzarsi” a vicenda come i grandi uomini del futuro. Oggi c'era la loro seduta definitiva. Sentirò il risultato e te lo comunicherò. Il seme della discordia prospera però già così abbondantemente, che il signor Sigel mi ha fatto annunciare una sua visita da Schabelitz, che è ora qui per l'Esposizione.
La “New York Tribune” ha invitato me e Freiligrath a collaborare a pagamento. È il giornale più diffuso del Nord-America. Se ti è possibile farmi avere un articolo scritto in inglese sulla situazione tedesca entro venerdì mattina (15 agosto), sarebbe un inizio stupendo.
Di Schramm sappiamo che è in continua corrispondenza con suo fratello. Ha scritto a Bamberger di non comunicarci il suo indirizzo.
Giornalmente arrivano nuove notizie sul modo infame in cui si è comportato quando era qui.
Il rosso Wolff è di nuovo diventato “irlandese”.
E ora alla “Idée générale de la Rèvolution au XIX siècle” par J.-J. Proudhon. Quando ti ho scritto la prima volta su questo libro, ne avevo letto soltanto degli estratti spesso anche inesatti. Ora te ne posso mandare lo σӽԑλԑʈόѵ [scheletro]. Per ora. Il libro contiene attacchi bene scritti contro Rousseau, Robespierre, la Montagna ecc. (…)
Scrivimi dettagliatamente che cosa pensi di questa ricetta.
(Marx, Lettera a Engels, 8 agosto 1851, Opere Marx Engels, Editori Riuniti, vol. XXXVIII, pagg. 322-323-331)
 


17 maggio 2017