80° Anniversario della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre, immortale opera dei marxisti-leninisti e del proletariato russi guidati da Lenin e Stalin
Teniamo alta la gloriosa bandiera dell'Ottobre

Ottanta anni fa, il 7 Novembre 1917, i marxisti-leninisti e il proletariato russi guidati da Lenin e Stalin hanno compiuto una delle più grandi imprese della storia del movimento operaio internazionale e dell'intera umanità, che ha marcato profondamente e indelebilmente questo secolo che si sta concludendo.
Con una memorabile insurrezione viene spazzata via dal potere la borghesia e il proletariato diventa classe dominante prendendo nelle sue mani il potere statale e i mezzi di produzione, così come avevano preconizzato Marx ed Engels ne "Il Manifesto del Partito comunista''. Un'impresa che era riuscita solo per alcune settimane alla Comune di Parigi.
Da allora la Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre è oggetto di accanite discussioni. Da parte della borghesia e dei suoi partiti per calunniarla e denigrarla. Un esempio è costituito dai tre velenosi articoli di Sandro Viola apparsi in questi giorni sul quotidiano filogovernativo "la Repubblica'' di Carlo De Benedetti, Eugenio Scalfari e Ezio Mauro. Da parte del proletariato e dei marxisti-leninisti per esaltarla e mettere in pratica i suoi insegnamenti.
Non poteva che essere così, perché essa segna uno spartiacque tra chi sta con la borghesia e il capitalismo e chi sta col proletariato e il socialismo, tra chi vuole la permanenza delle classi e dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo e chi vuole l'abolizione di entrambe le cose.
I bolscevichi(1), allora si chiamavano così i marxisti-leninisti russi, e il proletariato non arrivano a freddo e senza alcuna preparazione all'insurrezione del 25 Ottobre, data del vecchio calendario ortodosso in vigore. Alle loro spalle c'era stato un lungo, approfondito e minuzioso lavoro di preparazione ideologico, politico, sindacale e organizzativo, legale e illegale, pacifico e di lotta di strada anche violenta.
Molto lavoro era teso a conquistare i sindacati, le case del popolo e ogni altra organizzazione di massa degli operai, dei lavoratori e degli studenti. In particolare a Pietrogrado, allora capitale della Russia, e a Mosca, le due città fondamentali dove avvennero le insurrezioni, una dietro l'altra. Dovunque, anche nella Duma, il parlamento zarista, e poi nei Soviet degli operai e dei soldati, i bolscevichi contendevano l'egemonia ai menscevichi(1), che fino alla vigilia dell'insurrezione avevano la maggioranza nei Soviet. Nel luglio 1917 i membri del Partito erano 240 mila su una popolazione attorno ai 150 milioni.
Un grande lavoro veniva effettuato pure nelle Forze armate.
Tutto questo lavoro aveva già avuto delle sperimentazioni assai importanti nelle rivoluzioni democratico-borghesi del 1905 e del febbraio 1917.
In un primo tempo i bolscevichi attuano la tattica della conquista del potere per via pacifica. Poi però, quando nel luglio '17 il governo di coalizione comprendente i socialisti Kerenski, Zereteli, Cernov e Skobelev, attacca con le armi il proletariato e il suo Partito, arresta parecchi dirigenti bolscevichi, spicca un mandato di cattura di Lenin, sopprime la stampa del Partito, fa devastare la tipografia in cui venivano stampate le pubblicazioni del Partito, i bolscevichi cambiano tattica. Passano al lavoro clandestino, Lenin va in clandestinità e comincia a preparare concretamente l'insurrezione per rovesciare con la forza delle armi la borghesia dal potere ed instaurare il potere dei Soviet.
Il cambiamento dei rapporti di forza tra il proletariato e la borghesia avviene nel settembre del '17 nella lotta contro il complotto controrivoluzionario armato di Kornilov. A quel punto i bolscevichi conquistano l'egemonia delle masse, dei soldati e dei Soviet. I Soviet di Pietrogrado e di Mosca passano dai socialisti rivoluzionari(2) e dai menscevichi ai bolscevichi. Era il segnale che le condizioni essenziali necessarie per la vittoria dell'insurrezione erano giunte a maturazione. Cosicché alla data prefissata dal Comitato centrale del Partito, su proposta di Lenin, nella notte tra il 25 e il 26 Ottobre, la Guardia rossa costituita dagli operai, i soldati e i marinai rivoluzionari prende d'assalto il Palazzo d'Inverno a Pietrogrado e arresta il governo. In precedenza, nello stesso giorno del 25 Ottobre, essi avevano occupato i ministeri, la banca di Stato, le stazioni, la posta e il telegrafo. A Mosca si combatte per le strade per diversi giorni, ma alla fine i menscevichi e i socialisti rivoluzionari aiutati dalle guardie bianche e dagli "junker'' sono sconfitti. In 3, 4 mesi la Rivoluzione si estende in tutta la Russia.
La Rivoluzione d'Ottobre non è stato "un complotto militare'', come sostenevano i menscevichi, i bundisti e i socialisti rivoluzionari di destra sconfitti e messi in minoranza nel II Congresso panrusso dei Soviet riuniti a Pietrogrado il 25 Ottobre, e come continua a dire la borghesia e i suoi servi, ma una rivoluzione di massa, alla quale partecipò la maggioranza degli operai, dei soldati e dei contadini.
Se non fosse stato così non sarebbe stato certamente possibile da parte del proletariato e dei bolscevichi sostenere e vincere la guerra civile durata tre anni, non considerando che l'ultimo lembo dell'estremo oriente della Russia viene liberato dall'invasore giapponese nell'ottobre del 1922. Una guerra civile che ha visto a fianco della borghesia e delle sue armate le truppe degli imperialisti inglesi, francesi, giapponesi e americani, nonché il blocco totale della Russia volto a isolarla completamente dal mondo.
I fatti dimostrano che i bolscevichi hanno avuto un legame crescente con le masse prima, durante e dopo l'insurrezione. Questi legami si sono particolarmente rafforzati dopo i primi provvedimenti presi dal governo sovietico. Abolizione delle vecchie caste e del regime di oppressione nazionale; nazionalizzazione della terra, di tutta la grande industria, delle banche, delle ferrovie, del commercio estero, della flotta mercantile; uguaglianza delle donne; uguaglianza delle diverse nazionalità della Russia; separazione della Chiesa dallo Stato; separazione della scuola dalla Chiesa; firma della pace con la Germania.
La fondazione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste sovietiche (Urss) suggella il profondo legame e la vastità dei consensi che si erano realizzati tra i popoli e le nazionalità del nuovo Stato con il Partito dei bolscevichi e con il socialismo. Questo nuovo Stato, senza precedenti nella storia, proclamato dal I Congresso dei Soviet di tutta l'Unione nel dicembre del 1922, su proposta di Lenin e Stalin, nasce sulla base del libero consenso e dell'eguaglianza dei diritti con la facoltà di ogni paese aderente di uscire liberamente dall'Unione. Esso costituiva la prova provata che il socialismo è il sistema politico, economico e sociale più avanzato, più giusto e più democratico che l'umanità abbia mai costruito.

Il ruolo di Lenin e Stalin
Lenin è stato il grande stratega dell'Ottobre. Lo ha preparato in tutti i suoi aspetti, sia sul piano teorico che politico, sia sul piano organizzativo che militare, e lo ha diretto in prima persona. L'Ottobre porta impresso a caratteri d'oro il nome di Lenin e nessuno lo potrà mai cancellare. Fu Lenin, con le celebri Tesi di Aprile del '17, esposte subito dopo il rientro dall'esilio in Svizzera, a dare al Partito e al proletariato la linea per passare dalla rivoluzione borghese alla rivoluzione socialista. Fu Lenin a dirigere l'assalto al Palazzo d'Inverno, dall'Istituto Smolny sede del Comitato centrale del Partito e del Soviet di Pietrogrado. Fu Lenin a dirigere il Partito, l'Esercito rosso, il governo, il proletariato e i contadini durante la guerra civile e nell'edificazione del primo Stato socialista del mondo.
Stalin, sotto la direzione e a fianco di Lenin, ebbe un ruolo fondamentale nell'Ottobre. Prima dell'insurrezione appoggiando, difendendo e applicando la linea proletaria rivoluzionaria di Lenin. Al VI Congresso del Partito, che si svolge nel luglio '17, assente Lenin perché era in clandestinità, egli svolge un ruolo decisivo per convincere il Partito alla rivoluzione socialista. A essa si opponevano i trotzkisti. Preobrangenski sosteneva la tesi che la Russia si poteva avviare al socialismo solo se la rivoluzione proletaria fosse scoppiata in occidente. Mentre Bucharin diceva che i contadini non avrebbero seguito la classe operaia perché legati alla borghesia.
Durante l'insurrezione Stalin ha svolto un ruolo dirigente in quanto capo del Centro pratico dell'insurrezione, organismo eletto dal Comitato centrale del Partito nella riunione del 16 (29) ottobre del '17. Questo Centro, composto da quattro membri, costituiva il nucleo dirigente del Comitato militare rivoluzionario presso il Soviet di Pietrogrado.
Nella guerra civile e nella lotta per respingere le armate delle quattro potenze imperialiste, Stalin è stato in prima linea. Più volte è andato personalmente al fronte per dirigere il combattimento dell'Esercito rosso. È merito suo la sconfitta delle armate bianche del generale Denikin sul fronte meridionale nel 1920.
Quando muore prematuramente Lenin, il 21 gennaio 1924, è Stalin che eredita la linea dell'amato maestro e guida. La difende dagli attacchi della banda trotzkista-buchariniana, l'applica e la sviluppa nel corso dell'edificazione del socialismo, della lotta contro i revisionisti dentro e fuori dell'Urss, della guerra patriottica contro l'aggressore hitleriano, della lotta contro l'imperialismo mondiale.
Per merito di Stalin si salva l'immenso patrimonio teorico e politico di Lenin che egli sistematizza nelle opere "Principi del Leninismo'' e "Questioni del leninismo'' e in altre opere successive.
Per merito di Stalin si salva e si arricchisce la grande esperienza dell'Ottobre, della dittatura del proletariato, della lotta contro il revisionismo di destra e di "sinistra'' per quasi trenta anni arrecando enormi benefici alla lotta rivoluzionaria di ieri e di oggi.

Il sabotaggio dei trotzkisti
Trotzki, afflitto da incurabile narcisismo, megalomania e individualismo, si è vantato nei suoi libercoli e discorsi di aver avuto un ruolo preminente, se non addirittura superiore a quello di Lenin, nella rivoluzione proletaria. In realtà egli ha sabotato l'Ottobre e l'edificazione del socialismo in Urss e intralciato i piani di Lenin, di Stalin e dei bolscevichi.
Quando il Comitato centrale del Partito, nella storica riunione del 10 (23) ottobre '17, decreta la data dell'insurrezione, Trotzki propone un emendamento per ritardarla. Per millanteria poi costui spiffera al nemico la data stabilita dai bolscevichi in una seduta del Soviet di Pietrogrado.
Nella suddetta riunione i trotzkisti Kamenev e Zinoviev votano contro la risoluzione dell'insurrezione. Fino all'ultimo costoro tentano di far deviare il Partito dall'insurrezione spingendolo verso il Preparlamento istituito nel settembre '17 dalle forze conciliatrici, tra cui i partiti socialisti, col governo di Kerenski.
Dopo l'insurrezione i trotzkisti, con in testa Trotzki e Bucharin, fanno di tutto per sabotare la rivoluzione proletaria e l'edificazione del socialismo. Si oppongono alla pace con la Germania, e nel febbraio 1918 tentano persino di scindere il Partito e di abbattere il potere sovietico approfittando del fatto di avere il controllo del Partito nella regione di Mosca. Solo con la loro liquidazione prima politica poi fisica Trotzki e Bucharin cesseranno la loro criminale azione controrivoluzionaria e antisovietica, mascherata da abiti comunisti, come si presentava la famigerata teoria di Trotzki della "rivoluzione permanente''.

Il valore dell'Ottobre
L'Ottobre è stato una grande vittoria storica del proletariato sulla borghesia, del socialismo sul capitalismo, della concezione del mondo proletaria sulla concezione del mondo borghese, del marxismo-leninismo sul revisionismo, della rivoluzione proletaria sul parlamentarismo, l'elettoralismo, il riformismo e il legalitarismo, del Partito del proletariato sui partiti borghesi e riformisti.
L'Ottobre, e ciò che deriva dall'Ottobre, ha dimostrato la superiorità del socialismo sul capitalismo in riferimento allo sviluppo economico, alle istituzioni, al superamento delle disuguaglianze tra città e campagna e a quelle tra industria e agricoltura, ai rapporti sociali, ai rapporti tra le nazionalità nello stesso Stato, alla libertà e alla democrazia per i lavoratori, al benessere sociale, alla parità tra i sessi, alla cultura, alla morale, all'emancipazione del proletariato e di tutti i lavoratori.
L'Ottobre, e ciò che deriva dall'Ottobre, ha inoltre dimostrato le immense capacità politiche e organizzative della classe operaia, quando è armata del marxismo-leninismo. Per la prima volta nella storia viene provato che la classe operaia non solo è capace di distruggere il vecchio mondo ma anche di costruirne uno nuovo.
I fattori fondamentali della vittoria dell'Ottobre sono stati: l'esistenza di un forte, agguerrito, temprato e disciplinato Partito marxista-leninista, armato del marxismo-leninismo e di una direzione e linea proletarie rivoluzionarie e legato alle masse operaie e contadine; la lotta senza quartiere e di principio di questo Partito ai revisionisti di destra e di "sinistra'' e ai partiti piccolo borghesi riformisti, parlamentaristi e pacifisti; l'alleanza tra il proletariato e i contadini poveri sotto la direzione del Partito marxista-leninista; la formazione della Guardia Rossa e la conquista della maggioranza dei soldati; l'eroismo, lo spirito di sacrificio, l'abnegazione e la determinazione della classe operaia, dei contadini poveri e dei soldati e marinai rossi nell'affrontare con le armi in pugno il governo capitalista, la borghesia, le armate bianche e gli eserciti imperialisti invasori corsi in loro aiuto; le favorevoli circostanze internazionali (la guerra imperialista e la guerra tra la Russia e la Germania) e nazionali (la relativa debolezza della borghesia russa e del suo governo e lo sfacelo economico).
La restaurazione del capitalismo nell'Urss, iniziata dalla banda revisionista di Krusciov col colpo di Stato effettuato al XX Congresso del PCUS, nel febbraio 1956, e completata da Gorbaciov nel 1991, non ha intaccato minimamente il valore storico, politico e teorico dell'Ottobre.

Seguire la strada dell'Ottobre
L'Ottobre russo è ancora vivo, attuale e indica al proletariato di tutti i paesi la via dell'emancipazione, che è quella della rivoluzione socialista, del socialismo e del comunismo. Mao la sottolineava con queste parole: "La Rivoluzione d'Ottobre aiutò i progressisti cinesi e quelli di tutti i paesi ad adottare la concezione proletaria del mondo come strumento per studiare il destino della propria nazione e per esaminare d'accapo tutti i problemi. Seguire la strada dei russi, questa fu la loro conclusione'' (3).
Anche il proletariato italiano voleva "Seguire la strada dei russi'', ma glielo impedirono con l'inganno e col riformismo, il parlamentarismo e il pacifismo prima il PSI e poi il PCI e i falsi comunisti Gramsci, Togliatti, Longo, Berlinguer, Natta, Occhetto, D'Alema, Cossutta e Bertinotti.
Questo inganno e questo tradimento hanno portato con sé‚ una profonda deideologizzazione e decomunistizzazione delle masse, un forte indebolimento dello spirito, della combattività e della coscienza del proletariato, e l'educazione e la formazione delle nuove generazioni secondo i canoni della cultura e della morale borghesi.
Di conseguenza è divenuto enorme, faticoso e lungo il lavoro dei marxisti-leninisti per risvegliare le coscienze, per ricostruire la memoria storica, per far capire al proletariato, ai progressisti, alle ragazze e ai ragazzi che la madre di tutte le questioni è quella del potere politico e del socialismo. Tuttavia noi siamo certi che alla fine gli sfruttati, gli oppressi e i progressisti capiranno, dai fatti, dallo sviluppo delle contraddizioni e dei conflitti di classe, dalla nostra azione, che è necessario "Seguire la strada dei russi''.
Ci appelliamo all'avanguardia del proletariato, delle masse lavoratrici, disoccupate, dei pensionati, degli intellettuali, giovanili e femminili perché abbandonino il falso partito comunista, non segua i trotzkisti e opportunisti fuorusciti dal PRC che stanno lavorando per costruire una nuova trappola politica e organizzativa, e si unisca nel PMLI per affrettare i tempi della presa di coscienza rivoluzionaria e marxista-leninista da parte della classe operaia e delle masse.
"A tutti coloro che credono veramente al socialismo - come dice l'Ufficio politico del PMLI nel documento del 25 Ottobre 1997 - e vogliono dare una svolta alla lotta di classe e un carattere autenticamente comunista e rivoluzionario al proprio impegno politico, noi diciamo: Abbandonate le illusioni governative! Lottate per la conquista del potere politico e del socialismo! Con la convinzione che col potere politico il proletariato ha tutto. Senza il potere politico il proletariato non ha niente''.
Non c'è modo migliore di celebrare la Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre che schierarsi apertamente e praticamente con essa e con chi nel nostro Paese sta seguendo da decenni quella strada, il che significa lottare contro il capitalismo e il governo Prodi che ne gestisce gli affari e per l'Italia unita, rossa e socialista.
Gloria eterna ai martiri dell'Ottobre!
Gloria eterna ai bolscevichi e ai partecipanti dell'Ottobre rimasti fedeli alla causa!
Gloria eterna a Lenin e Stalin!
Teniamo alta la gloriosa bandiera dell'Ottobre lottando per l'Italia unita, rossa e socialista!
Coi maestri vinceremo!
 
NOTE
1) Bolscevichi e menscevichi. Al secondo Congresso del POSDR nel 1903 i rivoluzionari guidati da Lenin furono chiamati bolscevichi (dalla parola russa: "bolsce'', più) in quanto avevano ottenuto la maggioranza nell'elezione degli organi centrali del Partito. I menscevichi (dalla parola russa: "mensce'', meno) caduti in minoranza si scissero dai bolscevichi. I menscevichi erano una corrente opportunista piccolo borghese. Dopo la vittoria della rivoluzione democratico-borghese del febbraio 1917, i menscevichi insieme ai socialisti rivoluzionari entrarono a far parte del governo provvisorio borghese e lottarono contro la rivoluzione proletaria in preparazione. Hanno poi combattuto, anche con le armi, contro la rivoluzione e il socialismo.
2) Socialisti rivoluzionari. Partito piccolo borghese sorto tra la fine del 1901 e l'inizio del 1902. Dopo l'abbattimento dello zarismo nel febbraio 1917 i capi del partito entrarono nel governo provvisorio di Kerenski, che apparteneva allo stesso partito. Nel novembre 1917 i socialisti rivoluzionari "di sinistra'' si staccarono dal Partito. In un primo tempo costoro entrarono nel Consiglio dei Commissari del popolo (governo sovietico), da cui uscirono nel marzo 1918 opponendosi, anche con le armi, al potere sovietico.
3) Mao, Sulla dittatura democratica popolare (30 giugno 1949), opere scelte, vol. 4°, pp. 425-426.

30 giugno 2017