A Panmunjom, villaggio di confine
Incontro storico tra i leader delle due Coree
Kim e Moon firmano una dichiarazione comune per la pace, la prosperità e l'unificazione della penisola coreana

 
“Durante questo periodo importante di trasformazione storica nella Penisola coreana, riflettendo sulla durevole aspirazione del popolo coreano per la pace, la prosperità e l’unificazione, il presidente Moon Jae-in della Repubblica di Corea e il presidente della Commissione affari statali della Repubblica democratica popolare di Corea Kim Jong Un hanno tenuto un Summit intercoreano presso la ‘Casa della pace’ a Panmunjom il 27 aprile 2018. I due leader hanno solennemente dichiarato di fronte a 80 milioni di coreani e all’intero mondo che non vi sarà più guerra nella Penisola coreana e che è iniziata una nuova era di pace”. Con queste parole si apriva la Dichiarazione di Panmunjom, firmata dai leader delle due Coree nel villaggio di confine al termine del loro storico incontro. Un incontro preparato e reso possibile dall'atteggiamento favorevole di Cina e Usa ma che mette nelle mani dei due presidenti Kim e Moon la realizzazione di un progetto il cui obiettivo è quello di “portare a una rapida fine il retaggio della Guerra fredda della permanente divisione e del conflitto, per affrontare con audacia una nuova era di riconciliazione nazionale, pace e prosperità e per migliorare coltivare le relazioni intercoreane in una maniera più attiva”.
Kim e Moon si sono reciprocamente promessi di garantire un “miglioramento delle relazioni intercoreane” in tutti i campi. E sottolineato che “la Corea del Sud e del Nord coopereranno attivamente per stabilire un permanente e solido regime di pace nella Penisola coreana. Porre fine all’innaturale attuale stato di armistizio e stabilire un robusto regime di pace nella Penisola coreana è una missione storica che non deve essere rimandata ulteriormente”. Con l’obbiettivo di trasformare l’armistizio in un trattato di pace entro la fine dell’anno.
I primi passi riguardano l'impegno congiunto di “Corea del Sud e del Nord per alleviare l’acuta tensione militare ed eliminare praticamente il pericolo della guerra nella Penisola coreana”. A tal fine le due parti “hanno concordato di cessare completamente ogni atto ostile l’uno contro l’altro in ogni terreno, a partire da terra, aria e mare, che sono la fonte di tensione militare e conflitto. In questo senso, le due parti hanno concordato di trasformare la zona smilitarizzata in una zona di pace in un senso genuino, cessando dal primo maggio di quest’anno tutti gli atti ostili ed eliminando i loro mezzi, a partire dalle trasmissioni via altoparlanti e la distribuzione di volantini, nelle aree lungo la linea di demarcazione militare”.
Intanto “la Corea del Sud e del Nord hanno ribadito l’Accordo di non aggressione, che preclude l’uso della forza in ogni forma l’uno contro l’altro”; “hanno concordato di realizzare il disarmo in maniera graduale, in modo che la tensione militare sia alleviata e vi siano sostanziali progressi nella costruzione della fiducia militare”. Un'intesa che non comprende le forze dell'imperialismo americano dopo che Pyongyang aveva rinunciato a chiederne il ritiro dalle basi nel Sud. Infine Kim e Moon hanno “confermato l’obiettivo comune di realizzare, attraverso la completa denuclearizzazione, una Penisola coreana libera da armi nucleari” col “sostegno e la cooperazione della comunità internazionale”. Secondo la promessa fatta da Kim Jong-un al presidente sudcoreano Moon Jae-in a maggio Pyongyang chiuderà il sito il Punggye-ri, sotto il monte Mantap, permettendo ad esperti e giornalisti sudcoreani e americani di supervisionare il processo.
Il rapporto tra i due leader continuerà, sottolinea la dichiarazione, attraverso riunioni regolari e conversazioni telefoniche, “discussioni frequenti e sincere su questioni vitali per la nazione” per rafforzare la fiducia reciproca. Prossime tappe, la visita del il presidente Moon Jae-in a Pyongyang in autunno e la ripresa delle riunioni delle famiglie separate dalla guerra di aggressione imperialista del 1950-53, probabilmente il 15 di agosto, il giorno dell'indipendenza della Corea dall’occupazione giapponese durata dal 1910 al 1945.
“Ora inizia una nuova storia. In un’era di pace” ha scritto Kim Jong-un sul libro degli ospiti della Peace House dove si è svolto lo storico summit intercoreano. La seconda tappa di questa nuova storia sarà scritta dall'atteso vertice di Kim con Trump.
 

16 maggio 2018