Lettere

La rete Internet israeliana passa dall’Italia
Volevo portare alla vostra attenzione un'informazione che ho trovato facendo un po' di ricerche. L'Internet israeliano dipende quasi interamente da 4 cavi che passano dall'Italia. In particolare: Blue (o BlueMed, che parte da Palermo), Mednautiulus (due cavi da Catania) e Jonah (che parte da Bari). Inoltre gli altri cavi che rimangono ad Israele passano per lo più dal Mar Rosso e non sono molto affidabili in questo periodo.
Penso sia importante che questa notizia si diffonda tra attivisti di sinistra e sindacalisti, perché è un'informazione (quella della quasi totale dipendenza di Israele dall'Italia) che non mi sembra abbia avuto alcuna diffusione.
Eugenio, via e-mail

Il "talento sprecato" o la mercificazione del talento
Mi piacerebbe capire che cosa significhi "sprecare" un talento. Si intende, per caso, non saper sfruttare il talento creativo per fare soldi, ottenere successo e roba del genere? Ma da quando chi scrive bene riesce ad arricchirsi in un mondo come il nostro?
In un’economia di mercato i profitti si ottengono solo vendendo merci ed i soldi si fanno con i soldi, degli altri! Se un talento fosse mercificato, nel senso di essere trasformato in una merce e, come tale, venisse messo in vendita sul mercato, ci sarebbero discrete probabilità di guadagnare, ma in realtà solo le briciole sarebbero destinate allo scrittore (a meno che non si tratti di Umberto Eco), mentre gli utili maggiori andrebbero a finire nelle tasche degli editori, i padroni assoluti dell’industria culturale. Nell'odierna società mercantile e consumista di massa, la cultura, l’arte, la poesia, la letteratura, sono vere e proprie merci da vendere e comprare, fanno parte integrante dell'industria culturale e dello spettacolo, sono talvolta esposte in televisione, in un salotto televisivo. In un mercato capitalistico i valori e i talenti in campo artistico e creativo, sono rinnegati, misconosciuti, umiliati, la qualità viene svilita per favorire altre proprietà, di tipo economico, ossia le caratteristiche di una produzione commerciale, come un manufatto che può essere venduto più facilmente, che gode del gradimento del pubblico e, pertanto, è fabbricato su scala industriale.
Il sistema capitalista tende ad esaltare non i talenti e i valori autentici, bensì seleziona e premia altri prodotti culturali, che assecondino le esigenze del mercato e del profitto, gli interessi materiali ed affaristici che non hanno nulla da spartire con la vera arte, l'estro creativo, l'intelligenza critica, la libertà del pensiero, la preparazione intellettuale e lo studio, la maestria.
Lucio Garofalo - Lioni (Avellino)

17 luglio 2024