La Calabria è ad alto rischio terremoto
Obbligare il governo nazionale e i governi locali a promuovere un piano di messa in sicurezza dei territori e delle strutture

Si chiama "Rapporto Barberi", dal nome del geologo Franco Barberi, un importante dettagliato studio che dimostra con un'analisi puntigliosa e uno studio durato 3 anni quali sarebbero gli effetti in Calabria in seguito ad un terremoto di media e alta intensità (tra i 4 e 7 gradi della scala Richter). Secondo il Rapporto la Calabria vedrebbe sgretolarsi gran parte delle sue strutture pubbliche e private. Barberi aveva mappato anche l'Abruzzo e L'Aquila e tutto quanto descritto si è poi puntualmente verificato nel 2009 ma nessuno si è mosso.
Barberi e la sua equipe hanno visitato tutti e 409 comuni calabresi e in particolare uno per uno tutti gli edifici pubblici e secondo il Rapporto di queste strutture pubbliche ben poche resisterebbero ad un sisma di 7 gradi Richter. La cosa inquietante è che questo studio lo stesso Barberi ha provveduto ad inviarlo a tutti i comuni, alle giunte provinciali e a quella regionale ma nessuno si è mosso. E non si può bollarlo come lo studio di un "menagramo" o uno "pseudo scienziato" perché tutti i maggiori studiosi concordano sul fatto che la punta dello Stivale sia fra le zone a più alto rischio sismico dell'intera Europa.
Bisogna dunque agire, obbligando il governo nazionale e i governi locali a muoversi per iniziare un grande piano di messa in sicurezza dei territori e delle strutture.
Questo rapporto allarmante è stato pubblicato sul quotidiano "Calabria Ora" con un articolo firmato da Davide Varì. Bene, ma non può sfuggire, allora, che il suo direttore Piero Sansonetti (ex direttore di "Liberazione") alla vigilia degli scorsi ballottaggi, ha pubblicamente elogiato il governatore fascista della Calabria Giuseppe Scopelliti, creando una forte indignazione fra i militanti e gli elettori dei partiti della "sinistra" borghese. E non è un caso che in questo articolo si chieda l'intervento del governo nazionale ma non venga attaccato frontalmente (ma solo indirettamente e senza citarlo) lo stesso Scopelliti, come sarebbe stato giusto e doveroso. Cosa fa Sansonetti? Da buon opportunista lancia il sasso e poi nasconde la mano: denuncia l'inefficienza delle amministrazioni locali, per recuperare consenso a sinistra e vendere più copie, ma non inchioda i veri responsabili.
Comunque, quello che preme a noi simpatizzanti marxisti-leninisti calabresi è la drammatica situazione in cui versa la Calabria, anche dal punto di vista della salvaguardia dei territori e la tenuta degli edifici pubblici e privati in caso di terremoto e non le vomitevoli giravolte politico-giornalistiche di un incallito imbroglione trotzkista da sempre nemico del socialismo e del PMLI e quindi amante della borghesia e del capitalismo.

Un abbonato di Paola (Cosenza)


6 giugno 2012