ECHI DELLA RIUNIONE DELL'UFFICIO POLITICO DEL PMLI
Risoluzione della Cellula "Stalin" della provincia di Catania
Scuderi e l'UP ci hanno dato una grande lezione per il nostro lavoro di Partito
Facciamo nostre le indicazioni e le esortazioni di Scuderi su "la linea del PMLI sul centralismo democratico"

I compagni della Cellula "Stalin" della provincia di Catania, riuniti in sede, hanno studiato il comunicato della 1ª Riunione plenaria del 5° Ufficio politico del PMLI e la linea del PMLI sul centralismo democratico esposta dal compagno Giovanni Scuderi.
La prima impressione, dopo aver letto questi documenti, è che il PMLI è un Partito vivo, in evoluzione che non fa mistero delle contraddizioni che ha al suo interno, bensì le rende pubbliche, rendendo così possibile che diventino momento di dibattito fra i compagni, i simpatizzanti e gli amici del PMLI. Il Partito da sempre sostiene che le contraddizioni esistenti nella società borghese si riflettono anche all'interno del Partito, a partire dalle istanze di base fino al Comitato centrale e all'Ufficio politico, nessuno escluso. È un bene che tali contraddizioni emergano e si manifestino; il Partito ha gli strumenti per poterle trattare con il metodo della critica e dell'autocritica, con la sua linea politica, con il materialismo storico e col materialismo dialettico, con il marxismo-leninismo-pensiero di Mao, con la concezione proletaria del mondo e con la lotta non indifferente contro il revisionismo moderno, grazie agli strumenti e agli insegnamenti che ci ha lasciato Mao.
Il Segretario generale del Partito, compagno Giovanni Scuderi, ha presentato un rapporto magistrale con la parola d'ordine unificante "Lavoriamo uniti per il trionfo del socialismo in Italia".
Noi riconosciamo al compagno o ai compagni che hanno sollevato queste contraddizioni, l'onestà intellettuale di aver esternato le loro posizioni, innescando così un dibattito che affrontato direttamente con gli strumenti della critica e dell'autocritica, con il marxismo-leninismo-pensiero di Mao, può alla fine risultare salutare politicamente per il Partito e i compagni tutti. Come dice Mao "bisogna spazzare di continuo per non fare accumulare la polvere".
Passiamo alle contraddizioni sollevate. Per noi marxisti-leninisti il nemico principale è il sistema capitalistico con i suoi governi di "centro-destra" e di "centro-sinistra". Per noi la mafia è funzionale ai governi del capitale, la questione meridionale è storica; l'arretratezza del Meridione è stata voluta dal grande capitale con la complicità della borghesia meridionale di "centro-destra" e di "centro-sinistra". Non hanno fatto niente per colmare il divario con il Nord, per dare un contributo alla lotta alla mafia e al neofascismo, bisogna abbattere il governo del tecnocrate liberista borghese Monti, sostenuto dalla destra e dalla "sinistra" borghese, facendo fronte unito con tutte le forze che vogliono abbatterlo. Per noi, a livello politico, il nemico principale è attualmente il governo Monti.
Per quanto riguarda l'astensionismo elettorale tattico e le istituzioni rappresentative delle masse fautrici del socialismo, in contrapposizione alle istituzioni rappresentative borghesi di democrazia formale ingannatoria, noi come Cellula "Stalin" porteremo avanti le Assemblee popolari e i Comitati popolari, organismi di democrazia diretta. È con questi strumenti che ci prepariamo ai due appuntamenti elettorali, ad ottobre 2012 in occasione delle regionali (ancora da confermare) e le amministrative della primavera del 2013, in occasione delle quali daremo battaglia ai politicanti borghesi di destra e di "sinistra". L'astensionismo elettorale militante rientra nel progetto per il socialismo alternativo a quello delle politiche borghesi, partendo dalle esigenze delle masse popolari, con al primo posto il lavoro, la scuola pubblica, la sanità pubblica decente, aumento delle pensioni minime, l'acqua pubblica, un tetto stabile e sicuro per i senza casa e tante altre rivendicazioni che vengono fuori, partendo dalle inchieste che faremo fra le masse, con la parola d'ordine "le città governate dal popolo, al servizio del popolo". Non appoggeremo mai quelle giunte gestite dai cosiddetti arancioni o simili, la borghesia di "sinistra" all'interno della quale si posizionano Rifondazione e i Comunisti Italiani, perché riformisti borghesi e complici del sistema capitalista. Essi amministrano gli interessi del capitale e vorrebbero moralizzare e riformare un sistema putrido, in declino, non accettando, anzi ostacolando l'evoluzione della storia sociale che materialmente va verso una società socialista. Partendo dalle nostre forze, illustreremo alle masse popolari catanesi la nostra linea politica in modo creativo e comprensibile, in modo che queste se ne impossessino.
Un grande crimine è stato commesso al XX congresso del Pcus nel 1956, dai revisionisti, con a capo Nikita Kruscev e il suo rapporto contro Stalin. Si trattava di un momento storico durante il quale il campo socialista con Urss e Cina alla testa veniva guardato con simpatia e interesse dai proletari di tutto il mondo, grazie alle sue conquiste sociali, industriali e di benessere; mettendo così in difficoltà il capitalismo. La borghesia e i revisionisti non parlano delle guerre imperialiste con i massacri di decine e decine di milioni di esseri umani, i venti milioni di morti sovietici, la bomba atomica lanciata dagli imperialisti americani in Giappone che ha causato centinaia di migliaia di morti: un crimine contro l'umanità. Lo sterminio degli ebrei, le guerre coloniali e imperialiste come in Vietnam, in Cambogia e in Laos, i colpi di stato fascisti come in Cile, organizzati dalla Cia e al servizio dell'America imperialista e le guerre imperialiste recenti portate avanti dagli Usa, dalla Nato e dalla Ue, come in Iraq, Afghanistan e Libia. Si potrebbe continuare all'infinito con i crimini del capitalismo, però questi non vengono denunciati, viene invece attaccato Stalin, si parla sempre di Stalin per attaccare il socialismo, la dittatura del proletariato e il comunismo. La borghesia, con la sua propaganda di menzogne, è riuscita, con la complicità dei rinnegati revisionisti e trotzkisti, a creare milioni di anticomunisti, portando così indietro la ruota della storia. I meriti di Stalin sono tanti, gli errori vanno visti e analizzati con serenità da compagni e non da revisionisti e traditori, con i metodi della critica e l'autocritica, del marxismo-leninismo-pensiero di Mao, del contesto storico in cui sono avvenuti. Questo lo possono fare solo i marxisti-leninisti, è quanto ha già fatto il PMLI che ha una posizione codificata e su quella dobbiamo tutti attenerci, guai a spostarci sul terreno dei nemici di classe.
Oggi i movimenti di massa, operaio, studentesco, dei precari, dei disoccupati, ambientalista, sono sotto l'influenza del revisionismo moderno, nella forma del riformismo, che ha origine da Bernstein, Kautsky, Trotzki, Gramsci, Krusciov. La borghesia al potere guarda con simpatia gli elementi che fanno parte dei revisionismo moderno, perché sa che sono anticomunisti e non minacciano il suo sistema economico e sociale. Come indica il Partito, bisogna sbarrar loro la strada.
Per ciò che concerne l'assalto al senato del 14 dicembre 2010 da parte delle masse studentesche, tutti gli strati sociali erano presenti a rappresentare il movimento di massa dell'Italia intera, per dire no alla fiducia che il parlamento nero aveva conferito a Berlusconi. La protagonista è stata la vera opposizione al governo della macelleria sociale costituita da operai, lavoratori, precari, studenti e migranti. È stata una giornata storica, che ha visto protagoniste le masse che hanno riconosciuto nel parlamento nero del regime neofascista il loro principale nemico. Certo, non avrebbero preso il potere quel giorno, ma è stata una giornata di lotta che accresce la fiducia nelle lotte contro i governi della macelleria sociale. Queste azioni vanno appoggiate e partecipate.
Il documento del compagno Giovanni Scuderi è una grande lezione del marxismo-leninismo-pensiero di Mao sul concetto di democrazia proletaria in cui la disciplina è un'adesione cosciente e militante in contrapposizione ai partiti borghesi all'interno dei quali regnano l'individualismo, il personalismo, il protagonismo personale, il frazionismo. Noi pensiamo che oltre alle influenze negative che ci dà la borghesia, noi compagni possiamo essere portatori di idee e proposte positive che ci vengono dalle masse e che arricchiscono creativamente in senso marxista-leninista la linea politica del Partito. Noi compagni della Cellula "Stalin" abbiamo chiara la linea del PMLI sul centralismo democratico, non per questo siamo immuni da contraddizioni e ci impegniamo a indire più spesso delle riunioni di critica e autocritica, con il metodo di "unità-critica-unità". Noi pensiamo che il marxismo-leninismo-pensiero di Mao non è un dogma ma una scienza applicata nel sociale creativamente e tatticamente nella politica di fronte unito, senza perdere di vista i principi del marxismo-leninismo-pensiero di Mao, la rivoluzione socialista e la dittatura del proletariato e la concezione del Partito leninista. Questa per noi è stata una scuola quadri fondamentale per proseguire nel nostro lavoro quotidiano fra le masse popolari catanesi. Stiamo attenti a non scivolare né a destra né a "sinistra" e facciamo nostra l'esortazione del compagno Giovanni Scuderi: "qualunque siano le contraddizioni che noi affrontiamo, noi abbiamo l'imprescindibile dovere proletario rivoluzionario e marxista-leninista, anche se non riusciamo a risolvere qualche contraddizione, di rimanere uniti e lavorare uniti per il trionfo del socialismo in Italia".
Uniti, coi Maestri e il PMLI vinceremo!

La Cellula "Stalin" della provincia di Catania del PMLI

Firenze, 18 luglio 2012