Consigli per il lavoro sindacale

Vi informo, in sintesi, su ciò che ho detto a un compagno operaio della provincia di Firenze simpatizzante del PMLI, che è venuto a trovarmi in sede per avere dei consigli per svolgere correttamente il lavoro sindacale coerentemente alla linea sindacale del Partito.
Il Rapporto del nostro Segretario generale, compagno Giovanni Scuderi, al 5 Congresso nazionale del PMLI, evidenzia che occorre "diventare dei leader nei propri ambienti di lavoro, di studio e di vita, conoscere a fondo e occuparsi dei problemi concreti delle masse e dei suddetti ambienti, lavorare per unire, guidare e mobilitare le masse partecipando alle organizzazioni e ai movimenti di massa da noi o da altri promossi".
In questo contesto, fondamentale è il lavoro sindacale che sta al primo posto del lavoro di massa del PMLI insieme a quello studentesco. Ma come si può divenire un esperto rosso capace di orientare e guidare le lavoratrici e i lavoratori?
Questo lo si può fare solo se si studia la linea sindacale e di massa del Partito, il marxismo-leninismo-pensiero di Mao, calandolo concretamente e con il giusto spirito d'iniziativa nella propria fabbrica.
Tre sono gli obiettivi semplici da avere ben presente:
1) Divenire un punto di riferimento per le lavoratrici e i lavoratori;
2) Avere un ruolo d'avanguardia all'interno della RSU;
3) Coinvolgere i lavoratori nella vita sindacale, farli sentire protagonisti delle lotte, dei risultati e delle vittorie. Noi siamo dei lavoratori e non dobbiamo avere un atteggiamento di superiorità rispetto ai lavoratori che ci hanno eletti e che ci danno fiducia.
Per poter raggiungere questi obiettivi occorre studiare e darsi degli obiettivi politico-organizzativi. Ecco in sintesi cosa occorre studiare per poter svolgere correttamente il lavoro sindacale:
 Il Documento del 1993 a firma dell'Ufficio politico del PMLI dal titolo "È ora di costruire dal basso un grande sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori";
 Le Tesi del 5 Congresso nazionale del PMLI nelle parti che riguardano "lavoro, questione salariale, pensioni, sicurezza lavoro, lavoro di massa, fronte unito";
 La Relazione del compagno Emanuele Sala alla Riunione allargata della Commissione per il lavoro di massa del CC del PMLI (2004)
 Il saluto alla Riunione della Commissione per il lavoro di massa del CC del PMLI, del compagno Giovanni Scuderi dal titolo "Il lavoro sindacale sta al primo posto del lavoro di massa del PMLI" (2004);
 L'opuscolo n. 5 di Giovanni Scuderi "Fare il bilancio della storia del movimento operaio per sapere che cosa bisogna fare oggi";
 Le coordinate del lavoro politico e di massa (in particolare le 8 indicazioni per il lavoro sindacale);
 Il Nuovo Programma d'azione del PMLI (sindacato, metodi di lotta, fronte unito, lavoro di massa, occupazione e lavoro, politica sindacale)
 "Il Bolscevico" privilegiando gli articoli a carattere sindacale, economico e sociale;
 Le altre tematiche che possono servire per il lavoro sindacale e all'interno della propria fabbrica (esempio: linea femminile, migranti, ecc.).
Questo studio dev'essere materia di discussione e confronto con il Partito, può avvenire individualmente e collettivamente con delle apposite riunioni organizzate dalle istanze di base che possono coinvolgere anche i simpatizzanti e amici.
La pratica del nostro lavoro sindacale deve avere al centro la conquista del consenso e il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori. Ciò può avvenire attraverso l'esercizio della democrazia diretta che vede al centro l'Assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori.
L'Assemblea generale è un punto focale, molti possono essere gli strumenti di consultazione e coinvolgimento dei lavoratori, ma l'Assemblea generale è per noi quello principale, è il luogo principe delle decisioni.
Noi marxisti-leninisti dobbiamo riportare nelle fabbriche l'abitudine all'Assemblea generale, visto che molti sindacalisti imborghesiti hanno disabituato i lavoratori al confronto e alla discussione, sostituendo l'assemblea con le deleghe in bianco.
È nel confronto diretto che i lavoratori si conoscono, che si amplia la dialettica, che si forgiano le avanguardie, che ci permette di portare sul nostro terreno le lavoratrici e i lavoratori più avanzati ma anche quelli più arretrati e di smascherare e battere le teorie e decisioni sbagliate. Ovviamente ciò non significa che come sindacalisti non si possa discutere e confrontarsi anche singolarmente con i lavoratori.
Le lavoratrici e i lavoratori marxisti-leninisti militanti e simpatizzanti del PMLI devono interessarsi e intervenire sulle questioni interne alla fabbrica, ma anche su questioni più generali che riguardano ad esempio l'articolo 18, le pensioni, le leggi ingiuste in discussione o approvate dal governo Monti o che riguardano la politica estera. Inoltre possono avanzare delle proposte come la solidarietà ad altre fabbriche in lotta o su questioni che riguardano il proprio territorio.
Un punto fondamentale è quello di lavorare concretamente per qualificare la presenza nella propria fabbrica alle manifestazioni sindacali. Dobbiamo cercare di coinvolgere i lavoratori nel fare striscioni, cartelli o quant'altro si ritenga necessario per dare la massima visibilità alla propria fabbrica. Dobbiamo prendere ad esempio le fabbriche più combattive e avanzate. Dobbiamo cercare di influenzare i compagni di lavoro con le parole d'ordine sindacali e politiche del Partito, usando una corretta tattica. Non dobbiamo fare delle forzature, non dobbiamo essere troppo avanti politicamente rispetto alla coscienza delle lavoratrici e dei lavoratori della nostra fabbrica, ma nemmeno troppo indietro e cadere nel codismo.
Nel lavoro di coinvolgimento occorre avere sempre ben chiaro chi abbiamo davanti, l'orientamento politico, la sensibilità e la combattività. Dobbiamo fare un buon fronte unito unendo la sinistra della fabbrica e trascinandoci dietro la parte più arretrata.
La linea del Partito sul fronte sindacale è frutto dell'esperienza maturata sul campo.
Fondamentali sono le seguenti cinque raccomandazioni del Segretario generale del Partito per fare un buon lavoro sindacale marxista-leninista:
1) Mettere sempre al primo posto la politica proletaria rivoluzionaria e marxista-leninista.
2) Rispettare sempre la direzione del Partito e il centralismo democratico.
3) Non montarsi la testa di fronte a dei successi.
4) Non cadere nell'individualismo.
5) Non usare gli stessi metodi dei falsi capi operai.
Importanti sono anche le indicazioni enunciate dal compagno Emanuele Sala in occasione della suddetta riunione allargata della Commissione per il lavoro di massa del CC del PMLI.
1) Migliorare la propria formazione politica generale e competenza sindacale specifica.
2) Lavorare instancabilmente e abilmente per allargare la nostra base sindacale, specie tra gli operai dell'industria.
3) Intessere rapporti sempre più stretti con gli operai, i lavoratori e i pensionati avanzati e combattivi al fine di creare la Corrente sindacale di classe.
4) Praticare una corretta e intelligente politica di fronte unito con i lavoratori e con chiunque da sinistra contesti e si opponga alla destra sindacale.
5) Soddisfare le esigenze delle masse da noi organizzate e acuire le contraddizioni tra esse e le istituzioni borghesi e il partito revisionista.
6) Elevare incessantemente la loro coscienza politica e il loro grado di combattività e attirare delle simpatie e nuovi militanti verso il nostro Partito.
Come Partito dobbiamo cercare di curare quanto più possiamo il lavoro di propaganda e di agitazione verso le fabbriche con diffusioni, locandine, inchieste, interviste, articoli per "Il Bolscevico" e quant'altro.
Ma il lavoro più influente e incisivo lo possono svolgere solo i lavoratori, disoccupati, i pensionati marxisti-leninisti all'interno di ogni luogo di lavoro, della Cgil, del movimento sindacale e dei movimenti per il lavoro.

Da un Rapporto interno della compagna Claudia Del Decennale su un incontro con un operaio della provincia di Firenze simpatizzante del PMLI sul lavoro sindacale

21 marzo 2012