Non dovrebbe cambiare il rapporto tra marxisti-leninisti e religione?

Ho letto la lettera scrittavi da Rosario e da voi pubblicata nella sezione del vostro sito "Dibattito aperto''.
Credo sia molto importante perché riguarda il "dilemma'' se marxismo e religione (qualsiasi religione) abbiano o meno possibilità di "conciliazione'', abbiano dei punti di contatto, possano lavorare insieme. E qui intendo l'avere in comune una "strategia'', un'alleanza organica, non delle semplici "tattiche'' momentanee.
Avete senz'altro ragione quando scrivete che la critica alla religione fatta da tutti e cinque i Maestri non si riferisce tanto alla "Istituzione'', quanto alla "Filosofia''. Credo però che anche Rosario non abbia torto nel sostenere che i dissensi dei Maestri vadano anche un po' inquadrati nel periodo storico in cui essi sono vissuti, l'800 e la prima metà del '900, quando, da parte delle masse, non esisteva un'idea adulta e matura di Cristianesimo, ma esso era vissuto e interpretato come una superstizione, un "paganesimo''.
Un discorso come questo: "Tu mi dai due prosciutti e io ti assicuro un posto in paradiso'' era frequentissimo. Ovvio che, in un simile panorama, dire che la religione è l'oppio dei popoli significa essere anche troppo magnanimi. Ma, quello che, secondo la mia opinione, è il vero problema, è la strumentalizzazione della religione. Cioè l'utilizzo di essa da parte delle classi dominanti per tenere quiete le masse con lo spauracchio dell'inferno, con il persuaderle a "sopportare'' le loro eventuali sventure terrene in vista di un riscatto futuro che, per la sua realizzazione, necessita di una precedente "tribolazione'' e per indirizzarle a un certo modo di vivere, di pensare e di essere. Il tutto non in vista della salvezza eterna della gente ma finalizzato al mantenimento del loro potere attraverso secoli e millenni. Operazioni, in passato, quasi sempre perfettamente riuscite (purtroppo).
Attualmente la vita e la testa della gente sono cambiate e non è più possibile ingannare le masse strumentalizzando la religione, non in maniera "elementare'' come ai tempi dei Maestri almeno.
Chi possiede il potere studia in continuazione la testa della gente per cercare di capire cosa fa scattare le emozioni, la religione non funziona più come una volta e, allora, si utilizzano altre forme di persuasione e di inganno.
Riguardo la religione come istituzione credo sia superfluo dire che, in venti secoli, quasi tutti quelli che sono stati capi del cristianesimo hanno aiutato gli sfruttatori delle masse a mantenere e consolidare il loro potere. E, comunque, non credo potrebbe esistere la religione come "istituzione'' senza una solida base di "filosofia''.
In conclusione, io credo sia necessario emancipare le masse da forme di religione errate, immature, infantili, ingannatorie. Però, se parliamo invece di una concezione adulta e matura di Cristianesimo, di un'idea superiore e corretta di Dio, sarebbe anche questa una illusione nociva? Bisognerebbe estirpare anche questa dal cuore dell'uomo? Io, sinceramente, penso di no.
Cordialmente.

Riccardo - via e-mail
Non ci pare che il rapporto tra le masse credenti e la religione sia sostanzialmente cambiato rispetto al periodo in cui se ne sono occupati i nostri maestri. Mao tra l'altro è morto nel 1976, come dire oggi.
Il problema di fondo rimane quello della fede in un essere superiore e invisibile da cui tutto nasce e dipende e della possibilità di guadagnarsi il "paradiso''.
Inoltre ci pare che la strumentalizzazione della religione sia ancora attuale. Vedi l'uso che ne fanno gli oppressori sionisti israeliani.
Ci dispiace dirtelo, ma tutte le forme religiose secondo noi sono un puro inganno. In esse non c'è nulla di vero dal punto di vista filosofico e politico. Per noi quindi l'emancipazione delle masse, anche sul piano morale, passa dall'emancipazione da ogni credenza religiosa.
Ciò detto, con i credenti che perseguono la fratellanza umana e la giustizia sociale c'è ampio margine di collaborazione paritaria per cambiare assieme il mondo.
Vive cordialità e grazie dell'attenzione.

24 luglio 2002