27 Anniversario della fondazione del Partito del proletariato, della riscossa e della vittoria
La bandiera del PMLI è quella di Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao
di Giovanni Scuderi
Quando 27 anni fa, il 9 Aprile 1977, fondammo il PMLI dichiarammo solennemente che il PMLI era nato per fare la rivoluzione e la farà. Da allora non ci siamo smossi di un millimetro da quella linea, già adottata nei dieci anni della preparazione del Partito.
Niente e nessuno è riuscito a farci cambiare idea. Eppure le pressioni dirette e indirette sono state molto forti e le asprezze e le difficoltà della lotta di classe ci hanno messi a dura prova. Se siamo riusciti a tenere ferma la rotta è principalmente perché la bandiera del PMLI è quella di Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao.
Se non fosse stato così la classe dominante borghese ci avrebbe già spazzato via. Il marxismo-leninismo-pensiero di Mao è stato ed è la nostra àncora di salvezza; il faro che ci illumina il cammino; la teoria che ci dà gli strumenti per capire la realtà, orientare correttamente i nostri passi e battere la classe dominante borghese su tutti i piani: da quello culturale a quello politico; la concezione del mondo che ci consente di trasformare il mondo e noi stessi.
E' la storia del movimento operaio e comunista internazionale e nazionale e la stessa esperienza del PMLI che hanno dimostrato che solo attenendosi al marxismo-leninismo-pensiero di Mao e applicandolo correttamente alla realtà concreta del proprio Paese, il Partito marxista-leninista può mantenere il colore rosso e il proletariato può raggiungere tutti i suoi obiettivi immediati e storici.
A riprova basta guardare al mucchio di letame che sono diventati i partiti che hanno abbandonato la teoria rivoluzionaria marxista-leninista e si sono affidati ai maestri borghesi.
Dobbiamo quindi tutto ai grandi maestri del proletariato internazionale le cui effigi unite in una bandiera rossa noi portiamo con grande orgoglio e profonda gratitudine nelle piazze d'Italia.
Non ci spaventa il fatto che per questa nostra coerenza proletaria rivoluzionaria subiamo l'ostracismo e l'isolamento dei rinnegati del comunismo e dei falsi comunisti, oltreché dei partiti della destra borghese.
Anche Marx da quando si dichiarò comunista e per quindici anni subì un simile trattamento. Fu calunniato, insultato e circondato dalla congiura del silenzio. Tante sue opere famose furono ignorate. Soltanto la fondazione della 1 Internazionale e il 1 volume del "Capitale" ruppero questa congiura del silenzio. Da allora, e specialmente dopo la gloriosa Comune di Parigi del 1871, il nome di Marx diventò celebre in tutto il mondo.
A noi sarà difficile raggiungere il livello e la fama di Marx. Ma riusciremo lo stesso con la nostra perseveranza e titanica impresa a rovesciare l'isolamento e la congiura del silenzio, una volta che il PMLI sarà grande, forte e radicato in tutte le regioni d'Italia. Ormai il processo è avviato e non tarderemo molto a raggiungere questo primo traguardo politico e organizzativo.

Il governo Berlusconi
Il PMLI ha sempre combattuto i governi nazionali e locali della borghesia, al di là della loro denominazione e composizione, che fossero della destra e della "sinistra" borghese. Non ha mai fatto sconti a nessuno, guardando unicamente agli interessi immediati e a lungo termine del proletariato e delle masse. Con particolare accanimento e forza ha combattuto il primo e il secondo governo del neoduce Berlusconi che hanno definitivamente e compiutamente restaurato il fascismo.
Con l'approvazione della Costituzione del regime capitalista, neofascista, presidenzialista e federalista da parte dei parlamentari della casa del fascio, è cambiata la forma dello Stato e del governo, ossia l'organizzazione e le regole parlamentari, istituzionali e governative della società borghese italiana. Ne hanno pagate le spese le masse, specie delle regioni del Sud, e la democrazia borghese. Il primo ministro avrà poteri mussoliniani e dittatoriali e l'Italia è stata frantumata in 20 staterelli.
L'organizzazione e le regole dello Stato e del governo della Costituzione del '48 erano state imposte dalla "sinistra" borghese antifascista. Quelle della nuova Costituzione invece sono state imposte dalla destra borghese fascista secondo il disegno del cosiddetto "piano di rinascita democratica" e dello "Schema R" della P2. In entrambi i casi il popolo è stato tenuto completamente fuori dai cambiamenti costituzionali.
La "sinistra" borghese ha bocciato la nuova Costituzione, ma è corresponsabile del golpe istituzionale giacché non si è appellata alla piazza per fermare il nuovo Mussolini buttandolo giù. Inoltre perché ha concorso alla battaglia delle controriforme costituzionali arrivando persino a cambiare il Titolo V della Costituzione democratico borghese e antifascista della prima Repubblica, aprendo così la strada del federalismo separatista bossiano.
A questo punto è quanto mai urgente sbarazzarsi di questo governo. Il nostro auspicio, come afferma il documento dell'Ufficio politico del 26 marzo, è "che la `sinistra' borghese si unisca al proletariato e alle masse popolari per preparare il referendum, per combattere veramente il governo del neoduce Berlusconi e per buttarlo giù con una o più spallate della piazza. I marxisti-leninisti sono pronti, e in ogni caso non daranno tregua al nuovo Mussolini e al suo regime, per l'Italia unita, rossa e socialista".
C'è però da scommettere che la "sinistra" borghese si guarderà bene da scendere in piazza e mobilitare le masse, intrisa com'è di parlamentarismo, istituzionalismo e legalitarismo. Nessun segnale arriverà nemmeno da Rifondazione trotzkista, impantanata nella nonviolenza e ormai protesa ad assicurarsi qualche strapuntino nell'eventuale governo dell'Ulivo.

Il PMLI
Non c'è che il nostro Partito che può smuovere le acque, ma purtroppo non ha ancora la forza per farlo. Dobbiamo quindi continuare e intensificare gli sforzi per costruire un grande, forte e radicato PMLI a prova di bomba, che abbia come modelli il Partito di Lenin e di Stalin e quello di Mao. Un Partito proletario, rivoluzionario e marxista-leninista, che in ogni suo aspetto - teorico, politico, programmatico e organizzativo - sia plasmato dal marxismo-leninismo-pensiero di Mao. Un Partito che sappia fare correttamente il lavoro di massa e di fronte unito, senza sbandare a destra e a "sinistra". Un Partito che pratichi la critica e l'autocritica per correggere i propri errori, migliorare lo stile di lavoro e risolvere le contraddizioni tra i propri militanti, usando sempre la dialettica e mai in maniera esasperata, schematica e libresca. Un Partito in cui i militanti anziani, di media età e giovani lavorano all'unisono, su un piano di parità, di rispetto e di aiuto reciproco, imparando gli uni dagli altri. I primi devono trasmettere ai giovani militanti la loro esperienza rivoluzionaria e questi ultimi devono acquisire diligentemente questa esperienza coscienti che saranno loro i continuatori della causa del Partito, del proletariato e del socialismo. Inoltre i militanti anziani e di media età devono dimostrare ai giovani militanti che si può essere marxisti-leninisti entusiasti e attivi fino all'ultimo respiro, mentre i giovani militanti devono dimostrare nella pratica di meritarsi la fiducia che dà loro il Partito. Le militanti e i militanti devono lavorare spalla a spalla, di comune accordo e da pari a pari.
Dobbiamo stare particolarmente attenti all'individualismo, al soggettivismo, al frazionismo, all'egoismo e all'arrivismo. In cima ai nostri pensieri ci devono stare la lotta di classe e la difesa dei maestri, del socialismo, del Partito e delle masse.
Noi dobbiamo odiare l'immobilismo, il disimpegno, il quieto vivere, il "pantofolismo". Anche quando passiamo dei momenti particolari personali o familiari, non dobbiamo mai del tutto abbandonare la lotta di classe, la vita di Partito, i nostri impegni e compiti politici. Un minimo di lavoro va assicurato sempre, in ogni circostanza, e, in ogni caso, non vanno interrotti i collegamenti di Partito. Anche se a piccoli o piccolissimi passi dobbiamo andare sempre avanti, non fermarsi mai.
Ciascun marxista-leninista fa quello che può in base all'età, alla salute, alla situazione familiare, alla disponibilità di tempo libero dal lavoro professionale e dallo studio scolastico, universitario, alle circostanze e alla situazione locale. Ma dal fare quello che si può, che è normale, a non fare niente ci passa una bella differenza. Si sa che i risultati non arrivano da sé e non cadono dal cielo. Si sa che prima di raccogliere i frutti occorre arare in profondità il terreno e fare un'accurata e oculata semina. Ed è in questo duro lavoro che ci forgiamo come marxisti-leninisti, come pionieri della causa del socialismo che per la prima volta viene veramente promossa in Italia con la nascita del PMLI.
Ancora una volta ripetiamo: il nostro lavoro politico non deve essere un fuoco di paglia, ma un continuo accendere scintille per dar fuoco a tutta la prateria.
Dobbiamo lavorare a fondo, sistematicamente, in base alle priorità e alle forze che disponiamo, nel proprio ambiente di lavoro, di studio e di vita applicando intelligentemente la linea politica, di massa e rivendicativa del PMLI.
Le battaglie per il XXIII Congresso nazionale della Fiom-Cgil, dei lavoratori del pubblico impiego, dei pensionati, degli studenti, del movimento per la pace per il ritiro degli eserciti imperialisti dall'Iraq ci devono vedere in prima linea, applicando le indicazioni politiche e tattiche del Partito.
Dobbiamo mettercela tutta nelle battaglie per le elezioni europee e amministrative per convincere l'elettorato di sinistra a scegliere l'astensionismo. Non sarà facile, visto che gran parte degli astensionisti spagnoli e francesi sono ritornati alle urne per motivi contingenti.
Ciononostante dobbiamo tenere le posizioni. Dobbiamo convincere l'elettorato di sinistra, in genere, e i fautori del socialismo, in particolare, che la scelta elettorale non può che essere politica e di classe e va fatta in base alla strategia e alla tattica del Partito del proletariato.
A parte le parole d'ordine differenziate e specifiche che dovranno ancora essere stabilite dal Comitato centrale, per entrambe le elezioni del 12-13 giugno noi invitiamo le elettrici e gli elettori ad astenersi (disertare le urne, annullare la scheda o lasciarla in bianco).
Noi rifiutiamo l'Unione europea per principio e quindi non possiamo legittimarla presentandoci con nostre liste. Non possiamo accettare che l'Italia partecipi a un'alleanza imperialista che mira a dominare il mondo.
Per quanto riguarda le elezioni amministrative la scelta non è tra "centro-sinistra" o "centro-destra", ma tra capitalismo e socialismo. Noi non ci battiamo per andare ad amministrare le città, le province e le regioni, e quindi curare gli affari della borghesia e rafforzare le istituzioni oppressive della borghesia, ma affinché le città siano governate dal popolo e al servizio del popolo . Per questo proponiamo di creare le istituzioni rappresentative delle masse attraverso le Assemblee popolari e i Comitati popolari costituiti sulla base della democrazia diretta.
Noi siamo coscienti di quanto sia difficile fare accettare la nostra proposta elettorale astensionista perché tuttora sono profonde e radicate le illusioni elettorali, parlamentari e governative tra le masse. Ma è nostro dovere rivoluzionario rimuoverle e fare acquisire al proletariato, alle masse, alle nuove generazioni, che il posto naturale e più vantaggioso politicamente del Partito del proletariato nel capitalismo è quello dell'opposizione. Questo finché non si è in grado di dare la spallata finale alla dittatura della borghesia, conquistare il potere politico da parte del proletariato ed edificare il socialismo.
Una mentalità, una cultura, un atteggiamento che possono creare solo la presenza e il lavoro del PMLI in tutte le città e gli angoli del Paese. Per questo occorrono tanti militanti e simpatizzanti attivi, di ambo i sessi, del PMLI. Chi ha la stessa tempra di Marx, Engels, Lenin, Stalin, Mao e osa come loro scalare il cielo si faccia avanti e prenda posto nel PMLI o al suo fianco, e stia in prima linea nella lotta di classe per l'Italia unita, rossa e socialista. Contribuirà a far girare più velocemente la ruota della storia e a far avanzare il processo dell'emancipazione del proletariato e dell'intera umanità. Il ricordo di questa sua opera rimarrà in eterno nel cuore delle masse sfruttate e oppresse.
Sui giovani, ragazze e ragazzi, operai e studenti, noi riponiamo le nostre più grandi speranze per la costruzione di un grande, forte e radicato Partito marxista-leninista.
Ai gloriosi fondatori del PMLI ancora fedeli alla causa e a tutti i militanti e i simpatizzanti del PMLI vadano l'augurio più grande e i ringraziamenti più profondi e riconoscenti da parte del Comitato centrale, dell'Ufficio politico e del Segretario generale.
Teniamo alte le gloriose bandiere dei maestri e del PMLI!
Buttiamo giù il governo del neoduce Berlusconi!
Per l'Italia unita, rossa e socialista!
Coi maestri e il PMLI vinceremo!
31 marzo 2004