In Calabria sono ben 23 liste in corsa al Senato e 25 alla Camera
Un esercito di poltronari, corrotti, riciclati e ruffiani all'assalto di un posto nel parlamento nero

È un vero e proprio "assalto" quello compiuto dai partiti politici borghesi per conquistare uno scranno in parlamento alle elezioni del 24 e 25 prossimi: nonostante che in Calabria ne verranno eletti solo una trentina, sono ben 23 liste al Senato, 25 alla Camera e una carica di ben 200 candidati al Senato e 500 alla Camera.
Assalto che avviene mentre le masse popolari calabresi vivono i problemi tremendi prodotti dal capitalismo e dai governi locali e nazionali della destra e della "sinistra" borghesi che tutti conoscono: dalla disoccupazione al precariato, dai servizi inesistenti o privati e carissimi, ai trasporti fatiscenti, al caro vita, all'inquinamento alle stelle, al dominio totale della 'ndrangheta, vera holding internazionale del crimine, (talmente potente che qui spesso non si capisce dove finisce lo Stato borghese e inizia la criminalità e viceversa).
Impossibile citare tutti i candidati, il quadro complessivo delle liste è desolante, vi sono infatti candidati poltronari, corrotti, riciclati, ruffiani e borghesi di ogni risma!
Il PD che in Calabria dovrebbe "vincere" anche se scosso dalle faide interne e dagli scandali giudiziari, candida alla Camera Enza Bruno Bossio, moglie di Nicola Adamo, boss della "sinistra" borghese calabrese, vincitrice delle primarie con ben 10mila voti a Cosenza. Una coppia rampante, chiacchierata e indagata che tanto male ha fatto e continua a fare al popolo calabrese. C'è poi Rosy Bindi, paracadutata in Calabria per problemi nella sua Toscana con i renziani, capolista nonostante sia andata male alle primarie a Reggio. C'è Nicodemo Oliverio, crotonese, alla ribalta della cronaca nazionale perché indagato per bancarotta. C'è anche Stefania Covello, figlia di Franco ex senatore e vecchio arnese democristiano, poi PDL e oggi PD. Al Senato Bersani ha messo capolista l'eterno Marco Minniti, anche se non ha neppure partecipato alle primarie. Dietro di lui l'ex sindaco di Lamezia Terme e europarlamentare Doris Lo Moro e al 6° posto l'ex sottosegretario Pino Soriero.
Il Centro democratico di Tabacci candida capolista alla Camera Pietro Fuda, ex presidente della provincia di Reggio Calabria con Forza Italia, riciclatosi poi nel Partito democratico meridionale dell'ex governatore Agazio Loiero a cui ha soffiato pure la candidatura, e presidente della Sogas, società che gestisce l'aeroporto sullo stretto e riceve soldi pubblici.
SEL vede Vendola capolista alla Camera mentre al 2° posto c'è al Senato Eva Catizone, ex sindaco di Cosenza, pupilla del defunto boss socialista Giacomo Mancini con il quale fu anche assessore, famosa per aver cercato di trasformare Cosenza in una sorta di città "ribelle e libertaria" dando posti chiave e ben remunerati a personaggi come il trotzkista Franco Piperno. Con la morte dell'ex segretario del PSI il suo referente è divenuto Nicola Adamo, con il quale ha avuto anche un figlio e con cui romperà politicamente per poi approdare appunto a SEL.
L'UDC presenta alla Camera il corrotto Lorenzo Cesa, Roberto Occhiuto, fratello di Mario sindaco di Cosenza, anch'egli UDC, che qui governa quasi sempre con la destra anche alla regione. Al Senato capolista lo stesso Casini e dietro di lui Michele Trematerra, assessore con Scopelliti all'agricoltura e figlio di Gino Trematerra, senatore uscente che quindi "lascia il posto" al figlio nella migliore tradizione monarchica.
Con Ingroia, che è capolista alla Camera, in terza posizione vi è Roberto Soffritti sindaco di Ferrara dal 1983 al 13 giugno 1999. Nell'aprile del 2006 è stato eletto deputato nella XI circoscrizione dell'Emilia-Romagna nella lista del PDCI. Tesoriere nazionale del PDCI, soprannominato "il Duca rosso", coinvolto in una vicenda pesante riguardante l'edilizia a Ferrara sul finire degli anni Ottanta, quando vennero affidati dalla giunta Soffritti alla CoopCostruttori di Giovanni Donigaglia (entrato e uscito più volte dalle inchieste di Tangentopoli) per conto di Graci e Finocchiaro, titolari della "Società Estensi" lavori per il Centro Direzionale cittadino, costruttori siciliani sul cui conto emersero legami con la criminalità mafiosa. Ora Ingroia vuole eleggere Soffritti in Calabria, pensate un po'!
Per il PDL alla Camera capolista Jole Santelli, già deputato e sottosegretario alla Giustizia, assistente di Previti prima e di Pera poi. In lista la ex PD Dorina Bianchi campionessa del trasformismo e parlamentare uscente, l'ex MSI Giovanni Dima e altri impresentabili. In 16ª posizione vi è il neopodestà di Paola (Cosenza) Basilio Ferrari. Al Senato il neoduce Berlusconi si è candidato come capolista dietro Antonio Gentile, senatore uscente e insieme al fratello Pino, consigliere regionale del PDL, rivale di Scopelliti. I Gentile sono una delle famiglie più potenti della Calabria, la figlia di Pino, Katya, è vicesindaco e assessore all'urbanistica di Cosenza. Al 6° posto al Senato Domenico Scilipoti, bandiera del trasformismo italico, ex IDV poi passato con Berlusconi il famoso 14 dicembre 2010. Fu tra l'altro in procinto di diventare segretario del MSI del neonazifascista Gaetano Saya.
Passando per Marco Pannella con i radicali, Stefania Craxi per i riformisti, Fini e Bocchino per FLI, la Lega Nord che candida capolista Giulio Tremonti, arriviamo al Grande Sud di Miccichè alleato del "centro-destra" che presenta un'accozzaglia di ex democristiani e riciclati, fra i quali Lucio Sbano, personaggio squallido e trasformista medico ex DC famoso per aver cambiato decine di partiti a destra come a "sinistra", e ora leader di maggioranza a Paola, con il figlio Francesco Sbano vicesindaco e la moglie Maria Pia capogruppo in Consiglio comunale.
Vi è poi un proliferare di squallide liste fasciste: Fiamma, Forza Nuova, Casa Pound e la Destra del fascista Storace che candida capolista al Senato Giovanni Gravina ex sindaco di Paola nel 2001 dimissionario dopo solo un anno e mezzo per la guerra intestina fra i capibastone locali del "centro-destra".
Per quanto riguarda i falsi comunisti sono tutti impegnati a sostegno di Ingroia con un occhio alle prossime regionali dove i più sono intenzionati a cercare un accordo con il PD, a parte Ferrando con la sua solita lista del PCL fatta da trotzkisti incalliti.
Sconosciuti i candidati del MoVimento 5 stelle nominati con le squallide "parlamentarie" di Grillo che nulla hanno a che fare con la democrazia diretta.
Vi sarebbero tanti altri personaggi da citare ma la sostanza è che viste anche le liste alle masse popolari calabresi non resta che esprimere l'unico voto rosso e di sinistra votando il PMLI attraverso l'astensionismo, disertando le urne, annullando la scheda o lasciandola in bianco, per l'Italia unita, rossa e socialista!

Un simpatizzante della provincia di Cosenza del PMLI
 
30 gennaio 2013