(La storia della falce e martello)
Giù le mani dalla falce e martello

Frattini: "Le dittature nazista e stalinista sono state le peggiori del XX secolo"
I fascisti e gli anticomunisti la vogliono bandire dall'Europa
Una gravissima crociata anticomunista è stata lanciata a livello europeo per mettere al bando i simboli stessi del comunismo e dell'aspirazione insopprimibile degli sfruttati e degli oppressi all'emancipazione e al socialismo: la falce e martello.
L'iniziativa è partita da due eurodeputati della destra, l'ex presidente della Lituania Landsbergis e l'ungherese Szajer, e si è estesa a una trentina di parlamentari del Ppe delle delegazioni di altri paesi dell'Est, come Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Estonia e Lettonia, trovando orecchie sensibili e prontamente compiacenti nel commissario europeo alla Giustizia, libertà e sicurezza Franco Frattini. Il pretesto è nato dalla proposta di Frattini, maturata alla vigilia del 60 anniversario della liberazione di Auschwitz e sull'onda dello scandalo suscitato da uno dei figli del principe Carlo d'Inghilterra, per essersi vestito da nazista a una festa mascherata, della messa al bando dei simboli nazisti in Europa da sottoporre al Consiglio dei ministri della Giustizia e dell'Interno della Ue che si terrà il prossimo 25 febbraio.
Nella lettera indirizzata a Frattini, i due eurodeputati lituano e ungherese hanno chiesto senza mezzi termini di mettere in discussione in quel vertice anche la messa al bando dei simboli comunisti, in quanto a loro dire "non ci possono essere due pesi e due misure. Non si può distinguere tra le vittime dell'uno o dell'altro regime". Anzi, rincarano gli scriventi, "le dittature comuniste hanno causato la morte di decine di milioni di civili innocenti in più paesi di quanto non abbiano fatto le dittature naziste". Quindi, non solo nazismo e comunismo sarebbero da mettere sullo stesso piano, ma addirittura tra i due sarebbe semmai il nazismo a meritare una certa "indulgenza" storica.
La scoperta tendenziosità filonazista e anticomunista della proposta emerge a tutto tondo da una successiva intervista del quotidiano "la Repubblica" del 9 febbraio a Landsbergis, in cui arriva a giustificare apertamente il collaborazionismo della borghesia lituana coi nazisti in funzione antisovietica, che si spinse fino al punto di partecipare ai pogrom contro gli ebrei di quel paese: "Dopo l'occupazione russa nel '39, con decine di migliaia di famiglie lituane deportate in Siberia - dice infatti l'ex presidente lituano - i tedeschi vennero accolti come liberatori. Poi abbastanza presto gettarono la maschera massacrando gli ebrei e i nazionalisti lituani. Ma la loro occupazione non fu mai terribile come quella sovietica".

La complicità di Frattini
Ma la cosa ancor più disgustosa dell'iniziativa degli eurodeputati dell'Est è l'atteggiamento compiacente e disponibile che hanno subito trovato in Frattini. Il quale, richiamandosi non a caso alla questione delle foibe che imperversa in Italia, ha loro risposto con una lettera in cui sposa al cento per cento le loro infami tesi filonaziste e anticomuniste, equiparando il nazismo e il comunismo come i due "grandi totalitarismi del XX secolo, diversi nella genesi e nella storia, uguali nell'aver ucciso persone assolutamente innocenti".
Un parallelo talmente assurdo e artificiale che per sostenerlo Frattini è costretto a ricorrere a un volgare falso storico e ideologico, scrivendo che "nazismo e comunismo staliniano avevano stabilito di escludere da ogni possibile appartenenza al loro movimento di morte la razza (gli ebrei) o la classe (i borghesi) programmandone lo sterminio". Dove mai ha letto Frattini, in tutta la storia del movimento comunista internazionale, che qualcuno abbia sostenuto l'idea folle che l'abolizione delle classi possa avvenire tramite lo sterminio fisico della classe borghese? Gli ebrei, inoltre, erano presenti in gran numero, e in posti dirigenti, nel Partito comunista dell'Unione sovietica e finanche nel governo dell'Urss di Lenin e Stalin, e mai nessuno in quel paese ha praticato una politica di sterminio degli ebrei.
Ciononostante Frattini lo afferma perentoriamente come fosse oro colato, e da questo ne conclude "che l'appello di Jozsef Szajer e di Vytautas Landsbergis non possa e non debba rimanere inascoltato e sono pronto e deciso a contribuirvi, nel rispetto delle mie competenze, nell'ambito delle istituzioni europee".
Non si sa fino a che punto l'iniziativa riuscirà ad arrivare, ma certo la sua pericolosità è gravissima. Anche perché chi si dovrebbe opporre risolutamente, la "sinistra" borghese, sta reagendo ancora una volta con un allarmante balbettio, se non addirittura con una criminale omertà. Basti pensare all'ex sessantottino anarchico pentito Cohn-Bendit, oggi capogruppo dei Verdi al parlamento europeo, il quale si è pilatescamente espresso per non mettere al bando né la svastica né la falce e martello, dopo aver comunque pontificato (intervista al "Corriere della sera" del 9 febbraio) che "oggi esiste il dovere di parlare dei massacri di cui si sono resi responsabili i comunisti, i quali volevano costruire il migliore dei mondi possibili e invece hanno dato vita a un altro totalitarismo, diverso ma orribile quanto il nazismo".

L'ipocrisia della "sinistra" borghese
Quanto ai rinnegati, riformisti e falsi comunisti nostrani, la parola d'ordine corale è stata: giusto condannare i crimini del comunismo e dello stalinismo, ma da noi la falce e martello ha avuto un significato "diverso". La "Velina rossa", agenzia di stampa notoriamente portavoce di D'Alema, ricorda per esempio a Frattini che "la falce e il martello furono i simboli del partito socialista italiano fin dalla sua fondazione, con l'aggiunta, nel 1908, anche del libro". Come dire, da noi la falce e martello ha avuto sempre un significato riformista: curioso questo richiamo rivolto a un altro rinnegato come Frattini, che avendo militato con i trotzkisti del "manifesto" e poi nel PSI di Craxi, prima di approdare alla corte del neoduce, queste cose dovrebbe ben saperle.
C'è poi il trotzkista narcisista Bertinotti, che nascondendosi dietro alla sottana del papa nero Wojtyla ("anche il pontefice - ha detto - ha distinto tra il male assoluto del nazismo e il male necessario del comunismo"), piagnucola che "in Italia" nessuno può negare la diversità tra comunismo e nazismo e fascismo, "perché la Costituzione porta la firma di un comunista, Umberto Terracini, tra le altre".
Il colmo della pusillanimità e dell'ipocrisia lo raggiunge però il falso comunista Armando Cossutta, che in un'intervista a "la Repubblica" del 9 febbraio ha fatto una "difesa" d'ufficio debole e imbarazzata della falce e martello, che finisce in realtà per sostenere servilmente le tesi anticomuniste, antistaliniste e fasciste degli accusatori; proprio lui che per anni è stato l'agente del socialimperialismo brezneviano in Italia: "So benissimo - ha detto infatti il presidente del PdCI - che ci sono state tragedie immense che non possono essere messe tra parentesi. Queste tragedie sono esecrande e da condannare. Non ci sono dubbi e tantomeno può farlo chi come me ha dedicato la sua vita al comunismo. Ma non bisogna dimenticare che falce e martello è stato il simbolo di grandi rivoluzioni. E come in tutte le grandi imprese storiche c'è il bene e il male".
E c'è stato perfino chi, come il rinnegato diessino Umberto Ranieri, vicepresidente della commissione esteri della Camera, ha dichiarato (intervista al "Corriere della sera" del 10 febbraio) che i due eurodeputati dell'Est che chiedono la messa al bando della falce e martello "pongono un problema assolutamente condivisibile"; e vantandosi di aver impedito la rimozione dei fasci littorii dalla facciata dell'ambasciata italiana a Berlino, si è pure lamentato che la falce e martello è stata invece cancellata "troppo tardi" dal simbolo dei DS.
Ancora una volta, dunque, è dovere di tutti i sinceri democratici, gli antifascisti, i fautori del socialismo e gli amanti della verità, scendere in campo a fianco del PMLI per impedire questo ennesimo e più intollerabile attacco ai simboli distintivi e irrinunciabili del movimento operaio internazionale. Ed anche per impedire lo scempio della verità storica attuato in omaggio all'anticomunismo e al risorgente nazifascismo in Europa che si nasconde sotto le sembianze della democrazia borghese.
Giù le mani dalla Falce e Martello!
Teniamo alta la bandiera rossa del PMLI della grande Falce e Martello e dell'effige di Mao!

16 febbraio 2005