Discorso di Giovanni Scuderi in occasione del 10 Anniversario della Cellula "Vesuvio Rosso'' di Napoli
CHE TANTE CELLULE SIMILI ALLA "VESUVIO ROSSO'' SORGANO A NAPOLI E IN TUTT'ITALIA
Care compagne, cari compagni, care amiche, cari amici,
ricambio con calore i saluti che mi sono stati rivolti dai dirigenti locali del PMLI. Ringrazio il compagno Franco Di Matteo per il bilancio bello e confortante che ha presentato. Sono molto contento e onorato di essere qui, a Napoli, assieme a voi per festeggiare il decennale della Cellula "Vesuvio Rosso'' al quale partecipa idealmente tutto il Partito.
Prima di ascoltare le vostre domande e discutere tra di noi, a cuore aperto e con tranquillità, permettetemi di dire qualche parola su questa storica e gloriosa Cellula del nostro amato Partito e sull'attuale situazione politica.
La fondazione della Cellula "Vesuvio Rosso'' ha costituito un passaggio fondamentale nello sviluppo del PMLI a livello nazionale, in particolare nel martoriato Mezzogiorno. Sotto la direzione proletaria rivoluzionaria e marxista-leninista del compagno Franco Di Matteo, correttamente centralizzata al valoroso ed esemplare compagno Responsabile pro-tempore del PMLI per Napoli, essa sta svolgendo un ruolo trainante nel titanico lavoro della costruzione di un grande, forte e radicato PMLI. Ripulendosi dalla nefasta influenza della precedente direzione, essa ha compiuto un salto di qualità sui piani ideologico, politico, organizzativo e dell'azione.
Le masse proletarie, popolari, femminili e giovanili, come lo sono i dirigenti nazionali del PMLI, possono essere fieri e orgogliosi dei membri della Cellula "Vesuvio Rosso'', da esse generati e dal Partito formati ed educati in senso rivoluzionario e marxista-leninista.
Considerando quello che i marxisti-leninisti napoletani fanno quotidianamente, e da dieci anni, al servizio delle masse per l'Italia unita, rossa e socialista, fedeli ai grandi maestri del proletariato internazionale, Marx, Engels, Lenin, Stalin e Mao, dimostrano di essere i veri eredi e continuatori degli eroici insorti del 28 settembre 1943 che liberarono Napoli dai nazisti. Essi hanno lo spirito, il coraggio e l'abnegazione dello scugnizzo medaglia d'oro Gennaro Capuozzo cui va il nostro ricordo commosso e grato.
La Cellula "Vesuvio Rosso'', come del resto l'intero Partito, deve molto al compagno Di Matteo per il presente e per il passato. Poiché egli rappresenta la continuità storica, l'anima e il corretto orientamento politico della Cellula. Senza di lui oggi essa non esisterebbe. Oggettivamente ne è il fondatore. Formalmente è stato ammesso al Partito il 17 dicembre 1993, ma per ben due anni precedenti ne è stato un simpatizzante attivo.
Egli costituisce un fulgido esempio di militante e dirigente del PMLI per la fedeltà alla causa del proletariato, del socialismo e del Partito, per l'impegno politico, per il coraggio, anche fisico, nel sostenere le posizioni del Partito e i suoi dirigenti, per la generosità proletaria rivoluzionaria e per l'amore che ha verso il Partito e le masse. Si è lanciato nella lotta di classe all'età di 15 anni schierandosi quasi subito con i marxisti-leninisti. In tutti questi anni è stato coerente e conseguente con quanto ha scritto nella sua domanda di ammissione al Partito, e cioè: "Mi propongo di dedicare quanta più energia possibile alla costruzione del Partito nella mia città, di dare il massimo sostegno economico al Partito e di difendere sempre il Partito''.
Noi dirigenti nazionali del Partito abbiamo da imparare da lui e dagli altri membri della Cellula "Vesuvio Rosso''. Il nostro auspicio è che altri, e numerosi, rivoluzionari napoletani e della provincia, soprattutto le ragazze e i ragazzi che vogliono aprirsi un futuro rosso e luminoso, seguano il loro esempio e prendano posto dentro al PMLI o al suo fianco. Ne hanno un estremo bisogno le masse sfruttate e oppresse napoletane, campane e meridionali.
Specie oggi che il nostro Partito è impegnato al massimo per il lavoro, lo sviluppo e l'industrializzazione del Mezzogiorno, per la difesa dell'articolo 18 e del posto di lavoro alla Fiat, per il rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici, per la difesa della sanità e della scuola pubbliche e gratuite, contro il cosiddetto "patto per l'Italia'', la finanziaria 2003, l'incombente aggressione imperialista all'Iraq e il governo Berlusconi.
Parimenti siamo impegnati a lottare per la libertà dei popoli e contro l'imperialismo di cui abbiamo avuto un'ulteriore prova di quanto sia barbaro, disumano e feroce nell'aggressione alla Serbia, all'Afghanistan, alla Palestina e nel blitz di ieri a Mosca. Solo l'unione di tutti i popoli della Terra, la guerra di liberazione nazionale e la rivoluzione socialista possono eliminarlo. Ma ciascun popolo deve anzitutto combatterlo e abbatterlo nel proprio paese. Noi dobbiamo liberarci dall'imperialismo italiano rappresentato oggi dal governo Berlusconi.
Raramente dall'Unità d'Italia ad oggi abbiamo passato un periodo come quello attuale. Bisogna andare al ventennio fascista per trovare una situazione simile.
Sulla base dei famigerati "Piano di rinascita democratica'' e dello "Schema R'' della P2 di Gelli, gestiti politicamente prima da Craxi e successivamente dagli altri politicanti e governanti borghesi, ivi inclusi quelli del "centro-sinistra'', gradualmente è stata instaurata la seconda repubblica neofascista, presidenzialista e federalista. Un passaggio criminale è rappresentato dalla bicamerale golpista di D'Alema.
Con il secondo governo Berlusconi, quello attualmente in carica, è stato pressoché completato un nuovo regime fascista. Non più con i vecchi metodi di Mussolini ma con quelli del doppiopetto del neoduce Berlusconi. La forma è diversa ma la sostanza è la stessa.
La prima Repubblica democratica borghese antifascista è ormai archiviata e con essa tutte le pregiudiziali antifasciste e antimonarchiche. Con la seconda repubblica, che sta bene sia alla destra che alla "sinistra'' borghese, tutto è cambiato, o è in via di cambiamento, nella forma dello Stato e del governo, nella Costituzione, nelle "relazioni sindacali'' e nell'informazione. Sul piano economico imperversa il liberismo più sfrenato e selvaggio. Per le masse meno libertà, meno democrazia, meno lavoro e meno benessere. Il Sud è alla deriva e più distante dal Centro e dal Nord d'Italia. In qualsiasi momento il nostro Paese può entrare in guerra per le esigenze dell'imperialismo italiano e della classe dominante borghese.
Così non si può andare avanti. Bisogna buttar giù il governo del neoduce Berlusconi. Il PMLI è pienamente disponibile a unirsi con chiunque sia disposto a battersi per liberarci da questa nuova dittatura fascista.
Ma non ci fermeremo a questo obiettivo. Andremo avanti nella lotta finché non avremo abbattuto il capitalismo e conquistato il socialismo. Lungi da noi ogni illusione governativa nel capitalismo. Perché sappiamo bene dagli insegnamenti dei maestri confermati dalla storia e dalla pratica che nel capitalismo governando con i partiti borghesi, ma anche da soli, è impossibile fare contemporaneamente gli interessi della classe operaia e della borghesia. O si serve una classe o si serve un'altra classe. E noi vogliamo servire unicamente la classe operaia e le masse popolari. Questo si può fare solo nel socialismo, l'unica società in cui il proletariato ha in mano il potere politico, il potere economico e il potere istituzionale.
Chi di voi vuol battersi per tale società, rompa ogni indugio, si liberi dai condizionamenti e dalle influenze parlamentari, riformiste, pacifiste e legalitarie, e venga con noi. Insieme costruiremo un mondo nuovo in cui non ci siano più disoccupazione, miseria, sfruttamento dell'uomo sull'uomo, ingiustizie sociali, razzismo, guerra, dislivelli territoriali, disparità di sessi. Lavoreremo per eliminare le classi e arrivare al comunismo.
Intanto festeggiamo la Cellula "Vesuvio Rosso'' e i suoi meravigliosi militanti e simpatizzanti. Che tante Cellule simili ad essa sorgano a Napoli e in tutta Italia.
Costruiamo un grande, forte e radicato PMLI.
Buttiamo giù il governo del neoduce Berlusconi.
Lottiamo per l'Italia unita, rossa e socialista.
Coi maestri vinceremo!

30 ottobre 2002