Presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
Combattiva assemblea dei precari dell’Università a Napoli
IL COMITATO STUDENTESCO “LINEA DI MASSA” INVITA AL FRONTE UNITO PER BUTTARE GIU’ IL DDL BERNINI E IL GOVERNO NEOFASCISTA MELONI
Redazione di Napoli
Giovedì 13 marzo si è tenuta nel chiostro della sede di via Porta di Massa della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “Federico II” di Napoli un’assemblea contro il precariato volta a preparare lo sciopero generale dei ricercatori e professori precari del 20 marzo, a cui hanno partecipato, oltre agli organizzatori della sezione di Napoli della rete organizzativa “Assemblea Precaria Universitaria”, diversi esponenti dell’FLC-CGIL e dei diversi collettivi e sigle studentesche e universitarie, tra cui il Comitato Studentesco “Linea di Massa”.
Negli interessanti e combattivi interventi, i presenti hanno discusso in merito alle strategie da adottare per far fronte comune contro il DDL Bernini, l’ennesima contro-riforma universitaria dell’attuale governo neofascista che mira a rendere l’università una realtà sempre più aristocratica, elitista, privatizzata e ostile ai valori democratici, antifascisti e progressisti tradizionalmente tipici degli ambienti della contestazione studentesca.
Un esponente dell’Assemblea Precaria Universitaria ha aperto i lavori tracciando un quadro storico che ha correttamente analizzato tutte le “tappe” che il regime neofascista ha percorso, sin dal 1989 con la controriforma Ruberti, ampiamente contestata dall’allora movimento delle Pantere, che diede il via a quel processo di progressiva privatizzazione di fatto e depauperamento delle università e dei centri di ricerca.
Il secondo intervento, da parte del portavoce dell’FLC-CGIL, ha messo l’accento soprattutto sul fatto che lo stato attuale delle università e della ricerca non sia un “fallimento”, quanto piuttosto un successo mirato e intenzionale delle istituzioni, le quali, a seguito della controriforma Gelmini del 2010-11, hanno permesso che in ambito accademico potesse accrescere sempre più la differenza tra i professori di ruolo, in parte potenti come “baroni”, e il resto dei professori, siano essi “associati”, “tirocinanti”, “a contratto”, “dottorandi”, fino agli “assegnisti” e ai “tutor esperti o di base” i quali non godono delle medesime garanzie e diritti di tipo sindacale, includendo il diritto di sciopero, fondamentale, e uno stipendio da contratto fisso che permetta di poter coprire effettivamente tutte le spese dovute al costo della vita.
Il terzo e quarto intervento, da parte di due giovani dottorandi anch’essi vicini all’Assemblea Precaria, hanno approfondito il tema delle politiche economiche neoliberiste che dagli anni ’90 e ancora di più negli ultimi anni hanno mirato a trasformare le università in centri di reclutamento per i privati.
Gli ultimi due interventi della “scaletta”, da parte rispettivamente di una dottoranda e ricercatrice e di una docente “supplente”, hanno elaborato in merito alle dure condizioni in cui dottorandi e ricercatori sono sottoposti, oltre che alle grottesche “scusanti” ufficiose che le istituzioni e i collegi docenti, nel caso dei “supplenti”, pongono nei confronti di questi ultimi, arrivando addirittura a fare leva sulla retorica borghese della “passione” che giustificherebbe il mancato o misero compenso che dovrebbe spettare loro; è stato anche posto un occhio di riguardo nei confronti di un malcelato maschilismo ufficioso cui sono sottoposte le ricercatrici e docenti, che vengono alle volte quasi “pressate” dai loro colleghi di ruolo a “mollare” le loro rivendicazioni e il loro lavoro.
Terminata la scaletta, è stata data la parola agli studenti e alle studentesse dell’università appartenenti ai diversi collettivi, sigle e realtà antagoniste, che hanno espresso la propria solidarietà all’iniziativa, proposto affissioni, picchetti, volantinaggi o altre opere di contestazione non violenta quali quella di attaccare degli striscioni dinanzi alle porte degli atenei con su scritto “chiuso per mancanza di fondi”. Tra questi interventi, ha spiccato quello del portavoce del Comitato Studentesco “Linea di Massa”, Martino, che ha ribadito la necessità di continuare la lotta di piazza anche oltre la controriforma Bernini, oltre che la natura neofascista dell’attuale governo Meloni da affossare tramite un fronte unito (vedere testo a parte).
19 marzo 2025