Provincia di Bari
A Putignano abbiamo raccolto storie di sfruttamento ma anche di critica e opposizione al sistema capitalistico
Dal corrispondente dell'Organizzazione di Putignano del PMLI
Sono passati 80 anni da quando l'Italia si è liberata dal fascismo e dalla dittatura nazista, ma alla fine al governo è tornato il fascismo mascherato da democrazia e continua indisturbato a fare leggi contro il popolo, contro la libertà di espressione sempre più limitata e osteggiata con l'uso della forza se non collima col pensiero unico neofascista.
Anche da Putignano è passata questa repressione durante il Giro d'Italia dove un ragazzo ha semplicemente voluto esporre la bandiera palestinese dalla finestra ma subito è intervenuta la polizia imponendo di levarla perché di lì passava la corsa rosa e c'erano le televisioni. Un pretesto per difendere i veri interessi della ducessa Meloni che insieme agli Usa e altri sostiene il massacro che Israele sta conducendo sul popolo palestinese.
Per fortuna a Putignano, come in altre parti, l'atto repressivo non è stato fatto passare sotto silenzio e il Collettivo Ortica ha organizzato una manifestazione a favore della Palestina cui hanno partecipato in molti, dove si è parlato di libertà e alla quale anche il PMLI si è unito.
Il governo non interviene con leggi adeguate contro il lavoro a nero, il salario basso, il caporalato e per la sicurezza sul lavoro. Così i padroni trovano sempre nuove idee per raggirare quelle poche leggi che sono a favore dei lavoratori.
Alcuni operai ci hanno raccontato: usano il metodo ti metto in prova una settimana o un mese e poi con una scusa ti mandano via. Se cerchi lavoro e ti presenti ti dicono che serve un operaio però dev’essere giovane perché deve imparare ma non e così. Il datore di lavoro sa che essendo giovane ha delle agevolazioni fiscali, e così accade con gli stranieri. Poi usano spesso il contratto agricolo favore oppure quello per le pulizie perché più facile da aggirare. Loro ti dicono facciamo questo contratto: scrivo 5 ore ma ne fai 11. Ma il guadagno è sempre minimo e tu in quelle ore fai tutt'altro di quello che prevede il tuo contratto. Per esempio stai lavorando come operaio agricolo ma in realtà stai facendo un lavoro più pesante e pericoloso; poi bisogna anche pensare alle umiliazioni e alle offese che il datore fa verso un operaio.
Tra tutto quello che ci hanno raccontato gli operai c'è una storia che può fare comprendere meglio il sistema: un ragazzo con moglie e figlia si è trovato senza lavoro e ha iniziato a cercare un nuovo impiego. Dopo che gli hanno sbattuto molte porte in faccia perché ha più di 30 anni e ha trovato solo lavori in nero e saltuari, ha la possibilità di fare un corso di cucina che, secondo gli organizzatori, dovrebbe prevedere uno stage e sfociare in un contratto di 40 ore settimanali e minimo 600 euro mensili, con la speranza che il datore ne dia di più. Inizia così la ricerca ma nessun ristoratore vuole in cucina qualcuno senza esperienza anche se ha voglia di lavorare.
Magari, con qualche raccomandazione, riesci a trovare un datore di lavoro disposto almeno a vedere il tuo curriculum che prelude almeno alla prova in cucina ma poi ti dice ugualmente no, il tuo stage non mi piace. Ma aggiunge; ti faccio un contratto di cinque ore e ti pago di più ma in nero e le ore reali sono 11. Così inizia a lavorare, il datore di lavoro lo rassicura, vai bene ti ho messo in prova una settimana, ma il nostro lavoratore non viene messo ai fornelli ma a lavare i piatti. Dopo la cosiddetta prova la paga è di 15 euro di servizio e 30 euro a giornata. Nonostante la delusione per la paga che è poco più di un’elemosina, ingoia tutto con la speranza di essere assicurato e avere una paga sindacale. Passano altri giorni ma non si parla di assunzione e un giorno il datore lo costringe ad allontanarsi perché stanno arrivando dei controlli, la manfrina dura altri due giorni e poi gli dice ti chiamo io. Passano altri giorni di silenzio finché non gli viene detto: non posso tenerti perché a me ci vuole qualcuno bravo, poi ci sono troppi controlli, tranquillo forse in inverno ti richiamo. Intanto, ha lavorato come uno schiavo per qualche settimana per un tozzo di pane senza avere avuto una vera possibilità di dimostrare le sue capacità.
Questa è una delle tante storie e ce ne sono altre ancora peggiori.
L'unica soluzione è denunciare, lottare, mai arrendersi, bisogna portare tra le masse gli insegnamenti del Segretario generale Scuderi per far crescere tutto il PMLI che è il solo Partito dalla parte del proletariato. Far crescere il PMLI significa aumentare la semina tra gli operai, gli studenti e le masse popolari per far ritrovare loro la coscienza di classe. Questa semina va curata, nonostante i risultati del raccolto siano insufficienti, nonostante il governo neofascista Meloni stia avvelenando i pozzi per imporre la sua egemonia politica, ideologica e culturale. Alla fine però il nostro lavoro sarà ripagato, si vede dalle piccole cose, come accade in questi giorni in una biblioteca a Putignano dove abbiamo conosciuto un ragazzo molto intelligente che segue il PMLI ed è d'accordo con noi su molte cose. E come lui ci sono molti ragazzi anche in una piccola realtà come Putignano.
28 maggio 2025