Rafforzate le basi militari
Il nuovo zar Putin schiera le truppe davanti alla Finlandia
Preparativi per la guerra imperialista mondiale
La Russia sta rafforzando le proprie basi militari e costruendo infrastrutture militari nei pressi del confine finlandese. Preparativi per la guerra imperialista mondiale lungo la frontiera finlandese lunga 1.330 chilometri e che oggi rappresenta la più lunga linea di contatto tra l'Alleanza militare dell’imperialismo occidentale e la Russia. Gli analisti militari prevedono che potrebbe diventare un punto caldo, soprattutto perché gran parte di essa si trova nel Circolo Polare Artico, sempre più conteso da diverse nazioni.
A riportare la notizia con dettagli importanti è stata l'emittente svedese SVT, condividendo recenti immagini satellitari fornite da Planet Labs, le quali potrebbero rivelare le future strategie di Mosca. Le immagini, successivamente confermate dai funzionari della NATO al New York Times il 19 maggio, mostrano numerose file di nuove tende, magazzini in grado di ospitare veicoli militari, lavori di ristrutturazione degli hangar per aerei da combattimento e una costante attività di costruzione in una base per elicotteri vicino la città artica di Murmansk che era rimasta inutilizzata per anni e ormai ricoperta di vegetazione. Nella base aerea di Olenya, vicino a Olenogorsk, a sud di Murmansk, le foto satellitari mostrano pure un aumento significativo degli aerei militari. La base ospita bombardieri russi a lungo raggio Tu-22.
Più a sud, nella città di Alakurtti, a circa 50 chilometri dal confine finlandese, sono comparsi nuovi edifici che potrebbero ospitare decine di veicoli militari. Costruzioni simili sono state avvistate a Petrozavodsk, capitale della vicina repubblica di Carelia. Inoltre, lo scorso anno sono state installate più di 130 tende militari in una base restaurata risalente alla Guerra Fredda a Kamenka, nella regione di Leningrado, nella Russia nordoccidentale, a circa 65 chilometri dal confine finlandese.
Non è la prima volta che Mosca mette pressione a Helsinki, specialmente dopo l’ingresso della Finlandia nella NATO, avvenuto il 4 aprile del 2023. Due anni fa il nuovo zar del Cremlino criticò il loro ingresso affermando che "questo è (stato) un passo assolutamente privo di significato (per la Finlandia e la Svezia) dal punto di vista della tutela dei propri interessi nazionali. Non avevamo truppe lì (al confine finlandese), ora ci saranno. Non c'erano sistemi di distruzione lì, ora appariranno". Dopo i sospetti casi di sabotaggi nel mar Baltico e le numerose accuse a Mosca, lo scorso 29 aprile, l'ex presidente russo e attuale vice segretario del Consiglio di Sicurezza, Dmitry Medvedev, ha gettato ulteriore benzina sul fuoco, affermando che dopo l’adesione all’Alleanza atlantica, Svezia e Finlandia sono diventati automaticamente “bersagli” delle forze russe in possibili rappresaglie anche con “una componente nucleare”. Il colonnello Andrei Mordvichev, nuovo capo dell’esercito russo, ha dichiarato che “dopo l’Ucraina, dovremo parlare dell’Europa orientale”, suggerendo che Mosca stia già pensando a nuovi fronti. Inoltre, il ministro della Difesa russo Andrei Belousov ha indicato che la Russia si sta preparando per un possibile conflitto con la NATO entro i prossimi 10 anni, un orizzonte temporale che giustifica l’espansione delle infrastrutture militari al confine.
Citato da SVT, il Capo di Stato Maggiore della Difesa svedese, Michael Claesson, ha sottolineato: “Quando abbiamo presentato domanda di adesione alla NATO, la Russia ha dichiarato che avrebbe adottato queste misure. Ora le stiamo vedendo”. Il mese scorso, il vice capo della Difesa finlandese, Vesa Virtanen, ha espresso preoccupazione per le azioni dell'esercito di Putin lungo il confine, affermando che il Cremlino sta “deliberatamente testando l'unità della NATO” per vedere se verrà attivato l'articolo 5, ovvero quello che sancisce il principio di difesa collettiva dell'alleanza in caso di aggressione di un paese membro. Parlando al quotidiano tedesco Die Welt, Virtanen ha affermato che la Russia ha già messo alla prova l'articolo 5 con tattiche di guerra ibride, tra cui attacchi informatici e migrazioni transfrontaliere di massa, e ora sta installando nuove attrezzature per le sue truppe.
Il Paese scandinavo, per contrastare possibili interferenze di Mosca, ha chiuso quattro valichi terrestri, proposto misure per impedire ai cittadini russi di acquistare casa in Finlandia ed è arrivato pure a considerare l’ipotesi di utilizzare mine antiuomo al confine. Lo scorso anno è stata costruita una base NATO a Mikkeli, una città a soli 200 chilometri dalla frontiera russa, mentre le truppe americane e finlandesi hanno recentemente avviato una simulazione di guerra artica, con centinaia di soldati, anche muniti di sci da fondo.
I funzionari della difesa finlandesi prevedono che, se dovesse concludersi la fase ad alta intensità della guerra in Ucraina, Mosca potrebbe ridistribuire migliaia di unità militari al confine con il Paese scandinavo, triplicando la presenza delle sue truppe nei pressi del confine entro cinque anni dalla fine del conflitto. “L'aumento della forza militare nelle aree limitrofe avverrà dopo la cessazione dei combattimenti in Ucraina”, ha dichiarato al NYT Janne Kuusela, direttore politico del Ministero della Difesa finlandese. A quel punto la minaccia diventerebbe più reale che mai e Helsinki non dovrà farsi trovare impreparata. Per questo il governo ha annunciato l’aumento della spesa per la difesa fino al 3% del Pil entro il 2029 e l’estensione dell’età massima per i riservisti fino a 65 anni. Un esercito imponente, capace di schierare 284 mila soldati in caso di emergenza, supportato da una delle artiglierie più potenti d’Europa e da ampi depositi di munizioni. Inoltre, Helsinki ha ordinato 64 caccia F-35 per un valore di 8,4 miliardi di euro, destinati a sostituire la flotta di F/A-18. L’arrivo dei primi esemplari è previsto proprio per quest’anno, una mossa che rafforza ulteriormente la deterrenza finlandese, integrandola pienamente nelle strategie operative della NATO.
28 maggio 2025