Come risulta dagli ultimi dati sull'inflazione diffusi dall'Istat
Il carovita colpisce soprattutto le famiglie più povere
L'Unione Nazionale Consumatori: “Una vera e propria stangata”

L’inflazione, secondo i dati diffuso dall'Istat, è tornata a farsi sentire e ad aggravare soprattutto la condizione delle famiglie più povere. A gennaio l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività, al lordo dei tabacchi, era già aumentata dello 0,6% rispetto a dicembre 2024 e dell'1,5% rispetto a gennaio 2024, la cui causa era prevalentemente dovuta all'aumento delle bollette sul mercato regolamentato (passate da +12,7% a +27,5%), all'attenuarsi della flessione dei beni energetici non regolamentati (da -4,2% a -3,0%) e all'accelerazione dei prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,1% a +3,3%). Il carovita legato al rialzo delle bollette di luce e gas, i beni più interessati dal rialzo dell'inflazione, incide pesantemente soprattutto negli strati più poveri della popolazione, in quanto si tratta di beni indispensabili per la sopravvivenza.
A giugno 2025, sempre in base ai dati dell'Istat, l'inflazione è ulteriormente salita portandosi all'1,7% dall'1,6% di maggio con l'aumento dei prezzi al consumo su base mensile pari allo 0,2% stavolta per effetto soprattutto delle tensioni registrate sui prezzi dei beni alimentari (+3,5% da +3,0% di maggio) mentre nel comparto energetico c'è stata una flessione dei prezzi su base tendenziale (-2,5% da -2,0%), trainata della forte decelerazione dei prezzi della componente regolamentata (+22,7% da +29,3%).
Ciò che preoccupa di più è il cosiddetto 'carrello della spesa', ovvero l’insieme dei beni di consumo, alimentari e non, più frequenti nei consumi delle famiglie, che a giugno 2025 è aumentato del 3,1%, contro il 2,7% di maggio. A pesare sulle spese delle famiglie non è tanto il rialzo dell'inflazione annua complessiva che passa da 1,6 a 1,7%, quanto il fatto che tale inflazione si è concentrata sul carrello della spesa, trainato dai prodotti alimentari e bevande analcoliche che da soli hanno segnato un balzo dal 3,2% di maggio al 3,7% di giugno, spese obbligate e assolutamente indispensabili che colpiscono soprattutto le fasce meno abbienti della popolazione.
Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, ha così commentato i dati Istat sull'inflazione: “tradotto in termini di aumento del costo della vita – ha affermato Dona - significa che se l'inflazione a 1,7% comporta, per una coppia con due figli, un rialzo complessivo della spesa pari a 622 euro, di questi ben 338 euro in più se ne vanno solo per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche rincarati del 3,7%, 356 per il carrello della spesa. Una vera e propria stangata. Per una coppia con 1 figlio, 299 euro sono per cibo e bevande, 317 per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. In media una famiglia spende 234 euro in più soltanto per mangiare e bere ”.
Assoutenti: Caffè rincara del 25%, burro +19,9%, cacao +21,4%
Anche il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso, ha commentato i dati dell'Istat sull'inflazione: “con l’inflazione attuale – ha spiegato Melluso - solo per cibi e bevande una famiglia con due figli si ritrova a spendere +338 euro su base annua. Alcuni prodotti segnano rincari astronomici: il burro aumenta del +19,9% sul 2024, il caffè del 25%, il cioccolato del 13%, il cacao del 21,4%, ma sensibili rialzi si registrano anche per le uova (+7,4%), la frutta fresca (+7,1%), i gelati (+5,5%) ”.
È chiaro quindi che con il rialzo delle bollette di luce e gas a gennaio e l'impennata dei prezzi sui generi alimentari e bevande analcoliche a giugno sono le famiglie più povere ad essere maggiormente colpite, in quanto l'inflazione si è concentrata su beni assolutamente indispensabili, dei quali le famiglie non possono fare a meno, e a farne maggiormente le spese sono ovviamente le famiglie più in difficoltà.
Anche se le spese per le vacanze estive non costituiscono spese indispensabili, il Codacons, in una sua nota, mette in rilievo gli aumenti legati al periodo delle ferie: gli aumenti indicati dall'Istat “in termini di spesa e considerati i consumi totali delle famiglie – ritiene l'associazione dei consumatori - equivale ad un maggiore esborso pari a +559 euro annui per la famiglia tipo, +761 euro per un nucleo con due figli ”. “Tutte le voci legate al turismo – prosegue la nota del Codacons - hanno registrato a giugno una decisa crescita, che segue il trend al rialzo iniziato già nel mese di maggio: i prezzi dei voli nazionali, ad esempio, a giugno rincarano del +38,1% su anno, le tariffe dei traghetti del +19,6%, quelle dei Servizi ricreativi e sportivi (piscine, stabilimenti, palestre, parchi divertimento, ecc.) del +7,7%, i prezzi dei pacchetti vacanza nazionali del +8,7%. Gli alberghi rincarano del +2,9% su anno mentre i listini di case vacanza, b&b e altre strutture ricettive del +5,8% ”.
È chiaro che il carovita che interessa soprattutto beni strettamente necessari dei quali le famiglie non possono fare a meno sta avendo un impatto particolarmente duro sulle famiglie più povere in Italia nel 2025, con conseguenze che si manifestano in un peggioramento delle condizioni di vita e un aumento della povertà. L'aumento dei prezzi, soprattutto per beni di prima necessità come cibo, casa e utenze, sta erodendo il potere d'acquisto di queste famiglie, rendendo sempre più difficile far fronte alle spese quotidiane.
Se poi al fenomeno dell'aumento dei prezzi si unisce anche la stagnazione o la crescita lenta dei redditi si agevola il fenomeno della riduzione inesorabile della capacità delle famiglie a basso reddito di acquistare beni e servizi essenziali.
Anche il fenomeno dell'inflazione, quindi, va analizzato e studiato nell'ambito della dinamica di classe del sistema capitalista, perché esso, all'interno di una società divisa in classi, non colpisce in modo omogeneo tutte le classi sociali, ma colpisce in maggior misura i più poveri e il proletariato e solo in misura fortemente minore o addirittura in modo marginale la piccola borghesia per lasciare ovviamente indenne nel suo tenore di vita l'alta borghesia, che in molti casi addirittura se ne arricchisce.

9 luglio 2025