Un "meccanismo corruttivo impressionante" in cambio di trattamenti di favore
Traghettopoli della Tirrenia
Biglietti gratis a Beppe Grillo, a magistrati, a questori, a presidenti di autorità portuali, oltre che ad appartenenti a corpi militari e di polizia. Tra gli indagati cinque ammiragli tra cui Pier Federico Bisconti, già vicesegretario generale della Difesa e vicedirettore nazionale degli armamenti
La Procura della Repubblica di Genova già nel 2023 aveva avviato un'indagine relativa a frode in pubbliche forniture, falso e corruzione nell'ambito della quale erano stati iscritti nel registro degli indagati tredici persone tra militari appartenenti alla capitaneria di porto di Genova e alcuni dirigenti della Tirrenia – Compagnia Italiana di Navigazione: l'indagine riguarda l'alterazione dei dati sull'emissione dei fumi delle navi della Tirrenia, per cui tre traghetti sono già stati sequestrati dalla magistratura.
Da questa indagine erano già emersi fatti gravissimi, ovvero che i traghetti viaggiavano con motori vecchi, inquinanti e fuori norma, e in alcuni casi addirittura manomessi o alterati, e che il personale della capitaneria di porto di Genova, competente alla supervisione dei controlli, aveva falsificato le relazioni dei controlli periodici dei motori, facendo figurare a norma di legge ciò che in regola non era.
In questo filone d'inchiesta sono indagati, tra l'altro, Achille Onorato, amministratore delegato della società Moby spa la quale controlla la società Tirrenia, alcuni dipendenti delle società Moby e Tirrenia e alcuni militari delle capitanerie di porto preposti ai controlli sulle imbarcazioni.
Ma i magistrati genovesi non si sono fermati qui, infatti hanno focalizzato la loro lente di ingrandimento sulla complessiva attività della Tirrenia, compresa l'attività commerciale del trasporto dei passeggeri, scoprendo elementi inquietanti: infatti è emerso che a partire dall'inizio del 2019 la Tirrenia e la sua controllante Moby hanno rilasciato gratuitamente a poco più di cinquanta persone fino a pochi mesi fa migliaia di biglietti – che hanno consentito l'accesso alle cabine suite (le più costose) e hanno permesso di avere gratuitamente tutti i servizi di bordo che normalmente sono a pagamento – sistematicamente utilizzati soprattutto nei periodi di vacanza estiva per centinaia di viaggi sui traghetti che fanno servizio dai porti di Genova, Livorno, Civitavecchia e Napoli all'Isola d'Elba e ai porti sardi di Olbia e Porto Torres oltre che a quello siciliano di Palermo, e viceversa. E tra questa cinquantina di persone ben 40 erano, al momento in cui hanno usufruito di tali servizi gratuiti, pubblici ufficiali con compiti di vigilanza e controllo amministrativo o giurisdizionale oppure con qualifiche di ufficiali di polizia giudiziaria nonché autorità apicali di pubblica sicurezza: per la precisione si tratta di due magistrati in servizio negli uffici giudiziari di Genova, di due presidenti di autorità portuali, dell'ex questore di Livorno e attuale questore di Roma Roberto Massucci, dell'attuale questore di Livorno Giuseppina Stellino, di tredici appartenenti alla marina militare alcuni dei quali indagati anche nel primo filone di indagine, di alcuni funzionari di varie prefetture e di un gruppo di appartenenti alla polizia di Stato, all'arma dei carabinieri (e tra di essi un ufficiale, in servizio a Genova, convivente con uno dei due magistrati sotto indagine) e alla guardia di finanza, i quali complessivamente hanno potuto usufruire di viaggi e servizi gratuiti, senza giustificazione alcuna, per un valore complessivo di molte decine di migliaia di euro.
La Procura di Genova ha dovuto quindi dare vita anche a un secondo filone dell'inchiesta che è strettamente collegato al primo, in quanto esso giustifica i mancati controlli sulle navi. Tra i nomi più importanti tra i 40 indagati di questo secondo filone di indagine, oltre a quelli già fatti, ci sono sicuramente quelli di cinque ammiragli della marina militare italiana: sono l’ammiraglio di squadra Pier Federico Bisconti, ora in pensione ma in passato vicesegretario generale della Difesa nonché vicedirettore nazionale degli armamenti, l'ammiraglio Filippo Giovanni Maria Marini, attuale comandante della capitaneria di porto di Venezia e già comandante di quella di Civitavecchia, l'ammiraglio di divisione Gianfranco Annunziata, ex capo ufficio addetto alla politica militare nel gabinetto del ministro della Difesa, l'ammiraglio ispettore capo Nicola Carlone, attuale comandante generale del corpo delle capitanerie di corpo – guardia costiera, e l'ammiraglio ispettore Roberto Isidori, attualmente vicecapo di gabinetto del ministro dei Trasporti Matteo Salvini. .
Oltre ai cinque alti ufficiali menzionati, gli altri indagati appartenenti alla marina militare, e specificamente al corpo delle capitanerie di porto, sono tutti ufficiali inferiori e sottufficiali: si tratta di Matteo Orsolini, Enrico Lisiola, Fabio Vuolo, Edoardo Volo, Aldo Trigiani, Emanuele Bonafede, Pier Federico Landi e Beatrice Lavorenti, tutti in servizio all'epoca dei fatti contestati nei porti di Porto Torres, Civitavecchia, Genova e Livorno.
Nella lista dei beneficiari di servizi gratuiti ci sono anche due presidenti di autorità portuale: uno è Paolo Emilio Signorini, ex presidente dell’autorità portuale genovese che fu arrestato il 7 maggio 2024 nell’ambito dell’inchiesta su Toti e le tangenti in Regione, e l'altro è Massimo Deiana, presidente dell'autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna.
Anche il fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo – che non risulta indagato - ha utilizzato abbondantemente insieme ad alcuni componenti della sua famiglia i biglietti offerti da Moby e da Tirrenia, così come la giornalista Donatella Bianchi e suo marito - che non risultano indagati - hanno beneficiato gratuitamente tra il 2019 e il 2023 di una trentina di tratte delle compagnie Moby e Tirrenia. Donatella Bianchi, nota giornalista della Rai, nel 2022 si candidò alla guida della Regione Lazio, fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle alla testa d’una coalizione che includeva, oltre al movimento stesso, anche alcune formazioni di sinistra e ambientaliste.
Sotto indagine in entrambi i filoni dell'inchiesta c'è l'armatore Achille Onorato.
Per tutti gli indagati nel secondo filone di indagine l'ipotesi di reato formulata dalla Procura di Genova è chiarissima e fondata sull'articolo 318 del codice penale, ovvero corruzione nell’esercizio della funzione, perché per i magistrati genovesi è chiaro che tali ingiustificabili viaggi gratuiti non potevano non essere la retribuzione, per i pubblici ufficiali coinvolti, per l'omissione di qualsiasi iniziativa di controllo nei confronti della compagnia di navigazione, la quale in effetti ha potuto alterare indisturbata per anni i dati sull'emissione dei fumi delle navi, ma la Procura sta indagando per verificare se vi siano altre irregolarità sfuggite dolosamente nel corso degli anni ai controlli delle capitanerie di porto o alle autorità che avrebbero dovuto effettuare controlli.
Gli atti relativi ai due magistrati genovesi sono già stati trasmessi alla Procura della Repubblica di Torino, presso i cui uffici giudiziari si svolgerà l'eventuale processo nei loro confronti, qualora fossero rinviati a giudizio.
Nell’ambito dell’inchiesta sono note anche le cifre per cui i quaranta pubblici ufficiali sono finiti sotto indagine. Solo per fare alcuni esempi, che comprendono la sola biglietteria ed escludono i servizi gratuiti offerti dalla compagnia a bordo dei traghetti, Gianfranco Annunziata ha usufruito di 29 biglietti per un valore di 8.191,79 euro, Pier Federico Bisconti di 12 biglietti gratuiti per un valore di 2.302,79 euro e Filippo Giovanni Maria Marini di 8 biglietti per un valore di 1.726,92 euro. Enrico Lisiola, capo dei nostromi alla capitaneria di porto di Civitavecchia, ha usufruito di biglietti gratuiti per un valore di 1.945,64 euro, Fabio Vuolo, nostromo di Civitavecchia, ha ricevuto biglietti gratuiti per un valore di 3.357,57 euro ed Edoardo Volo, altro sottufficiale in servizio a Civitavecchia, ha ricevuto biglietteria gratuita per un valore di 908,70 euro.
Uno dei due magistrati genovesi in cinque anni ha viaggiato gratuitamente in 104 tratte di Tirrenia e Moby mentre l'altra sua collega indagata ha viaggiato gratuitamente, insieme all'ufficiale dei carabinieri con cui convive, ben 86 volte.
Anche i questori Massucci e Stellino, i due presidenti di autorità portuale Signorini e Deiana, i funzionari delle prefetture, i carabinieri, i poliziotti e i finanzieri che hanno ripetutamente viaggiato gratis dovranno necessariamente spiegare ai magistrati le ragioni di questi favori che risultano incomprensibili agli occhi dei lavoratori e delle lavoratrici, i quali non soltanto non hanno mai ricevuto biglietti gratuiti ma sono al contrario costretti a pagare tutti i servizi fino all'ultimo centesimo.
Per la Procura di Genova i biglietti regalati a tali pubblici ufficiali erano "correlati inequivocabilmente"
a trattamenti di favore che Moby e Tirrenia si attendevano a vario titolo, ma i magistrati genovesi vogliono vederci ancora più chiaro sulla vicenda, ritenendo che ciò che essi stessi definiscono un "meccanismo corruttivo impressionante"
fosse finalizzato a vantaggi ben più consistenti rispetto a quelli, documentati, concernenti omessi controlli su motori e relativi fumi, alla luce del fatto che almeno alcuni tra i pubblici ufficiali coinvolti nello scandalo (come i cinque ammiragli, i due presidenti di autorità portuali, i due magistrati e i due questori) sono ritenuti dalla stessa Procura talmente "strategici"
per la loro posizione apicale che certamente non si sono scomodati soltanto per chiudere, o far chiudere, gli occhi davanti a un po' di fumo.
L’inchiesta, oltre che un valore giudiziario, riveste perciò anche un forte valore politico: essa infatti deve necessariamente mettere in guardia le masse popolari circa l’integrità delle istituzioni dello Stato borghese nel loro complesso, e deve farle riflettere circa la vera natura dei rapporti che intercorrono tra imprenditori privati da controllare (in questo caso armatori privati) e i pubblici ufficiali che per legge devono – ma in questo caso sarebbe meglio dire che dovrebbero - effettuare i controlli nell'interesse della collettività.
16 luglio 2025