1944 - 23 agosto - 2025
Commemorato l'81° Anniversario dell'Eccidio del Padule di Fucecchio
174 civili vennero trucidati dai nazifascisti aiutati e guidati dai fascisti italiani. Partecipazione attiva del PMLI

Redazione di Fucecchio
Quella avvenuta nel Padule di Fucecchio nell'agosto del 1944 fu una delle stragi nazifasciste più sanguinose tra quelle commesse in Toscana. Furono 174 le persone uccise nell'area che spazia tra le provincie di Firenze e Pistoia, ritenuta sicura perché lontana dai centri abitati, rifugio di molti sfollati che fuggivano dai bombardamenti Alleati e soprattutto dai rastrellamenti delle truppe tedesche, che reagivano in modo sempre più feroce all'ostilità della popolazione e agli attacchi della Resistenza.
Per questo motivo tra i morti si contarono tante donne, vecchi e bambini, trucidati il 23 agosto di 81 anni fa dai soldati della Wehrmacht, spalleggiati e guidati dai fascisti italiani, che conoscevano molto meglio dei tedeschi la zona palustre.
Quest'anno la manifestazione unitaria di tutti i comuni interessati dall'eccidio si è tenuta al Giardino della Memoria di Stabbia, una frazione di Cerreto Guidi (Firenze). Erano presenti tutte le amministrazioni locali e associazioni come l'Arci e l'Anpi. Nessun partito vi ha partecipato in maniera ufficiale. Solo il PMLI sfoggiava i propri simboli: la bandiera rossa con la falce e martello e l'effige di Mao. Durante la mattinata i compagni si sono intrattenuti a discutere con diversi manifestanti e hanno colto l'occasione per diffondere i volantini della prossima Commemorazione di Mao organizzata dal PMLI.
Tra i vari rappresentanti istituzionali, c’era anche il governatore della Toscana Eugenio Giani. Il presidente della Regione, così come la sindaca di Cerreto, nei loro interventi non hanno avuto il coraggio di puntare il dito contro il governo neofascista guidato dalla Meloni che si ripropone, seppur con altri metodi e sotto nuove forme, in continuità con il regime mussoliniano.
Nei loro discorsi solo deboli e indirette allusioni all'attuale governo, mentre più chiari e netti sono stati gli inviti a tenere viva la memoria sulle tragiche malefatte e conseguenze causate da venti anni di dittatura fascista. Richiami che sono serviti per attestarsi la patente di antifascista, pensando più che altro alle imminenti elezioni regionali dove Giani è il candidato per il “campo largo”.
Pensiamo a scopi elettorali perché tanti sindaci della Toscana, nel concreto dimostrano di non voler far nulla per sbarrare la strada ai gruppi di matrice dichiaratamente fascista, contravvenendo anche alla tanto decantata Costituzione antifascista. A partire dalla sindaca di Firenze Sara Funaro che, invece di perseguire i fascisti, censura i manifesti del PMLI che denunciano apertamente la natura neofascista del governo Meloni.
 

3 settembre 2025