Vertenze in corso alla Bakery, alla Bipres e all’Astercoop
Mobilitazioni dei lavoratori nella provincia di Forlì-Cesena
Dal corrispondente del PMLI per l'Emilia-Romagna
Sotto il governo neofascista di Mussolini in gonnella Meloni le vertenze che riguardano i lavoratori non diminuiscono di certo, anzi aumentano in virtù di una politica filo padronale ancora più marcata rispetto ai governi precedenti e alla conseguente negazione dei diritti dei lavoratori e al loro progressivo impoverimento.
Lunedì 27 ottobre si è svolta nel parcheggio della Bakery
di Forlìmpopoli (Forlì-Cesena), perché l’azienda non mette a disposizione una sala come invece sarebbe tenuta a fare, un’assemblea tra i sindacati Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil con i lavoratori dove si è deciso di avviare “un percorso di mobilitazione, con tutti gli strumenti sindacali previsti”, in quanto la mancata applicazione del Ccnl siglato nel 2024 da parte dell’azienda di panificazione industriale porta ad un decurtamento della busta paga dei lavoratori di 100 euro al mese di media, forbice che si amplierà nei prossimi mesi a causa degli aumenti salariali previsti dal contratto, che non vi saranno perché il contratto non viene applicato!
Inoltre, la persistente precarietà dei lavoratori, in quanto la stragrande maggioranza del personale è in somministrazione, aumentano i rischi sul fronte della sicurezza. Per questo, a distanza di 6 mesi dal presidio di fronte ai cancelli dell’azienda, durante i quali nulla è cambiato in merito ai problemi sollevati, riprende la mobilitazione non escludendo il ricorso allo sciopero.
Mobilitazione in atto anche alla Bipres
di Rocca San Casciano (Forlì-Cesena) davanti ai cancelli della quale mercoledì 29 ottobre si è svolta una manifestazione per denunciare le conseguenze della grave crisi dell’azienda metalmeccanica che si ripercuotono sui lavoratori, a partire dal mancato pagamento delle ultime due mensilità per i 70 dipendenti rimasti, dei quali la metà in cassa integrazione, rispetto ai 120 di 3 anni fa. E le previsioni non sono affatto buone considerando che da diversi giorni si vedono camion entrare nell’azienda per portare via gli stampi del reparto stampaggio lamiere, dove lavorano in gran parte donne.
In risposta l’azienda ha pagato una mensilità ma solo a una parte selezionata di lavoratori, un atteggiamento definito dai sindacati “discriminatorio, indegno e inaccettabile, che divide le persone, calpesta la dignità del lavoro e tenta di usare la fame come strumento di pressione. Chi non è stato pagato non è neppure sospeso in contratto di solidarietà, e viene costretto a lavorare gratis, senza alcuna tutela”, in quanto non risolve il problema ma anzi mira ad ampliarlo cercando di provocare divisioni tra i lavoratori retribuiti di una mensilità, cercando di illuderli così di essere i beneficiari anche del pagamento della seconda mensilità e quelli invece che non hanno ricevuto nulla, che però hanno risposto unitariamente con uno sciopero immediato scattato venerdì mattina e che proseguirà ad oltranza fino a quando tutti i lavoratori non riceveranno la retribuzione spettante. La proprietà ha minacciato di “portare i libri in tribunale se i lavoratori non rientrano entro 15 minuti” ma lo sciopero non si è fermato e la Fiom ha annunciato che “Delegati e delegate di numerose aziende metalmeccaniche e di altri settori si stanno recando in queste ore davanti ai cancelli per portare solidarietà, presenza e sostegno attivo alla vertenza. Non cederemo ai ricatti. Vogliamo gli stipendi, i soldi che spettano per i mesi di lavoro fatti, e la correttezza nell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Siamo uniti e andremo avanti tutto il tempo necessario. Le lavoratrici e i lavoratori della Bipres non saranno mai soli”.
Sciopero anche al magazzino Astercoop
di Pievesestina (Cesena), al centro da tanto tempo di battaglie in difesa dei diritti, calpestati, dei lavoratori in maggior parte migranti, per chiedere la piena applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del settore Trasporto Merci e Logistica, sottoscritto nel 2024, e degli accordi di secondo livello, a partire dal “riconoscimento della malattia, congedi parentali, pause nei turni di lavoro e le maggiorazioni in busta paga per chi lavora il sabato”. Richieste ignorate da Astercoop ma anche dalla committente Coop Alleanza 3.0 “perché non può lavarsi le mani di fronte a ciò che accade nei propri appalti. Serve una presa di posizione chiara e un intervento immediato”.
La “Cooperativa” ha risposto che lo “sciopero è stato proclamato in assenza di nuove e ulteriori rivendicazioni rispetto a quelle già note da tempo, peraltro in stretta prossimità di una festività”, come se questo fosse una nota a discapito dei lavoratori e dei sindacati e non invece dell’azienda che non è intervenuta per risolvere i problemi presenti da tanto tempo nel magazzino, lisciando il pelo nel frattempo alle da sempre compiacenti e servili “forze dell’ordine” borghese “ringraziando pubblicamente le forze dell’ordine, con le quali la cooperativa ha da sempre un ottimo rapporto, per la gestione di queste fasi delicate e così complesse. In particolare, la Polizia di Stato, coordinata sempre con grande competenza e professionalità dal dottor Nicola Vitale”. Che dichiarazione “d’amore” borghese!
5 novembre 2025