Nuovo rapporto della Commissione Internazionale Indipendente d’Inchiesta dell’ONU sull’Ucraina
La Russia ha commesso crimini contro l’umanità e di guerra
Un nuovo rapporto della Commissione Internazionale Indipendente d’Inchiesta delle Nazioni Unite sull’Ucraina (organismo indipendente incaricato dal Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite di indagare sui crimini correlati all’aggressione contro l’Ucraina da parte della Federazione Russa) ha ribadito come la Russia abbia commesso “crimini contro l’umanità prendendo di mira la popolazione civile attraverso attacchi con droni, nonché crimini di guerra di trasferimento forzato e deportazione di civili”.
Il rapporto è stato presentato il 29 ottobre all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e si presenta come un approfondimento e un ulteriore ampliamento del rapporto già presentato nel maggio del 2025 che era arrivato a medesime conclusioni.
Rispetto al precedente, però, l’attuale rapporto stabilisce come gli attacchi russi con droni a corto raggio abbiano interessato un’area geografica più ampia, estesa per “oltre 300 chilometri lungo la riva destra del fiume Dnipro, attraverso gli oblast’ di Dnipropetrovsk, Kherson e Mykolaiv”.
Le prove raccolte dimostrano come per oltre un anno le forze armate d’aggressione russe abbiano diretto attacchi con droni contro una vasta gamma di obiettivi civili, ferendo e uccidendo civili, causando “distruzioni su larga scala e un clima coercitivo che ha costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie case”. Anche soccorritori, ambulanze e vigili del fuoco sono stati colpiti, nonostante la loro speciale protezione ai sensi del diritto internazionale umanitario.
La Commissione ha concluso che “questi attacchi con droni costituiscono crimini contro l’umanità di omicidio e trasferimento forzato di popolazione”.
Nel rapporto sono riportate anche le dichiarazioni dei civili, come quella di una donna che ha dichiarato: “I droni colpiscono qualsiasi auto, qualsiasi mezzo di trasporto: qui non viene nessuno, né i vigili del fuoco, né l’ambulanza, nessuno”.
Il rapporto stabilisce inoltre che “le autorità russe hanno coordinato azioni per deportare o trasferire civili dalle aree passate sotto il loro controllo nell’Oblast’ di Zaporižžja, il che costituisce un crimine di guerra”.
Sia nelle deportazioni sia nei trasferimenti, “i responsabili hanno solitamente trattenuto le vittime, sottoposto alcune di loro a tortura e confiscato i loro documenti e beni. Questi atti hanno inflitto loro grave sofferenza e dolore psicologico e costituiscono un trattamento disumano, un crimine di guerra e una violazione dei diritti umani”.
Ancora una volta, quindi, una commissione d’inchiesta indipendente conferma quello che da ormai 3 anni e mezzo succede in Ucraina, dove la guerra d’aggressione nazizarista russa appare non avere regole e dove i civili non possono certo sentirsi al sicuro.
5 novembre 2025