Per denunciare la ripresa dei bombardamenti su Gaza
Ancora in piazza al fianco del popolo palestinese
A Torino manganellate meloniane contro i manifestanti. A Sesto San Giovanni partecipa il presidente dall'Associazione dei palestinesi in Italia Mohammad Hannoun e “Il Tempo” fascista torna ad attaccarlo. A Napoli presente il PMLI
Per denunciare il piano neocolonialista e imperialista imposto al popolo palestinese dal dittatore fascista Trump e dal criminale di guerra e nuovo Hitler Netanyhau e la ripresa dei bombardamenti su Gaza, migliaia di manifestanti sono scesi in piazza in diverse città tra il 30 ottobre e il 1° novembre.
Invece che a Milano la consueta manifestazione del sabato si è svolta il 1° novembre a Sesto San Giovanni
per permettere la partecipazione del presidente dall'Associazione dei palestinesi in Italia, Mohammad Hannoun, colpito il 25 ottobre da un provvedimento di allontanamento dal capoluogo lombardo per un anno e una denuncia per istigazione alla violenza.
Il corteo, a cui hanno preso parte migliaia di manifestanti, è partito da Sesto Rondò verso Primo Maggio con la parola d'ordine “Con la Palestina fino alla liberazione! 108 anni di colonialismo, da Balfour al genocidio”.
Durante il corteo è stata rilanciata anche la petizione di “Solidarietà a Mohammad Hannoun. Basta repressione contro chi sostiene la Palestina” in cui fra l'altro si chiede che “sia revocato immediatamente il foglio di via contro Mohammad Hannoun. Siano archiviate le accuse infondate a suo carico. Sia garantita la libertà di manifestare e di esprimere solidarietà alla Palestina, senza repressione né criminalizzazione. Siamo al fianco di Mohammad Hannoun e di tutte e tutti coloro che si battono per una Palestina libera e decolonizzata, e per un mondo senza oppressione né ingiustizia”. Il che ha suscitato, l'ira antipalestinese del quotidiano fascista Il Tempo
, che con un articolo di prima pagina martedì 4 novembre vomitava veleno contro il Presidente della Associazione Palestinesi in Italia (API) e la raccolta delle firme. Alla pennivendola filo Israele Giulia Sorrentino non è bastato attaccare il PMLI e il cosiddetto “Partito islamico” nell'edizione del 28 ottobre: ora invoca il manganello poliziesco e giudiziario contro chi “sfida il Viminale e lo Stato italiano addirittura con una petizione”.
A Torino
la "mobilitazione urgente" per la Palestina e contro "Israele che ha rotto la tregua" convocata dal coordinamento Torino per Gaza è partita da Piazza Castello e si è conclusa in Piazza Arbarello.
Circa un migliaio di manifestanti sono sfilati in corteo dietro lo striscione “Ancora bombe su Gaza. Nessuna tregua per voi” in Via Accademia Albertina, Corso Vittorio Emanuele II fino alla stazione di Torino Porta Nuova, i cui ingressi principali erano stati preventivamente chiusi.
Il corteo è poi ripartito ed è stato ripetutamente caricato a suon di manganellate dalla polizia in assetto antisommossa agli ingressi della stazione di Torino Porta Susa per impedire ai manifestanti di occupare i binari e bloccare il traffico ferroviario.
“Lo sappiamo che è da qui che parte la guerra, è da qui che partono le armi, è qui che viene sostenuto il genocidio – hanno denunciato al microfono gli organizzatori - in riferimento al passaggio di diversi mezzi militari sui binari della stazione. La guerra si muove quotidianamente attraverso i nostri territori. Dobbiamo bloccare le armi che generano morte, povertà e distruzione".
Il corteo si è mosso al termine dell'assemblea pubblica in Piazza Castello durante la quale gli organizzatori hanno spiegato i motivi della nuova mobilitazione: “Abbiamo scelto di bloccare tutto perché siamo consapevoli che il genocidio in Palestina è possibile perché qui, in Italia e in Europa, c'è un sistema politico ed economico che lo sostiene e quindi è proprio qui che possiamo inceppare quel sistema – si legge nella nota pubblicata sui social del coordinamento –. In tantissimi luoghi di lavoro, dalle fabbriche, alle scuole, dagli ospedali ai trasporti, alle università, ci siamo mobilitati per interrompere ogni complicità, ogni accordo con Israele, ogni indottrinamento alla guerra e allo sterminio”.
A Milano
la manifestazione del 30 ottobre è iniziata in Piazza della Scala (ribattezzata Piazza Gaza) per chiedere “giustizia per la Palestina. La tregua è una menzogna. Israele bombarda ancora e il genocidio continua”.
Lungo il corteo che ha attraversato le vie del centro gli organizzatori hanno denunciato: “Da quando è stata firmata la ‘tregua’, l'entità sionista non ha mai smesso con il suo piano genocida. Hanno continuato a bombardare in Libano, ad aggredire e uccidere palestinesi in Cisgiordania, e adesso hanno ripreso a bombardare anche a Gaza. Ricordiamo a tutti che la tregua non è mai stata una vera pace, perché non c'è pace senza giustizia. L'esercito di occupazione sionista è rimasto in più della metà della striscia di Gaza, e chi ha potuto ritornare a casa dopo due anni in fuga ha trovato intere città rase al suolo, senza possibilità neanche di sapere dove fosse la propria casa... Pretendiamo che il governo e le istituzioni milanesi agiscano concretamente contro la rottura della ‘pace’ da parte di ‘Israele’, rompendo ogni accordo e imponendo sanzioni. Il comune deve rompere il gemellaggio con ‘Telaviv’ e obbligare MM a rinunciare all'appalto per la sua metropolitana. Le università devono rompere ogni accordo con le università sioniste, soprattutto Horizon Europe”.
A Cagliari
invece a partire dal 1° novembre il comitato “Can’t stay silent” e varie associazioni di solidarietà con la Palestina hanno dato il via a un presidio giornaliero nella centrale Piazza Yenne dove i manifestanti hanno espresso “il proprio sdegno verso un genocidio ancora in atto, seppure maldestramente mascherato da tregua” e hanno denunciato con cartelli e striscioni e bandiere della Palestina il genocidio perpetrato dal governo israeliano, la complicità degli Stati Uniti e dell’Europa, il sostegno alla guerra del governo neofascista Meloni, delle banche e delle istituzioni finanziarie.
A Napoli
il 31 ottobre un partecipato e combattivo corteo organizzato dalla Rete Napoli per la Palestina è partito da Piazza del Gesù e ha bloccato per alcune ore le vie del centro. Il corteo è stato organizzato anche per esprimere solidarietà ai tre manifestanti Pro Pal Mimì, Francesco e Dario arrestati lo scorso 25 ottobre durante la manifestazione di protesta contro la Mostra d'Oltremare di Napoli che ospitava anche uno stand dell'azienda farmaceutica israeliana Teva in occasione della fiera Pharmexpo. Al corteo ha preso parte anche la Cellula “Vesuvio Rosso” del PMLI (vedi articolo di cronaca pubblicato a parte).
5 novembre 2025