Assedio nazizarista russo di Pokrovsk ed eroica resistenza ucraina
Zelensky: “È estremamente importante che l’occupante non abbia ottenuto risultati significativi”
È ora che l’aggressione russa venga considerata genocidio
''La nostra attenzione principale in questo momento è rivolta a Pokrovsk e alla regione di Zaporizhzhia, dove i russi stanno aumentando il numero e l'entità degli attacchi''. Lo ha scritto su 'X' l’11 novembre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky spiegando di aver ricevuto il rapporto del comandante in capo Oleksandr Syrskyi. ''La situazione lì rimane difficile, in parte a causa delle condizioni meteorologiche che favoriscono gli attacchi'', ha aggiunto Zelensky affermando che ''continuiamo a combattere l'occupante e ringrazio ogni nostra unità, ogni combattente impegnato nella difesa delle posizioni ucraine''. Zelensky ha invece descritto ''la situazione a Kupyansk in qualche modo più facile: le nostre forze hanno ottenuto risultati lì'' e ''con il comandante in capo abbiamo discusso anche i preparativi per i nostri attacchi in profondità: direzioni specifiche e risultati che ci aspettiamo''.
Il 10 novembre il presidente ucraino era tornato a rassicurare sull'andamento delle battaglie nel Donetsk. "È estremamente importante che l'occupante non abbia ottenuto risultati significativi. Nel settore di Pokrovsk, le aree di Dobropillia e la regione di Donetsk in generale stiamo difendendo le nostre posizioni", ha assicurato il leader di Kiev. Quello che è certo è che i nazizaristi russi hanno rallentato l'assedio a Pokrovsk ma l'Ucraina non si illude. L’eroica resistenza ucraina non demorde e quantunque i russi parlino di presa di Povkorsk un’ora sì e l’altra pure gli assaltatori ucraini del 425° reggimento d'assalto "Skelya" il 5 novembre hanno cacciato i russi dal palazzo del consiglio comunale e hanno issato la bandiera ucraina. "I russi che non sono fuggiti o si sono arresi sono stati annientati", ha affermato l'ufficio stampa del reggimento, ripreso dai media ucraini.
Intanto le truppe russe hanno subito le maggiori perdite in ottobre dall'inizio della guerra contro l'Ucraina: l'esercito ucraino "ha eliminato oltre 25.000 russi in un mese". Lo ha dichiarato il 7 novembre lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky citato da Rbc Ukraine
. "Ecco una cifra chiara, perché è stata confermata dai video. Si tratta del numero più alto di perdite russe dall'inizio di una guerra su vasta scala in un mese", ha dichiarato Zelensky, secondo cui le perdite totali russe per ottobre potrebbero essere di 27-28 mila unità, mentre due o tre mila non sono ancora state confermate. Secondo lui, questo risultato è stato ottenuto grazie al crescente utilizzo dei droni sul fronte.
Dati che sembrano essere sconosciuti al megafono principe di Putin nel nostro Paese, il direttore de “Il Fatto” Marco Travaglio, che nell’ormai quotidiano editoriale “O la faccia o la vita” dell’8 novembre si è prodigato in profezie e sentenze, per arrivare al dunque, che l’Ucraina deve capitolare senza sé e senza ma: “Tutti sanno come finirà l’assedio russo a Pokrovsk – scrive questo rivoltante omuncolo putiniano -: con la resa o con lo sterminio degli ucraini circondati e minoritari (uno contro otto). Come le battaglie di Mariupol, Bakhmut, Avdiivka e il blitz della regione russa di Kursk. Tutti conoscono pure il finale della guerra: la Russia si terrà i territori che voleva (quelli filorussi di Lugansk, Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson, più un cuscinetto di confine tra Sumy e Kharkiv) in cambio di quelli occupati in sovrappiù… La panzana di Putin che vuole l’intera Ucraina… fa comodo a chi ha perso la guerra per fingere di averla vinta e giustificare le centinaia di migliaia di vite e di miliardi sacrificati per difendere una causa persa, anziché negoziare e salvare il salvabile”. A dargli manforte anche il pezzo “Ma dove sono le prove che Mosca minacci l’UE?” a firma della ex ambasciatrice Elena Basile, secondo cui “Recentemente ci sono continui grida di allarme per le minacce russe. A Bruxelles hanno chiuso l’aeroporto, annullato diversi voli. Si grida come sempre al lupo cattivo, Putin, senza uno straccio di prova. Eppure basterebbe mettere in moto il cervello per comprendere che non è nell’interesse di Mosca, che vince sul campo di battaglia, minacciare apertamente i Paesi Nato. È invece essenziale per l’Ucraina e per gli europei agitare il casus belli per costringere Washington a impegnarsi massicciamente nella guerra… Come potremmo mai essere oltraggiati da una dichiarazione (quella della nazizarista portavoce di Putin Zakharova che non ha avuto rispetto neppure per la morte dell’operaio nella torre medioevale di Roma, ndr), in fondo logica, che non ha paragoni con i veri e propri insulti quotidianamente lanciati contro Mosca nel nostro Paese? “Come il Terzo Reich”, “Russi maledetti”, “Putin zar, dittatore, killer, macellaio”. Come si può pretendere rispetto da un Paese che continuiamo a demonizzare?”.
Il 6 novembre l'Ucraina ha accusato la Russia di aver commesso un "ecocidio" per i gravi danni ambientali provocati dalla guerra. Il ministero degli Esteri di Kiev ha riferito che finora sono stati documentati oltre 10mila casi di distruzione ambientale legati all'invasione russa.
Quanti hanno a cuore realmente la pace e la libertà chiedano che i crimini della Russia in Ucraina siano riconosciuti come genocidio. L'articolo 2 della Convenzione del 1948 per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio, adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, definisce il genocidio come "uno qualsiasi dei seguenti atti, commessi con l'intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale:(a) Uccidere membri del gruppo; (b) Causare gravi danni fisici o mentali ai membri del gruppo; (c) Sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita volte a provocarne la distruzione fisica, in tutto o in parte; (d) Imporre misure volte a impedire le nascite all'interno del gruppo; (e) Trasferire forzatamente i bambini del gruppo a un altro gruppo". L'espressione "uno qualsiasi di questi" significa che chiunque commetta anche solo una di queste cinque azioni può essere accusato di genocidio. La Russia in Ucraina si è assicurata di compierle tutte.
12 novembre 2025