Aberrante equiparazione dell'antisionismo all'antisemitismo
Combattere il ddl fascista pro Israele genocida Gasparri
Corsi di formazione per inculcare l'ideologia sionista e pene severe a chi critica Israele. La delazione come strumento di controllo, in pieno stile mussoliniano. Per la CGIL siamo di fronte a “sorveglianza ideologica” e “limitazione della libertà dell’insegnamento”.
Affossare il ddl con la piazza, assieme a tutto il governo
I protagonisti principali delle recenti manifestazioni di piazza e della grande mobilitazione contro il genocidio in corso in Palestina, sono stati senza dubbio i giovani e i giovanissimi. Una intera generazione di studenti e studentesse che non ha esitato a riempire le piazze di tutta Italia e ad occupare scuole ed università, per contestare sia il boia Netanyahu, sia il governo neofascista Meloni suo complice, smascherando “esperti” ed intellettuali filosionisti nelle loro relazioni, così come quelle università che in altro modo collaborano con Israele.
In molti hanno salutato l'irrompere della Generazione Z e “il risveglio” delle nuove generazioni; sicuramente si è trattato di una importantissima presa di coscienza che dimostra di come proprio i giovani sono capaci di schierarsi convintamente contro il colonialismo e l'imperialismo, e anche contro il capitalismo, dal momento in cui questa lotta si è fusa più di una volta con la classe operaia appoggiandone le rivendicazioni principali.
Ciò che per i marxisti-leninisti e per tutti i veri democratici antifascisti è un ottimo segnale, naturalmente ha allarmato il governo neofascista Meloni, del quale proprio gli studenti hanno chiesto a gran voce le dimissioni. La cricca intorno a Mussolini in gonnella è subito corsa ai ripari, stavolta con un colpo di mano di stampo fascista che non è solo culturale, perché costringe insegnanti, collaboratori e studenti di ogni ordine e grado ad assoggettarsi a una narrazione ben precisa per legge, senza spazi di dibattito o di critica.
La mano nera stavolta è quella del senatore Maurizio Gasparri, capogruppo di Forza Italia, che attraverso un disegno legge in discussione al Senato, intende formalizzare quell'equazione tanto cara e necessaria a Netanyahu, tra antisionismo e antisemitismo, facendone sostanzialmente materia scolastica.
Questo disegno di legge di fatto rilancia ed aggrava la risoluzione del Parlamento europeo che chiedeva ai Paesi membri di adottare “l’integrale definizione operativa di antisemitismo approvata nell’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto” (IHRA) redatta a Bucarest il 26 maggio del 2016.
La Definizione, ed anche l'invito del Parlamento Europeo, fu un grande successo per la propaganda israeliana proprio perché il suo evidente obiettivo è proprio quello di estendere l’etichetta di “antisemitismo” a qualsiasi critica nei confronti di Israele, dal punto di vista politico, religioso o militare che sia.
Non è superfluo ricordare che tale definizione è da sempre e tuttora contestata non solo dagli antifascisti e dai sostenitori della Palestina occupata, ma anche da un copioso numero di intellettuali e religiosi ebrei poiché la ritengono rischiosa proprio per la reale memoria dell'Olocausto, data la sua evidente strumentalizzazione e banalizzazione.
Sebbene l'Italia l'abbia formalmente adottata attraverso una seduta del Consiglio dei Ministri del 17 gennaio 2020, il fascista Gasparri se ne appropria e la rilancia con forza per inasprire i diktat filo-sionisti.
L'articolo 2 proposto dal senatore prevede che i Ministeri della Difesa, dell'Interno, dell'Istruzione e del Merito e dell'Università e della Ricerca, adottino e propongano “iniziative di formazione iniziale e permanente del personale dedicate allo studio della cultura ebraica e israeliana e all'analisi dei casi di antisemitismo”. Il suo comma 2 impone “l'istituzione presso le scuole di ogni ordine e grado, di analoghi corsi annuali di formazione”, e addirittura l'articolo 3 obbliga alla “definizione di misure volte alla tempestiva segnalazione di atti a carattere razzista e antisemita nell'ambito scolastico e universitario (…) specificando le sanzioni applicabili in caso di violazione dei doveri di prevenzione e segnalazione degli atti di antisemitismo da parte del personale preposto.”.
Il reato che Gasparri vuole introdurre comporta la reclusione da due a sei anni da applicare “anche quando la propaganda, l’istigazione o l’incitamento si fondano in tutto o in parte sull’ostilità, sull’avversione, sulla denigrazione, sulla discriminazione, sulla lotta o sulla violenza contro gli ebrei, sui loro beni e pertinenze, anche di carattere religioso o culturale, nonché sulla negazione della Shoah o del diritto all’esistenza dello Stato di Israele o sulla sua distruzione.”. L’ultimo comma prevede un’aggravante: “se l’offesa è recata con l’uso, in qualsiasi forma, di segni, simboli, oggetti, immagini, riproduzioni che esprimano, direttamente o indirettamente, pregiudizio, odio, avversione, ostilità, lotta, discriminazione o violenza contro gli ebrei, la negazione della Shoah o la negazione del diritto all’esistenza dello Stato di Israele, la pena è aumentata fino alla metà.”.
E proprio nel passaggio della negazione dello Stato di Israele emerge chiaramente quell'assioma che equipara appunto l'antisemitismo che riguarda l'etnia, con l'antisionismo che invece è la sacrosanta opposizione a una ideologia imperialista, razzista e fascista secondo la quale oggi viene quotidianamente commesso il genocidio del popolo palestinese, assieme ai ciminali bombardamenti contro Iran, Libano e Yemen che si sono ripetuti più e più volte negli ultimi ottant'anni.
L'aggravante della pena “aumentata fino alla metà” è una vera e propria dichiarazione di guerra alle manifestazioni contro il sionismo che sono divampate in tutto il mondo, poiché chi manifesta per la Palestina finirebbe in carcere anche semplicemente per una caricatura di Netanyahu equiparato ad Hitler, lo stesso varrebbe per le locandine e i manifesti del PMLI fotografati e rilanciati da centinaia di manifestanti in tutta Italia.
La chiosa di Gasparri arriva poco più avanti nel testo del vergognoso disegno di legge, dove si legge che “ai fini della presente legge, per antisemitismo si intende una specifica percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti”, senza distinzione alcuna, includendo pertanto anche le accuse al governo Netanyahu e delle milizie dell'IDF, giustamente odiati da tutti i sinceri democratici, antifascisti ed antimperialisti per i massacri dei quali continuano a macchiarsi quotidianamente. Ecco dunque che viene messo nero su bianco una volta per tutte che l’antisionismo è una forma di antisemitismo, un obiettivo che è da sempre in cima alle priorità della macchina propagandistica israeliana e dei suoi complici in tutto il mondo, come appunto Gasparri e il nero governo Meloni.
Fra l'altro questo lavaggio del cervello degli studenti, ovvero la diffusione del messaggio sionista che tutto l'apparato dell'educazione sarà obbligato a garantire , sarà pagato dagli istituti con le risorse che hanno a disposizione, e ciò comporterà una riduzione delle altre offerte educative come corsi, e visite d'istruzione. In pratica gli “esperti” che insegneranno agli studenti a non criticare Israele, li pagheranno gli stessi studenti. In quest'ambito, il disegno di legge si affianca al tentativo di governo di inserire con le stesse modalità la “formazione” di regime sul Giorno del ricordo, e di ridurre in quota parte attività e progetti antifascisti con associazione come l'ANPI, in un quadro più ampio di revisione completa della storia.
L’altro strumento su cui Gasparri e il Governo Meloni fanno leva per stroncare l’antisionismo è la delazione, strumento tanto caro al ventennio Mussoliniano, che il disegno di legge definisce “tempestiva segnalazione di atti a carattere razzista o antisemita nell’ambito scolastico e universitario”. In sostanza non solo chi si lasciasse sfuggire una critica a Israele si troverebbe accusato del reato, ma anche il collega che non lo avesse segnalato rischia la sospensione dall’insegnamento per sei mesi. Per mantenere il buon nome dello stato genocida israeliano, gli insegnanti si troverebbero a lavorare sotto la minaccia delle denunce di colleghi o studenti filosionisti. Sembra di ripiombare nel ventennio mussoliniano con la repressione di qualsiasi oppositore e voce di dissenso.
Critica verso il ddl Gasparri la CGIL che per mezzo della segretaria nazionale Gianna Fracassi della FLC ha denunciato: “La FLC CGIL ribadisce la propria contrarietà a ogni forma di antisemitismo, razzismo e odio etnico o religioso, ma rifiuta la logica di criminalizzazione delle critiche alle politiche dello Stato di Israele oltre che quella della sorveglianza ideologica e della limitazione della libertà dell’insegnamento. La scuola e l’università pubbliche sono e devono restare luoghi di pensiero critico, pluralismo e confronto democratico, dove il rispetto delle differenze si costruisce attraverso la conoscenza”.
Di fronte a questa aberrante e mussoliniana proposta di legge, non solo gli insegnanti e gli studenti pro-Palestina, ma anche tutti i sinceri democratici e antifascisti hanno il dovere di mobilitarsi immediatamente per contrastarla con ogni mezzo e per impedirne l'approvazione. Buttiamo giù il governo neofascista Meloni.
12 novembre 2025