Nell’anniversario della “marcia su Roma”
Cori fascisti a Parma nella sede di FdI
Meloni non condanna e non caccia i giovani mussoliniani
Dal corrispondente del PMLI per l’Emilia-Romagna
Nonostante cerchi di darsi delle pennellate di democraticità sistematicamente salta fuori l’anima fascista di Fratelli d’Italia, ed è inevitabile e neanche troppo difficile da scoprire in quanto il partito di Mussolini in gonnella Meloni non solo non ha mai abiurato veramente il fascismo, dire “il fascismo è morto” è ancora peggio perché oltre che a essere falso spinge a non occuparsene e a sottovalutarlo, ma continua a seguirne i motti, a partire dal mussoliniano “dio, patria e famiglia”, e a metterne in pratica l'ideologia, oggi addirittura dalla guida governo neofascista Meloni.
Già l’inchiesta “Gioventù meloniana” prodotta da Fanpage
l’anno scorso aveva fatto piena luce sul carattere fascista di Gioventù Nazionale - il movimento giovanile di Fratelli d’Italia fondato con questo nome nel 2014 - che trae le sue radici da Azione Giovani (1996-2009) di cui la Meloni fu presidente dal 2004 al 2009, altri episodi lo hanno ulteriormente evidenziato, e lo conferma nuovamente il video girato dall’esterno della sede di Fratelli d’Italia a Parma la sera del 28 ottobre, anniversario della “marcia su Roma”, dove all’interno si sente chiaramente cantare ad alta voce la canzone fascista “me ne frego” seguita dai cori “duce, duce” lanciati dai camerati di Gioventù nazionale.
Le antifasciste e gli antifascisti di Parma hanno prontamente risposto con un presidio antifascista il 31 ottobre davanti al monumento al Partigiano per ribadire che “Parma è antifascista”. “Travolto” dalle polemiche il partito della Meloni ha commissariato la federazione giovanile di Parma. Molti esponenti politici, sia locali che nazionali, hanno chiesto in particolare a Meloni di prendere posizione ma lei ha fatto “orecchie da mercante” evitando di farsi coinvolgere dalla nuova bufera politica che ha coinvolto FdI, tutta intenta a farsi accreditare a livello internazionale, a partire dal dittatore fascista Trump.
Peccato che, ad esempio, il PD, che ora dice con l’europarlamentare Sandro Ruotolo “A Parma, nella sede di Fratelli d’Italia, nella ricorrenza della Marcia su Roma, si inneggia al Duce, si cantano cori fascisti. Allora, ricordiamolo: quella fiamma nel simbolo di Fratelli d’Italia non è solo un richiamo grafico, è un’eredità. E dietro il tentativo di ‘ripulitura' di una destra che vuole stare nei salotti della democrazia, riaffiora sempre la verità: le radici non mentono”, ha sempre legittimato il nero partito della Meloni e il suo stesso governo che esprime pue la seconda carica dello Stato col mussoliniano Ignazio Benito La Russa, il quale a Repubblica
ha avuto la spudoratezza di dichiarare “Mai i nostri giovani hanno impedito ad altri di parlare in scuole o università. Mai hanno aggredito agenti o, che io sappia, avversari politici. Sono solo episodi di folklore neofascista sbagliati e utili solo ai nostri avversari”, quando invece la storia dei fascismo è costellata su aggressioni di ogni sorta!
Come ha scritto Il Bolscevico
in occasione della precedente inchiesta di Fanpage:
“Che Fratelli d'Italia sia un partito neofascista insieme ai suoi balilla del ventunesimo secolo, che i suoi esponenti - a cominciare da Giorgia Meloni - siano dei neofascisti e che la sua politica è neofascista il Partito marxista-leninista italiano lo ha sempre detto con chiarezza e il suo organo, Il Bolscevico
, lo ha sempre scritto nei suoi editoriali e nei suoi articoli, per cui non deve stupire il fatto che i giovani di quel partito vengano cresciuti e intossicati con idee fasciste”.
Le stesse idee fasciste che hanno portato un migliaio di squadristi il 25 ottobre a Predappio (Forlì-Cesena) per “celebrare” il 103° della “marcia su Roma”, con un corteo, ancora una volta autorizzato dalle Questura e dalle istituzioni “democratiche e antifasciste”, dove hanno sfilato camicie nere, simboli del fascismo, associazioni combattentistiche, culminato col saluto romano davanti alla cripta di Mussolini, e dove Roberto Fiore di Forza Nuova ha chiesto di organizzare due convegni proprio a Predappio, di cui uno “il 25 aprile sull'abolizione della leggi Scelba e Mancino", che fanno sì che "parte della classe dirigente italiana, che si professava fascista, salita al potere sia costretta a nascondersi", confermando come tanti suoi camerati siedano nei banchi del governo in doppiopetto ma con sotto la camicia nera.
La stessa ideologia, quella fascista, che accomuna Fratelli d’Italia ai vari gruppi neofascisti, e che muove le sempre più numerose aggressioni, alla faccia di quello che dice La Russa, come quelle contro gli studenti che occupano le scuole, dal liceo Leonardo Da Vinci di Genova il 25 ottobre scorso, al liceo Righi di Roma il 3 novembre, e tante altre, come quelle consumate in centro a Cesena contro i migranti negli ultimi mesi.
Insomma non abbiamo bisogno di aspettare, come fa la segretaria PD Elly Shlein “di sentire una presa di distanza dalla presidente del Consiglio Meloni. O forse tacerà anche questa volta, chissà”, per dire che non solo FdI ma l’intero governo è nero dalla testa ai piedi, e che occorre che le forze politiche e sindacali della “sinistra” borghese si sveglino, e alla svelta, convincendosi della giustezza e necessità della proposta del PMLI di dare vita al più presto a un vasto fronte unito di tutte le forze antifasciste, democratiche e progressiste, senza distinzioni di partito, convinzioni politiche o religiose, per cacciare via il governo neofascista Meloni con la lotta di piazza.
12 novembre 2025