Meloni e Valditara militarizzano le scuole e le università
Il ministro dell'istruzione ha bloccato il corso di formazione per docenti “La scuola non si arruola”
Con un atto di censura preventiva senza precedenti, il 31 ottobre il ministro fascioleghista dell'Istruzione e del “Merito” Giuseppe Valditara ha bloccato il corso di formazione per docenti “La scuola non si arruola” organizzato dal Cestes-Proteo insieme all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per la giornata del 4 novembre proclamata “Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale” con la legge n. 27 del 1 marzo 2024 varata dal governo neofascista Meloni.
Secondo Valditara il corso “non è coerente con le finalità di formazione professionale del personale docente presentando contenuti e finalità estranei agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti, così come definite nel contratto scuola e nell’Allegato 1 della Direttiva 170/2016”.
Motivazioni a dir poco pretestuose (specie se si pensa che il corso era promosso da un ente accreditato presso il ministero) e immediatamente respinte al mittente dalla Federazione Lavoratori della Conoscenza Cgil con un comunicato stampa in cui fra l'altro denuncia che: “La cancellazione del corso, avvenuta tra l’altro a quattro giorni dal suo svolgimento, rappresenta l’ennesimo atto di lesione della libertà di insegnamento oltre che di censura. Le motivazioni dell’annullamento sono risibili – si legge ancora nel comunicato – ritirare l’accreditamento per la presunta 'estraneità agli ambiti formativi riconducibili alle competenze professionali dei docenti' significa ignorare valori come quello della Pace espresso nella nostra Carta Costituzionale. A fronte del fiorire di corsi e convenzioni che spingono le scuole verso la cultura della militarizzazione, quest’atto rappresenta l’ennesimo tentativo da parte del ministero di piegare la funzione della scuola a interessi e ideologie di parte, in continuità con le pessime Indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione”.
Per l’Usb si tratta di “un atto gravissimo. Il ministero ha vietato il corso, dopo che più di 1200 persone avevano presentato richiesta di partecipazione. Un corso con relatori importanti, promosso e appoggiato anche da realtà sociali esterne al Cestes, con le quali si voleva aprire un dibattito nelle scuole su come educare alla pace” e per questo motivo il sindacato di base ha organizzato e partecipato a gran parte dei presidi di protesta che si sono svolte in oltre 30 città in tutta Italia il 4 novembre, di cui riferiamo in un articolo a parte, e parallelamente a ciò gli organizzatori sono riusciti lo stesso a tenere il corso.
I motivi di questa protesta sono segnalati da anni dall’Osservatorio che nel suo sito web denuncia decine di casi in cui comandanti dell'Esercito, della Marina e dell'Aeronautica insieme a ispettori di polizia e carabinieri col benestare dei dirigenti scolastici asserviti al regime svolgono sempre più spesso “lezioni” sul maneggio delle armi, esercitazioni simulate, stage di propaganda e proselitismo per allettare i giovani e arruolare nuove reclute addirittura attraverso la firma di convenzioni per lo svolgimento dei Percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento presso le caserme come ha fatto ad esempio una dirigente scolastica della provincia di Siracusa che ha firmato una convenzione per permettere agli studenti del proprio Istituto superiore di svolgere l’ex alternanza scuola-lavoro presso l’arsenale militare marittimo. Mentre una scuola di Brindisi, si legge ancora nei dossier dell’Osservatorio, è stata invitata in caserma per partecipare a una lezione di combattimento corpo a corpo. A Messina invece, le foto di militari in assetto da guerra, sono state inserite tra le pagine della brochure di presentazione della scuola per promuovere il corso di orientamento con le forze dell’ordine.
A marzo scorso, in una circolare destinata ai dirigenti scolastici del territorio di Avellino, Benevento e Salerno, si invitava a coinvolgere gli studenti dell’istruzione secondaria di secondo grado nelle attività di promozione dell’aeronautica militare. Il personale militare sarebbe entrato a scuola con il materiale promozionale dei concorsi 2025/26. Lo stesso che sta accadendo in questi giorni in Sardegna per la Marina.
E ancora: un istituto alberghiero di Catania ha stipulato un patto di cooperazione con i militari dell’us Navy in forza a Sigonella con tanto di gara di tiro al bersaglio rotante con raggi laser e dimostrazione di software all’interno della palestra e in orario scolastico. L’istituto Geografico Militare, invece, ha promosso in tutte le scuole della Toscana, un ciclo di conferenze informative e di orientamento sulle origini dell’esercito italiano mentre l’Usr delle Marche ha firmato nel 2023/2024 un protocollo d’intesa con il Comando Militare Esercito delle Marche che “propone momenti conoscitivi incentrati sull’apprendimento di nozioni di educazione civica e sanitaria e di storia militare” per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Mentre l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana a fine ottobre ha invitato tutte le istituzioni scolastiche di secondo grado della regione a partecipare e a seguire in webinar la conferenza informativa tenuta il 5 novembre all’Its Tullio Buzzi di Prato dal comando militare esercito Toscana.
Insomma il blocco del corso antimilitarista del Cestes rappresenta l'ennesimo atto neofascista imposto dalla Mussolini in gonnella Meloni e dal suo ministro fascioleghista che mira ad assoggettare totalmente la scuola e l'Università pubbliche agli interessi del regime capitalista e neofascista e dell'imperialismo italiani.
È questo l'obiettivo che da tre anni il governo neofascista Meloni e i ministri dell'Istruzione e del “Merito”, degli Esteri e della Cultura, Valditara, Tajani e Giuli intendono perseguire indottrinando gli studenti di ogni ordine e grado alle pratiche militari attraverso la promozione di decine e decine di corsi e iniziative di propaganda bellicistica e guerrafondaia che ogni anni vengono organizzate e tenute dai vari corpi militari nelle scuole e negli atenei.
Una scuola fondata sempre più sul motto mussoliniano “libro e moschetto fascista perfetto” che non tollera al suo interno nessun tipo di dissenso e men che mai le iniziative antimilitariste promosse dal Cestes-Proteo insieme all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università.
Una scuola funzionale al disegno politico neofascista perseguito dal governo Meloni che mira a sostituire l'egemonia culturale della “sinistra” borghese con quella della destra neofascista facendo leva sulla “scuola del futuro” disegnata da Valditara per inculcare alle nuove generazioni i “valori” del nazionalismo, del patriottismo, del militarismo, dell'identità nazionale e del cristianesimo.
Noi marxisti-leninisti auspichiamo che le studentesse e gli studenti prendano al più presto coscienza della pericolosità del governo neofascista Meloni e scendano in piazza per impedire a Valditara di mettere la scuola e l'Università pubbliche al servizio del capitalismo e dell'imperialismo e improntate all'ideologia neofascista, classista, meritocratica, aziendalista, autonomista, punitiva e militarizzata.
Una scuola che garantirà il pieno successo scolastico e formativo solo ai figli della borghesia, mentre i figli del proletariato saranno confinati nella “filiera” della formazione tecnico-professionale, addestrati alle pratiche militari, condannati a frequentare i PCTO per imparare velocemente un mestiere e avviati precocemente al lavoro per rifornire di carne fresca il sistema di sfruttamento capitalista e i cannoni dell'imperialismo italiani.
12 novembre 2025