Un esempio di intervista
L'intervista di Scuderi alle studentesse e agli studenti del liceo scientifico di Rende
Il Segretario generale del PMLI compagno Giovanni Scuderi, mentre rientrava in auto a Firenze il 20 novembre 1990, dopo il funerale del padre Vittorio Scuderi, deceduto a Siracusa il 17 dello stesso mese, visto che era occupato il Liceo scientifico di Castiglione Scalo, frazione di Rende (Cosenza), riteneva utile intervistare le studentesse e gli studenti che lo occupavano, sapendo che “Il Bolscevico” sarebbe stato dedicato al Mezzogiorno. La “compagna del PMLI” che assisteva il compagno era Lucia, alias Nerina Paoletti, una dei primi quattro pionieri del Partito e cofondatrice del PMLI.
L'esemplare intervista, che è stata pubblicata sul n. 43 del 1990, sicuramente sarà fonte di ispirazione per le e i militanti e simpatizzanti su come si devono realizzare le interviste alle studentesse e agli studenti, alle operaie e agli operai, alle disoccupate e ai disoccupati, ecc. in lotta.
Le interviste non sono molto usate dalle compagne e dai compagni del PMLI, compresi i corrispondenti locali de “Il Bolscevico” invece dovrebbero essere più spesso, in quanto sono un mezzo importante per conoscere gli umori e le aspirazioni delle masse in lotta e al contempo far conoscere l'organo del PMLI e la linea del Partito.
Il titolo originale pubblicato da “Il Bolscevico” era il seguente:
Intervista volante agli studenti del Liceo scientifico di Rende
“Denunciamo i problemi che affliggono la nostra scuola e quella del profondo Sud”
Nostro servizio particolare
Castiglione Scalo, frazione di Rende (Cosenza), 20 novembre, ore 12,15. Mi date un volantino, per favore? Ci dispiace ma non ne abbiamo più, anzi no, eccone uno. Me lo porge una spigliata ragazza che era nel folto e vivace gruppo di studenti che sta addobbando con striscioni, scritte e vignette il fatiscente edificio in cui ha sede la succursale del Liceo scientifico di Rende, entrato in agitazione proprio allora.
Sono un giornalista di passaggio, potreste concedermi un’intervista? Certo, ma su quale giornale scrive? Su ‘‘Il Bolscevico", organo del Partito marxista-leninista italiano. Ma nella nostra lotta i partiti non c’entrano, dice timidamente uno studente. Che vuol dire?, replicano in coro alcuni studenti.
Comincia così questa intervista volante né programmata né prevista, grazie a una fortuita uscita dalla "superstrada”, mentre ero diretto a Firenze, alla ricerca di una trattoria per il pranzo per gustare i cibi tradizionali della forte terra calabrese.
Prendo degli appunti veloci sui fogli di quaderno offertimi gentilmente dagli studenti che mi attorniano e quasi mi sommergono. Ne abbiamo contati insieme 17, di cui 10 ragazze, spigliate e coinvolte come i ragazzi. Mi sono appuntato solo i loro portavoce: Nanni, Federica, Francesco, Piero, Lucia, Andrea e Christian.
Uno di loro, alzando la voce, quasi urlando, per superare quella dei suoi compagni, che cercando di collaborare parlavano tutti insieme, mi dice: ci dica pure quello che vuol sapere, ma non faccia come altri giornalisti che non riferiscono fedelmente le nostre posizioni. State tranquilli, farò del mio meglio, secondo il nostro stile. Bene, siamo contenti di vederla qui perché i giornalisti ci hanno abbandonati.
Raccontatemi allora la storia e i motivi della vostra lotta. Inizia a parlare Francesco, interrotto dalle integrazioni di Federica e degli altri. La nostra lotta, mi dicono, si inserisce in quella intrapresa in questi giorni dagli studenti delle scuole medie superiori della provincia di Cosenza, che ha avuto, per ora, il suo apice nella grande manifestazione studentesca del 16 novembre scorso. Il problema comune a tutte le scuole è la mancanza di strutture adeguate sul piano edilizio, didattico e sanitario.
La lotta è partita sull'esempio del Liceo scientifico "Fermi” di Cosenza che dopo tre settimane di assemblea permanente è riuscito a far iniziare i lavori di ristrutturazione dei servizi igienici.
Lo stato di agitazione si sta sviluppando in tutta la provincia, dopo le cariche della polizia, che ha preso a manganellate persino la delegazione degli studenti che era andata a parlamentare con Canonico, Assessore alla pubblica istruzione della provincia di Cosenza durante la suddetta manifestazione. Da questo scontro sono usciti contusi sette studenti, una insegnante e tre poliziotti. La stampa locale parla solo di questi, ma non degli studenti.
Ma la vostra "controparte” chi è? La giunta provinciale, la quale non paga nemmeno l’affitto della nostra sede concessa dal Comune di Rende.
Quali sono le vostre rivendicazioni principali? Modificare gli esami di Stato assolutamente arretrati e inadeguati, rinnovare le strutture scolastiche (laboratori, palestre e infermerie). Una studentessa, consegnandomi un comunicato stampa, mi invita a riportare il seguente brano: "Il Liceo scientifico di Rende, dopo aver ripetutamente stimolato la classe dirigente con richieste formali e manifestazioni cittadine tese a comunicare, discutere e risolvere i propri problemi, vuole denunciare la totale indifferenza dell’organo provinciale nei confronti della stessa scuola. Stiamo cercando di far sì che le nostre azioni non si trasformino in qualcosa di "stagionale” e "passeggero” a cui gli anni passati ci hanno abituato, ma che diventi un movimento unito e forte che riesca finalmente a far conoscere all’opinione pubblica i problemi che affliggono la scuola in genere e quella del profondo Sud in particolare da innumerevoli anni”.
Un’ultima domanda: Che ruolo stanno svolgendo le studentesse in questa vostra lotta? Più voci, accavallandosi tra di loro, mi rispondono, lo stesso di quello dei ragazzi, sia nelle manifestazioni che nelle assemblee permanenti. Ma nelle piazze, incalzo io, voi ragazze avete paura, specie quando carica la polizia? Per niente, rispondono tranquillamente in coro le studentesse che mi stanno vicino.
A questo punto purtroppo devo lasciarvi perché vorrei arrivare a Firenze in tempo per la pubblicazione della vostra intervista sul prossimo numero de ‘‘Il Bolscevico” che, per una felice coincidenza, sarà in maggior parte dedicato al Mezzogiorno con la parola d’ordine “Sud ribellati”. Viva il Sud, grida forte uno studente che fino ad allora non aveva mai parlato. Viva il Sud, rispondo io, viva gli studenti in lotta, viva la classe operaia, senza la cui partecipazione e direzione la ribellione del Sud e la lotta degli studenti non potrà avere successo. Tutti mi si fanno intorno, anche gli studenti che seguitavano l'addobbo o erano più lontani dal tavolo in capannelli. In molti mi chiedono di ricevere una copia de "Il Bolscevico” con la loro intervista. Gli prometto che saranno accontentati. Fortunato me che ho avuto la gioia e l’onore, assieme a un’altra compagna del PMLI, di passare tre quarti d’ora in mezzo a tanti figli del laborioso popolo calabrese.
19 novembre 2025