Dati Istat
Caro carrello della spesa: alimentari +25%

Da ottobre 2021 a ottobre 2025, i beni alimentari hanno registrato aumenti del 24,9% secondo dati Istat. Un incremento superiore di quasi otto punti percentuali rispetto a quanto evidenziato nello stesso periodo dall’indice generale dei prezzi al consumo armonizzato, pari al 17,3%. Gli aumenti maggiori hanno colpito i prodotti vegetali (+32,7%), latte, formaggi, uova (+28,1%) e pane e cereali (+25,5%).
"Le cause dell'eccezionale crescita dei prezzi dei prodotti alimentari in Italia sono individuabili in una combinazione di fattori, di natura soprattutto esterna, che hanno determinato forti aumenti soprattutto nei prezzi internazionali degli input produttivi del settore alimentare. I fattori interni hanno invece agito in misura più limitata e, in particolare negli anni più recenti", spiega l'Istat.
A partire da febbraio 2022, l'invasione dell'Ucraina e le conseguenti sanzioni sulla Russia hanno determinato forti pressioni inflattive sul gas e sui beni energetici; nello stesso periodo hanno continuato a crescere i prezzi delle materie prime alimentari. L'Istat segnala che in Italia il prezzo al consumo dei beni energetici è aumentato da ottobre 2021 a novembre 2022 del 76%, gli alimentari freschi (o non lavorati) sono aumentati più di quelli lavorati (+26,2% e +24,3% rispettivamente); il prezzo del cibo, a settembre 2025,è cresciuto del 26,8% rispetto a ottobre 2021, con incrementi più ampi per i prodotti vegetali (+32,7%), latte, formaggi e uova (+28,1%) e pane e cereali (+25,5%).
''A ottobre, mentre l'inflazione mensile scendeva dello 0,3%, i prodotti alimentari e delle bevande analcoliche salivano dello 0,2%. Su base annua, poi, il rialzo è stato del 2,7%, che tradotto in soldoni significa che per mangiare e bere una coppia con 2 figli paga su base annua ben 250 euro in più, una coppia con 1 figlio 219 euro, 173 per una famiglia media". Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, commentando il focus dell'Istat. "In appena un mese il cioccolato è rincarato del 2,7%, i gelati costano il +2,6% in più, il cacao e il cioccolato in polvere il +2,1%. Rispetto a ottobre 2024, il cacao e cioccolato in polvere lo paghiamo il 21,8% in più, il caffè il 21,1%, il cioccolato il 10,2%, la carne bovina il 7,9%, le uova il 7,2%, il burro il 6,7%, la carne ovina e il pollame il 5,3%, il latte conservato il 5%, il riso il 4,6%. Insomma, andare a fare la spesa è diventato oramai un lusso" conclude Dona.
Questi sono i frutti marci della politica economica e sociale del governo di Mussolini in gonnella Meloni che vara una manovra di austerità e di guerra da affossare con la lotta di piazza come lo stesso governo.
Per combattere l'aumento dei prezzi occorre il rinnovo di tutti i contratti scaduti del settore pubblico e privato, con un aumento consistente di tutti i salari, quantomeno da recuperare tutta l'inflazione e il fiscal-drag pregressi. E per proteggere i lavoratori dal caro vita deve essere ripristinata la scala mobile e i salari devono essere esentati dall'Irpef fino alla prima aliquota di 28 mila euro.
Per un fisco più equo bisogna abolire tutti i regimi fiscali sostitutivi, come flat-tax, cedolare secca e altre forme di tassazione separata su immobili e capitali, e ricomprendere tutti i redditi nell'imponibile Irpef, aumentando il numero delle aliquote e ripristinando una vera progressività delle imposte. Va poi rivendicata subito un'imposta patrimoniale sui patrimoni grandi e medi, nonché un cospicuo aumento delle tasse di successione per gli stessi, che in Italia sono praticamente irrisorie.
 

19 novembre 2025