Il primo ministro di Kiev: “ Durante una guerra di aggressione dobbiamo combattere la corruzione con la stessa determinazione con cui combattiamo la minaccia esterna”
Drastiche misure di Zelensky contro la corruzione. Due ministri dimessi
Travaglio e il “Fatto” strumentalizzano la corruzione in Ucraina e le difficoltà al fronte per invocare la resa e la capitolazione all'aggressore nazizarista russo
Missili e droni di Putin sugli edifici dei civili e sulle strutture energetiche
Alle prese con i criminali e martellanti bombardamenti pressoché quotidiani sui civili e sulle strutture energetiche dei nazizaristi russi, con la battaglia sempre più cruenta di Pokrovsk dove si contano migliaia di morti da ambo le parti, con la corruzione nel settore energetico e delle istituzioni ad esso correlate che ha scosso il governo di Kiev. Eppure la Resistenza ucraina continua, unita e imperterrita, ad infliggere perdite significative all’invasore russo. Sul campo il 15 novembre l'aviazione ucraina ha bombardato la strada che collega Selydove a Pokrovsk per sbarrare la strada alle forze russe. Lo ha riferito il bollettino delle forze armate di Kiev. "Le forze di Difesa stanno tagliando le rotte logistiche utilizzate dal nemico per avvicinartsi a Pokrovsk, - si legge nel comunicato militare -, in seguito a un attacco aereo, la strada che collega Selydove a Pokrovsk è stata distrutta. Di conseguenza, i russi hanno perso la possibilità di utilizzare questa rotta per infiltrare Pokrovsk con veicoli leggeri". In altre aree, secondo il bollettino, le forze ucraine stanno piazzando ulteriori ostacoli meccanici e il comando russo vi starebbe spedendo "squadre suicide" per rimuoverli. Pokrovsk è uno degli ultimi bastioni ucraini nella regione di Donetsk e una sua caduta aprirebbe un varco nella linea di fortificazioni costruite dall'esercito di Kiev dopo gli scontri del 2014 con i separatisti filorussi. Sempre il 15 novembre l'esercito ucraino ha rivendicato un attacco contro una raffineria russa vicino a Mosca, nella regione di Riazan, "nell'ambito degli sforzi volti a ridurre la capacità del nemico di lanciare missili e bombe".
Il 12 novembre i ministri ucraini della giustizia e dell’energia hanno annunciato le loro dimissioni, su richiesta del presidente Volodymyr Zelensky, nell’ambito di uno dei più gravi scandali di corruzione dall’invasione russa dell’Ucraina, nel febbraio 2022. In precedenza la procura anticorruzione aveva annunciato di aver smantellato un vasto sistema di corruzione nel settore energetico, con cento milioni di dollari di tangenti, orchestrato da uno stretto collaboratore del presidente. “È inaccettabile che in un momento come quello che stiamo vivendo, tra attacchi russi e blackout, l’illegalità imperversi nel settore energetico”, aveva dichiarato Zelenskyj sui social network, invitando i ministri a dimettersi. “Ho già spedito la lettera di dimissioni”, ha affermato poco dopo su Facebook la ministra dell’energia Svitlana Hrynchuk, precisando di non aver mai “violato la legge”. La premier Julija Svyrydenko ha poi dichiarato di aver chiesto al parlamento di convalidare le dimissioni di Hrynchuk e del suo predecessore Herman Halushchenko, l’attuale ministro della giustizia.
Zelensky ha così dato il via al cambio dei vertici nelle società statali coinvolte nel caso giudiziario. "Questa mattina abbiamo già tenuto una riunione online con il primo ministro dell'Ucraina Yuliia Svyrydenko in merito alle ulteriori decisioni volte a ripulire e rilanciare la gestione del settore energetico e delle istituzioni a esso correlate", ha scritto su X il 14 novembre il presidente ucraino. "Ho incaricato il Consiglio dei ministri dell'Ucraina di presentare alla Verkhovna Rada (il parlamento ucraino, ndr) un progetto di legge urgente sul rinnovo della composizione della Commissione nazionale per la regolamentazione dell'energia e dei servizi pubblici. In secondo luogo, il rinnovo della leadership dell'Ispettorato statale per la regolamentazione nucleare e dell'Ispettorato statale per la supervisione energetica. In terzo luogo, ho incaricato il primo ministro di presentare alla Verkhovna Rada una nomina per la designazione del capo del Fondo statale per la proprietà dell'Ucraina", ha scritto Zelensky. "In quarto luogo, in pieno coordinamento con le forze dell'ordine e gli organismi anticorruzione, garantiremo il rinnovo dell'Agenzia per il recupero e la gestione dei beni e completare tempestivamente il concorso per la posizione di capo dell'Arma (l'ente che gestisce gli asset confiscati per corruzione, ndr), in modo che il nuovo capo dell'Agenzia possa essere selezionato entro la fine di quest'anno", ha aggiunto.
La corruzione va combattuta come si combatte l'aggressore ha detto in un'intervista a Politico il primo ministro ucraino Svyrydenko: "Dobbiamo agire rapidamente e con decisione sul campo di battaglia e agire con equità nelle aree vitali dello Stato. Il compito del governo è dimostrare alla società ucraina e ai partner che non tollereremo in nessuna circostanza la corruzione e risponderemo rapidamente a qualsiasi fatto… Durante una guerra di aggressione su vasta scala, quando la Russia distrugge il nostro sistema energetico giorno dopo giorno e la nostra gente sopporta continue interruzioni, dobbiamo combattere la corruzione con la stessa determinazione con cui combattiamo la minaccia esterna", ha affermato Svyrydenko. "Nei momenti più difficili, la nostra forza è l'unità. Eliminare qualsiasi forma di corruzione in qualsiasi istituzione governativa è una questione di dignità per il nostro governo. Abbiamo la responsabilità di fronte ai nostri difensori".
In un’intervista a “Welt”, pubblicata da “Repubblica” il 16 novembre, Andriy Yermak, direttore dell’Ufficio del presidente ucraino, ha dichiarato che “Il presidente è sempre stato chiaro: per lui non esiste nessuno intoccabile coinvolto nella corruzione o nei crimini. È una persona molto rigorosa. Prima di tutto, lui stesso non è corrotto. Ed è fondamentale: un leader che dichiara guerra alla corruzione deve essere integerrimo. Credo che il suo messaggio sia stato chiaro fin dall’inizio. Tutto ciò che vediamo oggi sono indagini assolutamente libere. Questo mostra che le istituzioni sono indipendenti e lavorano. Ovviamente queste persone non possono rimanere al potere. Ma tutto deve basarsi sui fatti, non sulle manipolazioni. Guardi come iniziò la campagna contro Zelensky nel 2019: con le stesse accuse. ‘Amico di Kolomoisky, vicino a Kolomoisky’, eppure Kolomoisky è in prigione. Guardiamo ai fatti: questo è ciò che conta. Il presidente è una persona molto onesta e molto trasparente”.
Parole che non scalfiscono affatto i putiniani nostrani guidati dal direttore de “Il Fatto” Marco Travaglio che se la prende con coloro che persistono negli aiuti all'Ucraina: “von der Leyen e Kallas continuano non proferire verbo sulla Tangentopoli ucraina e a trafficare per dirottarvi anche i 150-200 miliardi di asset russi rapinati nelle banche, così il governo di Kiev si riunirà al gran completo nel più vicino penitenziario.” Senza voler minimizzare il problema della corruzione, che in Ucraina è reale ed estremamente sentito anche dalla popolazione, l’idea che Travaglio sta vergognosamente cercando di far passare nei suoi editoriali e articoli dei suoi pennivendoli è che sia inutile aiutare una nazione che non solo sta perdendo la guerra, ma fa anche sparire soldi e aiuti che le arrivano. Cosa platealmente falsa. Senza dimenticare che secondo il “Transparency index” lo stato invasore russo guidato dal nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin nell’ultimo decennio è passato dalla 119° alla 154° posizione e in cui la corruzione non è nemmeno un male da estirpare, ma uno strumento endemico, ordinario e pubblicamente tollerato di gestione del potere.
Per quanto riguarda i criminali bombardamenti sui civili riportiamo su tutte l’importante presa di posizione del Belgio che il 16 novembre ha fatto una perfetta sintesi degli ultimi eventi. "Il Belgio condanna con la massima fermezza e chiarezza l'ondata di massicci attacchi russi che ha colpito l'Ucraina nelle ultime settimane", ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Maxime Prévot. "Siamo molto chiari – ha aggiunto - si tratta di crimini di guerra". "Questi bombardamenti - scrive ancora Prévot - hanno deliberatamente preso di mira civili, quartieri residenziali, ospedali, infrastrutture energetiche e servizi essenziali. Hanno ucciso e ferito persone innocenti, compresi bambini, e lasciato intere comunità nella paura e nell'oscurità. Fanno parte di una strategia sistematica per spezzare il morale del popolo ucraino. Eppure, nonostante questa brutalità, gli ucraini continuano a resistere con straordinario coraggio. La loro resilienza di fronte al terrore merita il nostro più profondo rispetto e la nostra solidarietà". Prévot ha inoltre espresso "profonda preoccupazione" per i pesanti raid che la notte fra il 13 e il 14 novembre hanno percosso la capitale Kiev, uccidendo 7 persone e colpendo, fra l'altro, l'ambasciata dell'Azerbaigian. "Prendere di mira una missione diplomatica non è solo inaccettabile, ma è un attacco diretto ai principi che tengono unito il sistema internazionale. Il Belgio è fermamente al fianco dell'Azerbaigian e di tutto il personale diplomatico colpito da questa violenza. Al popolo ucraino: non siete soli. Restiamo al vostro fianco. Insieme ai nostri partner europei e internazionali, continueremo a sostenere e ad aumentare la pressione sulla Russia finché questa guerra illegale e immorale non avrà fine".
Due giorni prima era stato il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, a condannare l'ultima ondata di attacchi della Russia in Ucraina. "Il Segretario generale condanna fermamente gli attacchi missilistici e con droni su larga scala condotti oggi dalla Federazione Russa in diverse regioni ucraine, che avrebbero causato la morte di almeno sei persone nella capitale Kiev e due persone nella città di Chornomorsk", aveva affermato il portavoce Stephane Dujarric in una nota. Gli attacchi hanno causato "molti feriti tra i civili e danni alle infrastrutture residenziali ed energetiche, nonchè danni all'ambasciata della Repubblica dell'Azerbaigian a Kiev". Guterres ha ribadito "il suo appello per un cessate il fuoco completo, immediato e incondizionato come primo passo verso una pace giusta, globale e sostenibile in Ucraina, che rispetti pienamente la sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale dell'Ucraina entro i suoi confini riconosciuti a livello internazionale, in linea con la Carta delle Nazioni Unite, il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite", ha affermato Dujarric.
19 novembre 2025