Contro il blocco delle assunzioni
Combattive manifestazioni nazionali dei precari scuola e ricerca
Docenti e Ata in presidio sotto il Ministero dell'Istruzione e del “Merito”
Indetta dalla Flc-Cgil per l'11 novembre la mobilitazione di ricercatori, tecnologi, tecnici e amministrativi precari di tutti gli enti di ricerca giunti a Roma da tutta Italia per chiedere risorse dedicate alla stabilizzazione nella legge finanziaria che non stanzia neppure un euro per il settore Ricerca.
Il 13 novembre si è poi tenuta a Roma una partecipatissima manifestazione nazionale dei precari della scuola organizzata dalla Flc-Cgil sotto forma di presidio davanti al Ministero dell'Istruzione e del “Merito”.
La mobilitazione è stata indetta contro il blocco delle assunzioni dei circa 300.000 lavoratori precari (docenti e personale ATA) del comparto scuola, in particolare per i precari storici inseriti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) a cominciare dai circa 130 mila docenti di sostegno che da anni ricoprono con contratti a tempo determinato, in gran parte con scadenza al 30 giugno, oltre il 50% dei posti disponibili.
Si tratta di cattedre aggiuntive che vengono autorizzate ogni anno dagli Uffici Scolastici Regionali in aggiunta ai posti in organico di diritto per rispondere alle esigenze delle scuole in presenza di alunni con disabilità. Dopo due concorsi già finanziati coi fondi Pnrr e un terzo in arrivo che il ministero ha intenzione di bandire entro l’estate 2026, i docenti chiedono che tutti i posti disponibili rientrino nell’organico di diritto in deroga alle misure contenute nel Decreto Legge 127/2025 e nella Legge di Bilancio 2026 varate dal governo neofascista Meloni e dal ministro fascioleghista dell'Istruzione e del “Merito” Valditara col chiaro obiettivo di continuare a fare cassa sulla pelle dei precari rimandando sine die anche le assunzioni a tempo indeterminato degli idonei ai concorsi. Tra tutti, i più penalizzati sono i circa 20 mila “precari storici” che pur avendo superato i concorsi ordinari e straordinari del 2020 da anni vivono in una sorta di limbo perché le loro graduatorie di merito che andavano esaurite entro tre anni con l'assunzione di tutti gli idonei, sono state prima “congelate” e poi di fatto bloccate per dare la precedenza ai nuovi concorsi banditi coi fondi del Pnrr.
Sulla pagina Facebook che li riunisce una docente vincitrice del concorso 2020 fra l'altro denuncia: “Sono una precaria decennale e idonea 2020 in Sicilia con una graduatoria a esaurimento ancora piena di docenti abilitati. Sono stati banditi solo 120 posti. Assurdo, solo in Italia succedono queste cose, vorrei che il ministero mi spiegasse per quale motivo esistono vincitori di serie A e di serie B, quale ingiustizia è questa. Sono già stata scavalcata da due concorsi successivi al mio, poi dal 30% degli idonei che non erano nemmeno previsti dal bando, senza rispetto per il principio cronologico. È una grande beffa”.
Anche perché lo stesso problema attanaglia anche i partecipanti al concorso successivo, il primo del Pnrr, e, nonostante le sacrosante proteste degli idonei che giustamente reclamano l'assunzione a tempo indeterminato, Valditara continua a fare orecchie da mercante e annuncia il bando di nuove procedure concorsuali del Pnrr senza aver prima esaurito le graduatorie degli idonei precedenti.
Fin dal suo insediamento a Viale Trastevere, Valditara a inizia di ogni scolastico continua ad assicurare ma solo a parole l'assunzione di tutti gli idonei del concorso 2020 puntualmente smentita dai fatti dal momento che, lamentano ancora i precari, anche nella legge di Bilancio appena varata non c’è traccia di interventi in favore dei precari, incluso il personale Ata che ne conta circa 50 mila.
19 novembre 2025