Con l'aiuto di Francia, Germania, Inghilterra e della Ue
Zelensky lavora per cambiare il piano di Trump e Putin della capitolazione dell'Ucraina
Mussolini in gonnella Meloni fa da spalla al dittatore fascista Trump
 
Partite con la presentazione dell’inaccettabile piano del dittatore fasciomperialista Trump e del nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin della capitolazione dell’Ucraina, le trattative per la pace continuano mentre scriviamo. Il 24 novembre una nota congiunta di Washington e Kiev ha informato di un principio di accordo su una bozza di nuovo piano di pace in 19 punti dopo l’incontro tra i rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Ucraina tenutosi a Ginevra, mentre il presidente ucraino Zelensky è alacremente al lavoro per modificare il piano originario capestro.
Il 23 novembre nel suo discorso quotidiano il leader ucraino ha ribadito che “L’Ucraina non ha mai voluto la guerra, e non saremo mai un ostacolo alla pace… La prima priorità è una pace affidabile, una sicurezza garantita, il rispetto per il nostro popolo, il rispetto per tutti coloro che hanno dato la vita difendendo l’Ucraina dall’aggressione russa”. Il giorno dopo ha affermato che “L’Ucraina lavora nel modo più costruttivo possibile. E ora è particolarmente importante che ogni passo che facciamo insieme ai partner sia attentamente equilibrato, e tutte le decisioni sono abili e tali che garantiranno una pace duratura e una sicurezza garantita. È importante che i partner europei sostengano le nostre posizioni e le nostre persone”.
E di fatto l’aiuto europeo all’Ucraina aggredita c’è stato e continua ad esserci. In particolare quello di Francia, Germania e Inghilterra. Il presidente francese Macron dal vertice G20 in Sudafrica ha rilevato che il piano di Trump “è una base per un lavoro che va rivisto, perché questo piano non è stato negoziato con gli europei. Ci sono molte cose che non possono essere semplicemente una proposta americana, ma richiedono una consultazione più ampia”.
Il premier britannico Keir Starmer ha ribadito che l'obiettivo dei negoziati sull'Ucraina dev'essere "una pace giusta e duratura". "La pace dev'essere giusta - e le questioni che riguardano l'Ucraina devono essere decise dall'Ucraina - ma deve anche essere duratura, deve reggere nel tempo". Per il cancelliere tedesco Merz “Non si può costringere l'Ucraina a concessioni territoriali unilaterali. L'Ucraina deve anche in futuro potersi difendere con efficacia e ha bisogno di truppe forti e garanzie di sicurezza dei partner".
Il 22 novembre una Dichiarazione di vari leader, condivisa dal Consiglio europeo, è stata approvata dal suo presidente Antonio Costa e dalla presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, il primo ministro canadese Mark Carney, il presidente finlandese Alexander Stubb, il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron, la premier giapponese Sanae Takaichi, quelli di Olanda, Spagna, Irlanda e Norvegia, rispettivamente Dick Schoof, Pedro Sßnchez, Michael Martin e Jonas Gahr Støre, oltre a Giorgia Meloni. "Siamo chiari – vi si legge - sul principio secondo cui i confini non devono essere modificati con la forza. Esprimiamo inoltre preoccupazione per le limitazioni proposte alle forze armate ucraine, che lascerebbero l'Ucraina vulnerabile a futuri attacchi… Cogliamo questa occasione per sottolineare la solidità del nostro continuo sostegno all'Ucraina".

L’inaccettabile piano di Trump
Anticipata dalla Reuters il 21 novembre la bozza di proposta di pace nella guerra di aggressione nazizarista russa all’Ucraina proposta in 28 punti da Trump in combutta con Putin, era un documento inaccettabile, che decretava la resa incondizionata di Kiev a Mosca, mettendo una pietra tombale sul diritto internazionale nato dopo la sconfitta nazifascista nella seconda guerra mondiale. La Casa Bianca ha ammesso che il documento è stato redatto dall’inviato presidenziale russo Kirill Dmitriev assieme al suo omologo americano Steve Witkoff, escludendo l’Ucraina e i partner europei dalla stesura, mentre Trump dava un ultimatum a Kiev entro il 27 novembre, per
decidere se accettare le richieste o perdere il sostegno americano.
Seppur al punto 1 si riconfermasse “La sovranità dell’Ucraina” e ai seguenti punti 2 e 3 “un accordo di non aggressione globale e totale tra Russia, Ucraina ed Europa” e che “la Russia non invaderà i suoi vicini e la NATO non si espanderà ulteriormente”, dal punto 6 suonava a morto: “Le dimensioni delle forze armate ucraine saranno limitate a 600.000 unità”, “L’Ucraina accetta di essere uno stato non nucleare sotto il TNP (Trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari) (18), “La centrale nucleare di Zaporizhzhia (in territorio ucraino, ndr) sarà riavviata sotto la supervisione dell’AIEA e la potenza prodotta sarà equamente divisa 50-50 tra Russia e Ucraina” (19). I “Territori di Crimea, Luhansk e Donetsk sono riconosciuti De-Facto come russi, anche dagli Stati Uniti. Kherson e Zaporizhzhia da congelare alla linea di contatto (ossia alle posizioni attuali dell’invasione russa, ndr)… Le forze ucraine si ritireranno dalla parte della regione di Donetsk che attualmente controllano, e questa area di ritiro sarà considerata una zona cuscinetto neutra smilitarizzata, riconosciuta a livello internazionale come territorio appartenente alla Federazione Russa” (21).
Per questo capolavoro imperialista e capitolazionista verso Kiev “Gli Stati Uniti riceveranno un risarcimento per la garanzia” (10); “Gli Stati Uniti collaboreranno con l’Ucraina per ripristinare, crescere, modernizzare e gestire congiuntamente le infrastrutture del gas dell’Ucraina, che include i suoi gasdotti e strutture di stoccaggio. Uno sforzo congiunto per riqualificare le aree colpite dalla guerra per ripristinare, riqualificare e modernizzare le città e le aree residenziali. Sviluppo infrastrutturale. Estrazione di risorse minerali e naturali. Un pacchetto di finanziamento speciale sarà sviluppato dalla Banca Mondiale per fornire finanziamenti per accelerare questi sforzi” (12).
Ma il tornaconto per Trump non finiva qui. I fondi russi congelati in Europa saranno utilizzati come segue: “100 miliardi di dollari dei fondi russi congelati saranno investiti in uno sforzo guidato dagli Stati Uniti per ricostruire e investire in Ucraina. Gli Stati Uniti riceveranno il 50% dei profitti di questa impresa. L’Europa corrisponderà a questo contributo di 100 miliardi di dollari per aumentare l’investimento disponibile per ricostruire l’Ucraina. I fondi europei che vengono congelati saranno rilasciati. Il saldo dei fondi russi congelati sarà investito in un veicolo di investimento separato USA-Russia che perseguirà progetti congiunti di Stati Uniti Russia in aree da definire” (14).
E dulcis in fundo i regali all’invasore russo: “La Russia deve essere reintegrata nell’economia globale”; “La Russia sarà invitata di nuovo nel G8”. “Tutte le parti coinvolte in questo conflitto riceveranno piena amnistia per le azioni in tempo di guerra durante la guerra e accettano di non perseguire rivendicazioni o di risolvere ulteriormente le rimostranze” (niente condanne né tribunali speciali internazionali per i crimini di guerra dell’invasore nazizarista russo, ndr) (26).
Nel suo messaggio alla nazione del 21 novembre il presidente ucraino Zelensky ha affermato che “questo momento è uno dei momenti più difficili della nostra storia. In questo momento, l’Ucraina è ancora sotto una certa pressione più pesante. In questo momento, l’Ucraina potrebbe trovarsi di fronte a una scelta molto difficile. O la perdita della nostra dignità o il
rischio di perdere un partner chiave. O i 28 punti difficili, o un inverno estremamente duro – il più difficile ancora – e i pericoli che seguono. Una vita senza libertà, senza dignità, senza giustizia. E che ci fidiamo di qualcuno che ci ha già attaccato due volte. Si aspetteranno una risposta da noi. Anche se la verità è che ho già dato questa risposta. Il 20 maggio 2019, quando ho fatto un giuramento di lealtà all’Ucraina, ho detto in particolare: “Io, Volodymyr Zelensky, eletto per volontà del popolo come Presidentedell’Ucraina, mi impegno con tutte le mie azioni per difendere la sovranità e l’indipendenza
dell’Ucraina, per sostenere i diritti e le libertà dei suoi cittadini, per rispettare la Costituzione e le leggi dell’Ucraina, per adempiere ai miei doveri nell’interesse di tutti i miei connazionali”. Per me, questa non è una formalità del protocollo da controllare – è un giuramento. E ogni giorno, rimango fedele a ogni parola di essa. E non lo tradirò mai. L’interesse nazionale dell’Ucraina deve essere rispettato”.
Il giorno dopo il presidente ucraino è tornato sull’argomento: "La vera pace è sempre basata su una sicurezza garantita e sulla giustizia". In un riferimento al piano di Trump, in gioco c'è "molto di più che specifici punti in un documento o in un altro" affermando che la cosa principale è impedire "una terza invasione russa" e che non prevalga il principio che "crimini contro l'umanità" possano essere "premiati o perdonati".
Iniziava così a Ginevra una trattativa da parte ucraina con la delegazione americana per cambiarlo, trattativa che portava a miglioramenti che così venivano commentati da Zelensky nel discorso del 24 novembre: “Oggi la nostra delegazione è tornata da Ginevra dopo i negoziati con la parte americana e i partner europei. Ora l'elenco dei passi necessari per porre fine alla guerra può diventare fattibile. A partire da ora, dopo Ginevra, ci sono meno punti – non più 28 – e molti degli elementi giusti sono stati presi in considerazione in questo quadro. C’è ancora del lavoro per tutti noi da fare insieme – è molto impegnativo – per finalizzare il documento, e dobbiamo fare tutto con dignità. (…) Il nostro team ha già riferito oggi sulla nuova bozza di passi, e questo è davvero l’approccio giusto – discuterò le questioni delicate con il presidente Trump. L’Ucraina non sarà mai un ostacolo alla pace – questo è il nostro principio, un principio condiviso, e milioni di ucraini contano, e meritano, una pace dignitosa”
Immediata la risposta del nuovo zar del Cremlino che ha ribadito la sicurezza di conquistare nuovi territori ucraini in caso di mancata accettazione ucraina del piano russo-americano in 28 punti. Incontrando i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza al Cremlino Putin ha ribadito che il piano proviene dall’incontro di ferragosto con Trump in Alaska aggiornato ad oggi, ma “l’amministrazione americana finora non è stata in grado di ottenere il consenso da parte ucraina, poiché l’Ucraina è contraria. A quanto pare, l’Ucraina e i suoi alleati europei continuano a perseguire l’illusione di poter infliggere una sconfitta strategica alla Russia sul campo di battaglia”.
“Gli obiettivi dell’operazione militare speciale sono stati conseguiti sul campo, ma siamo anche pronti a negoziati di pace” ha avvertito Putin, aggiungendo che se Kiev respingerà il piano USA, “l’esercito russo conquisterà altri territori”.
Molti membri del Congresso degli Stati Uniti, sia nelle file democratiche che repubblicane hanno criticato il nuovo “piano di pace” di Trump, mentre il 23 novembre una partecipata manifestazione ha attraversato le vie di Washington per chiedere l’impeachment di Trump e il ritiro del falso “piano di pace” per l’Ucraina definito un regalo alle mire espansioniste di Putin.
A fare da spalla al dittatore fascista Mussolini in gonnella Meloni che il 23 novembre parlando con i giornalisti dal G20 di Johannesburg. ha sentenziato: "Non penso che si debba parlare di una controproposta" dell'UE rispetto alla bozza Trump, perché in quel piano "molti punti sono condivisibili e anche per un fatto di tempo ed energie conviene concentrarci sulla proposta che c'è e sulle questioni dirimenti".
Intanto la disinformazione, la principale arte del megafono principe di Putin nel nostro Paese, il direttore de “Il Fatto” Marco Travaglio, la troviamo intrisa nel pezzo ad hoc del 22 novembre firmato da Cosimo Caridi che era già una sentenza: “Zelensky si è arreso a Trump. Gli europei non toccano palla”.

Il contro-piano della Ue
Il contro-piano della Ue in 24 punti in risposta alle proposte americane per risolvere la guerra in ucraina parte dalla richiesta fondamentale del cessate il fuoco. “Fine della guerra e accordi per garantire che non si ripeta, per stabilire una base permanente per una pace e una sicurezza durature”. Le dimensioni delle Forze Armate ucraine e dell'industria della difesa ucraina non saranno limitate. La Russia rimpatrierà incondizionatamente tutti i bambini ucraini deportati e sfollati illegalmente. Il processo sarà supportato dai partner internazionali. Le parti in conflitto scambiano tutti i prigionieri di guerra (con il principio del «tutti per tutti»). La Russia rilascia tutti i detenuti civili. La sovranità dell’Ucraina è rispettata e riconfermata. L’Ucraina non è costretta a rimanere neutrale e riceve solide garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti, anche dagli Stati Uniti (accordo simile all’articolo 5 della Nato) per prevenire future aggressioni.
Altresì le questioni territoriali saranno discusse e risolte dopo un cessate il fuoco completo e incondizionato. I negoziati territoriali partiranno dall’attuale linea del fronte. Una volta concordate le questioni territoriali, sia la Russia che l’Ucraina si impegnano a non modificarle con la forza. L’Ucraina riprende il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia (con il coinvolgimento degli Stati Uniti) e della diga di Kakhovka. Verrà istituito un meccanismo di trasferimento del controllo. L’Ucraina sarà completamente ricostruita e risarcita finanziariamente, anche attraverso i beni sovrani russi che rimarranno congelati fino a quando la Russia non risarcirà i danni subiti dall’Ucraina. Le sanzioni imposte alla Russia dal 2014 potrebbero essere soggette a un graduale e parziale allentamento dopo il raggiungimento di una pace sostenibile. Tali sanzioni possono essere reintrodotte in caso di violazione dell’accordo di pace.
Sulla nostra pagina Facebook nazionale si è scatenato un partecipato dibattito alimentato da un cumulo di beceri insulti al nostro post di appoggio alla eroicità e coerenza della Resistenza ucraina e di chi la guida, il presidente Zelensky. Proviamo profonda vergogna per il servilismo mostrato da tanti di costoro verso un regime criminale come quello putiniano che nega ogni forma di libertà, disprezza la vita ed è disposto a massacrare milioni di persone pur di espandersi con l’uso sistematico della forza e basandosi sul diritto di sopraffazione del più forte sul più debole. Proviamo vergogna nel vedere che, anche davanti alle immagini di soldati immersi nel fango delle trincee per combattere una guerra che non hanno chiesto, di cadaveri di bambini sotto le macerie delle loro case, di famiglie che non sanno come scaldare il cibo o far dormire al caldo i propri figli per i continui bombardamenti sulle centrali elettriche, delle eroiche donne ucraine che stanno portando avanti il Paese, sostituendo persino nei lavori più faticosi gli uomini impegnati ad assicurare un futuro di libertà alla nazione, molti non invocano giustizia per la vittima, ma si accaniscono contro di lei in modo vigliacco. Non ci interessa di perdere follower per questo motivo, ne abbiamo trovati altri mai visti né conosciuti disposti invece ad appoggiare la lotta per l’indipendenza e l’autodeterminazione di popoli e nazioni.
Del resto i putiniani in Italia possono contare su un organo di disinformazione come “Il Fatto” di Travaglio, che ancora mercoledì 26 ritornava a spargere veleno e falsità titolando in prima e in seconda pagina: “Kiev si arrende a Trump (ma non sulle cose serie)... Zelensky accetta il piano Usa”

26 novembre 2025