Nella giornata internazionale di solidarietà al popolo palestinese
Firenze ancora in piazza per la Palestina
Il PMLI tra i partecipanti al corteo
Redazione di Firenze
Un’altra manifestazione a sostegno della Palestina e di denuncia del genocidio messo in atto dai nazisionisti. Contemporaneamente alla grande manifestazione nazionale di Roma, il 29 novembre, giornata internazionale della solidarietà al popolo palestinese, ci sono state mobilitazioni anche in altre città. Il giorno dopo lo sciopero generale dei sindacati di base, che tra le sue ragioni aveva quello del sostegno alla Resistenza palestinese nei confronti di Israele, Firenze è di nuovo scesa in piazza.
Un corteo di un migliaio di partecipanti ha percorso il centro da Piazza San Marco fino a Piazza Santo Spirito. Vi hanno partecipato Firenze per la Palestina, Giovani Palestinesi, i sindacati Cgil e Cub, il Cpa Firenze sud, il PRC, il PMLI e coloro che hanno voluto esprimere solidarietà al popolo palestinese e ferma condanna al genocidio in atto a Gaza, alle violenze sioniste in Cisgiordania e ai bombardamenti in Libano e Siria.
Il PMLI non ha fatto mancare la sua presenza, con le bandiere del Partito e della Palestina. I compagni portavano il “corpetto” con la locandina “Uno Stato due popoli” che al concentramento ha innescato un breve scambio di opinioni con un manifestante, il quale sosteneva invece la netta separazione tra le due popolazioni. Un nostro compagno gli ha spiegato che questa è la soluzione più giusta, coerente con lo slogan “Palestina libera dal fiume fino al mare”, che tutti lanciano nei cortei, ricevendo l'approvazione di un’altra attivista lì vicina.
Dalla mobilitazione di Firenze è stato lanciato un appello per la liberazione di Marwan Barghouti, il leader palestinese prigioniero dal 2002 nelle carceri sioniste. Dal corteo è salita forte anche la richiesta di fermare il cosiddetto disegno di legge Gasparri, una misura di stampo fascista che equipara antisemitismo e antisionismo e che rischia di far condannare chiunque esprima posizioni critiche nei confronti di Israele.
3 dicembre 2025