Il ddl di FdI per velocizzare gli sfratti in Emilia-Romagna è un attacco del governo Meloni ai più poveri
Il 70% degli sfratti avviene per morosità incolpevole

Dal corrispondente del PMLI per l'Emilia-Romagna
Il disegno di legge presentato da Fratelli d’Italia che mira a velocizzare gli sfratti riducendo a 30 giorni l’esecuzione e a soli 7 lo sgombero, e togliendo al giudice la possibilità di valutare i singoli casi, si configura come l’ennesimo attacco del governo neofascista Meloni ai più poveri, salvaguardando unicamente gli interessi dei proprietari di immobili, che spesso lucrano con affitti esagerati, tenendo gli alloggi anche sfitti per far lievitare i prezzi.
Il Sunia Cgil denuncia come nel 2024 siano stati emessi oltre 40 mila provvedimenti di sfratto, la maggior parte per morosità, ma il governo da 3 anni non rifinanzia i fondi per il sostegno all’affitto e alla morosità incolpevole, mentre servirebbero invece almeno 900 milioni di euro e avviare un piano per aumentare di 600 mila unità il patrimonio di edilizia pubblica.
Nel 2024 in Emilia-Romagna sono stati emessi 2.801 provvedimenti di sfratto, di cui il 70% per morosità incolpevole, le esecuzioni forzate sono state 1.799, a fronte di 8.642 richieste.
A Bologna sono stati eseguiti 635 sfratti eseguiti con 2.827 procedure aperte, a Modena 458 sfratti con 1.395 procedure, a Parma 401 su 962, a Ravenna gli sfratti sono aumentati dell’11,27% rispetto al 2023, raggiungendo quota 237 con 477 procedure avviate, situazione simile anche a Forlì-Cesena, a Rimini pur con un lieve calo si sono registrati 236 sfratti eseguiti e 979 procedure aperte.
In questo quadro il Sunia Emilia-Romagna definisce il progetto di legge “una dichiarazione di guerra contro le famiglie lavoratrici e le fasce più fragili della popolazione… Velocizzare gli sfratti in un momento di crisi non è un 'piano casa', è un piano per mettere in strada migliaia di persone”.

3 dicembre 2025