Grande giornata di lotta nazionale contro lo scellerato progetto del governo neofascista Meloni
A Messina in 15 mila gridano forte “No al ponte sullo Stretto”
Partecipazione militante del PMLI con lo storico manifesto "Uniti contro il ponte di Messina". Un giovane tiene alto il “Libretto rosso” di Mao

Dal corrispondente della Cellula “Stalin” della provincia di Catania
Sabato 29 novembre Messina è stata testimone di una grande giornata di lotta nazionale del movimento "No ponte" sullo Stretto. In quindicimila, con una presenza massiccia della Calabria e della Sicilia ma anche da altre parti d'Italia, si sono date appuntamento in piazza Castronovo gridando più volte lo slogan: “Lo dice il pesce spada, lo dice il capodoglio, io il ponte non lo voglio”.
Il combattivo e lungo corteo (guidato da un camioncino da cui, tra l'altro veniva amplificato "Strong Words" un brano dedicato al "No ponte") si muove lungo via Garibaldi. A guidarlo lo striscione "Lo Stretto non si tocca", a seguire un altro striscione "No ponte", "Studenti e giovani contro il ponte" e altri striscioni e cartelloni che si oppongono a questa mostruosa “opera pubblica”, inutile, anacronistica e dannosa per il gravissimo impatto ambientale.
I manifestanti rivendicano che i 14 miliardi che dovrebbero essere spesi per il ponte vengano immediatamente destinati per opere di cui la Sicilia e la Calabria hanno realmente bisogno, e l'elenco delle priorità è troppo lungo a partire dai lavori per risolvere la crisi idrica, il potenziamento dei collegamenti ferroviari, stradali e marittimi pubblici, i porti della Sicilia e della Calabria; occorrono fondi per interventi urgenti nelle zone a rischio idrogeologico e altro, creando lavoro vero e utile.
Per il momento la Corte dei conti ha fermato il progetto del ponte. E il 29 novembre è stata resa nota la motivazione della bocciatura: violazione delle direttive europee. Si tratta di un colpo per il governo Meloni, nonostante che al momento imperterrito sembra voler andare avanti nella costruzione facendo carta straccia della bocciatura della Corte dei conti.
Nonostante la pioggia battente durante il corteo e negli interventi finali gli attivisti dei vari Comitati No Ponte hanno sottolineato che: “Oggi tiriamo le somme di una lotta iniziata oltre 20 anni fa e che negli ultimi tre anni ha messo come non mai a nudo tutti gli aspetti controversi ed opachi del progetto del Ponte... Adesso bisogna chiudere la partita, liquidare la Stretto di Messina Spa e utilizzare le risorse destinate al ponte per i bisogni inevasi dei nostri territori... Siamo scesi in piazza per dire che lo sviluppo vero non è un progetto sbagliato calato dall’alto, ma investimenti nella sicurezza del territorio. Messina e Villa San Giovanni non hanno bisogno di un ponte immaginario, ma di infrastrutture concrete che migliorino la vita delle persone e valorizzino il potenziale straordinario del nostro mare”.
L'ex sindaco Renato Accorinti di Messina, ambientalista, afferma: "due terzi del popolo italiano stanno con i No ponte. Se apriranno anche un solo cantiere lo occuperemo. Il 'decreto sicurezza' cucito su misura contro di noi (e non solo) non ci spaventa. Il primo cantiere vorrebbero aprirlo a capo Peloro. È il punto più vicino alla Calabria. 3,6 chilometri appena. I messinesi lo chiamano 'punto faro'”. È la parte più bella dello Stretto tra la Sicilia e Calabria, un dono della natura, che l'avidità del profitto capitalista, vuole deturpare espropriando i territori.
Il corteo raggiunge piazza Duomo dove si svolgono gli interventi programmati, per lo più una passarella istituzionale tra cui c'è Elly Schlein, Angelo Bonelli di Avs e altri. Dalla CGIL Messina viene sottolineata la questione del lavoro: "nessuno dice che si potrebbero creare quasi 4 mila posti di lavoro a tempo indeterminato tra ferrovie, Blujet, Caronte e servizi". Anzi aumentare i collegamenti fra le due sponde con più posti di lavoro.
Oltre cento le adesioni, un lungo elenco di associazioni partiti e sindacati. Il PMLI ha partecipato con la Cellula “Stalin” della provincia di Catania, con spirito unitario sull'obiettivo del No ponte. I compagni portavano il manifesto storico "Uniti contro il ponte di Messina" con le relative rivendicazioni. Un manifesto portato in piazza fin dalle prime manifestazioni No ponte, che anche questa volta è stato fotografato e ripreso, come anche la bandiera rossa del PMLI. Distribuiti i volantini "No ponte".
Nello spezzone studentesco, uno studente teneva con evidenza il “Libretto rosso” di Mao anche se non l'originale. Si è aperto un dialogo, con il giovane compagno che conosceva la storia della Cina e della Grande rivoluzione culturale proletaria. Il compagno Sesto Schembri gli ha spiegato che il PMLI è un partito maoista e che a settembre ogni anno ricordiamo Mao. Lo studente non sapeva che in Italia ci fosse un partito maoista e il dialogo si è concluso fornendogli l'indirizzo del sito del PMLI dove potrà conoscere meglio il Partito.
Una bella giornata storica di lotta “No ponte”, la lotta continua fino alla vittoria. Una lotta di popolo contro il governo neofascista Meloni che invece continua a difendere a spada tratta il progetto e contro il ministro Salvini che ha ribadito la volontà di aprire i cantieri nel 2026 in barba alla volontà espressa dai manifestanti.

3 dicembre 2025