Nel solco della preparazione alla guerra imperialista
L'europarlamento approva il riarmo dell'UE
Il relatore socialista francese Glucksamann: “Embrione di Europa adulta, capace di difendersi da sola”
Il Parlamento europeo ha approvato diverse iniziative relative al rafforzamento dell'industria e della difesa europea nel corso del 2025, cosciente della necessità di preparare la superpotenza europea alla guerra imperialista. Ora il 25 novembre l’emiciclo di Strasburgo ha approvato in via definitiva, con 457 voti favorevoli, 148 contrari e 33 astensioni, il Programma europeo per l’industria della difesa (EDIP), un regolamento che stanzia 1,5 miliardi di euro per potenziare la produzione di armi e la cooperazione militare tra gli Stati membri. Questo testo è stato concordato in via informale con il Consiglio, il massimo organo della superpotenza imperialista europea.
Precedentemente, a marzo e aprile 2025, l'Europarlamento aveva già adottato risoluzioni e relazioni sulla politica di sicurezza e difesa comune (PSDC), inclusa una risoluzione che prevedeva l'attivazione di investimenti fino a 800 miliardi di euro attraverso uno strumento di finanziamento (chiamato informalmente "ReArm Europe").
L'eurodeputato socialista francese Raphaël Glucksmann che è stato relatore (o correlatore) per alcune di queste proposte e relazioni, come indicato nei documenti ufficiali del Parlamento europeo, ha definito questo passaggio “Embrione di Europa adulta capace di difendersi da sola”.
L’ultimo voto del Parlamento europeo è frutto della pressione che arriva da tempo da più parti con un solo obiettivo: la UE deve spendere di più per la propria difesa. Vengono messe in avanti ragioni geopolitiche, l’emergenza strategica rappresentata dalla guerra che è tornata sul suolo europeo con l’aggressione russa dell’Ucraina e il timore dell’abbandono del vecchio continente da parte degli Stati Uniti. Su un altro fronte, vengono avanzate anche ragioni economiche: l’industria europea è in difficoltà, l’automobile, un settore di primaria importanza con milioni di lavoratori, sta attraversando una transizione difficile verso i veicoli elettrici, i mercati europei rischiano di essere invasi dalle produzioni cinesi, mentre i produttori locali sono in ritardo. Il programma EDIP è un inizio, per favorire progetti industriali comuni nella difesa dal 2028, con finanziamenti per un 1,5 miliardi sotto forma di doni, con lo scopo di limitare al 35% i costi delle componenti prodotte fuori dalla UE, mentre oggi la difesa europea importa più del 60% dall’estero, l’obiettivo sarebbe limitare questa dipendenza al 45%.
Ormai nel settore della difesa non mancano gli investimenti, tanto che in vent’anni (2005-2025), in Europa la spesa militare è raddoppiata e la tendenza è a un ulteriore raddoppio entro il 2035, con un passaggio da 461 miliardi a 807, addirittura i paesi NATO si sono impegnati ad aumentare la spesa al 3,5% del pil (5% con spese collaterali).
Il giorno dopo, 26 novembre, nell’altra sede del Parlamento europeo, quella di Palazzo Berlaymont a Bruxelles, gli eurodeputati hanno respinto le tre mozioni presentate dai gruppi The Left, Socialisti e Verdi al regolamento che modifica la definizione di armi vietate. Nel testo presentato nell’ambito del Libro Bianco sulla difesa europea “Readiness 2030”, è stato deciso di sostituire il termine “armi controverse” con il termine “armi vietate” tra gli standard di riferimento della finanza sostenibile. Non un cambiamento da poco, secondo i partiti della sinistra dell’imperialismo europeo dell’emiciclo, dato che, spiegano, questo “limita l’ambito di applicazione dei tipi di armi esclusi a sole quattro categorie, nello specifico le mine antipersona, le munizioni a grappolo, le armi biologiche e le armi chimiche”, nonostante queste siano “vietate dalle convenzioni internazionali sulle armi di cui la maggior parte degli Stati membri è parte e sono elencate nel pertinente allegato”. Un problema che, però, non sembra esistere per il Partito Popolare Europeo che ha trovato la sponda della destra fascista, razzista e xenofoba, per respingere le tre risoluzioni e mantenere invariata la proposta della Commissione presieduta dalla guerrafondaia Ursula Von der Leyen. In questo modo, tra i sistemi inclusi si troverebbero, tra le altre, armi nucleari, all’uranio impoverito, armi laser accecanti, frammenti non rilevabili, armi incendiarie come il fosforo bianco, e sistemi d’arma autonomi letali, meglio conosciuti come robot killer.
3 dicembre 2025