Preoccupante deriva putiniana del presidente dell’ANPI
Pagliarulo solidarizza con D’Orsi
Revocata la sede di un convegno del professore gramsciano e putiniano contro “il regime nazistoide di Zelensky”
Continua, e ci duole dirlo, l’abominevole ignavia dell’ANPI nazionale diretta da Gianfranco Pagliarulo sulla Resistenza ucraina all’invasore nazizarista russo. Non può esistere una selettività nell’appoggio alle resistenze dei popoli invasi. Vale per qualsiasi essere umano, figuriamoci per il presidente dell’ANPI. Dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina ha delegittimato l’eroica Resistenza di Kiev e assunto posizioni inizialmente pilatesche sulla Russia, anche scrivendo articolo su “Il Fatto” del capofila dei putiniani Travaglio, mentre ora è uscito allo scoperto. Cosa ci faceva il logo dell’ANPI nella locandina dell’evento del 9 dicembre dal titolo “Democrazia in tempo di guerra” del professore gramsciano e fervente putiniano Angelo d’Orsi a Torino, quello che veniva presentato come un convegno contro “il regime nazistoide di Zelensky”? Nella sua nota affidata alle agenzie il 6 dicembre Pagliarulo ha scritto contro la revoca da parte dei proprietari religiosi del Teatro che avrebbe dovuto ospitare l’evento a Torino: “L’incontro non s’ha da fare. C’è voglia di bavaglio e pratica di censura di fatto. Pertini disse “Non condivido la tua opinione, ma sarò pronto a dare la vita perché tu possa esprimerla liberamente”. A ben pensarci il diritto alla libera espressione del pensiero non è solo un principio costituzionale, è anche il senso profondo dei rapporti sociali in una comunità democratica. Ma dove stiamo andando? La deriva può diventare precipizio. Piena solidarietà a D’Orsi, Barbero e a tutti gli altri”.
Come se Angelo D’Orsi non pubblichi articoli, libri, partecipi a dibattiti senza contraddittorio naturalmente e guarda caso, in cui giustifica e appoggia l’operato fascista di Putin, così come è anche diritto di chi gestisce sale di non concederla o di una associazione di sflilarsi dopo aver approfondito. Non potessero farlo sarebbe ciò che Pagliarulo dice di combattere: fascismo. O putinismo, che dir si voglia.
L’Associazione nazionale dei partigiani italiani non può giustificare, né tanto meno appoggiare, un nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra come Vladimir Putin, così come i suoi megafoni nel nostro Paese.
10 dicembre 2025