Sfratto all'Unrwa
I sionisti si fanno beffa dell'Onu
E rafforzano l'occupazione permanente di più di mezza striscia di Gaza e di altre parti della Cisgiordania in applicazione del piano di pace di Trump. Il cancelliere tedesco Merz li appoggia

Con un voto favorevole a larga maggioranza, 151 sì, 10 no e 14 astensioni, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato il 5 dicembre il rinnovo del mandato dell'agenzia di supporto ai profughi palestinesi, Unrwa per altri tre anni. Fra i contrari si annoverano Usa, Israele, Ungheria e Argentina, fra gli astenuti Italia, Germania, Repubblica Ceca, Albania, Bulgaria, Lettonia. Il Commissario generale dell'Unrwa, Philippe Lazzarini, accoglieva il sostegno schiacciante dell'Assemblea dell'Onu commentando “saluto il voto schiacciante dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite per rinnovare il mandato dell'Unrwa per tre anni", con una risoluzione che “riflette l'ampia solidarietà dei popoli in tutto il mondo nei confronti dei rifugiati palestinesi. È anche un riconoscimento della responsabilità della comunità internazionale nel sostenere le esigenze umanitarie e di sviluppo umano dei rifugiati palestinesi, in attesa di una soluzione giusta e duratura alla loro difficile situazione che dura da decenni”. “Il voto deve ora tradursi in un impegno concreto e in risorse adeguate per garantire che il mandato possa essere portato a termine", avvertiva, altrimenti la risoluzione diventerebbe carta straccia per opera dei sionisti e dei loro complici imperialisti a partire da Trump, Merz e Meloni.
Ma per l'ennesima volta i sionisti si fanno beffa dell'Onu e l'8 dicembre il Commissario generale dell'Unrwa, Philippe Lazzarini, denunciava che la polizia era "entrata con la forza" nella sede dell'agenzia a Gerusalemme Est interrompendo tutte le comunicazioni e sequestrando mobili, apparecchiature informatiche e altri beni. Uno sfratto illegale in piena regola testimoniato dalla sostituzione sull'edificio della bandiera Onu con una bandiera israeliana. “Questa azione rappresenta un palese disprezzo dell'obbligo di Israele, in quanto Stato membro delle Nazioni Unite, di proteggere e rispettare l'inviolabilità dei locali dell'Onu", denunciava Lazzarini che ricordava la campagna di accuse di Israele contro l'Unrwa come una "campagna di disinformazione su larga scala", seguita da "mesi di molestie" nei confronti del suo personale, tra cui "attacchi incendiari nel 2024, manifestazioni d'odio e intimidazioni" contro l'agenzia, che alla fine è stata costretta a evacuare il suo complesso a Gerusalemme Est.
Ricordiamo che l'Unrwa è la più grande organizzazione umanitaria che opera a Gaza e in Cisgiordania e che fornisce anche istruzione, assistenza sanitaria, servizi sociali e alloggio a milioni di rifugiati palestinesi in tutto il Medio Oriente. Per i palestinesi, l'esistenza dell'agenzia è legata al loro diritto, riconosciuto a livello internazionale, al ritorno nelle case da cui loro o le loro famiglie furono espulsi durante la creazione di Israele nel 1948. Per la stessa ragione i sionisti vogliono cacciare l'agenzia dai tutti i territori occupati per ribadire che non esistono profughi palestinesi coi loro diritti ma “terroristi” da eliminare coin qualsiasi mezzo. Genocidio compreso, come confermano i dati aggiornati al 7 dicembre dalle autorità sanitarie di Gaza che portano il numero totale dei martiri uccisi ad almeno 70.365 e a 171.058 i feriti.

Il gruppo israeliano per i diritti umani B'Tselem denuncia il "silenzio internazionale" mentre Israele continua a limitare gli aiuti a Gaza
Il gruppo israeliano per i diritti umani B'Tselem affermava il 6 dicembre che la comunità internazionale ha continuato a "trascurare le proprie responsabilità" mentre Israele mantiene restrizioni al libero flusso di aiuti alla Striscia di Gaza, compresi beni essenziali per l'inverno come tende e coperte. Ricordava che le temperature invernali più fredde e le forti piogge hanno peggiorato le già disastrose condizioni di vita dei palestinesi sfollati in tutta la Striscia dove solo nel mese di novembre circa 13.000 tende sono state distrutte e oltre 740.000 palestinesi sono stati colpiti da tempeste, "L'acqua piovana si è mescolata a liquami grezzi, creando terreno fertile per infezioni e malattie e lasciando centinaia di migliaia di persone senza un riparo di base. Sono stati documentati bambini che indossavano abiti estivi e camminavano a piedi nudi al freddo a causa della mancanza di vestiti caldi", denunciava, “questa è la realtà di Gaza oggi: un inverno senza riparo, fame estrema e condizioni di vita che continuano a peggiorare. Questo è il risultato diretto della politica israeliana e del silenzio internazionale."

Il cancelliere tedesco Merz conferma l'appoggio al criminale Netanyahu
Peggio del silenzio denunciato da B'Tselem c'è solo l'appoggio esplicito e reiterato di paesi imperialisti come la Germania del sorridente cancelliere Merz accanto al criminale Netanyahu dopo il loro incontro del 7 dicembre come mostra una foto della conferenza stampa dopo il loro incontro. La Germania ha aderito alla Corte Penale Internazionale (CPI) ratificando lo Statuto di Roma e riconoscendola quale istituzione internazionale per giudicare crimini come genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Quella stessa Corte che nel novembre dello scorso anno ha emesso mandati di cattura per il premier sionista e il suo ex ministro della difesa Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Anche Merz si beffa della Corte, vola a Tel Aviv per la prima volta da quando ha assunto l'incarico nel maggio scorso con in tasca la decisione appena approvata di revocare la sospensione di tre mesi sulle esportazioni di armi verso Israele, che era stata assunta quindi solo di facciata. Ricordiamo che la Germania è il secondo fornitore di armi di Israele dopo gli Stati Uniti, comprese quelle usate a Gaza. Il report dello Stockholm international peace research institute (Sipri) dello scorso marzo registrava che Usa, Germania e Italia sono responsabili della quasi totalità della fornitura d’armi ai criminali sionisti: primi gli Usa con poco più del 60%, seconda la Germania col 33%, terza l'Italia della neofascista Meloni con l'1%.
Armi impiegate per il genocidio sionista a Gaza, costellato di episodi come quello denunciato il 4 dicembre dalla Protezione Civile nella Striscia, un bombardamento sulle tende del campo profughi vicino all'ospedale kuwaitiano di Mawasi Khan Younis che causava sei morti e 10 feriti tra la popolazione. Le tende non si trovavano in una zona di combattimento ma in un campo profughi dove gli stessi sionisti occupanti li avevano indirizzati designandola come area "sicura". Il Centro per i Diritti Umani di Gaza dichiarava che l'esercito occupante ha ucciso 7 palestinesi e ne ha feriti altri 18 al giorno nella Striscia dopo il cessate il fuoco del 10 ottobre, a dimostrazione della continuazione del genocidio perpetrato dai sionisti.
A Gaza non è genocidio, sosteneva negando l'evidenza il complice Merz, e in ogni caso sono comunque massacri di civili compiuti anche con le armi tedesche, che a Tel Aviv rinnovava la promessa di fedeltà ai criminali sionisti: "Considero un grande onore e un vero privilegio essere qui e ribadire che sostenere questo Paese è e rimarrà il principio fondamentale immutabile della politica della Repubblica Federale di Germania".
Infatti lo confermava la notizia dei media tedeschi di fine novembre, rilanciata da InfoPal, che almeno otto asini di Gaza rubati dagli occupanti ai proprietari palestinesi erano stati “salvati” e trasportati in Germania. Affermazioni vergognose come “si sono lasciati alle spalle fame e miseria, percosse e sfruttamento” e “considerando tutte le cose terribili che hanno vissuto, sono incredibilmente fiduciosi” e sono già “fioriti un po’”, infiorettavano la notizia. La Germania “salva” asini dalla Striscia di Gaza ma si è rifiutata di evacuare i bambini palestinesi feriti e malati per cure mediche.
Il criminale Netanyahu ringraziava il complice Merz e assicurava di essere impegnato a avviare la seconda fase del piano Trump e che ne avebbe discusso col presidente americano nel viaggio a Washington previsto entro l fine del mese; un piano peraltro che significativamente il parlamento sionista non ha ancora formalmente approvato, vale solo per le altre parti. "Le opportunità di pace sono a portata di mano, passeremo molto presto alla fase due" dichiarava il criminale Netanyahu che comunque ribadiva il no dell'entità sionista a qualsiasi Stato palestinese. Lo stesso giorno il capo dell'esercito sionista, Eyal Zamir, in visita alle truppe a Gaza, definiva la Linea Gialla che determina la parte di circa il 60% della Striscia sotto il diretto controllo degli occupanti come “il nuovo confine", non certo una separazione provvisoria.

Una inchiesta della CNN documenta l'ennesimo crimine dei sionisti a Gaza
In un comunicato del 6 dicembre Hamas esortava i tribunali internazionali e gli organismi competenti a perseguire i responsabili dei crimini denunciati da una indagine commessi dalle forze sioniste che hanno spianato con bulldozer i corpi di palestinesi in cerca di aiuti e li hanno sepolti in fosse a Gaza. Una indagine della CNN, intitolata “Bulldozed corpses and unmarked graves” (“Corpi spianati e fosse comuni senza nome”), ha fornito nuove prove documentate di uno degli aspetti del genocidio sistematico di Israele contro i palestinesi e ha dato ulteriori conferme del “tentativo deliberato di trasformare gli aiuti in trappole di morte di massa” dei sionisti e dei loro alleati imperialisti americani attraverso la famigerata Gaza Humanitarian Foundation (GHF), gestita congiuntamente dagli Stati Uniti e da Israele.
L'inchiesta è basata su centinaia di video e di foto provenienti dai dintorni del valico di Zikim, insieme a interviste a testimoni oculari e autisti locali di camion di aiuti e a testimonianze di ex militari sionisti dimostra che i profughi in cerca di aiuti erano stati uccisi dall'esercito occupante e le loro salme sfigurate frettolosamente nacoste in fosse comuni coi buldozer. Più di 2.000 palestinesi sono stati uccisi nel 2025 mentre aspettavano di ricevere aiuti nei pochi punti di distribuzione allestiti a Gaza, del tutto insufficienti per la distribuzione alla popolazione stremata ma molto afficienti come trappole mortali. Il movimento di resistenza palestinese ha affermato che questo è uno dei crimini di guerra e degli attacchi sistematici che Israele sta perpetrando sotto gli occhi della comunità internazionale, con totale disprezzo per il diritto internazionale e i più basilari principi dei diritti umani.

Aumentano i giornalisti uccisi a Gaza dai sionisti
L'ufficio stampa governativo di Gaza denunciava il 2 dicembre che il numero di giornalisti palestinesi uccisi dall'occupazione sionista dall'inizio della guerra genocida nella Striscia era arrivato a 257 e condannava la politica di uccisioni mirate e omicidi sistematici perpetrata dagli occupanti. Riteneva gli occupanti sionisti, gli Usa e altri stati coinvolti nel genocidio, in particolare Regno Unito, Germania e Francia, pienamente responsabili di questi "crimini efferati e barbari" commessi contro giornalisti e civili a Gaza e invitava la Federazione Internazionale dei Giornalisti, la Federazione dei Giornalisti Arabi e tutti gli organi di stampa di tutto il mondo a denunciare questi crimini in corso contro gli operatori dei media nella Striscia assediata.
Da dicembre 2024 al 1° dicembre 2025 sono 67 i giornalisti uccisi nel mondo denuncia Reporters sans frontières (Rsf), di questi quasi la metà, il 43%, è stata assassinata a Gaza dagli occupanti sionisti.

10 dicembre 2025