"Fiaccolata rumorosa” per ricordare la strage dei sette operai alla Teresa Moda di Prato
Decine di lavoratori in corteo al Macrolotto1. Partecipazione attiva del PMLI
Dal corrispondente della Cellula “G. Stalin” di Prato
Nel tardo pomeriggio del 30 novembre, in occasione del 12° anniversario, il Sudd Cobas Prato-Firenze ha organizzato una “fiaccolata rumorosa” per ricordare i sette operai di nazionalità cinese morti nell’incendio della fabbrica-dormitorio Teresa Moda il 1° dicembre 2013.
Decine gli operai che hanno preso parte al combattivo corteo partito dal memoriale che i sindacalisti del Sudd Cobas hanno costruito e inaugurato il Primo Maggio 2025 in via Toscana, nel Macrolotto1 proprio davanti al capannone che ospitava la ditta tessile dove avvenne la strage.
“È il primo anno che questa commemorazione si svolge nel luogo dove lavoratori e lavoratrici hanno perso la vita - ha detto il sindacalista Luca Toscano in apertura della manifestazione - Lanciamo un messaggio attraverso lo slogan ‘Prato non torna indietro’ perché dal 2013 questi luoghi non sono più gli stessi con operai che scioperano e insegnano come funziona la democrazia. Crediamo che Prato, grazie alla determinazione e coraggio dei lavoratori, abbia davanti a sé un futuro diverso. Un messaggio di rabbia e testarda speranza per questa città, per chi la abita e ci lavora".
All'iniziativa ha preso parte il Comitato dei familiari delle vittime della strage di Viareggio e il Coordinamento Lavoratori 12 ottobre.
Dopo la lettura dei nomi delle vittime e la deposizione di un mazzo di fiori in loro memoria, il corteo, aperto dallo striscione “Prato non torna indietro” ha percorso alcune delle vie principali del distretto industriale in piena attività lavorativa nonostante l'ora e la giornata festiva.
Al grido di “Contratto giusto, blocchiamo tutto”, “5x8 blocchiamo il Macrolotto” il corteo ha fatto tappa davanti alla fabbrica Miluna, in via dei Fossi, dove da settimane va avanti uno dei picchetto dei Sudd Cobas per chiedere la regolarizzazione dei contratti di lavoro di alcuni operai.
“Con operai e operaie, cittadini e cittadine abbiamo ricordato i nomi delle vittime. Abbiamo denunciato il sistema responsabile di questa strage - si legge in un post di commento sulle pagine social del Sudd Cobas - Lo stesso sistema che obbliga lavoratori e lavoratrici a turni massacranti di 12 ore per 7 giorni la settimana e che li costringe a lavorare in totale assenza di sicurezza in nome del profitto. La stessa sete di profitto che ha spinto un gruppo di padroni ad aggredire i picchetti sindacali delle scorse settimane. Non è mai stata una questione di nazionalità ma di sfruttati contro sfruttatori. Da anni i lavoratori e lavoratrici del distretto tessile pratese dimostrano che l’unione, la solidarietà e la lotta sono più forti dei padroni”.
Al corteo ha preso parte la Cellula “G. Stalin” di Prato del PMLI con la doppia bandiera del Partito e della Palestina. Il compagno Franco Panzarella ha diffuso alcune decine di copie del volantino recante sia il comunicato stampa di solidarietà ai lavoratori Euroingo in sciopero brutalmente aggrediti dai padroni il 17 novembre scorso sia l'articolo sull'aggressione dei padroni al presidio degli operai Elafilo del 20 novembre, pubblicato su “Il Bolscevico” n. 43.
10 dicembre 2025