4 di sera segnala a Meloni il cartello del PMLI che la definisce Mussolini in gonnella

La trasmissione del 12 dicembre dal titolo 4 di sera su Rete 4 condotta da Mario Giordano ha mostrato con grande rilievo il cartello del PMLI Buttiamo giù il governo Meloni, Mussolini in gonnella presente in alcune manifestazioni promosse dalla CGIL. Lo stesso è accaduto nella trasmissione 4 di sera del 28 novembre diretta da Paolo Del Debbio in occasione delle manifestazioni promosse dai sindacati di base.
Come si spiega questa novità, considerando anche che i media di destra e di sinistra del regime capitalista neofascista si guardano bene dal dare spazio al PMLI? Evidentemente si voleva segnalare a Meloni che il PMLI la considera simile al dittatore fascista Mussolini affinché prenda un provvedimento contro il nostro Partito.
Ciò non ci sorprende e non è una novità, perché più volte nel passato i pennivendoli della destra hanno cercato di dare un pretesto al governo in carica per reprimere il PMLI.
Basta solo ricordare il fatto più grave, quello del 29 ottobre 2002 in cui uscirono contemporaneamente “La Padania”, allora giornale della Lega nord di cui era direttore politico Umberto Bossi, ministro del governo Berlusconi, mentre Gigi Moncalvo era direttore responsabile; “Libero” di Vittorio Feltri, Alessandro Sallusti direttore responsabile, Renato Farina vice direttore, legato ai servizi segreti, che nell'editoriale commentò la “rivelazione” di “Libero”; “L'opinione delle libertà” diretto da Arturo Diaconale.
I tre giornali gemelli della destra in combutta accusavano il PMLI di avere legami col terrorismo islamico, perfino con Al Qaida di Bin Laden. Il PMLI querelò subito per diffamazione i suddetti quotidiani e l'autore degli articoli, Dimitri Buffa, guarda caso ammanigliato con i servizi segreti e con la Cia. Ci furono dei processi, con la vittoria del PMLI. Ne parlò a lungo “Il Bolscevico”, a partire dal novembre 2002. Ne parlarono anche l'Ansa e alcuni media.
I media della destra e della “sinistra” del regime capitalista neofascista, salvo casi eccezionali e per lo più locali, non amano parlare del PMLI, perché non vogliono che sia conosciuto dalle masse, e quando ne parlano lo dipingono a fosche tinte o ne travisano la linea politica. Facciano pure, non ci impressionano e non ci intimidiscono, alla fine la verità rivoluzionaria trionferà e i pennivendoli antiPMLI verranno sbugiardati e smascherati.

17 dicembre 2025