In preparazione della guerra imperialista mondiale
Il ministro della Difesa Crosetto annuncia la “riforma” bellicista delle forze armate e la militarizzazione del Paese e delle università
L'Italia verso una nuova campagna d'Africa. Tricarico invoca la Legione straniera neofascista.

Il Ministro della Guerra, Guido Crosetto, è intervenuto in audizione al Senato nell’ambito dell’esame del Documento Programmatico Pluriennale della Difesa, valido per il triennio 2025-2027.
"C’è un intero sistema di regole – ha detto – che oggi incide sull’attività dei militari e che, semplicemente, non è più compatibile con ciò che i militari devono fare. Abbiamo bisogno di Forze Armate pienamente professionali, di uomini e donne che possano svolgere il compito per cui sono stati formati. Le missioni all’estero hanno una funzione chiara: servono a creare condizioni di sicurezza che permettano sviluppo e pace. I nostri contingenti non sono un simbolo: sono uno strumento concreto di stabilità. I militari devono poter fare i militari.

Una controriforma imminente
Fin dall'inizio del suo intervento, il ministro che dopo aver ricoperto il ruolo di sottosegretario nel quarto governo Berlusconi è stato un lobbysta di primo piano al soldo di importanti aziende di armamenti come Leonardo e Orizzonte Sistemi Navali, nonché presidente della Federazione delle Aziende Italiane per l'Aerospazio e la Difesa, ha spiegato che la riforma delle forze armate e del comparto Difesa è imminente, e certamente una priorità del governo Meloni.
D'altra parte anche la Manovra Finanziaria contestata in tutte le piazze d'Italia il 12 dicembre dalla CGIL e la settimana precedente anche dai sindacati di base, è incentrata sull'economia di guerra, ed è anche per questo che si palesa direttamente dalla voce del Ministro la volontà di portarla all’esame delle Camere nei primi mesi del 2026. L'idea dell'esecutivo neofascista è quella di chiuderla in un paio di mesi al massimo, approvando il pacchetto di norme che con tutta probabilità avrà la forma del Disegno di legge (DDL).

In primo piano l'industria bellica e lo scudo spaziale
Ma Crosetto appunto non si dimentica di essere stato e di essere sostanzialmente tuttora un trafficante d'armi, e nel suo intervento ha sottolineato anche che "Investire nella Difesa non significa solo investimento militare: la sicurezza è, direttamente o indirettamente, un motore fondamentale per la crescita economica nazionale. L'Italia è leader in settori trainanti come quello aerospaziale, navale e underwater. Le industrie della Difesa possono essere messe al servizio della comunità non solo nelle emergenze ma anche nella quotidianità, secondo il principio dell'uso duale ".
È l'esatto opposto di quel che chiedono da mesi centinaia di migliaia di persone che sono scese in piazza per la Palestina, contro gli accordi militari ed accademici con Israele sionista e per lo stop alla produzione e vendita delle armi e delle attrezzature per uso promiscuo.
Nei fatti il riordino che ha in mente Crosetto è una riorganizzazione totale della “Difesa”, in pieno stile guerrafondaio e bellicista in preparazione alla guerra imperialista mondiale, che partirà inevitabilmente dall'archiviare la legge 244 del 2012 che fissa il limite massimo per il personale miltare a 170mila unità, sebbene oggi il numero sia fermo ai 160mila.
Infatti anche Mussolini in gonnella Meloni ha accreditato la revisione della Difesa affermando che l'Italia e l'Europa “dovranno potersi difendere da sole anche senza gli alleati americani ”, e ciò significa che maggior potenziale militare avrà un singolo Paese, tanto più esso potrà recitare un ruolo di primo piano nell'imperialismo europeo al quale tutti i Paesi UE stanno dando maggior vigore.
Ecco perché il futuro DDL Crosetto prevederà una leva volontaria sul modello francese e tedesco che permetterà un aumento di almeno trenta o quarantamila militari altamente specializzati e pronti a tutto, pagati profumatamente per imporre con le armi, anche all'estero, gli interessi della borghesia nazionale ed europea, oltre alla creazione di una vera e propria Riserva di almeno diecimila unità che comprenda anche personale civile altamente specializzato.

Crosetto lancia una nuova campagna d'Africa
Ma al Defence summit organizzato dal Sole24Ore , Crosetto ha detto di più arrivando a svelare che la volontà del governo neofascista Meloni è di costruire “un Paese nel quale industria, università, difesa, sono un tutt’uno ”, insomma un Paese interamente militarizzato, dalla scuola all'università. In quest'ottica Crosetto ha infatti rilanciato il programma, con la spesa preventivata di 4,4 miliardi di euro, per costruire un “dome” nazionale, ossia uno scudo missilistico sofisticato, aeronautico e spaziale, composto da radar potentissimi, batterie antidrone e caccia di ultimissima generazione che nei fatti il ministero ha già commissionato a Leonardo, i cui azionisti stanno già assaporando altri profitti milionari.
Insomma, un processo in corso ben chiaro anche agli occhi delle studentesse e degli studenti antifascisti e antimperialisti che non si stancano di contestare nelle scuole e nelle università di ogni grado l'ingerenza delle forze dell'ordine borghese, dell'Esercito e delle direzioni e rettorati complici nello spalancare le porte ad un così vasto e poderoso attacco culturale finalizzato a normalizzare il bellicismo imperialista nella società civile e nella testa delle nuove generazioni.
Nella kermesse militarista del quotidiano di Confindustria, Crosetto si è evidentemente sentito a casa, e senza freni ha fatto capire cosa siano davvero quelle missioni di pace delle quali il governo si riempie la bocca nel tentativo di farle passare per missioni umanitarie. “Mi chiedete cosa ci fanno i nostri in Niger? - ha detto - Servono a creare le condizioni affinché da quella zona del Sahel arrivino cinquecentomila persone in meno da gestire. Quindi la nostra presenza in Africa in prospettiva sarà sempre maggiore, se noi vogliamo andare alla fonte per prevenire le cose ”. Ecco dunque che il mantra “aiutiamoli a casa loro ” si concretizza in un ben diverso “reprimiamoli a casa loro ”, dove al centro ci sono occupazione territoriale e controllo, altro che quella libertà, “civilizzazione” e benessere che vengono sbandierate ai quattro venti delle istituzioni borghesi.
Il Niger è stato fra l'altro anche una delle tappe del tour africano dei ministri degli Interni e degli Esteri Piantedosi e Tajani di poche settimane fa, che ne hanno nuovamente riconosciuto il ruolo di “paese prioritario per la cooperazione italiana ”.
Ma Crosetto e Meloni hanno intenzione di realizzare una nuova “Campagna d'Africa”, anche sulla scia della volontà del comando Usa Africom supportato anche dall'Italia; l'organismo imperialista internazionale a fine ottobre ha annunciato che all’annuale esercitazione Flintlock del 2026 prenderanno per la prima volta parte entrambi i governi libici grazie soprattutto alla “mediazione” italiana.
Stesso discorso per le forze presenti in Mauritania e Costa d’Avorio, ed anche l'invio di una forza internazionale “di sicurezza” a Gaza ideata dal presidente Usa Donald Trump che ha ricevuto la vergognosa benedizione dell’Onu, dovrà essere adeguatamente accompagnata in qualche modo da truppe e armamenti tricolori.
L'imperialismo italiano non vuole fare nessun passo indietro che potrebbe penalizzare gli ingenti profitti dell'industria militare nostrana, ecco perché nonostante l’annuncio della dismissione da fine 2026 della missione Unifil nel sud del Libano, Crosetto ha detto di avere l’intenzione di restarci proponendo al parlamento un ampliamento della missione bilaterale.

Il governo neofascista pronto alla Legione straniera
A dar manforte a Meloni e Crosetto, è intervenuto poi il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, già Consigliere Militare del presidente del Consiglio dei Ministri, che ha parlato dell'introduzione della leva volontaria, come “un’occasione di riscatto per i giovani di tanti territori difficili che non hanno offerto loro nessuna alternativa di riscatto o di crescita ”, offrendo dunque quale alternativa alla mancanza di lavoro ed alla povertà, la possibilità di imbracciare un fucile per imporre gli interessi della borghesia e dell'imperialismo nostrano. Ma Tricarico sa bene che i sondaggi sul rapporto fra i giovani e l'esercito sono chiari (oltre il 68% dei giovani ha infatti dichiarato di non essere disposto ad arruolarsi in caso di conflitto armato, e il 53% è addirittura contrario al ripristino della leva obbligatoria) e guarda già oltre, proponendo sostanzialmente la nascita di una “legione straniera” italiana.
Il governo Meloni prende spunto dall'omonimo corpo scelto dell'esercito francese istituito nel 1831 dal re Luigi Filippo d'Orléans per le operazioni coloniali in Algeria nei quali il tricolore transalpino si è macchiato di crimini indicibili nei confronti della popolazione locale. La Legione è stata storicamente un rifugio per chi voleva trovare una via d'uscita dalle condizioni di povertà e miseria, ma anche un'opportunità per biechi mercenari senza scrupoli che potevano lasciare alle spalle il proprio Paese diventando un feroce strumento dell'imperialismo francese.
Tricarico ha infatti affermato che serve urgentemente “un decreto flussi anche per i militari, un meccanismo premiale per chi viene a fare il militare in Italia da alcuni Paesi selezionati come Libia, Egitto e Somalia. Personale che ci sarà utile anche nelle missioni in cui saremo chiamati a operare. ”.
Insomma l'immigrato che “serve” il nostro Paese armi in pugno per gli interessi dell'imperialismo italiano, per il governo Meloni è un privilegiato rispetto a chi offre il suo lavoro per quattro spiccioli nei campi di pomodori o nell'edilizia, senza alcuno staccio di diritti, e con paghe da fame. E magari, come accade tuttora in Francia, una volta arruolati, i legionari potranno richiedere una nuova identità e, dopo tre anni di servizio, la cittadinanza italiana. D'altra parte, le vergognose e sanguinarie vie dell'imperialismo sono infinite, almeno finché il proletariato non deciderà che è l'ora di farla finita e di relegare questo sistema politico ed economico nella pattumiera della storia.
Che la piazza abbatta il governo Meloni e tutti i suoi ministri fermando questo sciagurato piano bellicista ed imperialista, e con esso stronchi sul nascere la manovra finanziaria insieme a tutte le controriforme che l'esecutivo neofascista ha messo in cantiere, da quella sulla separazione delle carriere dei magistrati al presidenzialismo. I marxisti-leninisti hanno fatto, fanno e faranno sempre la loro parte.

17 dicembre 2025