Dopo aver scontato 5 anni per mafia
Arrestato di nuovo Cuffaro “A capo di un sistema di potere”
L'ex governatore della Sicilia è accusato di corruzione e traffico di influenze

Dieci anni dopo la sua scarcerazione, dopo la condanna a 7 anni per favoreggiamento aggravato alla mafia, Totò Cuffaro è finito di nuovo ai domiciliari. Il gip di Palermo ha disposto gli arresti domiciliari per l'ex presidente della Regione siciliana indagato a vario titolo, insieme ad altre 17 persone, per associazione a delinquere, turbativa d'asta e corruzione. La misura cautelare era stata chiesta dalla Procura agli inizi di novembre. Il gip che, come prescrive la legge, ha interrogato gli indagati prima di decidere, ha invece respinto la richiesta di arresto di Saverio Romano, deputato e coordinatore di Noi Moderati, anche lui coinvolto nell'inchiesta. A novembre la procura guidata da Maurizio de Lucia accusava gli imputati di associazione a delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti.
Nell’inchiesta del Ros, che coinvolge 18 persone in un presunto giro di appalti truccati nella sanità, “Vasa Vasa” ricoprirebbe il ruolo apicale dell’associazione, in virtù della sua “militanza politica di lungo corso” e del ruolo di governatore dal 2001 al 2008, circondato dal cerchio magico di uomini suo partito, la Democrazia Cristiana Sicilia rifondata nel 2020. Tra loro c’è il capogruppo della Dc all’assemblea siciliana, Carmelo Pace, poi Vito Raso, segretario particolare dell’assessore regionale alla famiglia, Nuccia Albano, e Antonio Abbonato. I pm guidati da Maurizio De Lucia hanno chiesto i domiciliari per l’ex presidente e altre 17 persone.
Secondo i magistrati fanno parte di una rete che condiziona “concorsi, gare, appalti e procedure amministrative in cambio di somme di denaro, posti di lavoro e contratti di subappalto”. Un quadro di “attualissimo potere” attivo “nella gestione strategica dei posti di maggiore responsabilità nel mondo della sanità”. Gli inquirenti parlano di “influenza” e “ingerenza” esercitate anche grazie al dialogo con Renato Schifani: il governatore è estraneo all’indagine, ma viene citato decine di volte negli atti d’inchiesta sul suo predecessore. L’ex governatore e suoi adepti si sarebbero proposti a società e imprenditori come intermediari e interlocutori per alcune gare di appalto. Come quella per “l’ausiliariato” bandita dall’asp Siracusa, per la quale Cuffaro, Abbonato, il deputato Francesco Saverio Romano (ex ministro dell'agricoltura con Berlusconi, oggi in Noi Moderati) e l’ex deputato calabrese Ferdinando Aiello (già Pd e Italia Viva) insieme al dg Asp Siracusa, Francesco Maria Caltagirone, avrebbero accettato “la promessa di assunzioni, contatti, subappalti e altri vantaggi” offerti da Mauro Marchese e Marco Dammone, della Dussmann Service Srl, poi vincitore dell’appalto. Per futuri sub-appalti, la Dussmann avrebbe potuto rivolgersi all’euroservice Srl, amministrata da Sergio Mazzola, sponsorizzato da Romano.
Indagati anche Giuseppa Di Mauro (rup della procedura) e i tre componenti della commissione aggiudicatrice della gara: Paolo Bordonaro, Vito Fazzino e Paolo Emilio Russo. Poi c’è il concorso pubblico dell’azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo, per 15 posti a tempo indeterminato per operatore socio sanitario. Roberto Colletti, prima commissario straordinario e poi direttore generale dell’azienda ospedaliera, e Antonio Iacono, direttore del Trauma Center e presidente della commissione esaminatrice, avrebbero fornito le tracce del concorso in anteprima a Cuffaro e Raso, che le avrebbero messe a disposizione di alcuni candidati. In cambio i manager avrebbero ricevuto l’appoggio politico per la riconferma dei loro ruoli dirigenziali. Cuffaro-Pace in qualità di “intermediari”, avrebbero ricevuto somme di denaro da Alessandro Vetro, poi consegnate al dg del Consorzio di bonifica occidentale della Regione Sicilia, Giovanni Giuseppe Tomasino, affinché favorisse le società di Vetro negli appalti del consorzio.
Salvatore Madonia, direttore sanitario dell’Asp di Siracusa (non indagato), vuole essere trasferito a Palermo su di lui Cuffaro ha detto: “Ho stretto ai fianchi Schifani, quindi diventerà una cosa buona” , dice l'ex governatore.
C’è poi Roberto Colletti, che nel gennaio 2024 sperava di diventare direttore generale dell’ospedale civico (otterrà invece la nomina alla clinica Villa Sofia). “Prima vedo Schifani e poi te, vediamo che aria tira” , diceva Cuffaro. Che poi rassicurava il manager: “Credo di aver aperto uno spiraglio importante. Alla fine sarò costretto a rinunciare ad Agrigento se no il Civico non me lo danno. Ho detto: non voglio rotti i coglioni” . “Noi abbiamo Enna, Palermo e Siracusa ”, si vanta. “Poi con calma ragioniamo su due strutture dove noi abbiamo la golden share” , diceva a un imprenditore interessato a un appalto. Se invece qualcuno si metteva sulla sua strada, rischiava una sfuriata come Luca Sammartino, leader della Lega in Sicilia e potente assessore all’agricoltura, che Cuffaro convoca a casa sua per aver ostacolato il direttore generale del Consorzio di Bonifica Sicilia Occidentale, Giovanni Tomasino, suo fedelissimo, ''Vasa Vasa'' è infuriato: “Se tu non torni indietro ti rompo i coglioni su tutto. Io da oggi faccio l’assessore all’agricoltura!” . Poi avverte Sammartino che difenderà il suo uomo “a oltranza” perché gli è stato vicino quando ha avuto “un’avventura complicata che mi ha tenuto lontano cinque anni” (cioè il carcere).
Tra gli innumerevoli episodi monitorati dal Ros, ci sono anche le trasferte romane di Cuffaro. Nella Capitale, Vasa Vasa incontra una vecchia conoscenza, Salvatore ‘Totò’ Calvanico, suo ex superconsulente, al quale nel 2021 il tribunale delle misure di prevenzione di Trapani ha sequestrato 155 mila euro, che sarebbero il frutto di tangenti percepite quando era manager. Calvanico gli presenta l’ex poliziotto Filippo Paradiso che voleva parlargli. Sarebbe stato proprio l’ex agente, secondo i racconti di Cuffaro, a informarlo che era intercettato. I tre si ritroveranno insieme a cena il 19 marzo 2024 al ristorante “Al Ceppo”, a cui partecipa anche Salvatore Albano, presidente della Fondazione Istituto Giglio di Cefalù, e l’imprenditore di Salemi, Antonino Scimeni,che secondo il collaboratore di giustizia Salvatore Lanzalaco avrebbe intrattenuto rapporti con i “cugini Salvo, l’ex deputato Giuseppe Giammarinaro e con esponenti della famiglia mafiosa mazarese” .
Così il gip di Palermo nella ordinanza cautelare nei confronti di Cuffaro: "Con il 'sistema' gli indagati agivano per rafforzare le potenzialità del partito di nuova costituzione, individuando come strategia principale quella di condizionare l'andamento di appalti pubblici, e più in generale di procedure amministrative, tramite pubblici funzionari fidelizzati, operativi nei seguenti settori: i consorzi di Bonifica, anche grazie al ruolo di Dirigente Generale del Consorzio di per la Sicilia Occidentale ricoperto da Giovanni Giuseppe Tomasino, e la sanità pubblica, soprattutto nena città di Palermo - anche grazie all'appoggio fornito da Roberto Colletti, Direttore Generale di Villa Sofia-Cervello - nella città di Siracusa - ove è Direttore Generale dell' ASP un altro soggetto molto vicino a Cuffaro" : Cuffaro, "con pervicacia e spregiudicatezza, ha sistematicamente 'sfruttato' il 'potere politico' più parti riconosciutogli e approfittato delle conoscenze dirette esistenti con pubblici ufficiali, dallo stesso reputati "influenzabili" in ragione del supporto politico garantito, per assecondare e favorire le richieste avanzate da privati, concludendo accordi illeciti, con grave compromissione dell'interesse pubblico" , scrive ancora nella ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari il gip.
Disposti gli arresti per altri due indagati in uno dei filoni dell’inchiesta, che riguarda l’assunzione di 15 operatori sociosanitari dopo un concorso pubblico in cui sarebbero stati commessi degli illeciti. Sono l’ex direttore generale dell’azienda ospedaliera Villa Sofia – Cervello di Palermo, Roberto Colletti, e Antonio Iacono, direttore del centro traumatologico (un reparto specializzato nella cura di pazienti con lesioni gravi) della stessa azienda e presidente della commissione d’esame.
Il giorno dopo la perquisizione a casa sua, Totò Cuffaro ha ammesso davanti ai carabinieri del Ros: “Sul concorso per gli operatori socio sanitari di Villa Sofia ho fatto una minchiata” . Le intercettazioni l’hanno incastrato. L’8 giugno dell’anno scorso, fu registrato da una microspia mentre riceveva a casa una candidata di quel concorso, accompagnata dal padre, e le passava un foglio con le domande: “Qua ci sono gli argomenti”. L’ex governatore spiegava: “In ogni busta ci saranno tre di questi... faranno tre buste che sorteggerete. E nelle buste ci sono gli argomenti”. Cuffaro rassicurava la candidata: “Quattro fesserie sono... però te li devi studiare tutte... per questo ti ho fatto venire” .
Ennesimo spaccato del marciume delle forze politiche di destra e di ''sinistra'' del regime capitalista neofascista e di come la sanità pubblica, sempre più disastrata, sia diventata un'autentica mangiatoia per i pescecani capitalisti, le mafie e i politicanti borghesi sulle spalle del diritto alla salute negato alle masse siciliane.
Anche se non indagato il governatore Schifani di fronte a uno scenario simile dovrebbe rassegnare le dimissioni.
 

17 dicembre 2025