A meno di due anni dal suo insediamento
Con la giunta Todde la condizione sanitaria in Sardegna peggiora
Dimissioni dell’assessore Bartolazzi: nel “campo largo” c’è la caccia alle poltrone
Dal corrispondente di Sassari de “Il Bolscevico”
Colpo di scena nella maggioranza di “campo largo” in Sardegna: l'assessore tecnico alla sanità Armando Bartolazzi si è dimesso sbattendo la porta. Una figuraccia per la presidente Todde che lo nominò in giunta per l'esperienza di sottosegretario nel primo governo Conte: "ho più consensi all'opposizione che in maggioranza dove c'è la caccia alle poltrone" ha dichiarato l'ex assessore condizionando la sua permanenza in carica ad un accordo trasversale in Consiglio regionale che gli garantisca carta bianca.
A meno di due anni da inizio legislatura la condizione sanitaria dell'isola peggiora: le liste di attesa per visite, controlli e interventi chirurgici sono ancora lunghe; tramite il CUP i pazienti possono essere smistati su qualsiasi presidio territoriale dedicato, sobbarcandosi lunghe e distanti trasferte; le sedi di medicina di base senza titolare aumentano specialmente nei medi e piccoli centri abitati e con il disposto accorpamento dei distretti sanitari, dei pronto soccorso, delle guardie mediche, contribuiscono ad allontanare i servizi sanitari dai pazienti.
Il riformismo del “campo largo” borghese appena partito mostra di avere già il fiato corto, privo com'è di sostanza e strumenti per realizzare il benessere sanitario gratuito delle masse popolari, che sono la maggioranza della popolazione: a quale scopo allora continuare a far sopravvivere le imbelli istituzioni politiche regionali attraverso il rituale elettorale, che alterna formalmente destra e “sinistra”, se non per preservare il disegno antipopolare aziendalistico-massone nella sanità pubblica e privata?
I sindacati confederali sono ancora in illusoria attesa che la maggioranza di “campo largo”, passati quattro mesi, dia attuazione all'intesa dell'agosto scorso per migliorare e accelerare l'erogazione delle prestazioni sanitarie pubbliche e non si intravede un minimo barlume di accenno a uno sciopero generale per la sanità contro la giunta regionale.

17 dicembre 2025