Lettori de “Il Bolscevico” appoggiano la posizione del PMLI sul Venezuela
Un esempio di internazionalismo che chiama all’azione e alla solidarietà concreta
Il comunicato del PMLI a sostegno del popolo venezuelano è una parola salutare di verità in mezzo al coro servile degli epigoni del capitale: denuncia l’aggressione imperialista, smaschera la menzogna pretestuosa del “narcotraffico” (e del sedicente furto di petrolio) e chiama per quello che è un'operazione di dominio nonché di predazione delle risorse.
Questa presa di posizione netta e senza tentennamenti (ribadita nel manifesto sul tema) è esemplare: in tempi di normalizzazione dell’ingiustizia, attestarsi dalla parte della sovranità dei popoli è un atto politico e morale necessario. Non c’è filosofia che tenga se non si parte dalla realtà concreta: il tentativo di umiliare e strangolare la Repubblica bolivariana non è un conflitto lontano o “diplomatico”: è un problema di vita o di morte per la dignità dei popoli. Qui la questione è semplice e drammatica al contempo: da un lato l’imperialismo che vuole imporre i propri governi-satellite e mettere le mani sul petrolio (e altre risorse); dall’altro la resistenza popolare che, pur con limiti e contraddizioni interne, difende un progetto di autodeterminazione e di giustizia sociale. Difendere il Venezuela significa opporsi al procedere inarrestabile della logica di saccheggio globale e della spartizione del mondo ordita dai blocchi interimperialisti dell'Ovest e dell'Est.
L’accusa rivolta al governo italiano - chiamato a condannare senz'indugio l’atto del “padrone del mondo” - suona non come isterismo, bensì come denuncia lucida dell’alternativa tra servitù e dignità. Chiamare per nome i complici ideali e politici di quest’ordine - e ricordare che chi fa il padrone spesso trova esecutori anche tra i governi europei - è un dovere di coscienza. La mobilitazione proposta nell’appello è quindi non solo legittima, ma pure indispensabile: opinione pubblica, intellettuali, lavoratori ed associazioni devono costituire quel fronte unito che rifiuta la guerra come strumento di dominio.
In conclusione, questo comunicato e l’appello accluso sono un esempio di internazionalismo che non si accontenta di parole: sono una chiamata all’azione, alla solidarietà concreta e alla costruzione di mobilitazioni di massa per la pace e la giustizia sociale. Non si tratta di tifare per un leader, bensì di schierarsi contro l’ordine mondiale che saccheggia i popoli e di rivendicare la sovranità degli oppressi.
Avanti con chiarezza, con coraggio, con organizzazione, con la consapevolezza che solo con i cinque Maestri internazionali del proletariato e il loro discepolo italiano, Giovanni Scuderi, potremo vincere.
Scacciamo ogni suggestione pseudomarxista di multilateralismo a guida sino-russa!
Cartesio- Napoli
Concordo pienamente con il comunicato
Concordo pienamente con il comunicato del PMLI, quali saranno le mosse future dell'uomo che voleva a tutti i costi il premio Nobel per la pace? Oltre al petrolio venezuelano punterà a Panama? Alle ricchezze del Brasile? Con praticamente nessun oppositore alla sua politica, anche quando aggredisce premeditatamente un Paese, non ha nemmeno bisogno di servirsi della CIA per i lavoretti sporchi, può farlo alla luce del sole compiacendo così anche i suoi principali sostenitori dell'industria bellica.
Trump e chi lo sostiene devono essere fermati, boicottati, esclusi da qualsiasi processo politico. Non può valere sempre e solo la legge del più forte.
Davide - Milano
Mi accodo fermamente
Mi accodo fermamente al vostro comunicato.
Già nell'estate scorsa avevo denunciato, tramite e-mail a voi inviate, i tentativi del governo Biden (ora proseguiti dal criminale di guerra Donald Trump) di appropriarsi delle risorse del Venezuela tramite l'istituzione di un governo fantoccio, presieduto da Gonzales (che partecipò all'Operazione Centauro uccidendo migliaia di cattolici appartenenti alla Teologia della Liberazione).
Non ci sono riusciti sul versante elettorale, e hanno fatto ricorso all'uso della forza per mettere le mani sull'industria petrolifera venezuelana.Tale obiettivo è stato confermato dallo stesso Donald Trump, ma ancora prima dal Capo di Gabinetto della Casa Bianca, Susie Wiles in un'intervista a Vanity Fair
, poi contestata ma alla fine risultata veritiera. Nell'intervista, la Wiles aveva messo in luce come buona parte della popolazione americana non fosse d'accordo con l'aggressione militare ai danni del governo di Caracas, ma che su pressione delle Big Oil e del Pentagono fosse necessario un intervento militare.
Tale aggressione è stata giudicata quale violazione del diritto internazionale da parte della UE che nell'estate 2024 aveva spinto, in collaborazione con l'amministrazione Biden, per invalidare le elezioni, senza però trovare una benché minima traccia di brogli.
Peraltro, l'operazione militare, che a questo punto si configura come un vero e proprio tentativo di golpe sanguinoso, aveva incontrato la ferma opposizione del premier britannico Starmer e di quello francese Macron.
In questo scenario drammatico stupisce come la premio Nobel per la Pace, Maria Corina, non abbia condannato né espresso alcuna parola di cordoglio per i morti e feriti del proprio popolo (avvenute in seguito all'aggressione statunitense), di cui ha sempre sostenuto i diritti.
Domenico Varavallo- provincia di Napoli
Concordo
Concordo col comunicato del PMLI sul Venezuela.
Nicola Spinosi - Firenze
14 gennaio 2026