Secondo un'inchiesta della Redazione de “Il Bolscevico”
Forte emergenza abitativa a Napoli
I dati Svimez inchiodano la giunta Manfredi alle proprie responsabilità politiche
Redazione di Napoli
Il diritto alla casa a Napoli e in Campania è diventata vera e propria emergenza abitativa. Lo denunciamo da anni attraverso Il Bolscevico
, ma ora a supportare ancora di più la tesi marxista-leninista è il rapporto Svimez di fine anno che fotografa un 2025 spaventoso con il diritto ad una abitazione ormai pallido ricordo per le famiglie più povere e disagiate, per le giovani coppie e per gli anziani pensionati o no, per non dire dei disoccupati e per gli invalidi civili e gli inabili al lavoro. Un quadro devastante che riguarda tutto il Mezzogiorno con la comparazione tra la povertà assoluta che colpisce un inquilino su quattro.
A Napoli - grazie anche ad una piccola inchiesta della nostra Redazione - questo dato è particolarmente amplificato perché il 52% dei napoletani non ha una casa di proprietà, vive in affitto o in situazioni abitative precarie, come nel quartiere Ponticelli dove, nella via Provinciale Botteghelle a Portici e via Manlio Rossi Doria, decine di famiglie e centinaia di persone rischiano lo sfratto avendo occupato le case vuote. A questo dato si aggiunge l’incredibile aumento degli sfratti che passano da poche decine a circa 10mila richieste esecutive attivate presso il Tribunale di Napoli, con l’avvertimento che se entro trenta giorni le famiglie non si allontano dalle occupazioni, si procederà allo sfratto immediato.
A confondere le acque ci ha pensato l’inganno propugnato dalla giunta antipopolare del neopodestà e barone Manfredi della “indennità di occupazione” che gli inquilini occupanti devono versare in attesa che la loro sorte venga decisa; o ancora casi dove viene promesso un contratto di locazione o un futuro provvedimento di concessione per una abitazione o un negozio e nel frattempo pagare un “canone” non meglio identificato, come è accaduto nel quartiere della Sanità.
Un altro dato significativo che si innesta in questa emergenza abitativa è relativa al mercato immobiliare che vede l’altissima quota di abitazioni non utilizzate, come immobili abbandonati, case usate in modo discontinuo o appartamenti fatiscenti che sono impossibili da viverci salvo interventi “strutturali” degli occupanti che alla buona si arrangiano, spesso senza luce. La questione della casa non si ferma e vede anche il gravissimo e non risolto problema delle decine di abitazioni in mano ad un singolo proprietario che decide di non fittarle a prezzi bassi in attesa del conduttore facoltoso o che vengano date le concessioni per fare un “bed and breakfast”. Ci sono poi i casi frequentissimi ormai nei quartieri popolari di centro città, soprattutto l’ampia zona storica partenopea, dove vi sono centinaia di case vuote alcune delle quali addirittura guardate a vista da vigilantes a pagamento per evitare che vengano occupate. Un fatto di una gravità inaudita non solo per l’aumento delle famiglie povere che spesso sono costrette a vivere in roulotte o auto improvvisate come mini-abitazioni, ma anche dal fatto che non c’è alcuna ordinanza che intervenga immediatamente a requisire le case sfitte per consegnarle a quella parte delle masse popolari che vive il disagio del momento.
Le responsabilità politiche sono tutte della giunta antipopolare guidata dal barone neopodestà Manfredi e dai suoi assessori all’urbanistica, Laura Lieto, e alle politiche sociali, Chiara Marciani. La mancanza, poi, di edilizia sociale, l’assenza (clamorosa) di un piano regionale e comunale delle abitazioni, sta incentivando le masse a spostarsi in provincia o abbandonare proprio il cuore del capoluogo campano. Una fuga che non solo sta svuotando la città e il centro, in favore della turistificazione selvaggia e senza scrupoli, con i residenti che sono diventati meno di un milione.
14 gennaio 2026