Il settore edile il più colpito
Non si ferma la strage operaia sul lavoro in provincia di Napoli
Redazione di Napoli
Una strage continua quella della classe operaia a Napoli e in Campania, regione che ha ormai il triste record nazionale delle morti sul lavoro nel territorio.
È veramente agghiacciante la sequenza degli ultimi mesi che riportiamo qui colmi di dolore e vicinanza alle famiglie: Nicola Defenza, 63 anni, precipita a Mugnano di Napoli dal tetto di un capannone ad ottobre; a novembre Marco Iazzetta, 63 anni, muore dopo due mesi di agonia in ospedale, per una caduta da una palazzina in costruzione avvenuta a settembre; Nicola Garofalo, 63 anni, muore schiacciato da un mezzo industriale nel sito di stoccaggio ecoballe in zona Taverna Del Re, a Licola, Giugliano in Campania a dicembre; nello stesso mese vittima di “omicidio bianco” è l’operaio Giacomo Burtone, 49 anni, trovato morto in un cantiere travolto da un container. In ultimo ha aperto l’anno 2026 con il sangue la morte di Romeo Spera, 53 anni, che ha lasciato la vita ad Acerra dopo due settimane di agonia in ospedale a seguito di un grave incidente in un deposito dove lavorava.
Una vera e propria strage sul lavoro, che spesso riguarda operai edili, frutto delle perenni e mai risolte carenze di sicurezza nei cantieri e in altri settori specialmente per lavori precari e irregolari: si pensi soltanto alla cronica mancanza dei dispositivi di sicurezza minimi come i caschi e le cinture che puntualmente non vengono fatte indossare durante il lavoro.
D’altronde i dati del 2025 sono inequivocabili e mostrano un preoccupante aumento degli infortuni e delle morti sul lavoro in Campania, con Napoli in testa con 30 morti e la Campania con 64 in aumento rispetto al 2024 (dati dei primi di novembre 2025), e migliaia sono le denunce di infortuni (oltre 13.000 nei primi sette mesi), con il settore edilizio in prima posizione, seguito da quello manifatturiero e dei trasporti tra i più colpiti, evidenziando “un'emergenza sicurezza che richiede maggiore prevenzione e cultura della sicurezza”, secondo INAIL e ANMIL.

14 gennaio 2026