Intimidazione alla Cgil con cinque colpi di pistola

Nella notte tra il 6 e il 7 gennaio contro la sede della Cgil del quartiere romano di Primavalle sono stati sparati – verosimilmente con una pistola munita di silenziatore perché nessuno dei residenti sembra avere udito nulla - cinque colpi di arma da fuoco, uno su ciascuna delle vetrate e delle serrande dell’edificio che ospita la sede sindacale.
Ad accorgersi dell’accaduto sono stati i lavoratori della Cgil quando, la mattina del 7 gennaio, si accingevano ad aprire gli uffici, e hanno immediatamente chiamato la polizia la quale, giunta sul posto per i rilievi, constatava che i colpi di arma da fuoco erano stati esplosi esclusivamente contro le vetrate e le serrande della Cgil senza coinvolgere altri locali adiacenti, per cui è evidente che l’atto è stato compiuto esclusivamente contro la Cgil. Gli investigatori hanno anche trovato due ogive dei proiettili utilizzati nell’attentato.
Il segretario generale della Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola, ha subito preso una ferma posizione sul gravissimo gesto: "in attesa che le indagini – ha affermato - facciano il loro corso, auspichiamo che i responsabili vengano individuati e che le motivazioni di questo gesto vengano chiarite nel più breve tempo possibile. Una cosa, però, è certa: non ci lasciamo intimidire. Continueremo a essere presenti nei territori e a fare la nostra parte, per dare risposte alle tante persone che si rivolgono alle nostre sedi" .
Le indagini della Procura di Roma sono ovviamente in corso per accertare la dinamica dei fatti e individuare i responsabili: le uniche certezze finora sono che è stata un’intimidazione espressamente mirata contro la Cgil e l’assoluta assenza di rivendicazioni.
Ciò che è accaduto è gravissimo, perché testimonia il fatto che attualmente in Italia ci sono individui, e presumibilmente organizzazioni, che osteggiano il principale sindacato dei lavoratori italiani e sono in possesso di armi da fuoco utilizzate, per ora, solo contro beni ma che in un futuro potrebbero essere utilizzate contro sindacalisti o lavoratori.
La Cgil, in attesa dei risultati dell’indagine, ha comunque assicurato che l’attività sindacale proseguirà senza alcun arretramento, anche se in una nota ha messo in risalto le difficoltà crescenti dovute a un clima di ostilità e delegittimazione costante dell’organizzazione sindacale che, è bene ricordarlo, proviene soprattutto da esponenti del governo Meloni e della maggioranza parlamentare che lo sostiene nonché da giornalisti di destra.
Oltre che con le parole, la risposta concreta della Cgil non si è fatta attendere, perché già il giorno dopo la scoperta dell’attentato un grande striscione rosso campeggiava davanti alla sede della Cgil di Primavalle: su di esso vi era la scritta “porte aperte”, a significare l’apertura del sindacato a tutta la società civile democratica e a tutti i lavoratori.
E lo stesso striscione è stato portato in prima fila durante il corteo organizzato da Cgil Roma e Lazio insieme a Cgil Civitavecchia, Roma Nord Viterbo che ha attraversato il 9 gennaio il quartiere romano di Primavalle, e che ha visto la partecipazione di oltre tremila persone guidate dal segretario generale Maurizio Landini, che era in prima fila. La marcia è partita da piazza San Zaccaria Papa ed è arrivata nel cortile dove si affaccia la sede, mentre i manifestanti hanno intonato “Bella ciao” e “Ora e sempre resistenza”.
“Quella contro la sede della Cgil di Primavalle – ha detto Landini, intervistato sul posto – è una grave intimidazione non solo ai danni della nostra organizzazione, ma contro tutte le realtà che vogliono dare voce alle persone, rappresentarle e provare a risolvere i problemi concreti dei territori” .
A prendere una netta posizione è stato anche Natale Di Cola, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio: “ieri, quando siamo tornati qui – ha affermato al termine della manifestazione - il telefono non smetteva di squillare. Le persone del quartiere chiamavano perché vivono questo luogo come uno spazio di democrazia e di tutela dei diritti”. “La grande presenza di oggi – ha concluso Di Cola – ci dice che stiamo dalla parte giusta. Chi pensava di intimidirci ha sbagliato indirizzo. Qui non si chiude, qui si apre”.
Tutte le istanze locali della Cgil in Italia così come la Cisl, la Uil e tutti i sindacati autonomi hanno espresso solidarietà alla Cgil, come del resto hanno fatto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, numerosi altri esponenti politici progressisti e democratici, ai quali si unisce il PMLI e il suo organo Il Bolscevico i quali manifestano alla Cgil tutta – e in modo particolare a Cgil Roma e Lazio nonché a Cgil Civitavecchia, Roma Nord Viterbo che hanno sede nei locali colpiti dal vile attentato – una forte solidarietà militante.

14 gennaio 2026