Perugia: Due presidi. Il PMLI diffonde i volantini “Giù le mani dal Venezuela”. La sindaca di Perugia Ferdinandi e la governatrice umbra Proietti disertano la piazza
Dalla corrispondente del PMLI per l'Umbria
Il 4 gennaio all'indomani dell'aggressione al Venezuela da parte del criminale di guerra Trump a Perugia si è svolto un presidio di condanna degli Usa al grido “Giù le mani dal Venezuela”.
Il presidio è stato organizzato da Unione sindacale di base, Potere al popolo, Osa, Cambiare Rotta e altre associazioni ed ha visto un centinaio di manifestanti, provenienti anche da Terni, riuniti in viale Indipendenza, davanti alla sede Rai.
Lunedì 5 gennaio, sfidando pioggia e freddo, si è svolto un altro presidio nella centrale Piazza Italia sotto il loggiato che ospita l'ingresso della Prefettura. L'appuntamento è stato organizzato dalla Camera del Lavoro della CGIL di Perugia che ha invitato tutte le forze democratiche, partiti, associazioni, popolazione a scendere in piazza in difesa del diritto internazionale.
Presenti oltre alla CGIL, UDU, Spi CGIL, AVS, Rete studenti medi, Rifondazione, PD, Rete della conoscenza, ANPI, Umbrialeft e il PMLI.Umbria che ha partecipato distribuendo copie del volantino “Giù le mani dal Venezuela” riportato anche nel “corpetto”.
Durante il presidio si sono succeduti alcuni interventi nei quali è stata ribadita la volontà di costruire un percorso di mobilitazione creando coscienza e controinformazione rispetto alle casse di risonanza governative mediatiche e denunciato che l'aggressione di Trump è di stampo imperialista. Denunciata seppur debolmente la posizione connivente con Trump da parte del governo Meloni, propagandando come soluzione l'alternanza elettorale con un partito più “democratico”. Rifondazione ha tentato di fare un intervento più a “sinistra” rispetto agli altri, richiamando alla lotta per il socialismo, però quello di Cuba e di Chavez invece che quello dei 5 grandi Maestri del proletariato internazionale.
All'appuntamento non erano presenti né la sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi, né la governatrice Stefania Proietti, entrambe rappresentanti del “centro-sinistra” che hanno preferito evidentemente non esporsi.
14 gennaio 2026