Senza soste i criminali bombardamenti russi e le morti e distruzioni civili in Ucraina
Zelensky: “L’obiettivo è la fine della guerra, non la fine dell’Ucraina”
Presentata la bozza del Piano di pace in 20 punti
La coalizione dei volenterosi dissuade la Russia da ulteriori future aggressioni
Natale e Capodanno, di fuoco in Ucraina. Nessuna festività ha fermato l’aggressione nazizarista russa all’Ucraina. I criminali bombardamenti di Mosca con droni e missili hanno colpito e distrutto edifici civili, provocato morti e distruzioni, messo all’agghiaccio centinaia di migliaia di famiglie costrette ad affrontare il gelido inverno senza riscaldamento e elettricità.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha salutato gli ucraini alla vigilia di Natale, affermando che, "nonostante tutte le sofferenze che ha portato", la Russia non è in grado di "occupare" ciò che più conta: l'unità dell'Ucraina. "Celebriamo il Natale in un momento difficile. Purtroppo, non tutti siamo a casa stasera. Purtroppo, non tutti hanno ancora una casa. E purtroppo, non tutti sono con noi stasera. Ma nonostante tutte le sofferenze portate dalla Russia, non è in grado di occupare o bombardare ciò che più conta. Questo è il nostro cuore ucraino, la nostra fiducia reciproca e la nostra unità", ha detto Zelensky.
Solo negli ultimi giorni l’8 gennaio quattro civili sono rimasti uccisi negli attacchi russi sferrati nel sud dell'Ucraina. Ad annunciarlo sono state le autorità locali. Nella regione di Kherson un uomo è rimasto ucciso nell'attacco di un drone vicino a Beryslav, secondo quanto riportato su Telegram dal governatore Oleksandr Prokudin. Un'altra persona è rimasta ferita. Tre persone sono invece rimaste uccise nella parte centrale della città di Kherson, dove si sono registrati anche due feriti. "Non c'è assolutamente alcuna giustificazione militare negli attacchi al settore energetico e alle infrastrutture che lasciano le persone senza elettricità e riscaldamento durante l'inverno. Questa è la guerra della Russia appositamente contro il nostro popolo, contro la vita: un tentativo di spezzare l'Ucraina". Lo scrive su X Zelensky dopo l'attacco russo nelle regioni di Dnipro e Zaporizhzhia. "È importante - ha aggiunto - che i nostri partner in tutto il mondo rispondano a questo deliberato tormento del nostro popolo da parte della Russia".
Il 9 gennaio il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha condannato gli attacchi della Russia contro le infrastrutture civili ucraine, tramite il suo portavoce, a seguito degli ultimi massicci attacchi aerei che hanno ucciso civili e lasciato metà degli edifici residenziali di Kiev senza riscaldamento. "Gli attacchi contro i civili e le infrastrutture civili violano il diritto internazionale umanitario. Ovunque si verifichino, sono inaccettabili e devono cessare immediatamente", ha aggiunto.
La Russia ha affermato di aver utilizzato un micidiale missile balistico a raggio intermedio, il cosiddetto “Oreshnik”, contro la regione di Leopoli. “Un attacco di questo tipo vicino al confine con l'UE e la NATO rappresenta una grave minaccia per la sicurezza del continente europeo e un banco di prova per la comunità transatlantica. Chiediamo risposte forti alle azioni sconsiderate della Russia. Stiamo informando gli Stati Uniti, i partner europei e tutti i paesi e le organizzazioni internazionali sui dettagli di questo pericoloso attacco attraverso i canali diplomatici", ha scritto su X il ministro ucraino degli Esteri Andrii Sybiha "È assurdo che la Russia cerchi di giustificare questo attacco con il falso ‘attacco alla residenza di Putin’ mai avvenuto. Un'ulteriore prova che Mosca non ha bisogno di vere ragioni per il suo terrore e la sua guerra", ha aggiunto.
Almeno altre quattro persone sono morte, e altre 19 sono rimaste ferite, in seguito agli attacchi massicci scagliati dalla Russia su Kiev. Secondo quanto riferito il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, "un paramedico è morto e altri quattro sono stati feriti mentre prestavano soccorso alle persone nel distretto di Darnytskyi". Nella notte del 10 gennaio le forze russe hanno ucciso 4 persone e ne hanno ferite 20 nei loro attacchi sulle regioni di Donetsk, Kharkiv e Kherson.
Dal 10 gennaio quasi 98mila famiglie in 212 insediamenti grandi e piccoli nella regione di Kiev sono senza elettricità. Lo riferiscono le autorità locali, citate dai media, spiegando che le interruzioni sono dovute ai bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche, e che le riparazioni sono rallentate dal maltempo che sta provocando ulteriori danni.
Sul piano militare il 2 gennaio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato la sua intenzione di sostituire il ministro della Difesa e di aver offerto l'incarico a Mykhailo Fedorov, attuale ministro della Trasformazione digitale, di soli 34 anni. “Ho deciso di modificare la struttura del ministero della Difesa ucraino. Ho proposto a Mykhailo Fedorov la carica di nuovo ministro della Difesa ucraino”, ha dichiarato Zelensky nel suo discorso quotidiano trasmesso sui social network.
Le forze russe hanno avuto nel 2025 i loro più grandi successi militari sul fronte ucraino dal 2022. Lo ha rivelato un'analisi dell'Agenzia France Press basata sui dati dell'Institute for the Study of War (Isw), che collabora con il Critical Threats Project (Ctp). Secondo i dati di questi due think tank statunitensi specializzati nello studio dei conflitti, la Russia ha conquistato oltre 5.600 km, più che nel 2023 e 2024 messi insieme, pari allo 0,94% del territorio ucraino. Questo include aree controllate dalla Russia secondo Kiev e osservatori militari, così come quelle rivendicate dall'esercito di Mosca ma non confermate. Nel 2022, le forze russe avevano conquistato circa 64.000 km. Dopo il record di 700 chilometri quadrati a novembre, a dicembre Mosca ha occupato 244 km, l'avanzata mensile più lenta da marzo, ma ha accelerato l'offensiva nel Donbass, la regione orientale che intende annettere. Le forze di Mosca sono penetrate poi su altri 131 km nella regione di Zaporizhzhia, dove i bombardamenti si sono intensificati negli ultimi mesi. Alla fine di dicembre, Mosca controllava completamente o parzialmente il 19,4% del territorio ucraino. Circa il 7%, inclusa la Crimea e alcune zone del Donbass, era già stato occupato prima dell'invasione di febbraio 2022. Al contrario, la Russia ha perso 125 km nella regione di Kharkiv (est) e 55 km nella regione di Dnipro (centro-est), due aree per le quali il piano preparato dall'amministrazione americana propone il ritiro russo. Si è trattato delle riconquiste ucraine piuù significative dal giugno 2023, quando le forze di Kiev avevano condotto con successo una vasta controffensiva.
“In questo momento, le perdite russe ammontano a non meno di mille morti al giorno - e così è stato da dicembre", ha affermato l’11 gennaio il presidente ucraino Zelensky. "È così che la Russia sta essenzialmente pagando solo per impedire alla guerra di finire. Questa è follia e può essere fermata solo dalle forze combinate - le forze dell'Europa e degli Stati Uniti, le forze di tutti i nostri partner", ha aggiunto. "Ogni giorno di questa guerra è un promemoria che il mondo non può proteggersi dai pazzi. Dobbiamo proteggerlo. La Russia deve essere fermata”.
Sul piano diplomatico il 23 dicembre scorso, per la prima volta, il presidente ucraino Zelensky ha presentato alla stampa il progetto di piano di pace completo in 20 punti sostenuto da Ucraina e Stati Uniti. Il piano iniziale in 28 punti, che di fatto spingeva l’Ucraina verso la capitolazione, è stato
rielaborato in un quadro di 20 punti, oltre a sviluppare un progetto di garanzia di sicurezza a tre parti tra Ucraina, Stati Uniti ed Europa, nonché un accordo bilaterale di garanzia di sicurezza tra Ucraina e Stati Uniti. Se approvato, il documento finale deve essere firmato dai leader di Ucraina, Stati Uniti, Europa e Russia. Coloro che firmeranno un potenziale accordo da parte europea devono ancora essere decisi.
Il cessate il fuoco dovrebbe iniziare non appena l’accordo sarà firmato. Perché l’accordo abbia effetto deve essere ratificato dal parlamento ucraino e/o sostenuto dal popolo dell’Ucraina in un referendum che si svolgerebbe potenzialmente entro 60 giorni. Finora, l’Ucraina e gli Stati Uniti non hanno raggiunto un accordo su due questioni principali nel piano rivisto, punti 12 e 14 - il controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia occupata dalla Russia e il controllo della regione del Donbas, devastato dalla guerra dal 2014. L’accordo non menziona nemmeno le aspirazioni dell’Ucraina per l’adesione alla NATO.
Mosca ha già fatto sapere che intende chiedere cambiamenti nella bozza del Piano di pace; tra le controproposte che ha intenzione di inviare, vi è un inasprimento delle restrizioni previste per le Forze armate ucraine. Lo scrive l'agenzia Bloomberg, citando una fonte vicina al Cremlino, secondo cui la leadership russa considera il documento un "punto di partenza" per ulteriori negoziati che necessità però di cambiamenti, perché omette diverse disposizioni e non affronta molte questioni importanti per il Cremlino. La Russia considera il documento "un piano ucraino abbastanza tipico", ma lo studierà "a mente fredda", ha aggiunto la fonte. A detta della fonte, Mosca è insoddisfatta della mancanza di garanzie contro un'ulteriore espansione della NATO verso Est e dell'assenza di uno status neutrale per l'Ucraina in caso di adesione all'Unione Europea. Il Piano manca, inoltre, delle restrizioni sulle forze armate ucraine nel dopoguerra richieste dalla Russia, nonché di chiare garanzie sullo status della lingua russa. Inoltre, il Cremlino desidera "chiarezza sulla revoca delle sanzioni e sulle centinaia di miliardi di dollari di beni statali russi congelati in Occidente", riporta Bloomberg.
Il 29 dicembre in Florida, nella residenza di Mar-a-Lago, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “Siamo d’accordo sul fatto che le garanzie di sicurezza sono il traguardo chiave per raggiungere una pace duratura, e i nostri team continueranno a lavorare su tutti gli aspetti”, ha sottolineato Zelensky. Nel discorso di Capodanno il presidente ucraino ha invece scelto un numero per spiegare a che punto è la trattativa con Mosca: per Kiev, ha detto, l'accordo di pace con la Russia è "pronto al 90%", mentre resta "un 10%" che deciderà "il destino della pace, dell'Ucraina e dell'Europa". Un passaggio usato anche per fissare una linea: fine della guerra sì, a condizione che l'intesa preveda garanzie di sicurezza "solide" e non si traduca in un premio alla Russia e a Vladimir Putin. Gli Stati Uniti continuano a lavorare a un compromesso a cui contribuiscano fattivamente Russia e Ucraina ma senza che si sblocchi il nodo centrale, quello dei territori. Putin spinge perché l'accordo includa il controllo totale del Donbass. Zelensky avverte che un ritiro ucraino aprirebbe la strada a nuove avanzate e che Mosca, che occupa circa il 20% del Paese, verrebbe incoraggiata da ulteriori concessioni. Il leader ucraino ha bollato come 'inganno' l'idea che basti "ritirarsi dal Donbass" per chiudere la guerra: "Così suona la truffa quando la traduci dal russo", ha detto, sostenendo che una concessione oggi renderebbe più probabile un nuovo attacco domani.
Zelensky ha cercato anche di tenere alto l'umore del Paese ribadendo che l'obiettivo è "la fine della guerra, non la fine dell'Ucraina", insistendo sul fatto che gli ucraini sono esausti ma non disposti ad arrendersi. "È chiaro che, dopo tutti questi anni, non hanno ancora capito chi siano gli ucraini. Un popolo che ha resistito per 1.407 giorni di guerra su vasta scala. Fermatevi su questo numero: è più lungo dell'occupazione nazista di molte delle nostre città durante la Seconda guerra mondiale", ha ricordato, usando il dato come misura della tenuta del Paese e come messaggio verso l'esterno. Il discorso è arrivato poche ore dopo i contatti tra funzionari americani, incluso l'inviato speciale Steve Witkoff, e consiglieri per la sicurezza ucraini ed europei sui prossimi passi per rilanciare gli sforzi dipace nel nuovo anno. Intanto il nuovo zar del Cremlino e criminale di guerra Putin, nel suo messaggio di fine anno, ha invitato i russi a credere nella vittoria, rivolgendosi ai soldati definiti "eroi" e presentando la guerra come una battaglia "per la patria, la verità e la giustizia".
Il 6 gennaio la Coalizione dei Volenterosi riunitasi a Parigi, insieme ai rappresentanti di Ucraina e Stati Uniti, (presenti i presidenti di Lituania, Romania e Finlandia, i primi ministri di Albania, Belgio, Bulgaria, Grecia, Danimarca, Estonia, Islanda, Spagna, Italia, Canada, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Polonia, Portogallo, Slovenia, Croazia e Repubblica Ceca, i presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea, il Segretario generale della NATO, l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, i ministri di Austria, Irlanda e Cipro), ha convenuto sulla necessità di un sistema di monitoraggio “continuo e affidabile del cessate il fuoco”, sostegno alle Forze armate dell’Ucraina a livello militare e di armamenti, una “forza multinazionale per l’Ucraina”, composta da nazioni disposte, nell’ambito della Coalizione, a sostenere la ricostruzione dell’esercito ucraino, impegni vincolanti a sostegno dell’Ucraina nel caso di una futura aggressione russa. Una dichiarazione trilaterale a latere da parte di Francia, Regno Unito e Ucraina si è espressa nel dettaglio sul dispiegamento, sui numeri, sui tipi specifici di armi e sui componenti delle Forze Armate richiesti e in grado di operare in modo efficace.
Nonostante i progressi nei colloqui sulla pace per l'Ucraina ottenuti al vertice della Coalizione dei Volonterosi, le questioni territoriali "non sono state risolte al 100%", come ha ribadito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso della conferenza stampa a chiusura dei lavori, spiegando che i negoziatori ucraini sarebbero rimasti sul posto e avrebbero continuato i colloqui. Vi è ora maggiore chiarezza su quale Paese possa fornire quale contributo, ha spiegato il leader ucraino, sottolineando che la coalizione deve ancora lavorare sulle garanzie di sicurezza e che gli impegni dovrebbero essere legalmente vincolanti. Ha poi espresso gratitudine per il fatto che gli Stati Uniti siano disposti a partecipare al monitoraggio di un eventuale cessate il fuoco, sottolineando che dissuadere la Russia da ulteriori aggressioni è una parte importante della protezione dell'Ucraina. La disputa sul territorio si concentra sul fatto se l'Ucraina ritirerà completamente le sue truppe dalle regioni di Donetsk e Luhansk nell'est, come richiesto da Mosca. Washington sta sollecitando Kiev a farlo, sostenendo che altrimenti la pace con la Russia non potrà essere raggiunta. L'Ucraina rifiuta questa posizione, con il Cremlino che di recente ha dichiarato che avrebbe comunque conquistato militarmente questi territori, pur progredendo a un tasso di espansione per cui ci vorrebbero degli anni per sconfiggere l’eroica Resistenza ucraina.
14 gennaio 2026