Manifestazioni in oltre 30 città
Decine di migliaia di manifestanti in piazza per il Venezuela e la Palestina
Il Pmli presente ai cortei di Milano, Firenze, Perugia, Empoli e Catania, dove diffonde i Comunicati dell'Ufficio stampa contro “Il criminale di guerra Trump” e di “condanna per l’arresto di Hannoun e degli altri palestinesi in Italia”. Bruciate le bandiere Usa a Torino, Bologna e Roma
All'indomani del nuovo intollerabile attacco del governo Meloni, Mussolini in gonnella, alla resistenza del popolo palestinese culminato il 27 dicembre con gli arresti di Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia, e di altri otto palestinesi e all'indomani dell'aggressione imperialista americana al Venezuela col bombardamento di Caracas e col rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte del criminale di guerra Trump, il 10 gennaio decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza in oltre trenta città del Nord, Centro e Sud Italia per solidarizzare coi popoli palestinese e venezuelano e chiedere l'immediata liberazione degli arrestati.
Al grido “Giù le mani dal Venezuela. Fermare l’imperialismo Usa” che è risuonato forte in tutti i partecipati e combattivi cortei: da Torino a Catania, da Milano a Palermo, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Gaeta, Ancona, Brescia, Venezia, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Rimini, Ravenna, Imola, Faenza, Genova, Pisa, Siena, Lucca, Perugia, Bari, Lecce, Brindisi, Barletta, Catanzaro, Potenza e Cagliari, già protagoniste delle mobilitazioni spontanee del 4 gennaio, si è unito il fronte di lotta contro il genocidio del popolo palestinese protagonista degli scioperi sindacali e delle manifestazioni dei mesi scorsi con alla testa i giovani e gli studenti medi e universitari che ancora una volta hanno coraggiosamente sfidato i manganelli, gli arresti e la repressione giudiziaria del governo neofascista Meloni e si sono mobilitati per denunciare le complicità di Meloni non solo con il nazisionista Netanyahu e il genocidio del popolo palestinese ma anche l'approvazione dell'aggressione al Venezuela da parte del suo principale alleato Trump.
Una mobilitazione immediata e generale che non era affatto scontata visto che ancora una volta, come era già successo all'indomani dell'occupazione nazisionista di Gaza e della Cisgiordania, la “sinistra” parlamentare ha vigliaccamente evitato di denunciare sia gli arresti degli attivisti palestinesi in Italia sia la criminale aggressione imperialista americana illegittima, illegale, ingiustificabile e intollerabile in palese violazione del diritto internazionale, ai danni della sovranità, dell’indipendenza e dell'autodeterminazione del popolo venezuelano.
In tutte le piazze i manifestanti hanno ribadito che il popolo italiano non è complice dell'aggressione imperialista, rivendicando il rispetto della sovranità del popolo venezuelano già duramente provato da anni di blocchi economici e pressioni da parte dell'imperialismo occidentale che dell'Est.
Le bandiere venezuelane, palestinesi e simboli della resistenza contro il colonialismo e l’imperialismo hanno dominato i cortei, sottolineando una visione di solidarietà internazionale che collega le lotte dei popoli di tutto il mondo. In diverse città, prima dei cortei, si sono tenute assemblee pubbliche, momenti di approfondimento e dibattito sulla situazione del Venezuela, bersaglio di un assedio diplomatico e militare di portata internazionale.
A Roma
migliaia di manifestanti sono partiti in corteo da Piazza Esquilino verso l’Ambasciata degli Stati Uniti, scandendo slogan contro l’“imperialismo statunitense” e denunciando l’aggressione militare come una violazione del diritto internazionale.
Lungo il corteo organizzato da sindacati di base, associazioni e movimenti tra i quali Potere al Popolo, Usb, Movimento studenti palestinesi, Arci Roma e Rete dei Comunisti tre bandiere a stelle e strisce sono state bruciate per ribadire la condanna del terrorismo di Stato statunitense che ha colpito il Venezuela e esprimere solidarietà e vicinanza al popolo venezuelano e a Maduro. In piazza tante bandiere del Venezuela insieme a quelle della Palestina.
Forte anche la presenza giovanile, con studenti e studentesse delle organizzazioni Cambiare Rotta e Opposizione Studentesca Alternativa, oltre ad associazioni come La Villetta per Cuba l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, la Piattaforma Progressista Latinoamericana, realtà sociali come Donne di Borgata, Movimento dell’abitato, Ecoresistenze e il Movimento Studentesco Palestinese, che hanno esposto striscioni e urlato slogan contro quella che hanno definito una politica criminale e aggressiva, piratesca e sanguinaria dell’amministrazione imperialista statunitense.
“Al fianco del Venezuela contro l’aggressione degli Stati Uniti”, “Pace, sovranità e autodeterminazione per l’America Latina”, “Giù le mani dal Venezuela”, “Stop all’imperialismo statunitense e al sionismo” sono stati alcuni dei cori scanditi lungo il percorso del corteo.
Dal palco improvvisato davanti all’ambasciata americana al termine del corteo, diversi interventi hanno ribadito che la mobilitazione non si fermerà.
In collegamento video, è intervenuto anche figlio di Maduro, che ha ringraziato i manifestanti per la solidarietà e li ha invitati a restare uniti nel rivendicare la liberazione del padre e della sua compagna di vita Cilia Flores sicuro che “li riporteremo indietro e festeggeremo”.
A Milano
, il corteo a cui hanno preso parte diverse migliaia di manifestanti, è sfilato da via Giacosa a piazza della Repubblica attraversando il centro città per poi raggiungere il Consolato USA. Presente e molto attivo il PMLI, si legga a proposito la relativa corrispondenza locale.
Tra gli striscioni esposti anche le foto di Mohammad Hannoun, l'architetto palestinese arrestato il 27 dicembre scorso con l'accusa di aver finanziato, insieme ad altre persone, Hamas.
Davanti alla sede della “Cupola d'oro”, l'associazione coinvolta nell'inchiesta della Procura di Genova sui finanziamenti ad Hamas, il corteo si è soffermato e ha lungamente applaudito gli interventi di due figli dei palestinesi arrestati fra cui il figlio di Hannoun che ha detto: “Netanyahu dovrebbe essere al posto di mio padre”.
Davanti al consolato americano il corteo ha richiesto a gran voce ancora una volta "la liberazione dei nostri fratelli", e ha espresso solidarietà al Venezuela "invaso". Gran parte dei partiti che si definiscono comunisti hanno però totalmente ignorato la posizione dei comunisti venezuelani contro il regime autoritario, antidemocratico, antioperaio e antipopolare di Maduro, spacciando quest’ultimo e il suo ormai storicamente fallito “socialismo del XXI secolo” come “alternativa rivoluzionaria anticapitalista”.
Al grido corale di “fuori i sionisti dal corteo”, è stata peraltro meritatamente cacciata dai manifestanti la pennivendola di regime Giulia Sorrentino, autrice (tra gli altri) di un articolo sul fogliaccio fascista di Angelucci “Il Tempo” che ha frontalmente attaccato il PMLI per la sua limpida posizione antisionista espressa nella solidarietà per Hannoun, quando gli venne ingiunto il confino di polizia, e contro il governo neofascista Meloni.
“Contro l'aggressione degli Stati Uniti al Venezuela. Governo Meloni servo e complice dell'imperialismo Usa" centinaia di manifestanti sono sfilati in corteo a Torino
da Piazza Carignano fino a Piazza Castello, davanti alla prefettura. All'inizio e alla fine della manifestazione al grido di “Maduro libero”, “giù le mani dal Venezuela” e “abbasso l’imperialismo americano” gli organizzatori hanno dato alle fiamme alcune bandiere americane per denunciare “l'aggressione degli Stati Uniti al Venezuela”. Sotto la sede torinese della Rai in Via Rossini, i manifestanti hanno versato letame sull’asfalto e collocato una lapide simbolica con la scritta: “Premio Nobel per falsa informazione” per denunciare il servilismo del servizio pubblico radio televisivo nei confronti del governo.
Con una videochiamata, Nicolás Ernesto Maduro, figlio del presidente venezuelano, ha ringraziato i manifestanti per il sostegno internazionale.
Al corteo promosso da Rifondazione Comunista e Potere al Popolo hanno preso parte anche i sindacati di base, collettivi studenteschi Cua e Cambiare Rotta e l'Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba.
Durante il corteo, Paolo Ferrero, segretario provinciale di Rifondazione, ha affermato che "c'è solo una posizione da prendere, quella di schierarsi contro l'imperialismo americano ed europeo, e c'è una sola proposta sensata: l'uscita dell'Italia dalla Nato".
A Firenze
centinaia di manifestanti hanno aderito al corteo organizzato dall'Associazione Firenze per la Palestina. Il corteo a cui ha preso parte anche il PMLI è partito da piazza San Marco, ed è poi proseguito lungo Via Cavour per concludersi in Piazza San Lorenzo. Il cartello bifacciale con i manifesti “Giù le mani dal Venezuela”, che erano riportati anche nelle locandine dei “corpetti” indossati dai compagni insieme alle spille Maestri e PMLI, hanno avuto tra i meriti quello che sono stati gli unici richiami grafici all'aggressione USA al Venezuela della manifestazione. Inoltre, questi manifesti hanno espresso in pieno il coerente antimperialismo del PMLI nella condanna di tutti gli imperialismi, americano, russo e cinese, per cui sono stati indicativi tra i manifestanti dato che non sempre le idee sono chiare in argomento e non a caso quella dei marxisti-leninisti è stata una partecipazione molto attiva con discussioni approfondite e interessanti in base a domande che ci sono state rivolte. Il tutto culminato con anche presa di nuovi contatti. (Vedi articolo di cronaca pubblicato a parte).
A Bologna,
centinaia di manifestanti sono sfilati da Piazza XX Settembre al Nettuno. Durante il corteo, organizzato dal sindacato Usb, Potere al Popolo, Rete dei comunisti e dai collettivi Osa e Cambiare Rotta, una grande bandiera degli Stati Uniti è stata bruciata nel cuore di via Indipendenza: “contro un militarismo a stelle e strisce che sta incendiando il mondo... Finché avremo voce ci muoveremo nelle scuole e nelle università... Difendere il Venezuela e la Palestina vuol dire difendere l’umanità. Per avere la pace bisogna fermare gli Stati Uniti”.
In Piazza Maggiore, sotto il sacrario dei caduti, i manifestanti hanno esposto le foto dei 32 agenti della scorta di Maduro uccisi durante l'aggressione.
Al grido “Giù le mani dal Venezuela" centinaia di manifestanti sono scesi in piazza anche nel centro di Genova
insieme a partiti, sindacati di base e associazioni fra cui Cambiare rotta, Osa, Rete dei Comunisti, Potere al Popolo, Usb, Calp, Associazione Italia Cuba, Partito della Rifondazione Comunista, Udap, Frente RC5 Génova e Partito Comunista Italiano per “dimostrare la nostra solidarietà internazionalista al Venezuela, contro l’imperialismo Usa e i governi, come quello Meloni, che appoggiano il genocidio sionista in Palestina e l’aggressività degli Stati Uniti e il recupero colonialista della dottrina Monroe in America Latina".
A Brescia
oltre 1.500 manifestanti hanno preso parte al corteo “Dalla Palestina al Venezuela. Fermare colonialismo, sionismo e imperialismo” organizzato dal Coordinamento Palestina e altre realtà bresciane per denunciare che "il genocidio e l'occupazione coloniale israeliana della Palestina è un modello con cui le grandi potenze intendono ridisegnare, a loro piacimento, il mondo. Gli attacchi Usa in Venezuela e la repressione interna che vediamo in Italia contro chi lotta per un mondo più giusto e davvero libero ne sono la drammatica testimonianza”.
A Napoli, nella “Sala Gaetano Marati” della Federazione campana dell’USB, si è svolto un approfondito dibattito sulla situazione venezuelana, mentre a a Palermo prima una assemblea pubblica cittadina e poi un presidio in piazza hanno animato la mobilitazione nel capoluogo siciliano.
Anche piazze più piccole come Ancona hanno partecipato con sit‑in sotto le prefetture, dove i manifestanti hanno esposto bandiere venezuelane e palestinesi chiedendo il rispetto del diritto internazionale e la fine di ogni forma di interventismo imperialista.
Insieme alle molte Associazioni di latinoamericani presenti in Italia, le realtà palestinesi come il Movimento degli Studenti Palestinesi, l’Udap, le Comunità palestinesi in Italia, Partiti, Associazioni, Collettivi, Organizzazioni politiche e studentesche e sindacati di base che hanno promosso le manifestazioni, fin dal 4 gennaio anche il PMLI si è immediatamente mobilitato partecipando attivamente ai presidi e ai cortei di solidarietà con i popoli palestinese e venezuelano a Milano, Firenze, Empoli, Perugia e Catania diffondendo i comunicati dell'Ufficio stampa contro “Il criminale di guerra Trump aggredisce il Venezuela e rapisce Maduro” e di ferma “condanna dell’arresto di Hannoun e degli altri palestinesi in Italia”
(vedi le Corrispondenze locali pubblicate a parte).
14 gennaio 2026