Lettere
Normalizzata l'“emergenza freddo” nelle scuole di Catania
L'Usb Scuola Catania ha più volte denunciato la situazione critica del freddo e delle carenze strutturali nelle scuole di Catania che riguardano tutta la Sicilia, vedi le proteste studentesche in corso a Siracusa per la totale mancanza di riscaldamento.
Puntualmente all'inizio di ogni anno scatta quella che ancora viene definita vergognosamente "l'emergenza freddo".
Vergosamente perché non si tratta di un’emergenza quando la situazione è sempre più drammaticamente normalizzata con gran parte dei riscaldamenti funzionanti o guasti o spenti che praticamente non sono a norma: non sono a norma gli impianti del gas, non sono a norma i quadri elettrici, non vengono effettuate le verifiche e le manutenzioni periodiche.
Quindi, anche la sicurezza di chi lavora dentro queste scuole e di chi studia è seriamente messa a repentaglio ogni giorno.
Si tratta di "emergenza freddo"? No!
Come USB Scuola Catania CHIEDIAMO che tutti gli organi istituzionali preposti (locali, regionali e nazionali) intervengano per mettere finalmente fine a questa VERGOGNA, per garantire la sicurezza di chi studia e di chi lavora nelle scuole pubbliche statali.
Usb Scuola Catania
Chiarire cosa sono gli ospedali di terzo livello e gli ospedali selettivi
Come impatta la prossima riforma del Servizio sanitario nazionale sui territori montani, deve essere chiarito. Urgentemente approfondito. Lo chiede Uncem, che ha iniziato ad analizzare il testo del disegno di legge delega approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. Un articolato per riscrivere l'architettura dell'assistenza territoriale e ospedaliera e, più in generale, il modello organizzativo del Servizio sanitario nazionale. Prevista una revisione del dimensionamento delle strutture complesse e l'introduzione di nuove reti assistenziali tempo-dipendenti e specialistiche. Ma anche la nascita di due nuovi livelli di ospedali
, oltre a quelli di primo e di secondo livello. Sono gli ospedali selettivi, privi di pronto soccorso, chiamati a operare in rete con l'emergenza-urgenza, nel rispetto di tempi massimi di collegamento e requisiti uniformi di sicurezza e qualità, e gli ospedali di terzo livello. Al ministro della Salute Uncem dice di analizzare bene cosa abbiamo sui territori e cosa si vuole fare delle strutture ospedaliere delle zone montane. Cosa diventeranno? E nelle zone alpine, nei fondovalle, dove molte strutture sono state depotenziate negli ultimi dieci anni. Cosa ne sarà? Serve un quadro omogeneo che vogliamo da subito analizzare con le Regioni. Non possiamo trovarci con una riforma così importante e impattante sui cittadini non concertata e non analizzata dalle Regioni con gli Enti locali. Uncem fa la sua parte, a difesa delle comunità locali.
Non si abbattano ospedali, non si tolgano pronto soccorso e reparti, non si riducano ulteriormente i servizi.
Si scelga di potenziare un sistema territoriale che ha negli ospedali un punto fermo insieme con medici di medicina generale, soccorso in emergenza, farmacie dei servizi, case della salute, strutture per lungodegenza e cronicità. Non possiamo certo subire nuovi tagli di servizi e sicurezza di cure per chi vive e lavora nei territori montani alpini e appenninici.
UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani
I limiti di chi sostituisce il marxismo-leninismo-pensiero di Mao con il castrismo, il bolivarismo e l’idealismo
Circa l’intervista ad una frontwoman
di Potere al popolo e sua carovana, Marta Collot, il testo conferma i limiti del nuovo socialismo propugnato da quest'area politica.
Che cosa c'è nell'album di famiglia? I cinque Maestri del proletariato? Tre di loro? Due? Uno? Nessuno! Campeggiano Fidel Castro e Gramsci. Insomma, castrismo, bolivarismo, martinismo e idealismo di sinistra sostituiscono il marxismo-leninismo-pensiero di Mao.
Katia - Urbino
In corso una caccia alle streghe nelle scuole italiane
Luca Casarini su l'Unità
del 30/12 si chiede retoricamente se, a proposito dall'attacco ad Hannoun e ai Propal, si vada "verso uno stato di polizia". Ebbene, sì. Basta vedere la caccia alle streghe nelle scuole. In Toscana è stato rimosso un DG perché non voleva mandare ispettori in due scuole pisane, ree di aver ospitato Francesca Albanese. In Lazio, fra attacchi dei fasci alle scuole occupate ed ispezioni a iosa, sulla graticola - fra le tante e i tanti - una preside e due docenti per un caso di suicidio prescolastico. Caso identico altrove nella medesima provincia e nel medesimo Usr, ma avere in casa tessera Anp+Lega ha evitato guai.
Il sindacato nero dice che tutto è a posto: "La posizione dell’Anp riflette l’idea che se si utilizzano correttamente gli strumenti di prevenzione e contrasto disponibili, molte criticità potrebbero essere gestite prima che degenerino, sollecitando così una maggiore applicazione concreta".
Disconf, invece, "pur esprimendo profonda vicinanza alla famiglia del ragazzo e ai colleghi coinvolti, Fratta mette in guardia dal rischio di 'caccia alle streghe', evitando di trasformare automaticamente il dirigente scolastico nel capro espiatorio di una vicenda estremamente complessa. Secondo DirigentiScuola, le dinamiche che hanno portato al suicidio di P. non possono essere ricondotte unicamente alla responsabilità gestionale di una singola figura. Nella scuola attuale, osserva Fratta, mancano strumenti adeguati per affrontare situazioni complesse che richiedono competenze specifiche e interventi coordinati: dal supporto psicologico alla gestione dei conflitti, fino al dialogo con le famiglie e i servizi territoriali".
Tiziana, vicepreside pisana
Occupare le piazze dei palazzi governativi per non perdere tutte le conquiste raggiunte
Già da un po' di tempo su “La Voce” sto sostenendo che passo passo stiamo perdendo tutte le conquiste raggiunte con anni e anni di lotte dei comunisti italiani, ora con questa adesione certa del nostro governo con il sequestro di Maduro abbiamo passato veramente un confine di non ritorno.
Occorre tutta la nostra partecipazione. Occorre occupare le piazze a tempo indeterminato e se non lo faremo
perché il nostro governo si esprima per la liberazione di Maduro e per la liberazione della Palestina, saremo noi stessi complici e responsabili
di quello che da qui in poi succederà nel Mondo.
Grazie compagni, uniamoci e occupiamo le piazze davanti alle istituzioni governative: Quirinale, Montecitorio e Palazzo Madama.
Roberto, via e-mail
21 gennaio 2026